sabato 17 aprile 2010

«La valle del Po sarà la struttura portante»

L’essenza turistica della Bassa Lombardia deve essere il sistema del Po e le ciclabili dovranno essere l’infrastruttura portante, la dorsale di questa rete. È il punto di vista della Provincia di Lodi a proposito del Sistema Turistico Po di Lombardia, come emerso ieri al seminario “Una risorsa per lo sviluppo del turismo: la rete delle ciclabili del Sistema Turistico Po di Lombardia” di Rivalta sul Mincio. «Ogni Regione o zona d’Italia ha una sua essenza turistica che spiega le tradizioni, il paesaggio, le produzioni tipiche - spiega l’assessore alle infrastrutture della Provincia di Lodi Nancy Capezzera -. Nella Lombardia abbiamo le alpi nella parte alta, poi c’è Milano, e poi tutta la Bassa Lombardia deve guardare al Po come alla chiave per un turismo ragionato, sostenibile e dolce, un turismo “slow” per così dire. Il Po con tutti i suoi affluenti, l’Adda nel nostro caso. E l’ossatura di questo sistema non può che essere costituita dalle ciclabili, che permettono appunto una fruizione dolce e sostenibile delle risorse turistiche». Al Sistema Turistico Po di Lombardia partecipano per il Lodigiano 47 diversi soggetti pubblici e privati: promosso dalle quattro province rivierasche, Cremona, Lodi, Pavia e Mantova, e dalle tre Strade del vino che insistono su questi territori, il Sistema si propone come obiettivo finale la valorizzazione turistica del Po, e facendo rete si propone anche come catalizzatore di fondi e di risorse pubbliche. Nel 2006, la “Carta di Lodi” uscita da un incontro del Sistema poneva all’attenzione di tutti la necessità di uniformare e integrare le reti di ciclabili sui territori, andando a creare una vera e propria rete di viabilità dolce. A distanza di qualche anno, gli enti del Sistema vogliono oggi riannodare i fili di quel discorso che non ha ancora trovato una piena rispondenza nei progetti e nelle operazioni attuate. E all’interno del Sistema, la Provincia di Lodi ha proprio il coordinamento degli interventi sulla ciclabilità e sul cicloturismo. «In realtà la rete di ciclabili sul Po è quasi completata, mancando pochi tratti che potrebbero essere oggetto proprio dei prossimi interventi - dice il funzionario responsabile Sergio Dossena -. Riuscire a normalizzare l’utilizzo dell’argine del fiume tramite accordi e convenzioni con Aipo potrebbe dare quell’impulso finale necessario a costituire un’unica lunga rete ciclabile che copra tutte e quattro le province».Fonte: Il Cittadino

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