È di 2.250 metri di rame, per una valore pari a 50mila euro, il bilancio
di un maxi furto ai danni del depuratore di Peschiera, avvenuto nelle
notti scorse. Le modalità di esecuzione del colpo fanno pensare a una
banda specializzata e ben organizzata, che ha agito sfruttando la
posizione fuori mano dell’impianto, che sorge in una zona di campagna
decentrata. In base ai segni ritrovati dai carabinieri di Peschiera nei
campi circostanti, il commando è giunto a bordo di una ruspa dalla cava
di Robbiano di Mediglia. Una volta in loco, il gruppo ha iniziato la
razzia, asportando oltre 2mila metri di cavi di rame, che poi ha
probabilmente provveduto a caricare sulla pala dell’escavatore. Gli
ignoti hanno quindi fatto dietrofront, dirigendosi nuovamente verso
Mediglia, dove però le tracce della ruspa di perdono, verosimilmente
perché questa è stata a sua volta caricata su un altro mezzo.
L’asportazione dell’ingente quantitativo di rame ha causato il blocco di
uno dei motori del sistema di cogenerazione che, sfruttando il biogas,
consente al depuratore di avere totale autonomia energetica. Sulle prime
si temeva che ciò potesse causare anche il malfunzionamento
dell’impianto di depurazione, con il conseguente inquinamento delle
acque, ma tale eventualità è stata fortunatamente esclusa. L’impianto
peschierese ricopre una funzione strategica sul territorio poiché, oltre
a Peschiera e Segrate, serve anche tutti i quartieri della zona Est di
Milano, per un totale di 260mila abitanti.Fonte: 7giorni

Nessun commento:
Posta un commento