mercoledì 9 novembre 2011

Lodi - Un inferno di fuoco in pieno centro

Un muro di fiamme, che si è alzato di alcuni metri. Il fuoco ha invaso gli appartamenti, devastato il tetto di una casa. Gli abitanti sono dovuti fuggire in fretta. Una donna anziana, di oltre 70 anni, è rimasta bloccata al secondo piano. Per salvarla sono dovuti intervenire i pompieri con un’autoscala. Alla fine il bilancio è stato di quattro residenti portati al pronto soccorso. Sono stati sottoposti ad accertamenti all’ospedale di Lodi. Le operazioni per la messa in sicurezza dello stabile, interessato dal rogo (in via Callisto Piazza al civico 9), sono durate quasi tutta la giornata.

Il palazzo è stato quindi dichiarato inagibile e diverse famiglie sono state fatte evacuare. L’incendio è scoppiato ieri verso le 12.30, in pieno centro storico a Lodi. Gli abitanti della zona hanno cominciato a vedere una scia di fumo, che usciva dal secondo piano di una casa di via Callisto Piazza, traversa di via Solferino. Sono stati subito avvertiti i pompieri, che sono arrivati sul posto con diverse autopompe, un’autobotte e un’autoscala. Per consentire lo svolgimento delle procedure di emergenza, sono state chiuse al traffico sia via Callisto che via Solferino. Sono state posizionate delle transenne per isolare il luogo del disastro. Arrivati davanti all’edificio, i vigili del fuoco hanno cercato subito di mettere in salvo i residenti. Molti erano già fuori, aiutati dai vicini e dai titolari del bar d’angolo “My way”. Una signora anziana era invece rimasta bloccata al secondo piano, vicino alla casa da dove si erano sprigionate le fiamme. È stato necessario un intervento tempestivo dei pompieri, per salire con la scala alla sua finestra e farla scendere. Più tardi gli abitanti sono stati ospitati nel locale vicino, in attesa dei soccorsi. Sono arrivate sul posto un’automedica del 118, un’ambulanza della Croce rossa di Lodi e una della Croce bianca di Paullo. Quattro residenti del palazzo di via Callisto hanno avuto bisogno di cure mediche. Nessuno pare fosse in gravi condizioni. Sono stati comunque trasportati al pronto soccorso per una sospetta intossicazione: avevano respirato del fumo e hanno avuto bisogno di un po’ di ossigeno. A fare scoppiare il tremendo incendio pare sia stato un pentolino con dentro dell’olio, che era sui fornelli accesi. Sembra che l’olio sia finito sul fuoco e da lì in un attimo un intero palazzo è bruciato. In particolare è stato distrutto tutto il secondo piano e il tetto dell’immobile, che solo cinque anni fa era stato interamente riqualificato dalla proprietà dello stabile. Le rifiniture e le coperture degli appartamenti erano in legno e in un baleno il fuoco si è propagato. Le manovre per lo spegnimento sono durate ore. Alle ore 16 dagli alloggi usciva ancora una lieve colonna nera che si alzava in cielo. In via Callisto ci sono stati anche momenti di terrore, per una sospetta fuga di gas da un’abitazione. Sono stati fatti sloggiare i palazzi vicini. Ed è stata interrotta temporaneamente la fornitura di gas. Infine nel pomeriggio è stato dichiarato inagibile tutto il palazzo. Le fiamme avevano distrutto un intero piano del civico 9. Gli altri livelli non sono bruciati. I vigili del fuoco hanno però evidenziato problemi di tenuta statica dell’edificio. Per questo, sette famiglie dovranno nelle prossime notti dormire fuori di casa. Al piano terra del palazzo bruciato si trova poi la sede della Società operaia di mutuo soccorso, storico sodalizio lodigiano che ha appena compiuto i suoi 150 anni di storia. È stata premiata persino in consiglio comunale, come una delle istituzioni culturali di maggiore tradizione in città. Vanta un patrimonio archivistico immenso, ora raccolto nel centro studi e documentazione intitolato a Tiziano Zalli, che era stato da poco risistemato. Per un po’ si è temuto che anche i volumi fossero stati intaccati, rovinati dai fiumi d’acqua che sono stati versati per spegnere le fiamme. Ma subito i membri della società si sono dati da fare per spostare in una stanza protetta tanti volumi e documenti, che al momento sembrano fuori pericolo. La Società operaia di mutuo soccorso è anche la proprietaria dei sei alloggi (alcuni andati distrutti) che ci sono nello stabile, che sono concessi a canoni sociali per inquilini bisognosi. Per la messa in sicurezza della zona sono intervenuti inoltre i vigili della polizia locale, poi la questura e i carabinieri.Fonte: Il Cittadino
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