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mercoledì 25 marzo 2026

Addio a Gino Paoli, maestro della canzone d'autore italiana. Aveva 91 anni

 

Gino Paoli è uno dei personaggi chiave della scena musicale italiana, un personaggio dalla vicenda esistenziale tormentata e intensissima che ha dato un contributo decisivo all'evoluzione della canzone, un individualista spigoloso che ha anticipato le caratteristiche della figura del cantautore. Sono sue alcune delle canzoni più belle e famose mai scritte nel nostro Paese: "Senza fine", "Il cielo in una stanza", "Sapore di sale", "Che cosa c'è", "La gatta", "Una lunga storia d'amore", titoli sufficienti a far rimanere ben impressi nella memoria collettiva il suo nome e la sua musica. (Ansa)

sabato 14 febbraio 2026

San Donato Milanese, RecSando compie trent’anni: una storia di informazione civica al servizio del territorio

 

In una foto scatatta da Boris Susanj nel 2025 alcuni dei fondatori del progetto civico innovativo, da sinistra: Nicola Gargamelli, Simone Varesi, Fabrizio Cremonesi, Stefano Tommasi, Marcello Tarabbia

Dal 13 febbraio 1996 al 13 febbraio 2026, un percorso fatto di dialogo, partecipazione e conoscenza condivisa nel Sud Est Milano, che guarda al futuro

Il 13 febbraio 2026 RecSando taglia un traguardo importante: trent’anni di attività. Non una celebrazione autoreferenziale, ma una tappa significativa di un cammino che, dal 1996, accompagna il territorio del Sud Est Milano con un’idea precisa di informazione: civica, accessibile, orientata alla comprensione e non al rumore. Nato come Rete Civica di San Donato Milanese in un’epoca in cui il web muoveva i primi passi come spazio pubblico, RecSando ha saputo anticipare i tempi, diventando una vera piazza digitale aperta e plurale.

RecSando nasce grazie all’intuizione e all’impegno di Nicola GargamelliSimone VaresiFabrizio CremonesiStefano TommasiMarcello TarabbiaBoris SusanjLuciano Monti e Mauro Miorali, quest’ultimo scomparso nel 2025, mentre Luciano Monti è venuto a mancare negli anni precedenti. Un gruppo eterogeneo per competenze, percorsi personali e sensibilità culturali, ma unito da una visione comune: dare vita a uno spazio di informazione civica libero, indipendente e realmente al servizio della comunità del Sud Est Milano. I fondatori hanno creduto fin dall’inizio nel valore del confronto, della partecipazione attiva e della conoscenza condivisa, anticipando l’idea di un web inteso come piazza pubblica e non come semplice vetrina. Il contributo di chi non c’è più, in particolare quello di Luciano Monti e Mauro Miorali, resta parte integrante dell’identità di RecSando e continua a vivere nei valori che ancora oggi guidano il progetto.

Informazione come servizio alla comunità
Fin dalle origini, RecSando ha scelto di non inseguire l’attualità gridata, ma di offrire strumenti di lettura dei fenomeni locali e sovralocali. Nel corso degli anni ha dato spazio all’informazione sui Comuni del Sud Est Milano, ai temi ambientali, sociali, culturali e tecnologici, fino alle analisi su progetti territoriali, infrastrutture e trasformazioni urbane. Una linea editoriale coerente, fondata sul confronto delle idee e non sulle tifoserie, con l’obiettivo di favorire un dialogo costruttivo e consapevole.

Una piazza aperta, prima ancora che digitale
RecSando si è affermata come uno spazio inclusivo e indipendente, libero da appartenenze politiche, religiose o culturali. Un luogo in cui le differenze diventano risorsa e non ostacolo, anticipando di anni il concetto di comunità digitale come spazio civico. La partecipazione non è mai stata solo virtuale: incontri pubblici, eventi, momenti di confronto con cittadini, associazioni ed esperti hanno permesso di portare i temi complessi dal web al territorio, rafforzando legami e relazioni reali.

Cultura indipendente, ambiente e mobilità sostenibile
Un altro tratto distintivo di RecSando è l’attenzione costante alla cultura indipendente, con la valorizzazione di artisti locali e un lavoro di racconto critico, in particolare nel campo musicale. Negli anni più recenti, il progetto ha inoltre acceso i riflettori su mobilità sostenibile e marketing territoriale evoluto, promuovendo iniziative capaci di coniugare ambiente, qualità della vita e visione futura del territorio.

