Un’altra notte di razzie nel Sudmilano. Nonostante la febbrile
l’attività di controllo per la compagnia di San Donato Milanese, non si è
riusciti a sapere nulla di ufficiale sugli interventi che sono stati
chiamati ad eseguire. Sembra però che i militari siano sulle tracce di
una banda di malviventi, che ha preso di mira la zona industriale di via
Tolstoj per compiere dei furti di rame.
Topi d’azienda si sono
introdotti alla Skermcavi Srl rubando pesantissime bobine per un valore
di diverse migliaia di euro. Colpi anche a Mediglia, Peschiera,
Pantigliate e Segrate anche se non è stato sapere con precisione quali e
quanti fossero gli obiettivi nel mirino della criminalità e se le
razzie sono andate a buon fine. Gli investigatori stanno però valutando
se sussistono dei collegamenti tra le incursioni, anche se questa è
un’ipotesi assai remota perché sarebbero poche le aziende visitate,
rispetto a varie abitazioni. Non appena le acque si saranno calmate se
ne saprà forse di più. Di certo si ha notizia dell’intrusione andata a
buon fine alla sede distaccata della Skermcavi a San Giuliano Milanese.
L’azienda si occupa di nastratura in micavetro, trecciatura cavi,
schermatura cavi, bobinatura cavi. Una miniera di rame, per i predoni
dell’oro rosso che non si sono certo tirati indietro. E sono entrati in
azione rompendo il cancello, introducendosi nel capannone e caricando
con i muletti della Skermcavi vario materiale su un camion dei quali i
ladri si erano muniti prima ancora di entrare in azione. Secondo le
prime indiscrezioni il blitz non deve essere durato più di una decina di
minuti, il che ha permesso alla banda di evitare l’arrivo dei
vigilantes e quello dei carabinieri. «Alle 19.55 la centrale operativa -
spiega la guardia particolare giurata che è intervenuta sul posto - mi
comunica l’allarme per l’intrusione nella ditta. Sono arrivato alle
20.08 e sul posto ho notato subito diverse anomalie. A questo punto, ho
avvertito la mia centrale, chiedendo di inviare i carabinieri per un
probabile furto in atto». Il vigilante ha notato il cancello sul passo
carraio manomesso, due muletti nel cortile ancora accesi, la porta
centrale del capannone era invece stato eliminata. «Io - continua la
guardia giurata - sono rimasto lì e alle 21 sono stato raggiunto da
proprietario dell’azienda. Dal sopralluogo risulta che i malviventi
hanno asportato alcune bobine di rame».Fonte: Il Cittadino