venerdì 23 aprile 2010

Zelo - La città degli artigiani potrà essere attivata con l’energia del sole - Un progetto pilota che interessa tutto il Lodigiano

Una cittadella dell’artigianato c’è già ed è tra le più grandi della Lombardia con le 54 microimprese riunite in un grande polo, primo in Italia ad ottenere la certificazione Emas che offre garanzie sulla qualità dei procedimenti e sul rispetto dell’ambiente. Ma, molto presto, il cuore pulsante di queste attività potrebbe essere alimentato ad energia solare. La proposta, promossa dall’Unione artigiani di Lodi e dalla Cooperativa artigiana di Zelo, è proprio quella di portare le aziende a dotarsi di pannelli fotovoltaici. A Zelo partirà un progetto pilota, che potrebbe poi essere esteso al Lodigiano. Tutto sfruttando alcune agevolazioni che sono previste entro l’anno in corso. Alcune adesioni sono già arrivate e mercoledì è stata promossa una serata con il relativo piano di azione, già dettagliato, che è stato studiato dall’Unione e la Cooperativa, passando da Artfidi Lombardia e contando sull’apporto della società emiliana Genia Business. Una trentina di imprenditori hanno manifestato la loro disponibilità partecipando all’incontro che ha visto la presenza di Angelo Carelli (presidente Unione artigiani Lodi), Mauro Sangalli (segretario Unione artigiani Lodi), Piercarlo Pizzi (vice presidente Cooperativa artigiana), Luigi Milano (vice presidente vicario Artfidi Lombardia), Mario Bellocchio (direttore d’area Artfidi), Anselmo Petraroli (amministratore delegato Genia Business). L’invito all’assemblea è stato allargato a tutti gli operatori locali, anche “fuori” dal polo. L’impossibilità di trovare una sorta di pacchetto “chiavi in mano”, dallo studio di fattibilità a reperimento dei finanziamenti, fino all’installazione, è la più grande delle difficoltà. Gli enti hanno lavorato proprio in questo senso, affidandosi all’esperienza di Genia Business che è specializzata proprio nel trovare la soluzione più adatta alle esigenze di ciascun operatore. «Un abito su misura», spiega Sangalli, che poi dovrà arrivare a costituire un capitolato di spesa, da mettere in una gara d’appalto che potrebbe aver come referente proprio la Cooperativa artigiana per le aziende interessate. L’importante è raggiungere un buon numero di richieste. Sul fronte finanziario Artfidi si è già mossa invece con gli istituti di credito per valutare le condizioni di finanziamento. Ovviamente anche qui conta la legge dei grandi numeri, più si è e migliori tassi si riescono a spuntare. La fase immediatamente successiva sarà l’invio agli operatori economici di un quadro riassuntivo della proposta con una richiesta di adesione. In base ad essi poi si partirà per concludere la pratica entro la fine dell’anno, che coincide con la scadenza degli incentivi. E ovviamente, al contempo, si valuterà la possibilità di abbattere ulteriormente i costi con contributi regionali e di altri enti.Fonte: Il Cittadino

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