Un’identità che evolve senza snaturarsi
Dal 2019 RecSando è parte dell’associazione N>O>I – Network Organizzazione Innovazione. Un’evoluzione che ha ampliato il raggio d’azione del progetto, mantenendo intatti i principi fondanti: condivisione della conoscenza, pensiero critico, indipendenza e coerenza. Trent’anni dopo, a parlare sono i fatti: continuità, capacità di adattamento, rispetto per il territorio e scelta costante del dialogo.

n questo percorso di crescita si inserisce anche il contributo di Flavio Mantovani, membro del nuovo direttivo. Ingegnere, con master in Urbanistica e master in Etica, Mantovani porta una visione che coniuga competenze tecniche e riflessione sui valori, rafforzando l’approccio sistemico e responsabile dell’associazione. È inoltre tra gli ideatori del dipartimento Bicipolitana Network, progetto che interpreta in chiave concreta e innovativa i temi della mobilità sostenibile e della pianificazione urbana orientata alle persone.

Gli auguri e le congratulazioni della redazione di 7giorni
La redazione di 7giorni rivolge a RecSando le più sincere congratulazioni per questo importante traguardo. Trent’anni di informazione civica rappresentano un patrimonio prezioso per tutto il Sud Est Milano, un esempio di come sia possibile fare informazione con rigore, passione e responsabilità. A RecSando l’augurio di continuare su questa strada, restando una piazza aperta di confronto e conoscenza, oggi più necessaria che mai. Fonte:7giorni

lunedì 29 dicembre 2025

Brigitte Bardot, addio all'icona ribelle e indipendente del cinema francese

 

È stata il mito nazionale francese, l'unico che di questi tempi metterebbe d'accordo tutte le rissose anime della nazione, simbolo di charme, icona del cinema d'oltralpe, emblema della Nuovelle Vague anche se risale a oltre 50 anni fa la sua ultima apparizione come attrice e sex symbol. Da allora la diva non ha mai avuto un ripensamento: cinema, spettacolo, notorietà e paparazzi non facevano più per lei, anzi non sono mai stati compagni felici della sua vita da donna pubblica. (Ansa)

sabato 22 novembre 2025

Addio a Ornella Vanoni, un mito senza confini

 

Con la scomparsa di Ornella Vanoni l'Italia perde una delle sue artiste più originali e raffinate. Con la sua voce unica, e una capacità interpretativa senza eguali, ha scritto pagine importanti nella storia della canzone, del teatro e dello spettacolo italiano.

martedì 18 novembre 2025

giovedì 30 ottobre 2025

E' morto James Senese, addio al sax che ha fatto la rivoluzione

 

                    Dagli Showmen a Pino Daniele, fondatore del 'Neapolitan Power'

Nel 1965 con gli Showmen porta in Italia le sonorità soul e rhythm & blues di Otis Redding, James Brown e Marvin Gaye. Con 'Un'ora sola ti vorrei' il gruppo vincerà il Cantagiro 1968. Poi con il batterista Franco Del Prete nel 1972 arrivano gli Showmen 2 e due anni dopo Napoli Centrale con Pino Daniele giovane bassista. Il resto è storia nota: i travolgenti successi degli anni anni '80 con Pino e il supergruppo ovvero Senese, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Joe Amoruso ed Ernesto Vitolo, che 30 anni dopo si ricomporrà per epiche tournée. Tra i suoi lavori più significativi da solista 'Hey James', dedicato al padre militare americano che rimase con lui un anno solo, e 'Zitte! Sta arrivanne 'o mammone', ospiti Lucio Dalla, Enzo Gragnaniello e Raiz. I Napoli Centrale nel 2016 pubblicano ''O Sanghe' vincitore della Targa Tenco come miglior disco in dialetto. Del 2021 il suo ventunesimo album 'James is back'.

Senese apparve anche al cinema in 'No grazie il caffè mi rende nervoso' con Massimo Troisi e 'Una festa esagerata' di Vincenzo Salemme. In 'Passione' di John Turturro interpreta il classico brano del titolo in una indimenticabile versione. E infine nel recente documentario 'Pino' di Francesco Lettieri ha raccontato a Federico Vacalebre come abbia sconfitto razzismo e pregiudizi soffiando in un sassofono. A Carmine Aymone in una intervista aveva ricordato: "Avevo 7 anni, mia madre un giorno rientrò a casa con una copertina di un disco vuoto. Era John Coltrane e aveva il sax. Lo identificai con mio padre".

