Una chiazza di gasolio si è allargata per venti metri quadrati nel cavo
Marocco. Uno sversamento doloso che ha fatto scattare l’allarme della
Polizia provinciale del distaccamento di Paullo. Alle 12 di ieri nel
comune di San Giuliano Milanese, presso Cascina Rancate, sono iniziate
le operazioni di bonifica. Il pronto intervento del settore Acque e cave
dell’area ambiente della Provincia di Milano e il nucleo sommozzatori
della Protezione civile “S. Rossi” di Milano hanno provveduto, grazie
all’ausilio di barriere e materiali oleoassorbenti, a mettere in
sicurezza il corso d’acqua interessato dallo sversamento. Il recupero
dell’area sarà completato nei prossimi giorni, tra 48 o al massimo 72
ore. Si tratta nell’ennesimo fenomeno di inquinamento d’idrocarburi nei
canali del Sudmilano. Tutti ricordano il disastro del Lambro, che per
fortuna è ben lontano per dimensioni da quanto accaduto ieri. Nel loro
giro di controllo gli agenti della polizia provinciale, nell’ambito di
un sopralluogo di routine, hanno individuato una lunga ed oleosa chiazza
nera. I tecnici di palazzo Isimbardi, a seguito della segnalazione di
un insieme di macchie oleose galleggiare a pelo d’acqua, hanno raggiunto
il condotto artificiale. Le segnalazioni poi sono piovute, raccolte
anche dalla polizia locale di San Giuliano e la macchina delle emergenze
ambientali si è subito attivata. Arpa e Asl hanno eseguito il
sopralluogo e allo stesso tempo sono stati eseguiti i prelievi. Dal
pomeriggio una ditta specializzata sta cercando di prosciugare il
gasolio o la nafta che sarebbe stata riversata nel corso d’acqua. Sono
state applicate delle barriere galleggianti, in gergo “salsicciotti”
perché ne hanno la forma, che servono ad imbrigliare gli idrocarburi e
ad assorbirli. Da verificare se ci siano danni ambientali, che da una
prima analisi sembrano assai limitati. Insomma, il peggio sembra
passato. Intanto, la polizia provinciale sta cercando di raccogliere
elementi utili all’individuazione dei “soliti ignoti”, responsabili
dell’inquinamento. Attualmente però non ci sono denunciati, né tanto
meno si è riuscito a capire se lo sversamento sia stato volontario o
causa di un guasto. Dai campioni di questo idrocarburo si potranno
ottenere informazioni più circostanziate. Non è comunque la prima volta
che a San Giuliano si verificano sversamenti dolosi nei corsi d’acqua.
Tra le aree maggiormente bersagliate c’è la roggia Certosa-Porro, che
scorre nella frazione di Civesio.Fonte: Il Cittadino
