venerdì 5 giugno 2009

San Giuliano - Blitz contro le baracche nelle frazioni


Task force sulle baracche abusive, con carabinieri e agenti della polizia locale, che ieri mattina hanno effettuato un intervento congiunto, passando al setaccio alcune aree di San Giuliano dove conduttori agricoli e commercianti avevano segnalato la presenza di catapecchie che si intravedono nello scenario rurale del territorio. Gli insediamenti di fortuna individuati nel corso del monitoraggio sono quattro, di cui rispettivamente due nella zona di Pedriano - in particolare uno nell’area degli orti all’ingresso del paese e un altro spostato verso Mezzano -, mentre altri due sono stati rinvenuti nell’area che si estende tra Rocca Brivio e la roggia Vettabbia.
Le casupole realizzate in spicchi fuori mano, su tratti di territorio demaniali o su fondi agricoli privati, sono state costruite con materiali di risulta da nomadi che si sono spinti in questo tratto di hinterland in cerca di un riparo per evitare di trascorrere le notti all’addiaccio e assicurarsi un appoggio dove lasciare l’essenziale. Sebbene siano in parte nascosti alla vegetazione, gli “alloggi” non sono certo sfuggiti all’attenzione di sangiulianesi che si sono rivolti a istituzioni e forze dell’ordine per segnalare le situazioni di irregolatorità, rispetto alle quali a questo punto verrà programmato uno sgombero. Una di queste casupole è stata anche corredata di un orto che probabilmente risponde al fabbisogno di verdura degli occupanti, mentre un’altra si presume possa essere un punto di riferimento per le prostitute che a rotazione sin dal mattino, come hanno fatto notare tante volte i residenti di Pedriano, si appostano all’ingresso del paese, in attesa dei clienti che attraversano la Binasca. Al momento dei controlli gli “inquilini” irregolari avevano già lasciato le baracche con i loro giacigli, eccetto una famiglia di romeni, che ha detto ai carabinieri di essere intenzionata ad andarsene spontaneamente. In ogni caso sono già state avanzate anche le segnalazioni ai servizi sociali del comune, che potrebbero programmare interventi soprattutto per la presenza di minori. Conclusa la perlustrazione, una volta individuati i luoghi, il prossimo passo sarà teso a ripristinare un clima di regolarità, così come auspicato dai diretti interessati, soprattutto dal proprietario del terreno che si è trovato a far fronte ad ospiti inattesi, i quali, trovando un’area libera, avevano pensato di organizzarsi alla meglio. La bonifica prevede infatti la rimozione delle strutture e la ripulitura della zona, sugli esempi di altri sgomberi effettuati negli ultimi anni nel comune confinante di San Donato. Gli appezzamenti rurali e le catapecchie abbandonate dell’hinterland Sudmilanese, ancora una volta si sono trasformate in un punto di approdo per senzatetto. Fonte: Il Cittadino

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