martedì 22 novembre 2011

Lodi - «È deciso, la Casa dell’agricoltura si fa»

Il Parco tecnologico padano di Lodi è deciso ad andare avanti. «La Casa dell’agricoltura si farà - commenta Gino Tarenzi, direttore del Parco -. Siamo in contatto con l’istituto Spallanzani: ci deve dare una risposta. Noi però vogliamo andare avanti».La Casa dell’agricoltura doveva essere, nel 2000, con un investimento di 8 milioni di euro, una struttura per raggruppare forze ed energie del mondo dei campi, proprio nell’area del Parco tecnologico.

Poi sono arrivati i veti politici e l’iniziativa è rimasta ferma al palo. In quell’anno il Parco aveva acquistato un’area di 12mila metri quadrati, adiacente al centro ricerche, a cascina Codazza. Nella Casa dell’agricoltura avrebbero dovuto entrare l’Associazione regionale e provinciale allevatori, Aral e Apa, il consorzio Muzza, Coldiretti, Confagricoltura, Cia e assessorato provinciale all’agricoltura. Il progetto era stato inserito nel terzo accordo di programma del 2003, ogni ente avrebbe dovuto acquistare la propria porzione di Casa. L’edifico era stato già progettato dalla Bipielle Real Estate, braccio operativo della Banca Popolare di Lodi che si impegnava ad offrire finanziamenti a tassi agevolati. L’edificio, ideato su 4 piani, avrebbe dovuto avere una superficie di 6.600 metri quadri. Confagricoltura e consorzio Muzza avevano già sottoscritto il preliminare d’acquisto e Coldiretti si era resa disponibile, ma l’idea di spostare da Crema a Lodi il laboratorio Aral alla giunta Formigoni non è piaciuto e il progetto si è arenato. Oggi Tarenzi vuole ripartire. «L’istituto Spallanzani - spiega - dovrebbe prendere il posto dell’Aral. Deve decidere a breve; presto noi convochiamo gli enti interessati e procediamo». D’accordo ad andare avanti è il presidente della Coldiretti, Carlo Franciosi: «Siamo tra i promotori - commenta -; è giusto che il Parco sia valorizzato anche attraverso le associazioni. Come Coldiretti prima spingevamo perché avevamo bisogno di allargare i nostri spazi. Adesso abbiamo risolto diversamente, ma siamo pronti a partecipare comunque, cedendo l’immobile in cui siamo, quello di via Haussman. Il Parco va valorizzato e fatto conoscere. Era il motivo per il quale ci siamo mossi in passato. Potremo trasferire nella cittadella dell’agricoltura la sede di Lodi, anche se quella principale resterà a Milano. Noi ci eravamo messi a disposizione e lo siamo ancora». Opinione positiva anche da parte di Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura. «Noi ci siamo - commenta dall’attuale sede di via Agello -, anche se adesso si tratterà di ripensare al progetto. Il Parco tecnologico deve essere qualcosa di vivo. Creando la Casa dell’agricoltura si può dare il via a una sinergia tra chi fa ricerca e chi ne usufruisce». Il consorzio Muzza si ripropone di fare una valutazione approfondita. «È trascorso molto tempo - commenta il presidente Ettore Grecchi -. Abbiamo preso delle decisioni e ampliato la nostra sede. Non vuol dire che non ci interessa più, ma bisogna definire nuove strategie. Allora il progetto di una realtà punto di riferimento del mondo agricolo era interessante. Adesso vogliamo capire quanto costa e cosa fare della nostra nuova sede. Voglio capire con chi saremo e se andiamo tutti sinergicamente nella stessa direzione. Spero anche che i prezzi siano diminuiti. Si parlava di un migliaio di euro al metro quadrato». Anche la Provincia dà la sua disponibilità. «Da parte nostra - commenta l’assessore Matteo Boneschi - confermiamo l’impegno e l’interesse».Fonte: Il Cittadino
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...