venerdì 10 giugno 2011

San Donato - Certosa, il “lago” non sarà cancellato - Infondati i timori dei residenti che incontrano il sindaco: «Cantiere aperto per una sistemazione». Non verrà interrato: al via un progetto da 115mila euro

Laghetto del Certosa, adesso i lavori vanno persino oltre quello che il comitato dei residenti si aspettava. Le opere “misteriose” in corso nello specchio d’acqua di via Volturno risultano essere l’anticamera di un progetto da 115mila euro che copre diversi interventi, cominciando dalla realizzazione di un pozzo artesiano e dalla messa in sicurezza delle sponde. A quanto sembra saranno questi gli obiettivi messi in cassa una volta tolte le transenne innalzate attorno al piccolo bacino idrico. I tempi? Entro fine estate. Il cantiere non cela quindi il temuto (dai residenti) interramento del lago, ma è qualcosa che in qualche misura pone un problema esattamente inverso rispetto alle soluzioni sbrigative: rischia di essere persino troppo, per le risorse comunali. «È l’impressione che abbiamo riportato mercoledì dopo l’incontro peraltro cordiale con il sindaco Mario Dompè - esplicita Luciana Menegazzi, portavoce del comitato di quartiere -; se da un lato è sicuramente apprezzabile l’impegno ad evitare una soluzione drastica, dall’altro ci domandiamo con realismo dove un ente locale che lamenta ad ogni istante finanze in difficoltà, possa reperire oltre 115mila euro per una manutenzione che eccede le pretese sempre messe in primo piano da chi al Certosa vive. Scavare il pozzo di falda basta e avanza ». Il laghetto del Certosa nasce più o meno a metà degli anni Novanta, quando la copertura del Redefossi liberò degli spazi per la progettazione verde urbana del quartiere adiacente. Divenuto mèta del tempo libero e delle famiglie, lo stagno popolato da pesci e tartarughe tuttavia con gli anni ha cominciato a denunciare il punto da cui ... fa veramente acqua: i costi, quelli dell’alimentazione idrica. Ogni dodici mesi per alimentare l’invaso il broletto spende la bellezza di 14mila euro, il tutto perché pesci e tartarughe sguazzano in acqua di rete, non di falda. Sostenere una spesa simile, con la picchiata delle risorse degli enti locali presa negli ultimi anni, diventa davvero arduo. Sulla necessità di risparmiare pienamente in accordo anche il comitato; purché la ricetta non fosse quella della copertura dell’invaso sotto uno strato di terra. Ecco quindi l’idea del pozzo di prima falda. « Effettivamente lo scavo del pozzo figura nel progetto esposto dal sindaco - riprende Menegazzi - perché il conto economico riporta un costo comprensivo di tutto di 14250 euro per questa soluzione di minima. Questo è ciò che i residenti vogliono, e tanto basta: fondamentale è che la sopravvivenza del laghetto sia garantita riducendo le spese con l’approvvigionamento via falda. Il resto? Il progetto da 115mila euro è bellissimo, ma non abbiamo mai richiesto un impegno simile. Vedremo se tutto sarà veramente realizzato come si vede sulle tavole ».  Fonte: Il Cittadino
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