sabato 17 aprile 2010

La Provincia scommette sulle due ruote - Il progetto prevede una serie di proposte agli appassionati sfruttando il sistema di piste esistente e coinvolgendo vari soggetti - Al via il distretto del cicloturismo per valorizzare il Grande fiume

Il Lodigiano punta sulle bici anche in chiave turistica e per farlo Provincia e Camera di commercio di Lodi stanno realizzando il distretto del cicloturismo, un sistema di relazioni e rapporti tra soggetti pubblici e operatori privati finalizzato a dare risposte alla domanda in questo settore. Il progetto del distretto lodigiano è stato presentato ieri dalla Provincia di Lodi a Rivalta sul Mincio nell’ambito del seminario del Sistema Turistico Po di Lombardia intitolato “Una risorsa per lo sviluppo del turismo: la rete delle ciclabili del Sistema Turistico Po di Lombardia”, un convegno interamente dedicato al cicloturismo, ai progetti in atto e alle prospettive future nelle quattro province rivierasche del Po. Grazie ai suoi 500 chilometri di ciclabili che lo collocano al 15esimo posto tra le province d’Italia, il Lodigiano non può che puntare forte sul cicloturismo e per farlo ha scelto lo strumento di programmazione del distretto, ovvero la messa in rete di tutti i soggetti interessati per trovare criticità, proporre soluzioni, creare progetti. I primi pacchetti turistici per ciclisti saranno pronti per la promozione a partire dall’autunno prossimo, con i ritorni in termini di presenze a partire dall’anno prossimo. «In particolare, il distretto cerca di sfruttare l’ampia rete di ciclabili già esistente e le caratteristiche del territorio, caratterizzato da un declivio leggero che ben si sposa alla ciclabilità dolce e familiare, il tutto rafforzato dal contesto paesaggistico per lunghi tratti ancora di campagna tipica lombarda. - dicono l’assessore al turismo Mariano Peviani e la responsabile dell’ufficio Turismo della provincia Fede Costa -. Per poter sfruttare queste caratteristiche, è necessario che l’offerta sia completata in un’ottica cicloturistica. Stiamo lavorando con tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati, per arrivare a costituire pacchetti di due o tre giorni: gli itinerari sono già stati individuati e gli operatori privati, una ventina, stanno valutando le possibilità di collaborazione. Nelle prossime settimane dovremmo già avere le prime bozze». Il lavoro fatto finora ha portato ad alcuni suggerimenti concreti: le strutture ricettive devono avere un locale dove ricoverare le biciclette, magari un minimo di attrezzatura per le piccole riparazioni, una lavatrice e un’asciugatrice, e presentare una colazione robusta; gli ambienti a disposizione devono essere confortevoli e decorosi, ma non sfarzosi. Così, i ristoranti devono pensare a menu appositi, le produzioni tipiche del territorio aprire i loro laboratori a visite guidate, gli itinerari proposti contemplare monumenti e bellezze storiche o naturalistiche. E il tutto deve trovare poi una corretta collocazione all’interno di un pacchetto specifico che poi dovrà essere veicolato al pubblico da agenzie e tour operator specializzati.Fonte: Il Cittadino

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