"Napoli ha perso il Vesuvio' dice oggi l'amico Enzo Avitabile. "Il suo sax risuonerà per sempre, nel nome di Pino Daniele" scrive il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. "James non può stare in una classifica, fa un altro campionato - spiega Nino D'Angelo ricordando la collaborazione in 'Vivere è murì' - È un napoletano americano che suona il sax: nel suo suono c'è un'anima diversa, unica, inimitabile. Per me è il Miles Davis di Napoli. Solo che Davis suonava la tromba". Per Tullio De Piscopo "con il supergruppo abbiamo condiviso un sogno, una missione: raccontare Napoli attraverso la musica, mescolare il soul, il blues, il jazz e la melodia dei vicoli".

Una musica che resterà nelle strade di Napoli, quella di un sax che ha fatto la rivoluzione: popolare, mai commerciale, per 60 anni in trincea dalla parte giusta. L'immagine di Senese dal 2019 fa parte dell'installazione sonora permanente ideata dal Plart, 'Da Caruso agli 'A 67' di Désirée Klain. Nello 'scambiapassi' tra la Metro 1 e la linea Eav Arcobaleno, Luciano Romano lo ha fotografato davanti al mare. (Ansa)

mercoledì 24 settembre 2025

È morta Claudia Cardinale, l’attrice si è spenta a 87 anni

 

Addio a Claudia Cardinale, una delle più grandi attrici della storia del cinema italiano e internazionale. Si è spenta a 87 a Nemours, vicino a Parigi, dove viveva. Lo ha annunciato il suo agente, Laurent Savry, all'Afp. L'attrice ha lasciato dietro di sé una carriera monumentale fatta di oltre 150 film, interpretazioni memorabili e un’eleganza che ha segnato un’epoca. Foante: La Stampa

mercoledì 17 settembre 2025

E' morto Robert Redford

 


ll decesso  nella sua casa di Provo nello Utah.  Affascinante divo del grande schermo, diventato poi regista premio Oscar,  Redford ha girato film di successo:  dalla Stangata a Tutti gli Uomini del Presidente e La mia Africa.  

La sua ultima apparizione sul grande schermo è stata in Avengers Endgame (2019), in un cameo. Ma alle scene aveva già dato addio l'anno prima, con il film 'The Old Man & The Gun' di David Lowery. Si è spento nel sonno a 89 anni, nella sua casa nello Utah, Robert Redford, leggenda di Hollywood. (ANSA)

mercoledì 23 luglio 2025

E' morto Ozzy Osbourne, leggenda dell'heavy metal

 

       Il frontman dei Black Sabbath aveva 76 anni. Il 5 luglio l'ultimo concerto

Nato a Birmingham nel 1948 in una famiglia della working class inglese e registrato all'anagrafe come John Michael Osbourne, si avvicina alla musica negli anni dell'adolescenza ascoltando i Beatles. L'esordio sui grandi palcoscenici è nel 1970, con la fondazione nella città d'origine dei Black Sabbath: gruppo pionieristico dell'hard rock e dell'heavy metal fondato sulle ceneri di una prima band giovanile, i Polka Tulk Blues Band, assieme ai concittadini Tony Iommi (chitarrista di radici familiari italiane e coautore di molte hit), Geezer Butler (bassista) e Bill Ward (batterista). Un'avventura all'insegna di una provocazione urlata sulle scene, ma anche di una straordinaria capacità d'innovazione musicale, che nasce prendendo in prestito il nome stesso del complesso dalla traduzione americana di un film dell'orrore di Mario Bava, 'I tre volti della paura'. E sfocia fin da subito in album venduti in decine di milioni di copie come Black Sabbath, Paranoid, Master of Reality o Sabbath Bloody Sabbath. Voce e leader sul palco della band, Ozzy resta con i compagni di Birmingham dal '70 al 1978. Per poi venire di fatto espulso dopo essere sprofondato nel gorgo delle dipendenze, dagli alcolici alle droghe. Seguirà un periodo precario anche per la sua stessa salute mentale, e quindi la ripresa sotto la pragmatica ala protettrice della moglie Sharon, divenuta anche sua manager. Dietro la spinta di lei, si rimette in sesto, cambia casa discografica, si trasferisce stabilmente in America e si lancia a partire dagli anni '80 in una nuova carriera da solista: nel complesso non meno fortunata, segnata da collaborazioni varie, seppure non senza alti e bassi.

