Laghetto del Certosa, adesso i lavori vanno persino oltre quello che il
comitato dei residenti si aspettava. Le opere “misteriose” in corso
nello specchio d’acqua di via Volturno risultano essere l’anticamera di
un progetto da 115mila euro che copre diversi interventi, cominciando
dalla realizzazione di un pozzo artesiano e dalla messa in sicurezza
delle sponde. A quanto sembra saranno questi gli obiettivi messi in
cassa una volta tolte le transenne innalzate attorno al piccolo bacino
idrico. I tempi? Entro fine estate. Il cantiere non cela quindi il
temuto (dai residenti) interramento del lago, ma è qualcosa che in
qualche misura pone un problema esattamente inverso rispetto alle
soluzioni sbrigative: rischia di essere persino troppo, per le risorse
comunali. «È l’impressione che abbiamo riportato mercoledì dopo
l’incontro peraltro cordiale con il sindaco Mario Dompè - esplicita
Luciana Menegazzi, portavoce del comitato di quartiere -; se da un lato è
sicuramente apprezzabile l’impegno ad evitare una soluzione drastica,
dall’altro ci domandiamo con realismo dove un ente locale che lamenta ad
ogni istante finanze in difficoltà, possa reperire oltre 115mila euro
per una manutenzione che eccede le pretese sempre messe in primo piano
da chi al Certosa vive. Scavare il pozzo di falda basta e avanza ». Il
laghetto del Certosa nasce più o meno a metà degli anni Novanta, quando
la copertura del Redefossi liberò degli spazi per la progettazione verde
urbana del quartiere adiacente. Divenuto mèta del tempo libero e delle
famiglie, lo stagno popolato da pesci e tartarughe tuttavia con gli anni
ha cominciato a denunciare il punto da cui ... fa veramente acqua: i
costi, quelli dell’alimentazione idrica. Ogni dodici mesi per alimentare
l’invaso il broletto spende la bellezza di 14mila euro, il tutto perché
pesci e tartarughe sguazzano in acqua di rete, non di falda. Sostenere
una spesa simile, con la picchiata delle risorse degli enti locali presa
negli ultimi anni, diventa davvero arduo. Sulla necessità di
risparmiare pienamente in accordo anche il comitato; purché la ricetta
non fosse quella della copertura dell’invaso sotto uno strato di terra.
Ecco quindi l’idea del pozzo di prima falda. « Effettivamente lo scavo
del pozzo figura nel progetto esposto dal sindaco - riprende Menegazzi -
perché il conto economico riporta un costo comprensivo di tutto di
14250 euro per questa soluzione di minima. Questo è ciò che i residenti
vogliono, e tanto basta: fondamentale è che la sopravvivenza del
laghetto sia garantita riducendo le spese con l’approvvigionamento via
falda. Il resto? Il progetto da 115mila euro è bellissimo, ma non
abbiamo mai richiesto un impegno simile. Vedremo se tutto sarà veramente
realizzato come si vede sulle tavole ». Fonte: Il Cittadino
venerdì 10 giugno 2011
San Donato - Certosa, il “lago” non sarà cancellato - Infondati i timori dei residenti che incontrano il sindaco: «Cantiere aperto per una sistemazione». Non verrà interrato: al via un progetto da 115mila euro
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