Sarà boom per il fotovoltaico dopo l’esito del referendum sul nucleare, e
nel Lodigiano potrebbero moltiplicarsi gli impianti. Dalla provincia di
Lodi fanno sapere di non aver visto variazioni tra prima e dopo il
referendum, che peraltro risale solo a cinque giorni fa, ma nelle ultime
settimane operatori del settore si sarebbero fatti avanti con alcune
amministrazioni comunali, almeno due della bassa e una del centro
lodigiano, per saggiare la disponibilità o quanto meno la non
contrarietà a ricevere sul proprio territorio nuovi impianti di
fotovoltaico a terra. E se tutto è rimasto fermo proprio in attesa del
referendum, il no al nucleare ora dà forza alle energie rinnovabili.Gli
impianti ad energia fotovoltaica collegati alla rete del Gse, il gestore
servizi energetici nazionale, nella provincia di Lodi erano ieri 980,
presenti in tutti i 61 comuni. Il primo a entrare in esercizio cedendo
energia alla rete nazionale dell’energia elettrica è stato un impianto
di Villanova del Sillaro il 4 settembre 2006. A novembre dello stesso
anno ne sono entrati in esercizio altri quattro a Castiglione d’Adda, a
Cervignano, a Codogno e a Cornegliano. Tutti impianti realizzati da
privati su abitazioni e con una potenza di 6 kilowatt al massimo. Nel
2007 gli impianti in esercizio passarono i 50, poi dal 2008 a oggi è
stato un crescendo di collegamenti alla rete del Gse, con un vero e
proprio boom nel 2010 e nei primi sei mesi del 2011. Per dare un’idea
dell’attuale tasso di crescita, il numero complessivo di impianti
collegati, l’altro ieri era di 972. In 24 ore ci sono stati otto nuovi
collegamenti alla rete, anche se questo non è uno standard quotidiano
sempre ripetibile.Questi 980 impianti contribuiscono nella rete
d’energia elettrica nazionale con 43 mila 133 kw. Gli impianti di
energia fotovoltaica in esercizio in tutta Italia erano ieri 223 mila
289 con una potenza complessiva di 6 milioni 426 mila 228 kilowatt.In
termini di potenza, gli impianti fotovoltaici realizzati a terra non
hanno concorrenti. Il più potente del Lodigiano è quello di San Rocco al
Porto con 3 mila 245,76 kilowatt prodotti su una superficie di 82 mila
500 metri quadrati, realizzato da Rete Rinnovabile Srl, società
indirettamente controllata da Terna Spa, gestore della rete elettrica
nazionale. Altri cinque impianti sono di potenza leggermente inferiore a
un megawatt, a Livraga, a Maleo, a Montanaso, a Turano e a Borgo San
Giovanni.Secondo i dati della Provincia di Lodi gli impianti a terra
funzionanti sono 16 e occupano 324 mila 925 metri quadrati di suolo. Gli
impianti per cui è aperta un’istruttoria e potrebbero essere realizzati
nei prossimi mesi sono sette: due a Castelnuovo, e poi a Sant’Angelo, a
San Martino, a Corno Vecchio (il più grande, di poco inferiore a un
megawatt), a Caselle Landi e a Santo Stefano. Fonte: Il Cittadino
