sabato 21 maggio 2011

Lodi - Le fiamme devastano il poligono - Un bossolo cade durante un’esercitazione e scoppia l’inferno: evacuate le abitazioni circostanti. Furioso incendio ieri al tiro a segno, ingenti i danni

È bastato che un bossolo cadesse fuori dalla “gabbia” di tiro per scatenare l’inferno ieri pomeriggio al poligono di tiro di viale Milano. Le fiamme infatti hanno avvolto in un attimo tutte le strutture in legno, facendo sollevare verso il cielo una colonna di fumo altissima, che è stata visibile quasi in tutta la città.All’interno del poligono c’erano sei agenti della polizia provinciale, che si stavano esercitando con la pistola, come d’abitudine, con due istruttori. Quattro erano alle postazioni di tiro, una affiancata all’altra, gli altri erano alle loro spalle in attesa.Uno di loro, i particolare, ha detto di aver visto il bossolo di un proiettile cadere al dì là della struttura in legno da dove si spara, in mezzo alla sabbia e forse a residui di polvere da sparo accumulati negli ultimi giorni e piumini. «Non riesco a capire come abbia fatto a scoppiare un incendio simile - diceva ieri il presidente della società sportiva che gestisce il tiro a segno, Luigi Felloni -, non era mai successo niente di simile prima d’ora». Gli agenti presenti hanno cercato di intervenire con alcuni estintori trovati sul posto, ma non sono riusciti a fare nulla per domare le fiamme, che anzi si propagavano sempre più velocemente, e così hanno chiamato i vigili del fuoco.Erano circa le 15.30 e da quel momento in viale Milano c’è stato un continuo via vai di mezzi di soccorso. Sono arrivate infatti tre squadre di pompieri da Lodi, due dal distaccamento di Sant’Angelo e una da Casale. Un’automedica del “118” passava di lì in quel momento e si è fermata, ma nessuno alla fine è rimasto intossicato.Per “agevolare” le operazioni la polizia locale ha chiuso la strada nel tratto compreso fra la rotonda del tribunale e l’incrocio con via Cadamosto, tenendo allo stesso tempo passanti e curiosi lontani dal luogo dell’incendio nel timore che le armi presenti potessero provocare un’esplosione. Per lo stesso motivo, chi si trovava negli edifici adiacenti al poligono è stato evacuato temporaneamente. Quel pericolo, comunque, fortunatamente è stato scongiurato. «Le fiamme sono arrivate molto vicine all’armeria - aggiunge infatti Luigi Felloni - ma per fortuna non l’hanno raggiunta. Lì dentro, in una stanza protetta con il cemento armato, c’erano circa 80 armi e 10mila munizioni». Tutto questo materiale “pericoloso” è stato preso in custodia dalla questura e portato al sicuro in una ditta del settore a Caselle Lurani.In fiamme, come detto, sono finite tutte le gabbie da dove si spara, cinque per le pistole e dieci per le carabine, su una superficie di quasi 300 metri quadrati. Gli obiettivi, invece, sono in fondo a un campo aperto lungo circa trenta metri. «Tutta la struttura è rivestita di legno, per evitare che ci siano rimbalzi pericolosi dei proiettili, ed è bruciato tutto - aggiunge Felloni -. Le temperature altissime hanno danneggiato anche le parti in muratura e quindi è probabile che dovremo abbattere tutto per ricostruire da zero. Non sarà facile, dovremo chiedere aiuto all’Unione italiana di tiro a segno». Il poligono di tiro, infatti, benché si trovi su terreno di demanio militare, è dato in gestione gratuita alla società di tiro a segno, che deve farsi carico di tutti gli interventi ordinari e straordinari. «Dovremo rifare tutto, si è salvato solo l’ingresso. La zona ristrutturata un anno fa, invece, non è stata toccata, ma ora abbiamo subito danni che sono almeno il doppio dei lavori fatti allora». I vigili del fuoco, ieri, sono rimasti al lavoro fin quasi alle nove di sera. Inizialmente hanno aspirato l’acqua dai tombini della zona (fino alla Martinetta) e dalla vicina roggia Valentina, che scorre proprio a fianco del poligono, per spegnere le fiamme. L’acqua veniva spruzzata anche dall’alto grazie alle autoscale. Poi hanno dovuto “smassare” tutto il materiale bruciato e spegnere tutti i focolai nascosti sotto le macerie, che rischiavano di ridare forza alle fiamme. Alla fine di quel lavoro, del poligono di tiro di viale Milano è rimasto uno scheletro carbonizzato. Fonte: Il Cittadino
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