Efficaci regolamenti comunali di tutela del verde per evitare scempi
ambientali come quello avvenuto a San Fiorano, dove ad essere state
abbattute sono state ben oltre una sessantina di querce. «Se ogni
amministrazione si dotasse di vincolanti regolamenti del verde a tutela
del proprio territorio certe cose non succederebbero - dichiara convinta
Carla Ardigò, presidente dell’associazione “Vivambiente” di Castelnuovo
-. Cito solo quel che due anni fa è accaduto a Mairago dove è bastato
impugnare il regolamento del verde comunale per salvare
dall’abbattimento anche in quel caso decine di querce». Il Comune di
San Fiorano però il suo regolamento del verde ce l’ha. «È vero ma si
tratta di un regolamento dai vincoli leggeri - prosegue la Ardigò -. Non
per nulla, quando questa primavera in Comune era arrivata la richiesta
di autorizzazione da parte del privato di poter abbattere gli alberi,
avevo proprio interpellato il sindaco di San Fiorano consigliandogli una
revisione del regolamento in senso più vincolante. Il tempo per farlo
ci sarebbe stato. E probabilmente le querce ora sarebbero ancora al loro
posto». Di fronte alle fotografie dei tronchi mozzati la Ardigò si dice
«indignata». «Eppure da anni ci battiamo perché si capisca che un
albero non è un bene esclusivo della proprietà che lo possiede, è un
bene pubblico e della collettività, per i benefici ambientali e
paesaggistici che porta con sé» incalza la Ardigò. Tornando alle querce
abbattute di San Fiorano, la Ardigò tuona: «Si vada a vedere la perizia
fatta dall’agronomo sullo stato di salute delle querce. Se quello è
stato il documento sui cui si è basata l’autorizzazione all’abbattimento
concessa dal Comune al privato, è da quel documento che si deve partire
per una esatta ricognizione dell’accaduto».Fonte: Il Cittadino