Procedono spediti i lavori di restauro dell’organo della basilica di Sant’Angelo. Lo strumento, uno dei più grandi del Lodigiano con 3.000 canne, necessitava dell’intervento degli esperti, perché, stante il passaggio del tempo, aveva perso le proprie potenzialità. Le operazioni su una parte dell’organo (matroneo di sinistra) sono quasi ultimate: le canne sono state tutte restaurate - tranne un piccolo gruppo che è ancora in laboratorio - i somieri sono stati sistemati e i mantici reimpellati. È stata fatta una pulizia accurata di tutto il complesso, con trattamenti antitarlo e lavaggi particolari. Si stanno compiendo anche lavori elettrici su tutti i contatti e sulla trasmissione del suono. I motori di entrambi i corpi sono stati portati in laboratorio e la consolle verrà portata via entro il mese di giugno. Tutte le canne dell’altro matroneo saranno oggetto del lavoro dei prossimi mesi, luglio e agosto. Da settembre dovrebbe infine iniziare la lunga opera di intonazione, registro per registro. Tutto il lavoro viene eseguito secondo i rigidi criteri dettati dalla Soprintendenza alle belle arti, che ha messo sotto tutela lo strumento dai primi di aprile. L’auspicio è che il restauro possa concludersi entro il novembre del 2009. Il costo dell’intervento è di circa 50mila euro, in parte coperti da fondi propri della parrocchia, in parte (36.848 euro) arrivati dalla regione Lombardia. Anche l’associazione Sviluppo Santangiolino si è interessata al restauro. La prima notizia scritta sull’organo risale al febbraio 1797: si tratta di un documento con il quale viene incaricato il «fabbricante d’organi Andrea Buzzoni di Pavia» di «incordare» l’organo. Il 31 maggio 1807 la Fabbriceria della chiesa aveva invece incaricato Giuseppe Serassi di Bergamo di costruire un nuovo organo, che era stato ultimato per la Pasqua del 1808. Il 30 agosto 1856 era stato poi chiamato Adeodato Dossi-Urbani da Bergamo per intervenire sullo strumento. Era stato affidato l’incarico anche al fabbricante Lingiardi di Pavia: il 1858 erano stati inaugurati i nuovi lavori sull’organo. Un successivo intervento risale al 1938 (anno di ultimazione della nuova parrocchiale): a occuparsi dell’organo in questo caso era stato lo specialista Nicolini di Crema. Negli anni Sessanta, infine, il parroco monsignor Giuseppe Molti decide l’installazione di un grandioso organo, opera della bottega dei fratelli Costamagna di Milano. L’organo esistente viene quindi restaurato, potenziato ed elettrificato. Fonte: Il Cittadinomercoledì 10 giugno 2009
Sant’Angelo, l’organo va in restauro. Gigantesco lavoro sulle 3000 canne
Procedono spediti i lavori di restauro dell’organo della basilica di Sant’Angelo. Lo strumento, uno dei più grandi del Lodigiano con 3.000 canne, necessitava dell’intervento degli esperti, perché, stante il passaggio del tempo, aveva perso le proprie potenzialità. Le operazioni su una parte dell’organo (matroneo di sinistra) sono quasi ultimate: le canne sono state tutte restaurate - tranne un piccolo gruppo che è ancora in laboratorio - i somieri sono stati sistemati e i mantici reimpellati. È stata fatta una pulizia accurata di tutto il complesso, con trattamenti antitarlo e lavaggi particolari. Si stanno compiendo anche lavori elettrici su tutti i contatti e sulla trasmissione del suono. I motori di entrambi i corpi sono stati portati in laboratorio e la consolle verrà portata via entro il mese di giugno. Tutte le canne dell’altro matroneo saranno oggetto del lavoro dei prossimi mesi, luglio e agosto. Da settembre dovrebbe infine iniziare la lunga opera di intonazione, registro per registro. Tutto il lavoro viene eseguito secondo i rigidi criteri dettati dalla Soprintendenza alle belle arti, che ha messo sotto tutela lo strumento dai primi di aprile. L’auspicio è che il restauro possa concludersi entro il novembre del 2009. Il costo dell’intervento è di circa 50mila euro, in parte coperti da fondi propri della parrocchia, in parte (36.848 euro) arrivati dalla regione Lombardia. Anche l’associazione Sviluppo Santangiolino si è interessata al restauro. La prima notizia scritta sull’organo risale al febbraio 1797: si tratta di un documento con il quale viene incaricato il «fabbricante d’organi Andrea Buzzoni di Pavia» di «incordare» l’organo. Il 31 maggio 1807 la Fabbriceria della chiesa aveva invece incaricato Giuseppe Serassi di Bergamo di costruire un nuovo organo, che era stato ultimato per la Pasqua del 1808. Il 30 agosto 1856 era stato poi chiamato Adeodato Dossi-Urbani da Bergamo per intervenire sullo strumento. Era stato affidato l’incarico anche al fabbricante Lingiardi di Pavia: il 1858 erano stati inaugurati i nuovi lavori sull’organo. Un successivo intervento risale al 1938 (anno di ultimazione della nuova parrocchiale): a occuparsi dell’organo in questo caso era stato lo specialista Nicolini di Crema. Negli anni Sessanta, infine, il parroco monsignor Giuseppe Molti decide l’installazione di un grandioso organo, opera della bottega dei fratelli Costamagna di Milano. L’organo esistente viene quindi restaurato, potenziato ed elettrificato. Fonte: Il Cittadino
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