In fiamme la baracca di Martiri di Cefalonia che in passato aveva
ospitato il vivaio dell’Eni. L’incendio è scoppiato ieri intorno alle 16
e nei minuti successivi dall’indirizzo collocato nelle vicinanze degli
uffici decentrati della multinazionale petrolifera si è alzata una
nuvola di fumo, che ha immediatamente generato allarme tra i
sandonatesi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del
distaccamento di piazzale Cuoco: insieme a loro anche la polizia locale,
che ha regolato la viabilità nel corso degli interventi di spegnimento
del rogo, e i carabinieri che stanno conducendo le indagini per far luce
sull’origine delle fiamme.Per il momento è emerso che la struttura da
tempo inutilizzata si era trasformata in un rifugio per senza tetto.
Sembra che da alcuni giorni vi alloggiassero abusivamente due
marocchini, che ieri pomeriggio non si trovavano in zona. L’immobile
dismesso doveva essere smantellato la settimana prossima e non è escluso
che gli stessi ospiti, essendo venuti a sapere dell’intervento di
bonifica, possano aver deciso di fare piazza pulita. Ma per il momento
si tratta solo di una supposizione, così come potrebbe essersi trattato
di un fatto accidentale, legato magari a una fuga di gas dalla bombola
che i marocchini utilizzavano per scaldarsi. Un’altra ipotesi conduce
all’incauto gesto di qualche fumatore disattento, che potrebbe aver
lanciato il mozzicone senza badare troppo a cosa aveva intorno.In ogni
caso, se anche si trattasse di un atto doloso, è stata scartato
l’ipotesi di un episodio a sfondo razziale legato alla presenza dei due
extracomunitari che nella struttura avevano improvvisato un alloggio.
Così come gli investigatori hanno escluso un attacco mirato all’Eni da
parte di qualche sbandato, in quanto il bersaglio è decisamente poco
significativo e comunque scollegato ai simboli della multinazionale
petrolifera che a San Donato ha il proprio quartier generale. Se infatti
l’ordinanza con cui il sindaco Mario Dompé nelle scorse settimane ha
dato via libera a misure deterrenti intorno alla sedi direzionali
parlava del timore di attacchi terroristici, è apparso da subito
evidente che il fatto di ieri è di ben più modesta natura. Certo, vista
la posizione, di fronte al complesso di scuola superiore Omni
Comprensivo, il rogo ha acceso molti interrogativi anche tra la comunità
di sandonatesi: qualcuno è accorso sul luogo per capire cosa fosse
successo.Fonte: Il Cittadino