sabato 17 dicembre 2011

San Colombano - Sentiero naturalistico e oasi per gli anfibi: un piano per rilanciare il Parco della collina

Ottime notizie per gli anfibi della Lombardia: la prossima primavera avranno a disposizione una nuova pozza dove riprodursi, scavata lungo il sentiero naturalistico che sta per prendere corpo nel Parco della collina di San Colombano.

L’iniziativa è stata presentata giovedì sera durante un incontro in aula consiliare a cui hanno preso parte, accanto a un centinaio di semplici cittadini, l’assessore all’ambiente Davide Panzetti, presente nelle vesti di presidente del parco, i rappresentanti di Wwf Italia e alcuni docenti dell’Università di Pavia e Milano Bicocca, i due atenei che partecipano al progetto. Il Parco, costituito nel 2006 dai comuni di San Colombano, Graffignana, Sant’Angelo, Miradolo e Inverno Monteleone, è stato inserito fra le aree prioritarie per la biodiversità di Regione Lombardia, che ne ha perciò imposto a livello normativo la tutela e la valorizzazione. Senza fondi, però, i comuni coinvolti avrebbero forse incontrato qualche difficoltà a rispettare queste indicazioni del, ma grazie a un bando di Fondazione Cariplo, lo scorso settembre sono stati recuperati 125mila euro che, sommati ai fondi precedentemente stanziati, garantiscono al Parco 300mila euro. Una somma che servirà alla creazione del sentiero naturalistico che - nelle parole di Panzetti - «aspira a rappresentare le peculiarità del nostro territorio sia sotto un profilo ambientale che storico, con importanti ricadute anche dal punto di vista turistico ed economico». Le colline di San Colombano infatti, come ha spiegato Giuseppe Bogliani dell’Università di Pavia, «sono un’eccellenza della Lombardia, prima di tutto per la presenza di specie faunistiche e floristiche di pregio, e per il transito di migliaia di rapaci che, ogni estate, si danno appuntamento qui prima di ripartire per l’Africa. Quest’anno in 237 ore di osservazione sono stati contati 1634 uccelli». Per osservarli meglio, lungo il sentiero naturalistico verrà costruito un osservatorio e una serie di pannelli informativi dedicati alle specie animali e vegetali presenti nel Parco. Il percorso partirà da San Colombano poi, attraverso la cosiddetta “via delle capre”, raggiungerà la val Panate e da qui, parallelamente alla pista ciclabile, sbucherà fra le querce del bosco della Moccia. «Durante i sopralluoghi di questi mesi - ha detto Sandra Citterio dell’Università Milano Bicocca - abbiamo individuato due laghetti in val Panate che presentano un habitat adatto alla colonizzazione di alcuni anfibi molto rari, fra cui le rane rosse, le rane dalmatine e la rana di Lataste. Per la loro riproduzione dovremo creare anche delle piccole pozze, accanto agli interventi idraulici necessari all’alimentazione dei laghetti». I lavori partiranno in primavera, contemporaneamente ai primi tentativi di reinserire specie arboree e arbustive. Come ha spiegato il ricercatore Rodolfo Gentili, «fra le specie che stiamo prendendo in considerazione c’è anche il fisospermo di Cornovaglia, un’ombrellifera dai fiori bianchi ormai sparita dagli habitat lombardi». Prima di effettuare i primi trapianti, il comitato scientifico dovrà effettuare alcune indagini genetiche per identificare una popolazione in grado di tollerare il trasferimento nel nuovo ambiente. Gli studi procedono alacremente: entro 24 mesi il progetto “Sentiero natura” dovrà essere portato a termine, anche grazie alla collaborazione della società civile, in particolare dell’associazione “Il Borgo e il Colle”.Fonte: Il Cittadino
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