La settimana d’emergenza sulle polveri sottili si chiude col Sudmilano
che si defila del tutto dalle strategie di palazzo Marino. Da oggi da
Rogoredo in giù si torna a circolare liberamente. Esaurite anche le
misure per il contenimento della temperatura nei pubblici edifici,
assieme all’obbligo imposto ai commercianti di vendita “a porte aperte”
per lo shopping di Natale.
In realtà l’unico comune che ha informato
“positivamente” i suoi cittadini della decadenza dei provvedimenti -
mettendo sul proprio sito istituzionale la comunicazione della non
adesione alle drastiche proposte dell’amministrazione Pisapia - è San
Giuliano. Qui l’homepage del municipio già mercoledì sera avvisava che
venerdì 9 e sabato 10 in città si circola regolarmente. Tutti quanti:
diesel, non diesel, benzina, gpl, moto e camion. Nella zona sud della
provincia alla data di ieri non c’era nessun comune che condividesse
neppure la versione soft della cura antismog adottata da Milano. Ovvero
la proroga del blocco per i diesel euro 3 non adattati fino al 23
dicembre. Dalle informazioni disponibili ieri lo stop alle auto diesel
più inquinanti, da San Donato ai confini lodigiani, si è esaurito
martedì 6 dicembre senza riprendere lunedì 12 e senza altre estensioni
fino a Natale. Tuttavia è bene rimanere informati su eventuali non del
tutto impossibili code della paletta alzata alle auto più vecchie. A San
Donato l’ordinanza antismog pubblicata il 30 novembre è scomparsa dalla
homepage del sito internet, quindi la sua validità si è esaurita
martedì 6 dicembre. Il divieto riguardava tre punti: divieto di
circolazione diesel euro 3 non modificati; riduzione del valore massimo
delle temperature in alcuni edifici pubblici, infine la normativa
sull’obbligo di vendita a porte chiuse negli esercizi commerciali. Sono
esattamente gli stessi punti recepiti da Melegnano e San Giuliano, con
la sola differenza che Melegnano non ha bloccato i diesel euro 3 per
ragioni di struttura viabilistica. Di San Giuliano si è già detto,
mentre per Melegnano fa fede la data dell’ordinanza sul sito: martedì 6
dicembre si è chiuso l’arco di validità. La frammentazione dei
provvedimenti e la loro contorsione ieri sono finite nel mirino di
alcuni esponenti politici del Sudmilano, che hanno parlato di «pessima
prova» da parte dei comuni lungo la via Emilia. Anzi, in genere di tutti
i comuni di periferia. Secondo Pietro Mezzi, consigliere di Sinistra
ecologia Libertà in provincia «i sindaci del territorio provinciale in
queste settimane sono sembrati non cogliere la gravità della situazione
che minaccia la salute di tutti. L’unica amministrazione che ha avanzato
una proposta incoraggiante e incisiva è stata Sesto San Giovanni, con
l’ipotesi di targhe alterne da lunedì 12 in poi».Fonte: Il Cittadino
