Dal prossimo anno scolastico gli studenti si trasferiranno da via
Manzoni alle nuove scuole medie di via Felming. Sarà infatti pronta a
marzo la prima opera prevista all’interno della futura cittadella dello
studio, in attesa che alle medie possano affiancarsi anche le
elementari. Il cantiere, aperto il 16 novembre dello scorso anno, sta
viaggiando spedito e a marzo i lavori saranno conclusi.
Diciotto nuove
aule, un auditorium, una palestra, il “ristorante dei ragazzi” e nuove
tecnologie d’avanguardia che assicureranno l’autosufficienza energetica
della secondaria di primo grado (dotata di un impianto solare termico,
fotovoltaico, geotermico). Un gioiellino che al Comune non costerà un
euro, interamente finanziato grazie all’intervento di Habitaria a
scomputo degli oneri dovuti per la realizzazione del nuovo comparto
abitativo sulle ceneri dell’ex Consorzio agricolo, con una nuova stecca
di appartamenti che dovranno nascere successivamente alla demolizione
della scuola di via Manzoni. Ieri le porte del cantiere, rigorosamente
chiuse ai non addetti ai lavori, si sono spalancate per consentire un
sopralluogo con i tecnici. Presente l’assessore ai lavori pubblici Mario
Sposini e Andrea Painini del gruppo Habitaria, accompagnati all’interno
della struttura da Marco Arnaboldi. Scarpe antinfortunistiche ai piedi,
caschi e casacche catarifrangenti sono stati i passe partout
obbligatori per aver accesso all’edificio in costruzione: un mastodonte
da 6.600 metri quadrati coperti, unito con un corridoio alla scuola
elementare che non è ancora noto quando si riuscirà a completare.
L’intero complesso è inserito in un parco, lontano dalle prime
abitazioni (le più vicine sono situate ad una distanza di 24 metri).
All’ingresso ci sono due porticati e un parco verde tutt’intorno; qui è
inserito una sorta di campus scolastico all’americana, senza molti altri
esempi in giro per l’Italia. «La costruzione è attenta a vari aspetti,
le aule sono ampie e come mattoni si utilizzano blocchi in cemento
cellulare autoclavato, che consentono l’insonorizzazione e
l’impermeabilizzazione termica dell’ambiente», spiega Arnaboldi. Un
argomento fondamentale, proprio per il fatto che un vecchio sogno della
giunta era quello di istituire una scuola civica musicale dove è
fondamentale isolare i suoni verso l’esterno. Ci saranno presto aule
artistiche, scientifiche, polivalenti e didattiche di dimensioni
comprese tra i 50 e i 55 metri quadrati. E una grande mensa per più di
trecento posti a sedere: un ristorante dei ragazzi con tanto di cucine.
«I locali rispettano i canoni più severi - commenta Sposini - e abbiamo
anche pensato, alla chiusura dei lavori, a uno studio cromatico dei
locali: saranno utilizzate tinte che possano garantire il massimo
benessere per la popolazione scolastica. La nostra idea è di avere un
edificio dove sia bello restare, non una struttura efficiente solo fino
al suono della campanella».Fonte: Il Cittadino