Niente linea dura per dichiarare battaglia allo smog, ma un insieme di
misure che secondo gli addetti ai lavori potrebbero tenere a freno la
minaccia delle polveri sottili, senza arrecare troppi disagi ai
residenti di metropoli e periferia. Questa la strategia intrapresa ieri
pomeriggio nel corso del tavolo convocato dalla Provincia di Milano per
definire un piano contro i veleni dell’aria che minacciano Milano e
hinterland, a cui hanno preso parte un’ottantina di sindaci, tra i quali
anche un gruppo di amministratori del Sudmilano. Al posto delle targhe
alterne è stata scelta una linea d’azione che prevede di fermare dal
mercoledì al martedì successivo i veicoli privati euro 3, azione già in
vigore per i mezzi più inquinanti, nella fascia dalle 8.30 alle 18.
Mentre i veicoli commerciali euro 3 potranno circolare solo dalle 10
alle 18. Altro provvedimento riguarderà la temperatura degli ambienti
con un grado in meno in tutti gli edifici privati e commerciali, quale
soluzione che, stando alle valutazioni che sono sortite nel corso del
confronto, dovrebbe comportare un calo dal 7 al 9 per cento del Pm10.
Non solo. Poli per gli acquisti, esercizi pubblici e negozi di vicinato
dovranno tenere la porta di ingresso rigorosamente chiusa, onde evitare
dispersione di calore. In attesa delle reazioni di primi cittadini e
assessori del Sudmilano che hanno preso parte all’incontro ieri, il
vertice di palazzo Marino, Giuliano Pisapia, al termine del summit ha
commentato: «È un passaggio importante per raggiungere un obiettivo
molto più ampio per arrivare a decisioni condivise che potranno far
rientrare l’emergenza. Siamo in un periodo particolare per le prossime
festività natalizie. Ci siamo dati appuntamento a gennaio e continueremo
con provvedimenti più coraggiosi che porteranno ad affrontare il
problema in modo più generale non solo in situazione di emergenza». Per
il momento dunque, in attesa della futura pianificazione, il confronto
si è chiuso con un primo “pacchetto” di interventi per far fronte alla
stagione in cui l’insidia inquinamento è tornata ancora una volta a
mettere in allerta le istituzioni, sollecitando politiche per un’aria
più pulita. A seguire, come è stato più volte chiesto dai comuni del
Sudmilano, dovrebbe essere aperto un confronto che guarda oltre ai
picchi delle centraline per puntare su una pianificazione a lungo
termine.Fonte: Il Cittadino
