È solo questione di tempo. Una lingua di cemento lunga poco meno di 18
chilometri è pronta a “srotolarsi” nel Lodigiano. Arriva la quarta
corsia per l’A1 nel tratto compreso tra Lodi e l’imbocco della
tangenziale Ovest, poco oltre la barriera di Milano Sud, comune di
Melegnano. La società Autostrade per l’Italia ha scoperto le carte e ha
avviato la Valutazione di impatto ambientale lo scorso 31 maggio. Di
fatto, la Via è il primo passo per arrivare poi alla Conferenza dei
Servizi, il “tavolo” interistituzionale a cui saranno chiamati a sedersi
anche gli enti locali. Il progettoOtto metri in più di larghezza per
due nuove corsie da 3,75 metri ciascuna, una in direzione nord, l’altra
che corre verso sud, in un tratto che dalle porte di Milano arriva fino a
Lodi. Dal costo complessivo di 210 milioni di euro, l’opera rientra tra
quelle previsti dalla Convenzione Unica tra Autostrade per l’Italia e
Anas, firmata il 12 ottobre del 2007, approvata poi con la legge n°101
del 6 giugno 2008. In cui, tra le altre opere, ci sono anche lavori
sulla terza corsia dell’A9, o ancora l’ampliamento alla quinta corsia
per l’A8 Milano Varese, solo per citare alcuni dei cantieri della
ragnatela viabilistica di Autostrade per l’Italia in Lombardia. Al
centro dell’opera, l’allargamento di 4 metri del sedime di ciascuna
carreggiata per fare posto alla nuova corsia di marcia per un’area che
complessivamente attraversa sette comuni: San Giuliano Milanese,
Melegnano, Cerro e San Zenone, per la provincia di Milano; Tavazzano,
Lodi Vecchio e Borgo San Giovanni, per quella di Lodi.La nuova corsiaIl
punto d’origine è stato individuato nelle rampe di diversione/immissione
della tangenziale Ovest e il relativo accesso all’A50, mentre la
conclusione coincide con il casello di Lodi, già spostato di circa 500
metri rispetto alla sua posizione originale con il maxi cantiere della
Tav, che corre parallela al tracciato dell’autostrada. Esclusa
dall’ampliamento, la barriera di Milano Sud dove la larghezza della
strada è già pronta ad accogliere la quarta corsia. Ad ingarbugliare la
situazione, la connessione tra il tratto e un’altra grande maxi opera,
la tangenziale Est esterna di Milano che, secondo il progetto
definitivo, si connetterà con l’A1 al chilometro 10, nel comune di
Cerro. Il cantiereCoinvolti dall’intervento, gli svincoli autostradale
di Lodi e quello di Binasco, ma anche l’area di servizio di San Zenone.
In agenda, ci sono anche l’ampliamento di cinque opere di grandi
dimensioni (tra cui un ponte sul Lambro a cinque campate) e quello di
altre 52 opere minori (tombini, sottovie, ponticelli). Tra gli
interventi correlati, l’installazione di 3,6 chilometri di barriere
fonoassorbenti per cercare di ridurre le emissioni acustiche, mentre per
limitare i danni potrebbero arrivare anche dei muri in cemento armato.
Nel documento anche una pianificazione delle fasi di cantiere, che sono
state suddivise in tre fasi di intervento. In questo modo, i lavori
potranno così procedere a ritmo sfalsato (alternativamente in
carreggiata nord o sud), in modo da ottimizzare i tempi ed evitare che
tratte estese della stessa carreggiate rimangano prive di corsie di
emergenza perché occupata dal cantiere. Si partirà prima con la
carreggiata sud con il mantenimento della corsia di emergenza a nord,
per poi alternativamente nella direzione opposta. Nel mezzo, ci saranno i
restringimenti delle corsie per permettere al traffico di
fluire.L’iterNei giorni scorsi, i comuni coinvolti hanno già ricevuto i
primi segnali da Autostrade per l’Italia, ovvero l’avviso dell’avvio
dell’iter, che di fatto apre le porte alla progettazione definitiva e
alla Conferenza dei servizi. Nel progetto si legge che l’opera è una
risposta all’aumento del traffico sul tratto e una sorta di “paracadute”
per quello che succederà in futuro, anche in vista dei potenziamenti in
corso sulla rete. Dal collegamento Milano-Brescia, all’autostrada
pedemontana lombarda, alla Tangenziale est esterna di Milano; arterie
che rischiano di scaricare non poco traffico sul’A1, completata in tutti
i suoi 759 chilometri nel 1964. Il progetto preliminare dell’opera è
stato approvato dall’Anas nel febbraio scorso e al momento la società
sta studiando il disegno definitivo. I comuni, insieme a tutti gli altri
enti competenti (dal Ministero, alla Regione, alla Provincia, fino
all’autorità ambientale e sanitaria), avranno la facoltà di esprimersi
sul progetto.Consumo di suoloCon la nuova colata di cemento, spariscono
altri 13 ettari di terreno agricolo. E se le carreggiate dell’autostrada
del sole se ne sono già “mangiati” 53 sulla stressa tratta, i conti
sono presto fatti: parliamo di un aumento del 25 per cento su aree che
ricadono in zone destinate ad uso agricolo o di pertinenza ad altre
infrastrutture. Nel progetto, lo si dice: «non si prevede un aumento del
danneggiamento degli elementi di vegetazione», non perché i rischi non
ci siano. Ma, semplicemente, perché l’ambito in questione «è già
pesantemente condizionato da disturbi di questo tipo». I campi del
Lodigiano, dunque, sono in pericolo da un pezzo. Fonte: Il Cittadino
