domenica 22 maggio 2011

I Comuni del sud Milano - Cornaredo

Piazza Libertà (nella foto) - Grosso centro della Lombardia che, prima dell´urbanizzazione degli ultimi decenni era abitato da due comunità ben distinte: il capoluogo Cornaredo e la frazione di San Pietro all´Olmo contornate, in ordine sparso, da una mezza dozzina di cascine. La storia delle due comunità è differente sia dal punto di vista territoriale (campi più fertili per la presenza di "risorgive" a San Pietro, mentre il circondario di Cornaredo era ghiaioso ed asciutto) che di quello sociale (la presenza di una comunità di canonici Agostiniani a San Pietro favoriva la tranquillità e l´acculturamento dei suoi abitanti, mentre a Cornaredo si era perennemente immischiati in odiose questioni suscitate dai vari signorotti che si contendevano il predominio locale).l nucleo più antico dell'attuale Comune di Cornaredo, le cui origini risalgono almeno al XII secolo, è la frazione di San Pietro all'Olmo, posta più a ovest lungo l'antica via ad Vercellas rispetto all'attuale capoluogo. L'area fin dal Medioevo era ricca di notevoli risorse agricole, con coltivazioni a cereali, pascoli, vite, oltre ad allevamenti di suini e piantagioni di gelsi per il baco da seta. Verso la fine dell'Ottocento l'economia del paese ebbe una svolta che modificò notevolmente il suo aspetto: il rapido sviluppo di piccole e medie industrie. Il primo fine settimana di settembre è sinonimo di festa del paese dove vengono ricordati i Santi Giacomo e Filippo, protettori della chiesa parrocchiale in piazza Libertà. La fondazione della chiesa è risale probabilmente ad epoca medioevale, dal momento che già risulta elencata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolanensis di Goffredo da Bussero come sottoposta alla Pieve di Nerviano, passando però nel 1602 a quella di Rho. Ulteriori informazioni sulla struttura ci pervengono da una visita pastorale del cardinale Giuseppe Pozzobonelli del 1755, il quale ricorda che presso la medesima chiesa avevano sede addirittura tre diverse confraternite, una dedicata al Santissimo Sacramento, una al Santissimo Rosario e l'altra alla Santa Croce. Il numero dei parrocchiani (e quindi degli abitanti del paese) era all'epoca di circa 1400. Sempre nella medesima relazione, si fa menzione dei beni della chiesa che ammontano a 242,15 pertiche. La chiesa venne completamente ricostruita sul finire del Settecento ed è rimasta immutata nel corso del tempo nelle forme che ancora oggi si possono ammirare: la facciata è distinta da un piccolo colonnato, con un timpano sopraelevato ed elegante, sormontato da due statue di angeli.
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