mercoledì 7 dicembre 2011

Emergenza smog, nessun “blocco”

È stato unanime il no al blocco del traffico proposto da Palazzo Marino da parte dei Comuni dell’hinterland milanese. La riunione dei primi cittadini convocata ieri a Palazzo Isimbardi dal Presidente della Provincia, Guido Podestà, ha visto le strade del capoluogo e quella delle città della Provincia separarsi: mentre Milano andrà da solo verso una due giorni (venerdì 9 e sabato 10 dicembre) di stop alla circolazione, gli altri Comuni lamentano la modalità con cui ancora una volta Milano ha avviato un’iniziativa di solitudine e bollato come inutile la scelta di “mortificare” il movimento dei cittadini di un ponte festivo tradizionalmente dedicato agli acquisti. Semplicemente, stamattina i sindaci della zona della via Emilia decideranno di prorogare, se lo riterranno necessario, le ordinanze in vigore dal 30 novembre su automobili diesel euro 3, abbassamento dei riscaldamenti negli edifici pubblici e disposizioni per lo shopping di Natale, con obbligo di porte chiuse per i commercianti.Fin quasi a Natale sulla Lombardia pioverà pochissimo o non pioverà del tutto, mentre la soglia delle polveri sottili non cede. Ieri il summit provinciale si è chiuso con ipotesi drastiche evidenziate dall’amministrazione milanese, fra cui la possibilità di blocco totale del centro città e appunto la proroga di due giorni dello stop festivo dell’Immacolata.Nel Sudmilano tuttavia il secondo provvedimento non è straordinario, perché rientra nell’autonomia ordinaria degli istituti. Sul gruppo di decisioni applicabili nelle strade si deciderà oggi, in merito alla proroga. I tre centri maggiori, San Donato, San Giuliano e Melegnano, condividono due ordinanze: quella sull’abbassamento di un grado negli ambienti pubblici, scuole escluse, e l’obbligo di chiudere gli ingressi dei negozi per evitare di consumare combustibile inutile. Melegnano invece non blocca i diesel non modificati per le difficoltà tecniche dell’operazione. Al di là dei tre comuni più grandi la strategia dell’amministrazione provinciale non ha avuto molta fortuna nei centri più piccoli. Carpiano, ad esempio, ha persino pubblicato sul sito internet del comune un avviso in cui spiega che la misura, si parla soprattutto del blocco dei veicoli inquinanti, «è inefficace nel momento in cui il nostro territorio risulta in larga prevalenza agricolo ed è attraversato da una provinciale a larga percorrenza come la sp40 Melegnano-Binasco». Anche a Vizzolo Predabissi pollice verso alle polveri sottili tenute a bada guardando l’anzianità delle auto o la chiusura delle porte dei negozi: «Sono decisioni che in un centro da quattromila abitanti significano poco o nulla - commenta Luisa Salvatori, consigliera con delega alle politiche ambientali -. Il blocco dei veicoli diesel si tradurrebbe in quattro o cinque multe al giorno distaccando fra l’altro uno dei due vigili in servizio; l’imposizione ai commercianti si ripercuoterebbe sul poco negozio di vicinato che abbiamo. L’unica vera strada per tentare un contenimento delle emissioni è un tavolo permanente, costante».Fonte: Il Cittadino
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