Non mancano d'altronde le sporadiche reunion con i Black Sabbath, dalla prima seguita alla 'pace' del 1985, ad altre suggellate in tour e concerti fra il 1997 e 2006. Ma senza nuovi album inediti collettivi. Fino al primo stop del 2010, al ritorno definitivo con i Black Sabbath del 2011, all'annuncio dello scioglimento del gruppo del 2017. Poco dopo per Ozzy arriva la diagnosi del morbo di Parkinson, destinato a segnare il declino progressivo della sua salute degli ultimi anni, verso l'esito finale. Una traiettoria interrotta tuttavia giusto due settimane fa, il 5 luglio, da un memorabile concerto-evento di saluto alle scene organizzato in suo onore dinanzi a una folla di fan vecchi e nuovi al Villa Park, lo stadio dell'Aston Villa della natia Birmingham. Un tributo fortemente voluto da Sharon e da Tony Iommi, che ha visto ricomporsi la formazione originale della band, invecchiata ma non doma, e durante il quale il vecchio Principe delle Tenebre ha dato fondo, nei limiti del possibile, alle ultime energie assieme agli altri tre. Alternandosi sul palco con gruppi pure leggendari, e figli della loro esperienza, dai Metallica ai Guns N' Roses, a Slayer, ai Pantera, ad altri ancora. Protagonisti di un addio che oggi diventa definitivo. Fonte: Ansa


sabato 24 maggio 2025

'Benvenuto' quarto scudetto, a Napoli esplode la festa

 

I partenopei vincono il quarto scudetto battendo 2-0 il Cagliari al Maradona. Conte commosso abbraccia De Laurentiis. I giocatori sotto la curva a ballare. (Ansa)

giovedì 22 agosto 2024

giovedì 25 maggio 2023

Addio a Tina Turner, regina del rock'nroll

La cantante aveva 83 anni. Si è spenta a Zurigo dopo una lunga malattia. Nella sua vita ha vinto ben otto Grammy



 

venerdì 10 febbraio 2023

Addio a Burt Bacharach, il re dell'easy listening


 Il musicista è morto a 92 anni nella sua casa di Los Angeles. 500 canzoni, 3 Oscar e 6 Grammy, musica tutt'altro che facile

lunedì 16 gennaio 2023

È morta Gina Lollobrigida. Addio alla Bersagliera d'Italia

 

Grande protagonista del cinema italiano, era nata a Subiaco il 4 luglio del 1927, aveva quindi 95 anni compiuti. (Ansa)

venerdì 30 dicembre 2022

Addio a Pelé, O Rei del calcio amato da tutti. Tre giorni di lutto in Brasile

 

Aveva 82 anni, era ricoverato all'Albert Einstein da fine novembre per un tumore. Martedì i funerali. Lula: 'Non c'è mai stato un numero 10 come lui'. (Ansa)

venerdì 9 settembre 2022

La regina Elisabetta è morta. Carlo III è il nuovo re

 

Elisabetta II è morta, un capitolo di storia si chiude.

Il Regno Unito, i Paesi dell'ex impero britannico e il mondo dicono addio in un clima di profonda commozione alla regina dei record, spirata a 96 anni nell'amata residenza scozzese di Balmoral, con attorno i quattro figli e i familiari più stretti: a cominciare dal primogenito ed erede al trono Carlo, che a 73 diventa infine re con la seconda moglie Camilla al fianco elevata a regina consorte. La figlia di Giorgio VI ha chiuso gli occhi per sempre nell'anno del Giubileo di Platino, 70esimo di un'era iniziata nel lontano 1952, e a 18 mesi dalla scomparsa dell'inseparabile consorte Filippo.

Dopo che solo martedì era riapparsa in un'ultima immagine pubblica - fragilissima, ma in piedi e con un sorriso sereno stampato sul volto - per assolvere ancora una volta con dedizione irriducibile ai propri doveri di monarca costituzionale: presiedendo al passaggio di consegne fra Boris Johnson e Liz Truss, quattordicesimo e quindicesima premier della suo lunghissimo regno, iniziato sotto il segno di Winston Churchill a Downing Street.

