«Il fatto che la città abbia un sindaco di centrodestra, non vuol dire
che questo debba comportarsi come un cameriere ai comandi dei cosiddetti
poteri forti: forse è questo ciò che a qualcuno risulta indigesto. Zero
stipendio, niente auto blu, niente autista: se si vuole, si può
cambiare».
Il sindaco Mario Dompè risponde con un duro affondo alle
dichiarazioni dell’assessore provinciale del Pdl Luca Squeri, il quale
nei giorni scorsi ha affermato che una ricandidatura alle amministrative
del vertice uscente significherebbe per il Pdl perdita sicura alle
elezioni. Pronta e secca la risposta. «È singolare - dice Dompè in una
nota diramata nella giornata di ieri dal municipio - che a parlare di
fratture fra me e la città sia chi non è mai stato voluto dai
sandonatesi e ha sempre mostrato un grande impegno nel fratturare la
maggioranza pur facendo parte, in teoria, del nostro schieramento». In
un clima di evidente tensione tra le parti, il primo cittadino rincara
la dose: «Dietro la supposta bocciatura della mia eventuale
ricandidatura, mi viene da pensare che possa esserci la sua velleità di
candidarsi un’altra volta. Visto come gli è andata nelle precedenti due
occasioni, potrebbe realizzare un “triplete” di sconfitte». Insomma, è
ancora guerra all’interno del centrodestra. Il dibattito si è riacceso
nei giorni scorsi a seguito dell’annuncio da parte del sindaco riguardo
la sua discesa in campo in vista dell’appuntamento di primavera, a cui
sono seguite una serie di reazioni dalla corrente avversa che, dopo il
terremoto interno alla coalizione sul Pgt (Piano di governo del
territorio), a questo punta conta anche sulla Lega nord. In attesa del
nuovo coordinatore provinciale, che sortirà dal congresso la cui data è
ancora da definire, quello dell’area An Vincenzo Stochino si è mostrato
decisamente più morbido nei confronti di Dompè, dicendosi pronto a fare
un elenco dei risultati raggiunti, pur mostrandosi aperto a valutare
un’alternativa. Mentre la parte ex forzista rappresentata da Alessandro
Fava, successore di Squeri alla guida dei berlusconiani locali, ha
ancora una volta alzato gli scudi, insieme al Carroccio. I “lumbard” dal
canto loro si sono dichiarati fermi e decisi nel ribadire il “mai più
con Dompè” né al primo, né al secondo turno. A fare invece il tifo per
il sindaco uscente è stato l’assessore provinciale Fabio Altitonante
che, dando per scontata una corsa per il secondo mandato, aveva aperto
un confronto serrato. Ma a questo punto, in cui il centrosinistra lunedì
a primarie concluse avrà un aspirante primo cittadino, il Pdl, che a
livello locale deve fare i conti con una ferita difficile da ricucire,
dovrà tentare di fare sintesi.Fonte: Il Cittadino
