Ottime notizie per gli anfibi della Lombardia: la prossima primavera
avranno a disposizione una nuova pozza dove riprodursi, scavata lungo il
sentiero naturalistico che sta per prendere corpo nel Parco della
collina di San Colombano.
L’iniziativa è stata presentata giovedì sera
durante un incontro in aula consiliare a cui hanno preso parte, accanto a
un centinaio di semplici cittadini, l’assessore all’ambiente Davide
Panzetti, presente nelle vesti di presidente del parco, i rappresentanti
di Wwf Italia e alcuni docenti dell’Università di Pavia e Milano
Bicocca, i due atenei che partecipano al progetto. Il Parco, costituito
nel 2006 dai comuni di San Colombano, Graffignana, Sant’Angelo, Miradolo
e Inverno Monteleone, è stato inserito fra le aree prioritarie per la
biodiversità di Regione Lombardia, che ne ha perciò imposto a livello
normativo la tutela e la valorizzazione. Senza fondi, però, i comuni
coinvolti avrebbero forse incontrato qualche difficoltà a rispettare
queste indicazioni del, ma grazie a un bando di Fondazione Cariplo, lo
scorso settembre sono stati recuperati 125mila euro che, sommati ai
fondi precedentemente stanziati, garantiscono al Parco 300mila euro. Una
somma che servirà alla creazione del sentiero naturalistico che - nelle
parole di Panzetti - «aspira a rappresentare le peculiarità del nostro
territorio sia sotto un profilo ambientale che storico, con importanti
ricadute anche dal punto di vista turistico ed economico». Le colline di
San Colombano infatti, come ha spiegato Giuseppe Bogliani
dell’Università di Pavia, «sono un’eccellenza della Lombardia, prima di
tutto per la presenza di specie faunistiche e floristiche di pregio, e
per il transito di migliaia di rapaci che, ogni estate, si danno
appuntamento qui prima di ripartire per l’Africa. Quest’anno in 237 ore
di osservazione sono stati contati 1634 uccelli». Per osservarli meglio,
lungo il sentiero naturalistico verrà costruito un osservatorio e una
serie di pannelli informativi dedicati alle specie animali e vegetali
presenti nel Parco. Il percorso partirà da San Colombano poi, attraverso
la cosiddetta “via delle capre”, raggiungerà la val Panate e da qui,
parallelamente alla pista ciclabile, sbucherà fra le querce del bosco
della Moccia. «Durante i sopralluoghi di questi mesi - ha detto Sandra
Citterio dell’Università Milano Bicocca - abbiamo individuato due
laghetti in val Panate che presentano un habitat adatto alla
colonizzazione di alcuni anfibi molto rari, fra cui le rane rosse, le
rane dalmatine e la rana di Lataste. Per la loro riproduzione dovremo
creare anche delle piccole pozze, accanto agli interventi idraulici
necessari all’alimentazione dei laghetti». I lavori partiranno in
primavera, contemporaneamente ai primi tentativi di reinserire specie
arboree e arbustive. Come ha spiegato il ricercatore Rodolfo Gentili,
«fra le specie che stiamo prendendo in considerazione c’è anche il
fisospermo di Cornovaglia, un’ombrellifera dai fiori bianchi ormai
sparita dagli habitat lombardi». Prima di effettuare i primi trapianti,
il comitato scientifico dovrà effettuare alcune indagini genetiche per
identificare una popolazione in grado di tollerare il trasferimento nel
nuovo ambiente. Gli studi procedono alacremente: entro 24 mesi il
progetto “Sentiero natura” dovrà essere portato a termine, anche grazie
alla collaborazione della società civile, in particolare
dell’associazione “Il Borgo e il Colle”.Fonte: Il Cittadino