Il segno del precipitare della situazione era stato dato in mattinata dall'annuncio del tutto irrituale con cui Buckingham Palace aveva reso pubblica "la preoccupazione dei dottori" di corte per la sua salute (in declino ormai da qualche mese fra periodi di riposo, forfait obbligati e "problemi di mobilità" innescati verosimilmente da altre condizioni patologiche), nonché dalla loro decisione di porla "sotto sorveglianza medica". Parole che evidentemente preparavano all'irreparabile, a quel momento fatidico che l'anagrafe era destinata prima o poi a imporre; e che tuttavia un intero Paese avrebbe voluto rinviare ancora: aggrappato a un punto di riferimento immutabile da decenni, a una delle poche ancore di certezza rimaste a disposizione dell'isola e forse del mondo. La conferma che il tempo si stava ormai compiendo è del resto arrivata con la partenza immediata di tutti e quattro i figli di Sua Maestà verso Balmoral: con Anna, Andrea ed Edoardo (accompagnato dalla consorte Sophie) sulla scia di Carlo. E con quella del nipote William, primogenito di Carlo e secondo in linea di successione, come del fratello minore Harry, sbarcato in Scozia senza la moglie Meghan, ad evitare altre ombre di gossip su un momento solenne e di dolore. Quindi un secondo comunicato è giunto a segnare la parola fine, di fronte alle folle di sudditi e ammiratori che nel frattempo si erano radunati tristi e angosciati davanti alla stessa residenza scozzese, a Buckingham Palace o al castello di Windsor, in una giornata resa luttuosa anche dal cielo grigio e dalla pioggia: "Sua Maestà - le poche parole del testo ufficiale definitivo - è morta pacificamente questo pomeriggio a Balmoral. 
Il nuovo Re e la Regina consorte (Carlo e Camilla) rimarranno a Balmoral stasera e torneranno domani a Londra".
Parole lette con voce rotta dall'emozione dai giornalisti della Bbc e delle altre tv britanniche, e seguite dalle lacrime di non poche persone riunite nel cuore di Londra di fronte a Buckingham Palace per assistere all'ammainabandiera del vessillo reale. Mentre sugli schermi, dopo qualche momento di silenzio, appariva un ritratto di Elisabetta nel fulgore della sua regalità al suono delle note dell'inno God Save the Queen; e dall'intero pianeta - monarchie o repubbliche, poco importa - partiva immediatamente il coro dei messaggi di cordoglio e dei tributi, dal presidente americano Joe Biden a leader o ex leader vari, rivolti alla memoria di una regina amata da tanti e rispettata da quasi tutti nei cinque continenti. "La morte della mia amata madre è un momento di grande tristezza per me e per tutti i membri della mia famiglia", ha commentato quindi Carlo, nel suo primo messaggio in veste di re. "So che sarà profondamente sentita in tutto il Paese, il regno, il Commonwealth e da innumerevoli persone nel mondo. E' di conforto la consapevolezza dell'affetto e del rispetto provato verso la regina", ha concluso il nuovo sovrano che regnerà con il nome di Carlo III, come ha annunciato Clarence House. Parole che riecheggiano quelle di esponenti politici di ogni colore in patria e di leader religiosi cristiani, musulmani ed ebrei. "Siamo devastati", ha infine sintetizzato a nome della nazione Liz Truss, premier Tory designata da Elisabetta II appena 48 ore prima dell'addio, ultimo primo ministro del suo lungo regno.

"Il Regno Unito e il mondo sono sotto shock - ha proseguito Truss, vestita di nero, rivolgendosi in diretta tv al Paese fuori dal portoncino al numero 10 di Downing Street - la regina Elisabetta II è stata una roccia, sotto il suo regno questo Paese è prosperato". Non senza sottolineare "il lutto" di queste ore, ma anche la forza di una "eredità duratura". E promettendo lealtà ora a "Sua Maestà il Re Carlo III" con la formula di rito riveduta e corretta: "God Save the King". "Profondamente addolorato nell'apprendere della morte di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, offre sincere condoglianze a Vostra Maestà, ai Membri della Famiglia Reale, al Popolo del Regno Unito e del Commonwealth. Mi unisco volentieri a tutti coloro che piangono la sua perdita nel pregare per il riposo eterno della defunta regina, e nel rendere omaggio alla sua vita di servizio senza riserve per il bene della nazione e del Commonwealth, al suo esempio di devozione al dovere, alla sua ferma testimonianza di fede in Gesù Cristo e alla sua ferma speranza nella sue promesse". Così il Papa nel telegramma di cordoglio per Elisabetta II. (Ansa)

venerdì 27 maggio 2022

Morto a 72 anni Alan White, lo storico batterista degli Yes

 

Si è spento nella sua casa a Seattle il batterista Alan White che ha collaborato con John Lennon e George Harrison, ed è diventato celebre soprattutto per gli oltre quarant'anni di permanenza nel gruppo rock britannico Yes. A dare il triste annuncio è stata la stessa band che su Twitter ha comunicato ai fan: «È con profonda tristezza che gli Yes annunciano che Alan White, il loro amatissimo batterista e amico da 50 anni, è scomparso, all'età di 72 anni, dopo una breve malattia». Il gruppo rock condivide inoltre un breve ricordo che la famiglia di White ha voluto postare sui social. «Nel corso della sua vita e dei sei decenni della sua carriera, Alan è stato molte cose per molte persone: una rock star per i fan di tutto il mondo; compagno di band di pochi eletti e gentiluomo e amico di tutti coloro che lo hanno incontrato». Fonte: Il Mattino

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