lunedì 17 luglio 2017

San Donato: via libera alla bonifica della Campagnetta

Il Dirigente dell’Ufficio Tecnico ha approvato il progetto per la messa in sicurezza dell’area verde alle spalle di via Di Vittorio, risultata inquinata nello strato superficiale. 

Il Piano operativo di bonifica per la Campagnetta a San Donato è stato ratificato formalmente e presto potrà così avere inizio il progetto di messa in sicurezza dell’area. Il Dirigente dell’area tecnica del Comune ha infatti siglato l’atto che certifica il via libera al Pob presentato a fine maggio da ICN, società proprietaria della porzione verde da 60mila mq alle spalle di via Di Vittorio. «Con questo nuovo passaggio formale – spiega il Sindaco Andrea Checchi – il percorso di riqualificazione della Campagnetta procede come pianificato. nella prima seduta del nuovo Consiglio comunale del 13 luglio, abbiamo ribadito la nostra intenzione di trasformare l’area verde che lambisce via Di Vittorio nel Parco Gustavo Hauser. Ciò avverrà grazie a una progettazione partecipata che vedrà il coinvolgimento diretto dei cittadini del quartiere». I piani dell’Amministrazione di trasformare l’ex canale navigabile in un grande parco pubblico erano stati fermati a marzo 2016 quando, a seguito di alcuni controlli fatti eseguire ad Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente), era emersa la presenza di una contaminazione diffusa di metalli nello strato superficiale nel terreno. Alla luce di ciò il Comune, mediante una apposita ordinanza, aveva sospeso temporaneamente il consumo di prodotti coltivati negli orti ospitati in loco ed aveva immediatamente chiesto alla proprietà di provvedere alla bonifica dell’area. Ora, dopo una attesa durata poco meno di 1 anno e mezzo, il progetto di risanamento è stato definitivamente approvato, aprendo così la strada al nuovo futuro della Campagnetta. Fonte: 7Giorni

lunedì 10 luglio 2017

San Donato, evade dai domiciliari per andare in piscina a rubare

Evade dai domiciliare per andare a rubare in piscina. I carabinieri di San Donato Milanese hanno arrestato una pregiudicata milanese di 33 anni che, evasa dagli arresti domiciliari dalla sua residenza di Milano, è arrivata alla piscina di San Donato Milanese e è stata immortalata dalle telecamere di sicurezza mentre rubava un portafogli e un telefono cellulare dagli spogliatoi. Dopo la segnalazione da parte della gestione della piscina e l'arrivo dei militari che hanno subito visionato le immagini della videosorveglianza, la donna è è stata arrestata per evasione e furto aggravato. La refurtiva è stata restituita al derubato.Fonte: Il Giorno

Incidente al casello di Melegnano, impatto devastante: un morto e 5 feriti

È di un morto e cinque feriti il pesante bilancio di un incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio attorno alle 18.20 sulla A1, fra la barriera di Melegnano e l’intersezione con la tangenziale est esterna. Sul posto sono intervenute cinque ambulanze, un’auto medica, vigili del fuoco e polizia stradale. Per consentire le operazioni di soccorso in sicurezza, il tratto di strada interessato dall’incidente è stato chiuso al traffico. Ai medici e paramedici si è presentata una scena complessa con numerosi feriti che inizialmente apparivano in gravi condizioni da soccorrere.
Il più grave, un uomo di 47 anni forse di origine straniera, in arresto cardiaco, è deceduto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Predabissi di Melegnano. Gli altri cinque feriti sono stati trasportati negli ospedali Humanitas di Rozzano, Policlinico di Milano e Ospedale San Donato. Nessuno dei feriti è in pericolo di vita.  All'origine dell’incidente ci sarebbe il ribaltamento di un’auto che poi ha invaso la carreggiata opposta scontrandosi con un’altra auto. Un impatto terribile che ha mandato in frantumi le due vetture.
Per oltre due ore la corsia sud della A1, quella in direzione Bologna, è rimasta a tratti chiusa al traffico. Come conseguenza dell’incidente, il traffico attorno al nodo autostradale di Melegnano è andato in tilt. Un chilometro di coda sulla A1 in direzione Bologna e due chilometri sulla carreggiata opposta. Code anche sulla Sp 40 fra Melegnano e Carpiano e sulla tangenziale est esterna in uscita verso Milano. La situazione è tornata alla normalità solo una volta rimossi i mezzi incidentati, a tarda sera. Fonte: Il Giorno

giovedì 29 giugno 2017

San Donato: nella lottizzazione di Monticello spuntano vari abusi edilizi. Il Comune: «Si proceda subito a sanare le irregolarità»

