È stato unanime il no al blocco del traffico proposto da Palazzo Marino
da parte dei Comuni dell’hinterland milanese. La riunione dei primi
cittadini convocata ieri a Palazzo Isimbardi dal Presidente della
Provincia, Guido Podestà, ha visto le strade del capoluogo e quella
delle città della Provincia separarsi: mentre Milano andrà da solo verso
una due giorni (venerdì 9 e sabato 10 dicembre) di stop alla
circolazione, gli altri Comuni lamentano la modalità con cui ancora una
volta Milano ha avviato un’iniziativa di solitudine e bollato come
inutile la scelta di “mortificare” il movimento dei cittadini di un
ponte festivo tradizionalmente dedicato agli acquisti. Semplicemente,
stamattina i sindaci della zona della via Emilia decideranno di
prorogare, se lo riterranno necessario, le ordinanze in vigore dal 30
novembre su automobili diesel euro 3, abbassamento dei riscaldamenti
negli edifici pubblici e disposizioni per lo shopping di Natale, con
obbligo di porte chiuse per i commercianti.Fin quasi a Natale sulla
Lombardia pioverà pochissimo o non pioverà del tutto, mentre la soglia
delle polveri sottili non cede. Ieri il summit provinciale si è chiuso
con ipotesi drastiche evidenziate dall’amministrazione milanese, fra cui
la possibilità di blocco totale del centro città e appunto la proroga
di due giorni dello stop festivo dell’Immacolata.Nel Sudmilano tuttavia
il secondo provvedimento non è straordinario, perché rientra
nell’autonomia ordinaria degli istituti. Sul gruppo di decisioni
applicabili nelle strade si deciderà oggi, in merito alla proroga. I tre
centri maggiori, San Donato, San Giuliano e Melegnano, condividono due
ordinanze: quella sull’abbassamento di un grado negli ambienti pubblici,
scuole escluse, e l’obbligo di chiudere gli ingressi dei negozi per
evitare di consumare combustibile inutile. Melegnano invece non blocca i
diesel non modificati per le difficoltà tecniche dell’operazione. Al di
là dei tre comuni più grandi la strategia dell’amministrazione
provinciale non ha avuto molta fortuna nei centri più piccoli. Carpiano,
ad esempio, ha persino pubblicato sul sito internet del comune un
avviso in cui spiega che la misura, si parla soprattutto del blocco dei
veicoli inquinanti, «è inefficace nel momento in cui il nostro
territorio risulta in larga prevalenza agricolo ed è attraversato da una
provinciale a larga percorrenza come la sp40 Melegnano-Binasco». Anche a
Vizzolo Predabissi pollice verso alle polveri sottili tenute a bada
guardando l’anzianità delle auto o la chiusura delle porte dei negozi:
«Sono decisioni che in un centro da quattromila abitanti significano
poco o nulla - commenta Luisa Salvatori, consigliera con delega alle
politiche ambientali -. Il blocco dei veicoli diesel si tradurrebbe in
quattro o cinque multe al giorno distaccando fra l’altro uno dei due
vigili in servizio; l’imposizione ai commercianti si ripercuoterebbe sul
poco negozio di vicinato che abbiamo. L’unica vera strada per tentare
un contenimento delle emissioni è un tavolo permanente, costante».Fonte: Il Cittadino
