Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo presso la Cascina Occhiò
San Giuliano Milanese (MI)
Strada aperta per il biogas a Occhiò, la frazione rurale di San Giuliano
dove è in previsione un impianto privato alimentato con 160 ettari di
coltivazione a mais. Martedi pomeriggio la conferenza di servizi sulla
struttura, che deve essere autorizzata dal direttivo del Parco agricolo
Sud Milano, ha emesso un parere positivo di portata decisiva. Il
confronto tra gli enti, compreso il comune di San Giuliano, si è chiuso
autorizzando l’avvio delle opere in tempi che devono comunque misurarsi
con lo scenario attorno, quindi con le infrastrutture impiantistiche e
le linee elettriche. Per questa ragione è difficile dire quanto manca
per vedere i cantieri all’opera: entro la prima metà del 2012 dovrebbero
cominciare a sorgere i silos generatori di energia elettrica.
L’impianto è il primo nel suo genere in tutta l’area comunale di San
Giuliano, che misura 30 chilometri quadrati per il 70 per cento ancora
agricoli. L’unità produttiva in senso stretto sarà di 2000 metri
quadrati, un quinto di ettaro, schermati da una fascia arbustiva che
impedirà la visione dalla via Emilia. A nascondere il biogas da
Viboldone penserà l’alta velocità ferroviaria. Non saranno necessari
ampliamenti della strada cascina Selmo-Occhiò per l’accesso al sito, che
funzionerà con mais coltivato nelle dirette adiacenze. I mezzi di
trasporto saranno pochi al giorno anche se nessuno esclude ampliamenti.
Per questo il comune di San Giuliano, che si è espresso per il sì al
biogas, ha chiesto di svolgere uno studio sull’impatto viabilistico. Nei
mesi scorsi fra i vari dubbi che circondano l’impianto c’è stato quello
di tipo storico-archeologico, con la paura che le trincee deturpino i
valori storici di una frazione ammantata di storia, visto che Occhiò
conserva la chiesa più antica del Sudmilano, l’oratorio dei santi
Giovanni e Paolo. Quest’ultimo è stato visitato lunedì scorso dalla
storica dell’arte Anna Finocchi, docente a Brera e al Politecnico di
Milano, invitata da Italia Nostra Sud Est milanese. Secondo la studiosa
l’oratorio, oggi quasi totalmente in rovina, è databile fra il 900 e il
1100 d.C., completamente realizzato con materiali di epoca romana e
insistente su un’altura artificiale che potrebbe essere, nell’ipotesi
più spettacolare, un tempio minore di epoca pagana. Secondo la Finocchi
nel giro di un inverno o due crollerà completamente il muro est, quello
più deteriorato. Eppure proprio dal biogas potrebbe arrivare un aiuto
alla chiesetta: secondo voci non ufficiali, la società agricola che ha
chiesto la licenza si sarebbe impegnata a mettere in atto l’intervento
di somma urgenza per l’oratorio, il rifacimento del tetto completamente
in rovina.Fonte: Il Cittadino
