sabato 17 dicembre 2011

San Donato - Un progetto Usa per il campus dell’Eni

Un progetto a stelle e strisce per il nuovo centro direzionale Eni: lo studio statunitense Morphosis Architects sale sul podio del concorso internazionale bandito per tratteggiare il look del nuovo campus destinato ad accogliere 3500 impiegati. In una nota diramata ieri, in cui debuttano le prime immagini, proiezioni del futuro complesso, viene messo in evidenza che il progetto vincente è riuscito a rappresentare i valori dell’uomo e della comunità. La piazza sarà di conseguenza il “cuore” simbolico, ma anche funzionale.

Rispetto ai giganti di vetro che hanno simboleggiato l’ascesa del colosso petrolifero, le geometrie sono cambiate, soprattutto «le torri direzionali perdono la propria autoreferenzialità dando origine ad un’architettura a prevalente dimensione orizzontale e democratica», quale elemento di novità rispetto al passato. All’indomani della notizia che il Tar (Tribunale amministrativo regionale) ha dato via libera all’operazione, respingendo il ricorso in cui veniva chiesto l’annullamento dell’iter urbanistico, l’attenzione nella giornata di ieri è stata quindi puntata a tutto campo sul futuro investimento. Il quartier generale sorgerà nel comparto De Gasperi est, l’area è sostanzialmente la stessa che per lungo tempo ha ospitato l’ex-complesso industriale dell’azienda. Il lotto destinato a diventare indirizzo strategico è delimitato da viale De Gasperi a nord ovest, da via Ravenna a nord est, da via Correggio a sud est e da via Vannucchi a sud ovest. Il nuovo campus avrà una superficie lorda di pavimento di 65mila metri quadri assorbita in prevalenza da uffici, con uno spazio di 5mila metri quadrati dedicato ai servizi. L’azienda sottolinea che «in termini architettonici, il progetto vincitore si pone come veicolo di tre valori: uomo e comunità; democraticità e integrazione; ricerca e innovazione verso una nuova sostenibilità». Le linee, spiegano gli esperti, sono state pensate per dare un’idea di continuità fluida, al fine di simboleggiare la materia che si trasforma in energia. Altro aspetto posto in rilievo riguarda l’attenzione che è stata posta all’inserimento della nuova moderna sede nel quartiere Metanopoli, al fine di tenere salda la tradizione maturata dalla compagnia che il suo primo presidente Enrico Mattei aveva insediato a San Donato. La città alle porte di Milano che tra il suo ricco comparto di terziario vanta già blasonati esempi di architettura moderna, si prepara dunque ad ospitare un complesso che è stato tratteggiato nelle sue forme dallo studio di architettura americano di fama internazionale Morphosis, con sede a Los Angeles e a New York. Un marchio che ha primeggiato su dieci concorrenti, selezionati a loro volta durante una prima fase concorsuale alla quale hanno partecipato oltre cinquanta gruppi. La corsa contro il tempo a questo punto è partita. Eni ieri ha ribadito la propria determinazione a concludere i cantieri per l’Expo 2015.Fonte: Il Cittadino
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