mercoledì 4 gennaio 2012

Parco Sud, via libera al Piano di governo: torna a muoversi la San Giuliano del futuro

«Nel 2012 a San Giuliano non solo la fine dell’emergenza Genia, ma anche un Piano di governo del territorio che non resta sulle carte». L’ha ricordato nei giorni scorsi il sindaco Alessandro Lorenzano nel corso dei diversi interventi “sotto l’albero” rivolti ai cittadini. Mentre la società multiservizi Genia, d’accordo o meno che si sia, pare avviata comunque a scrivere un capitolo diverso (e con un nome diverso) l’invito è a non sottovalutare un’altra partita che sembra uscita dallo stallo: quella sul Pgt, bloccato per più di un anno dalla decisione provinciale di ricorrere al Tar per le ragioni del Parco Sud.

Il primo piano di governo sangiulianese, erede del Piano regolatore, è un lungo ponte che attraversa tre amministrazioni. Parte con Marco Toni, che nell’estate del 2008 lo illustra in un cantiere pubblico in piazza della Vittoria; passa a Luigia Greco, che due anni dopo riesce ad adottarlo in assemblea consiliare: e arriva infine alla giunta Lorenzano, che ha cercato di smuoverlo dalle terre impantanate della giustizia amministrativa. Oggi sindaco e maggioranza invitano a non considerare l’anno appena aperto solo quello in cui Genia dovrebbe diventare una polemica feroce ma passata, ma anche quello di una città dotata del suo Pgt.«Prima di Natale il Parco Sud ha deliberato in modo favorevole sul nostro Piano - ha ricordato il primo cittadino nei giorni scorsi - e qualcuno non ha colto l’importanza dell’avvenimento. In realtà questo consente di passare dal Prg ancora valido a una nuova fase».La piattaforma Provincia-comune era andata prendendo fisionomia nei mesi dopo l’estate. Da un lato palazzo Isimbardi ha ritirato il suo ricorso, istruito per mettere l’“alt” alle aree sotto tutela dell’ente Parco, dall’altro il municipio di via De Nicola ha stralciato dal documento proprio quelle ipotesi che andavano a intersecare la questione delle tutele agricole. In pratica, con l’accordo collettivo di non andare a invadere la campagna, il Piano si è smosso.Tre anni fa, in sede di presentazione, si era parlato di una San Giuliano versione “tre città” disegnata dagli urbanisti incaricati del progetto. La prima città, quella dei palazzi, soffre da sempre della separazione est-ovest, cioè dell’attraversamento della via Emilia con la linea ferroviaria S1, e il Piano ipotizzava ben sei punti di possibile scavalco del doppio ostacolo, con possibile realizzazione di una connessione ciclopedonale verso Sesto Ulteriano. La seconda città è quella agricola (il 70 per cento di Parco), nella quale si aprono gli spazi di percorsi ciclopedonali, anche collegati a importanti operazioni che stanno per prendere forma, come l’ex Blue Residence o la ciclabile San Donato-San Giuliano. La terza infine è quella “di fiume”, che guarda al corso del Lambro ad ovest: qui il grande dilemma è il recupero di Carpianello, il gruppo di ex cascine vincolato ma cadente.Fonte: Il Cittadino
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