Un progetto a stelle e strisce per il nuovo centro direzionale Eni: lo
studio statunitense Morphosis Architects sale sul podio del concorso
internazionale bandito per tratteggiare il look del nuovo campus
destinato ad accogliere 3500 impiegati. In una nota diramata ieri, in
cui debuttano le prime immagini, proiezioni del futuro complesso, viene
messo in evidenza che il progetto vincente è riuscito a rappresentare i
valori dell’uomo e della comunità. La piazza sarà di conseguenza il
“cuore” simbolico, ma anche funzionale.
Rispetto ai giganti di vetro che
hanno simboleggiato l’ascesa del colosso petrolifero, le geometrie sono
cambiate, soprattutto «le torri direzionali perdono la propria
autoreferenzialità dando origine ad un’architettura a prevalente
dimensione orizzontale e democratica», quale elemento di novità rispetto
al passato. All’indomani della notizia che il Tar (Tribunale
amministrativo regionale) ha dato via libera all’operazione, respingendo
il ricorso in cui veniva chiesto l’annullamento dell’iter urbanistico,
l’attenzione nella giornata di ieri è stata quindi puntata a tutto campo
sul futuro investimento. Il quartier generale sorgerà nel comparto De
Gasperi est, l’area è sostanzialmente la stessa che per lungo tempo ha
ospitato l’ex-complesso industriale dell’azienda. Il lotto destinato a
diventare indirizzo strategico è delimitato da viale De Gasperi a nord
ovest, da via Ravenna a nord est, da via Correggio a sud est e da via
Vannucchi a sud ovest. Il nuovo campus avrà una superficie lorda di
pavimento di 65mila metri quadri assorbita in prevalenza da uffici, con
uno spazio di 5mila metri quadrati dedicato ai servizi. L’azienda
sottolinea che «in termini architettonici, il progetto vincitore si pone
come veicolo di tre valori: uomo e comunità; democraticità e
integrazione; ricerca e innovazione verso una nuova sostenibilità». Le
linee, spiegano gli esperti, sono state pensate per dare un’idea di
continuità fluida, al fine di simboleggiare la materia che si trasforma
in energia. Altro aspetto posto in rilievo riguarda l’attenzione che è
stata posta all’inserimento della nuova moderna sede nel quartiere
Metanopoli, al fine di tenere salda la tradizione maturata dalla
compagnia che il suo primo presidente Enrico Mattei aveva insediato a
San Donato. La città alle porte di Milano che tra il suo ricco comparto
di terziario vanta già blasonati esempi di architettura moderna, si
prepara dunque ad ospitare un complesso che è stato tratteggiato nelle
sue forme dallo studio di architettura americano di fama internazionale
Morphosis, con sede a Los Angeles e a New York. Un marchio che ha
primeggiato su dieci concorrenti, selezionati a loro volta durante una
prima fase concorsuale alla quale hanno partecipato oltre cinquanta
gruppi. La corsa contro il tempo a questo punto è partita. Eni ieri ha
ribadito la propria determinazione a concludere i cantieri per l’Expo
2015.Fonte: Il Cittadino
