«Finalmente! Dopo quarant’anni il comune di Santo Stefano è diventato proprietario della Filanda». Non ha nascosto soddisfazione ieri mattina il sindaco di Santo Stefano Lodigiano, Massimiliano Lodigiani, all’atto della firma che, nello studio codognese dei notai Angelo Squintani e Grazia Carastro, ha visto il passaggio di proprietà dal Demanio al piccolo comune della Bassa dell’immobile di via Piave che fu filanda del paese. A firmare l’atto, oltre al sindaco Lodigiani, era presente l’assessore ai lavori pubblici di Santo Stefano Enrico Curati; con loro le due rappresentanti dell’agenzia milanese del Demanio Antonella Caputo e Francesca Ramaglia. Una firma “storica”, quella di ieri: e non solo perché è da quasi mezzo secolo che il comune di Santo Stefano cerca di agguantare il traguardo di questa acquisizione. A preannunciarsi importanti, infatti, sono anche le prospettive future che accendono i riflettori su questo grande fabbricato ormai in degrado. Entro un paio di mesi, infatti, la Filanda passerà ancora di mano. Ovvero: il comune di Santo Stefano la venderà a sua volta alla Croce lodigiana, associazione santostefanina di volontariato specializzata in trasporti con ambulanze. Dettaglio non indifferente: il costo dell’acquisizione della Filanda (341 mila euro) sarà sostenuto proprio dalla Croce lodigiana. All’interno della ex filanda, l’associazione realizzerà la sua nuova sede operativa. Anche la restante parte dello stabile (che interessa oltre 3 mila metri d’area) dovrà comunque essere riconvertita ad usi sociali. Compito della Croce lodigiana sarà così quello di realizzare accordi con enti o cooperative che nella vecchia filanda possano attivare servizi di pubblica utilità a vantaggio delle fasce deboli del territorio. Sembra essere tramontato, peraltro, il primo progetto di riconversione ipotizzato nel 2007: erano i tempi in cui il comune aveva esercitato il diritto di prelazione all’acquisto della filanda, l’idea proposta con entusiasmo era stata quella di trasformare l’immobile in una nuova Rsa per anziani da sessanta posti. Gli alti costi di realizzazione sommati alla difficile congiuntura economica hanno però raffreddato la fattibilità di quel progetto. «Ciò non toglie che la Filanda sarà comunque riconvertita per finalità sociali, da definire nel prossimo futuro - sottolineava ieri Lodigiani -. È fuor di dubbio poi che questa acquisizione porterà alla riqualificazione di una delle più degradate zone del paese». Fonte: Il Cittadino

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