Sinistra Ecologia e Libertà San Giuliano e alleati provano a rilanciare
la petizione contro l’impianto, anzi gli impianti, di biogas a Occhiò,
stagnante a circa 150 firme su un obiettivo ideale di 5.000 adesioni.
L’appello che punta a fermare le centraline energetiche già autorizzate -
nel caso del primo impianto, mentre il secondo è al palo - è
sostenibile da alcune settimane sul sito www.firmiamo.it. Chi l’ha messo
on line è inizialmente il Movimento Cinque Stelle cittadino,
raccogliendo consensi successivi. I risultati però dopo alcune settimane
sono probabilmente inferiori all’interesse atteso e tracciano il quadro
di una battaglia un pò “d’élite”. L’appello via Internet ha totalizzato
123 adesioni, e non si può non constatare una distanza cospicua - anzi
enorme - rispetto al target che la petizione si è posta: anche un decimo
delle 5mila firme attese appare molto lontano. Alcuni firmatari sono
decisamente autorevoli, come Marco Giacomo Bascapè, storico e curatore
del patrimonio dei Luoghi Pii Elemosinieri-Asp Golgi Redaelli di Milano,
ma il numero assoluto nel complesso appare piuttosto basso. Così alcuni
interlocutori politici del territorio cercano di rilanciare
l’iniziativa, ponendo l’accento sul fatto che la produzione di
agroenergie sottrae superfici coltivabili dal Parco Sud e rischia di
attirare un traffico sempre maggiore di veicoli. L’interrogativo sul
traffico è giustificato dall’incognita sulle potenzialità di espansione:
non si sa esattamente quanto possa allargarsi in futuro la centrale
partendo dalle dimensioni iniziali di un ettaro. «Paghiamo per farci
avvelenare», declama la petizione dei “grillini” ricordando che i
cospicui incentivi esistenti per le energie rinnovabili e alternative,
in particolare le agroenergie, arrivano dallo Stato. Inoltre c’è il
fattore storico archeologico, cioè il timore che tutto si faccia a
Occhiò, dall’allargamento della strada ai silos costruiti a tempo di
record, tranne mettere un ponteggio che rimandi il crollo della chiesa
rurale della frazione, l’edificio religioso più antico di tutta la via
Emilia nel tratto milanese. Sel San Giuliano, Federazione della Sinistra
e “La città che sale” promettono di vigilare e di opporsi al raddoppio.Fonte: Il Cittadino