Nel Parco Agricolo Sudmilano il piccione è l’animale selvatico più
infestante. Più della nutria, del corvo e del cinghiale adattato alla
pianura. Secondo la Coldiretti Lombardia sono destinati a crescere fra
2010 e 2011 gli indennizzi richiesti dalle aziende per i danni
determinati da fauna stanziale endemica, dove i piccioni si installano
in cima alla graduatoria come nuova bestia nera.
Secondo la Provincia di
Milano, che parla con la voce dell’assessore Luca Agnelli, «il tetto
dei risarcimenti chiesto all’ente provincia mostra un aumento stimabile
da 150 a 180mila euro, anche se i dati risentono del maggiore o minore
numero di denunce inoltrate. Farei notare però che il controllo delle
specie infestanti e delle emergenze fitosanitarie è uno dei compiti
storici dell’ente provinciale». Coldiretti Lombardia ha emanato ieri una
statistica nella quale calcola percentuali di danno attribuibili a
singole specie infestanti nell’arco di tempo corrispondente all’anno
alle spalle. La fotografia inquadra i piccioni come la popolazione
animale responsabile della quantità di danneggiamento superiore a
qualunque altra. La ripartizione assegna a piccioni e corvi il 44 per
cento del danno complessivo dichiarato e sottoposto a indennizzo; alle
nutrie il 24,7, a cinghiali il 9,7 e il restante ad altre cause
derivanti dall’alterato equilibrio nella fauna. In ettari, il calcolo è
di 110 ettari, più di un milione di metri quadrati, ridotti a sterile in
tutta la regione dagli stormi di colombi e di cornacchie senza più
competitori naturali. Nel Sud est Milano l’Atc 1, ambito territoriale di
caccia 1, corrispondente alla zona della via Emilia, stima una sorta di
testa a testa fra piccione comune (assieme ai corvi) e nutria nella
fonte di danno: in un anno arrivano domande per 45mila euro dalle prime
due specie, per 49mila dal roditore che ormai è il primo inquilino delle
nostre rogge. Le cause dell’incontenibilità delle due specie volatili
più comuni sono note e in larga parte corrispondono al puro e semplice
fatto che nutrie, corvi e piccioni sono al vertice della catena
alimentare dopo la riduzione a cifra simbolica di rapaci e mammiferi
predatori. Orde di colombi e corvi contendono alle vacche in mangiatoia i
cereali o razziano l’insilato di orzo, mais e soia. «Insieme alle
nutrie - afferma Carlo Franciosi, presidente della Coldiretti di Milano,
Lodi e Monza Brianza - i piccioni sono ormai fra quelle specie
infestanti che vanno a interferire non solo con la produzione agricolo
zootecnica, ma con tutto l’equilibrio ecologico del territorio». «Non
vorrei però che qualcuno pensasse a un’emergenza con rischi per l’uomo -
riflette ancora l’assessore Agnelli - la Provincia fa le sue delibere
di contenimento delle popolazioni, dalla diabrotica al tarlo asiatico
fino alla parassitosi delle bovine da latte. Conosciamo il problema che
abbiamo davanti».Fonte: Il Cittadino