Rifondazione adesso pensa al ricorso al Tar
«Se il sindaco porterà avanti il progetto edificatorio per Cascina Ronco
non ci limiteremo a presentare le osservazioni: faremo ricorso al Tar
(Tribunale amministrativo regionale) autotassandoci e chiedendo un
contributo ai tanti cittadini che fino ad oggi con noi si sono impegnati
a difendere l’ultima cascina agricola ancora attiva del nostro
territorio». Rifondazione comunista, impegnata nella difesa della
fattoria di Poasco, minaccia di passare alle vie legali nel caso in cui
l’esecutivo di centrodestra dovesse promuovere il piano urbanistico che
porterebbe circa 300 residenti nel complesso ad oggi agricolo. Nella
nota politica diramata nei giorni scorsi la forza di sinistra risponde
quindi in modo duro alle strategie annunciate settimana scorsa dal
sindaco Mario Dompé nel corso di una serata promossa per illustrare il
progetto urbanistico. «Il sindaco Dompè - attacca il gruppo di
opposizione rappresentato in aula dal consigliere Massimiliano Mistretta
- ha svolto un incontro pubblico a Poasco nel quale ha letteralmente
appoggiato, da amministratore pubblico, un’iniziativa immobiliare
privata che prevede l’“uccisione” della Cascina Ronco e dei suoi oltre
cinquecento anni di attività agricola. L’ha fatto nel modo meno
opportuno per un amministratore pubblico: ha invitato a parlare e
spiegare ai cittadini il progetto presentato sulla cascina l’architetto e
l’avvocato dei proprietari della Ronco che, essendo pagati dagli
stessi, evidentemente ha una visione “imparziale” delle cose».
Rifondazione rincara poi la dose annunciando la ferma intenzione di
impugnare un eventuale delibera che vada nella direzione di portare
mattoni in cascina. «Siamo sicuri - concludono gli esponenti del partito
- che si tratterebbe di un altro ricorso che questa pessima
amministrazione perderebbe».Fonte: Il Cittadino
