Infissi chiusi e muri di cinta lasciati alla mercé dei vandali dallo
spray facile. Continua il degrado per cascina Ortaglia, ex residenza
degli ortolani del castello Bolognini, recuperata ormai sette anni fa
con una spesa pari al milione di euro (di cui 500mila euro finanziati da
Regione Lombardia) e mai utilizzata.
Se qualcuno si aspettava di
trovare sotto l’albero un passo avanti verso l’apertura dell’edificio,
che necessita di nuovi e cospicui interventi di recupero, resterà
deluso. Al momento, infatti, dicono dal Comune, «è tutto fermo». Non si
vede dunque ancora il sole sull’utilizzo dell’immobile come centro
civico, con una parte da trasformare in biblioteca comunale, alcuni
locali da affidare alla Pro loco e alle iniziative dell’associazione
Africa chiama. Prevista nel piano di utilizzo anche l’installazione di
un museo sulla storia dei vigili del fuoco. Tutti progetti che, per ora,
rimangono al palo in attesa di capire cosa succederà sotto il cielo dei
conti di Palazzo Delmati e che, con una scadenza elettorale alle porte
(la prossima primavera si vota a Sant’Angelo), sembra destinato a
slittare a tempo per ora indeterminato. Per diventare operativo,
infatti, il polo di cascina Ortaglia, avrebbe bisogno di altri cantieri.
Il nemico che ha agito indisturbato in questi anni si chiama “umidità” e
i segni all’interno degli spazi sono tanti e ben visibili. L’ultima
relazione tecnica sullo stato dell’immobile risale all’agosto 2010 che
conteneva anche una stima di circa 125mila euro per rimettere a nuovo i
locali. Spese che, dopo ulteriori rilievi, sono state riviste al rialzo
arrivando a sfiorare il tetto dei 150mila euro in un documento del
dicembre 2010. Gli ultimi atti pubblici prima che su cascina Ortaglia,
finita spesso al centro del dibattito politico, soprattutto in seguito
agli attacchi del gruppo cittadino della Lega nord sull’immobilismo
della giunta Crespi, cadesse il silenzio. Se la giunta ha sempre
collegato la possibilità di avviare il recupero conservativo
all’alienazione del patrimonio comunale, in cime alla lista dei desideri
di vendita c’era l’ex sede del Pime di Villa Redentore a Vigarolo, nel
comune di Borghetto Lodigiano, con l’appuntamento elettorale alle porte,
il sogno sembra sfumare. A risentirne di più sono gli appassionati di
lettura, che al momento devono rifarsi agli spazi della biblioteca di
piazza monsignor De Martino, di fianco al municipio. Spazi da più parti
giudicati inadeguati e che risentono di un accesso ad orario ridotto. E
per chiunque abita a Sant’Angelo pensare di prendere un prestito un
libro fuori dall’orario mattutino resta un sogno.Fonte: Il Cittadino
