Il Parco tecnologico padano di Lodi è deciso ad andare avanti. «La Casa
dell’agricoltura si farà - commenta Gino Tarenzi, direttore del Parco -.
Siamo in contatto con l’istituto Spallanzani: ci deve dare una
risposta. Noi però vogliamo andare avanti».La Casa dell’agricoltura
doveva essere, nel 2000, con un investimento di 8 milioni di euro, una
struttura per raggruppare forze ed energie del mondo dei campi, proprio
nell’area del Parco tecnologico.
Poi sono arrivati i veti politici e
l’iniziativa è rimasta ferma al palo. In quell’anno il Parco aveva
acquistato un’area di 12mila metri quadrati, adiacente al centro
ricerche, a cascina Codazza. Nella Casa dell’agricoltura avrebbero
dovuto entrare l’Associazione regionale e provinciale allevatori, Aral e
Apa, il consorzio Muzza, Coldiretti, Confagricoltura, Cia e assessorato
provinciale all’agricoltura. Il progetto era stato inserito nel terzo
accordo di programma del 2003, ogni ente avrebbe dovuto acquistare la
propria porzione di Casa. L’edifico era stato già progettato dalla
Bipielle Real Estate, braccio operativo della Banca Popolare di Lodi che
si impegnava ad offrire finanziamenti a tassi agevolati. L’edificio,
ideato su 4 piani, avrebbe dovuto avere una superficie di 6.600 metri
quadri. Confagricoltura e consorzio Muzza avevano già sottoscritto il
preliminare d’acquisto e Coldiretti si era resa disponibile, ma l’idea
di spostare da Crema a Lodi il laboratorio Aral alla giunta Formigoni
non è piaciuto e il progetto si è arenato. Oggi Tarenzi vuole ripartire.
«L’istituto Spallanzani - spiega - dovrebbe prendere il posto
dell’Aral. Deve decidere a breve; presto noi convochiamo gli enti
interessati e procediamo». D’accordo ad andare avanti è il presidente
della Coldiretti, Carlo Franciosi: «Siamo tra i promotori - commenta -; è
giusto che il Parco sia valorizzato anche attraverso le associazioni.
Come Coldiretti prima spingevamo perché avevamo bisogno di allargare i
nostri spazi. Adesso abbiamo risolto diversamente, ma siamo pronti a
partecipare comunque, cedendo l’immobile in cui siamo, quello di via
Haussman. Il Parco va valorizzato e fatto conoscere. Era il motivo per
il quale ci siamo mossi in passato. Potremo trasferire nella cittadella
dell’agricoltura la sede di Lodi, anche se quella principale resterà a
Milano. Noi ci eravamo messi a disposizione e lo siamo ancora». Opinione
positiva anche da parte di Antonio Boselli, presidente di
Confagricoltura. «Noi ci siamo - commenta dall’attuale sede di via
Agello -, anche se adesso si tratterà di ripensare al progetto. Il Parco
tecnologico deve essere qualcosa di vivo. Creando la Casa
dell’agricoltura si può dare il via a una sinergia tra chi fa ricerca e
chi ne usufruisce». Il consorzio Muzza si ripropone di fare una
valutazione approfondita. «È trascorso molto tempo - commenta il
presidente Ettore Grecchi -. Abbiamo preso delle decisioni e ampliato la
nostra sede. Non vuol dire che non ci interessa più, ma bisogna
definire nuove strategie. Allora il progetto di una realtà punto di
riferimento del mondo agricolo era interessante. Adesso vogliamo capire
quanto costa e cosa fare della nostra nuova sede. Voglio capire con chi
saremo e se andiamo tutti sinergicamente nella stessa direzione. Spero
anche che i prezzi siano diminuiti. Si parlava di un migliaio di euro al
metro quadrato». Anche la Provincia dà la sua disponibilità. «Da parte
nostra - commenta l’assessore Matteo Boneschi - confermiamo l’impegno e
l’interesse».Fonte: Il Cittadino
