Quindici nuove cicogne in pochi giorni e due in arrivo. Il progetto di reintroduzione della specie protetta, a Castiglione, ha prodotto risultati esaltanti. In ognuna delle tre voliere c’è un nido con un piccolo, mentre altre due coppie hanno nidificato all’esterno e le loro uova devono ancora schiudersi. Da quando è iniziato il progetto, nel 2001, le cicogne nate a Castiglione sono venti. «Ormai - spiega il direttore del Parco Riccardo Groppali - abbiamo registrato un’inversione di tendenza. Le cicogne non sono più una specie in via di estinzione. E i risultati lodigiani lo dimostrano. I nuovi pulcini stanno bene, mangiano due volte al giorno e hanno piume grigie, che presto diventeranno bianche, becco e zampe arancioni che da adulti saranno ancora più vivaci.«Mangiano affamati e non si tirano certo indietro di fronte alla razione di pulcini tritati che portiamo loro due volte al giorno – spiega Maurizio Polli, responsabile delle Guardie ecologiche volontarie del Parco Adda Sud –; nel giro di un paio di settimane saranno grandi come dei polletti e in un mese si potranno considerare dei giovani adulti; a quel punto li sposteremo per evitare fenomeni di consanguineità. I genitori, invece, saranno progressivamente liberati entro l’estate per farli adattare meglio all’ambiente esterno». Il centro cicogne del Parco è nato dieci anni fa e da allora il numero degli esemplari accuditi è sempre cresciuto, fino ad arrivare al baby boom di questi giorni. «Ogni volta che nasce una cicogna è una bella sorpresa – aggiunge Groppali –; è il segno che facciamo un buon lavoro per la protezione dell’ambiente e per il ripopolamento con specie che fanno parte dell’ecosistema del fiume fra Lodi e Cremona. L’allevamento funziona, siamo stati fortunati; c’è un nido selvatico e autonomo a Cavenago, all’interno di parco; poi c’è il nido esterno al centro cicogne presente da molti anni, al quale se ne è aggiunto un altro sopra le gabbie e in ogni gabbia c’è un nido con dei pulcini. Le nostre guardie ecologiche volontarie sono bravissime. Curano gli animali come se fossero figli loro, li sorvegliano con molta passione e i risultati poi si vedono. I progetti cicogna funzionano bene dappertutto. A Pavia hanno chiuso cascina Venara e le cicogne sfrattate hanno fatto casa dappertutto. Grazie a questi progetti le cicogne oggi si vedono anche in periodi dell’anno diversi. Il problema è che questo modello di ambientamento della Lipu produce popolazioni sedentarie che migrano poco o non migrano più. Abbiamo, insomma, qualche coppia selvatica che si sta riproducendo e le nostre libere, che conoscono il territorio e che sono fonte di attrazione per i compagni selvatici. La persecuzione non c’è più, l’ambiente, in alcuni casi, è ancora accettabile: credo che la tendenza si sia invertita». Fonte: Il Cittadino
