giovedì 1 dicembre 2011

San Donato - Guerra aperta allo smog fino a martedì

Il comune di San Donato, come preannunciato nei giorni scorsi dall’assessore all’ambiente Michele Mardegan, ha detto sì alle disposizioni antismog varate lunedì dalla Provincia di Milano.

Ieri mattina il sindaco ha quindi firmato l’ordinanza avvallando le disposizioni contro le polveri sottili, che entreranno in vigore anche sul territorio di San Donato. Pertanto a partire dalla giornata di ieri fino a martedì i veicoli privati diesel euro 3 senza filtro antiparticolato dovranno rimanere fermi dalle 8.30 fino alle 18, mentre per i mezzi commerciali il limite è dalle 7.30 alle 10. Per i trasgressori che si metteranno a bordo delle vetture inquinanti negli orari dove è stato imposto il fermo è prevista una multa di 155 euro. Inoltre le temperature negli edifici dovranno essere abbassate di un grado, tranne eccezioni che in sintesi riguardano scuole, ospedali, alberghi, piscine e palestre. Negozi e centri commerciali dovranno tenere le porte chiuse, anche quelli minuti di dispositivi per agevolare l’accesso al pubblico, al fine di evitare dispersioni di calore. Nei casi in cui non venissero seguite queste regole la bacchettata sui portafogli è di 500 euro. «Abbiamo aderito all’iniziativa - ha dichiarato in una nota ieri il sindaco - perché un piano di intervento coordinato dalla Provincia avrà effetti positivi soprattutto in una città come la nostra che quotidianamente registra un traffico che per gran parte è di attraversamento: le limitazioni in tutto l’hinterland alleggeriranno la pressione su San Donato. Per ridurre al minimo l’impatto sui cittadini, poi, insisteremo ulteriormente per la realizzazione del biglietto unico per i Comuni di prima fascia. È ovvio che soluzione del problema non può essere costituita solo da divieti ai cittadini, ma devono essere adottate strategie strutturali condivise». Del resto gli amministratori del Sudmilano hanno dato in generale segnali positivi di fronte a provvedimenti meno drastici rispetto alle targhe alterne, che non comportano particolari sacrifici per la collettività.Fonte: Il Cittadino
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