giovedì 11 giugno 2009

Sant'Angelo - Castello, ora si batte cassa al Pirellone

La conferma arriva dal consigliere della fondazione Bolognini, Gaetano Boggini: «Il Cda ha già deliberato». Progetto per riaprire il maniero: chiesti 690mila euro alla regione.

Per riaprire il castello Morando Bolognini di Sant’Angelo, chiuso dal giugno 2007 per ragioni di sicurezza, la fondazione Bolognini batte cassa in regione Lombardia. Lo conferma Gaetano Boggini, consigliere di amministrazione della fondazione.Boggini, quali sono le ultime novità?«Momentaneamente abbandonato il progetto di creare un nuovo soggetto per la gestione del castello e dei suoi musei, il consiglio di amministrazione della fondazione ha deliberato di aderire al bando sul fondo di rotazione della regione Lombardia per i soggetti operanti in campo culturale, con la presentazione di un progetto di ripristino e messa in sicurezza del tetto del castello e di opere connesse». Cosa intendete fare?«La fondazione si assume l’onere di avviare interventi strutturali con una previsione di spesa di 690mila euro. Il 35 per cento di tale cifra sarà a carico della fondazione, il rimanente 65 per cento sarà a carico della regione, di cui il 25 per cento a fondo perduto e la rimanente quota restituita dalla fondazione in dieci anni a tasso zero. Il progetto e la domanda sono già stati presentati alla regione, con allegata lettera dell’amministrazione comunale di approvazione e sostegno alla richiesta».Oltre all’adesione al fondo di rotazione, quali altre iniziative avete avviato?«Per accelerare i tempi di riapertura del castello, il cda della fondazione Bolognini ha chiesto al direttore, Luigi Degano, di sollecitare l’avvio e la realizzazione del progetto Cariplo, cofinanziato dalla fondazione, dall’amministrazione comunale e dall’associazione Amici del castello».Cosa prevede nel dettaglio il progetto finanziato dalla fondazione Cariplo?«Prevede il restauro dello scalone che collega il cortile minore del castello con il parco del Giardinone. Il progetto è già stato approvato dalla soprintendenza ai beni culturali e architettonici e i lavori dovrebbero iniziare a settembre, così come preannunciato verbalmente dall’amministrazione comunale, cofinanziatore dell’opera, al nostro direttore».Gli interventi del progetto Cariplo andavano oltre lo scalone...«Un secondo intervento riguarda la ristrutturazione del salone dei cavalieri. A giorni dovrebbe arrivare l’approvazione del progetto da parte della soprintendenza. Sono già stati richiesti i preventivi e a breve, salvo imprevisti, si procederà all’assegnazione dei lavori. Questo intervento è cofinanziato dall’associazione Amici del castello. C’è poi un terzo intervento».Quale?«La creazione di una scala di sicurezza nell’ala sud del castello, da adibire, un domani, anche a nuovo accesso del museo del pane. La progettazione di questo intervento ha incontrato qualche difficoltà, causa problemi statici, tuttavia proprio in questi giorni dopo un colloquio con la responsabile della soprintendenza, si è giunti a una decisione definitiva e si è in attesa della relativa approvazione. Sarà cura della fondazione Bolognini, cofinanziatore dell’opera, chiedere al più presto i preventivi e aggiudicare i lavori. Altri piccoli interventi verranno realizzati con eventuali economie derivanti dai tre progetti che ho esposto».Quando riaprirà il castello?«Non ci azzardiamo a fare una previsione, tuttavia l’impegno del cda è quello di procedere con tutti i mezzi disponibili a una rapida messa in sicurezza del maniero e alla riapertura dei musei, per non perdere quanto di buono è stato realizzato in passato, per valorizzare sempre più questo bene architettonico».La riapertura sarà totale?«Verosimilmente non sarà totale, ma potrebbe riguardare una buona parte delle sale museali del castello, poiché l’altro grosso intervento necessario per la messa in sicurezza di tutto il fabbricato riguarda la creazione di una rete di idranti all’interno e all’esterno del castello, per un eventuale rapido intervento in caso di incendio. La spesa per questa opera è abbastanza ingente, tuttavia auspichiamo di trovare al più presto un altro finanziamento per la sua realizzazione».Fonte: Il Cittadino

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