venerdì 9 dicembre 2011

Smog, no alla cura drastica di Milano

La settimana d’emergenza sulle polveri sottili si chiude col Sudmilano che si defila del tutto dalle strategie di palazzo Marino. Da oggi da Rogoredo in giù si torna a circolare liberamente. Esaurite anche le misure per il contenimento della temperatura nei pubblici edifici, assieme all’obbligo imposto ai commercianti di vendita “a porte aperte” per lo shopping di Natale.

In realtà l’unico comune che ha informato “positivamente” i suoi cittadini della decadenza dei provvedimenti - mettendo sul proprio sito istituzionale la comunicazione della non adesione alle drastiche proposte dell’amministrazione Pisapia - è San Giuliano. Qui l’homepage del municipio già mercoledì sera avvisava che venerdì 9 e sabato 10 in città si circola regolarmente. Tutti quanti: diesel, non diesel, benzina, gpl, moto e camion. Nella zona sud della provincia alla data di ieri non c’era nessun comune che condividesse neppure la versione soft della cura antismog adottata da Milano. Ovvero la proroga del blocco per i diesel euro 3 non adattati fino al 23 dicembre. Dalle informazioni disponibili ieri lo stop alle auto diesel più inquinanti, da San Donato ai confini lodigiani, si è esaurito martedì 6 dicembre senza riprendere lunedì 12 e senza altre estensioni fino a Natale. Tuttavia è bene rimanere informati su eventuali non del tutto impossibili code della paletta alzata alle auto più vecchie. A San Donato l’ordinanza antismog pubblicata il 30 novembre è scomparsa dalla homepage del sito internet, quindi la sua validità si è esaurita martedì 6 dicembre. Il divieto riguardava tre punti: divieto di circolazione diesel euro 3 non modificati; riduzione del valore massimo delle temperature in alcuni edifici pubblici, infine la normativa sull’obbligo di vendita a porte chiuse negli esercizi commerciali. Sono esattamente gli stessi punti recepiti da Melegnano e San Giuliano, con la sola differenza che Melegnano non ha bloccato i diesel euro 3 per ragioni di struttura viabilistica. Di San Giuliano si è già detto, mentre per Melegnano fa fede la data dell’ordinanza sul sito: martedì 6 dicembre si è chiuso l’arco di validità. La frammentazione dei provvedimenti e la loro contorsione ieri sono finite nel mirino di alcuni esponenti politici del Sudmilano, che hanno parlato di «pessima prova» da parte dei comuni lungo la via Emilia. Anzi, in genere di tutti i comuni di periferia. Secondo Pietro Mezzi, consigliere di Sinistra ecologia Libertà in provincia «i sindaci del territorio provinciale in queste settimane sono sembrati non cogliere la gravità della situazione che minaccia la salute di tutti. L’unica amministrazione che ha avanzato una proposta incoraggiante e incisiva è stata Sesto San Giovanni, con l’ipotesi di targhe alterne da lunedì 12 in poi».Fonte: Il Cittadino
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