sabato 17 aprile 2010

Paullo - Il gasolio nell’acqua fa strage di pesci - Pare che l’inquinamento sia stato originato nel parcheggio di un’attività commerciale: le analisi sono ancora in corso - Sono stati contaminati il cavo Marocco e il colatore Addetta

Strage di pesci nel cavo Marocco e nel colatore Addetta, tra Paullo. Caleppio di Settala, Mediglia e Tribiano. 

Già nel tardo pomeriggio di giovedì alcuni pescatori della zona hanno iniziato a segnalare la presenza di alcuni pesci morti lungo il corso del fiume, all’altezza del ponte sulla Muzza. Situazione apparsa in tutta la sua gravità sin dal primo sopralluogo della polizia locale di Paullo, quando le carcasse di decine e decine di alborelle, cavedani e altri esemplari sono stati trovati a pancia all’insù, impantanate in chiazze presumibilmente di gasolio. Per circa sei ore, fino quasi alle 22, è rimasto nell’aria l’inconfondibile odore di carburante. La zona interessata dalla moria, sembrerebbe partire a monte del cavo Marocco, in corrispondenza del passaggio del canale in prossimità della Paullese, nella zona industriale del chilometro 10, a Caleppio di Settala. Sul luogo, sono immediatamente scattati i controlli e le indagini, ad opera di un nutrito gruppo di uomini. Sono stati allertati l’Arpa che ha prelevato campioni della sostanza inquinante, la polizia provinciale del distaccamento di Paullo competente per i reati ambientali e i vigili della caserma locale. Dopo le rituali 48 ore di analisi, sarà sicuramente possibile definire quali sostanze sono state sversate: si dovrebbe comunque trattare di idrocarburi, gasolio in particolare. Le acque del cavo Marocco, a un’analisi visiva superficiale, appaiono ora di nuovo limpide e apparentemente in buona salute le specie ittiche, anche se i residui dell’agente letale erano ancora parzialmente visibili in alcuni punti dell’Addetta. Molte le ipotesi sull’accaduto, ma è possibile che la moria sia la conseguenza di uno sversamento doloso e non accidentale, soprattutto visto il controllo di insediamenti e scarichi industriali. «Sono state controllate le aziende - spiega il comandante della polizia locale Stefano Papalia -, tra cui anche alcune alle quali erano già state contestate irregolarità, ma non risultano scarichi abusivi. L’origine dell’inquinamento è presumibile identificabile al parcheggio di un insediamento commerciale, dove probabilmente qualcuno si è fermato e ha sversato la sostanza in acqua. Purtroppo non ci sono telecamere e il responsabile ovviamente ha abbandonato il luogo incriminato». Ci si potrebbe trovare di fronte ad un criminale, che ha fatto fuoriuscire il gasolio oppure ha pulito indebitamente una cisterna contenente oli industriali. Le quantità, che non è possibile stabilire, rendono più probabile la prima delle ipotesi. «Io verso le 20 - racconta un ex imprenditore ora in pensione - ho sentito un fortissimo olezzo nella zona della Casa dell’acqua. L’odore non andava via e si estendeva in via Buonarroti, tra Mediglia, Tribiano e Paullo, io abito proprio qui, al confine. La prima cosa che ho fatto è andare a vedere cosa stava succedendo e siccome ho una cisterna di gasolio, ho controllato che fosse ben chiusa. Immagino però dall’odore che il quantitativo scaricato fosse ingente».Fonte: Il Cittadino

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...