Un incremento volumetrico, abusivo e non consentito, che ha portato i vani interrati adibiti a locali di servizio ad un’altezza netta interna di cm. 310÷320 anziché 239, ed i locali sottotetto da un’altezza media interna variabile tra 260 e 280 cm., maggiore del limite di progetto di cm. 239. Ma anche una serie di altre irregolarità come modifiche improprie agli impianti e dei rapporti aero-illuminanti dei sottotetti, modifica dell’altezza degli edifici 21 e 22 e un incremento in pianta del piano interrato sempre dello stabile n. 21. Sulla lottizzazione dell’area di Cascina Monticello a San Donato spunta l’ombra di numerosi abusi edilizi, che ha portato allo stop forzato dei cantieri ed a una ordinanza ad hoc emessa dal Comune in data 26 giugno. Destinatari dell’atto, siglato dal dirigente dell’Area Tecnica del Comune, sono la cooperativa Il Fontanile, i direttori dei lavori e l’impresa costruttrice Penta.Ge.Co.. Preso atto che le opere edilizie sono state “Realizzate in totale difformità del permesso di costruire n. 181 del 05/11/2014”, nel documento in questione il dirigente dell’Area Tecnica ordina “di provvedere, a proprie cure e spese, alla demolizione e remissione in pristino dei luoghi indicati in narrativa entro il termine perentorio di 90 (novanta) giorni, dalla data di notifica della presente ordinanza”. L’ordinanza ha origine a seguito di una serie di sopralluoghi che i tecnici del Comune hanno effettuato presso la maxi lottizzazione da 130 unità residenziali, realizzate sull’area al confine con San Giuliano dove insisteva la storica Cascina Monticello, in parte recuperata. 

«L’ordinanza – spiega il primo cittadino appena riconfermato, Andrea Checchi – è un atto dovuto per ripristinare la legalità su un’operazione edilizia di grande entità. Spiace che a pagare le conseguenze siano decine di famiglie che attendono di entrare in possesso degli immobili in cui avevano pianificato di andare a vivere. La soluzione della questione è nelle mani della cooperativa che se metterà in pratica quanto previsto dall’atto potranno instradare la questione nella giusta direzione. Come Amministrazione, naturalmente, continueremo a vigilare a garanzia degli interessi legittimi dei cittadini e per la salvaguardia della legalità». 

L’intera questione, i cui sviluppi hanno portato alla formulazione del provvedimento datato 26 giugno, ha però suscitato le perplessità di Cesare Mannucci, leader del Centrodestra sandonatese e recentemente candidato sindaco. «Premesso che il centrodestra di San Donato auspica una soluzione positiva per le 70 famiglie che hanno investito i propri soldi per acquistare casa Monticello – ha dichiarato Mannucci – non possiamo non sottolineare la stranezza con cui l’Amministrazione comunale sia arrivata solo così recentemente ad accertare con atti ufficiali questo caso complicato e dagli aspetti non cristallini. Bizzarro infatti è che la denuncia arrivi dall'impresa di costruzione che da due anni chiede il riconoscimento dei maggiori volumi realizzati e che avvisa la direzione lavori sulle difformità commesse dalla cooperativa, e che ha dovuto autodenunciarsi in comune e al Parco Sud per far certificare il suo credito dei lavori svolti ma non autorizzati dal comune».

Aggiunge poi il portabandiera dell’opposizione: «Molto strano che una denuncia fatta ai primi di febbraio porti ad una ordinanza emessa il giorno dopo le elezioni, dopo ben quasi 150 giorni di indagini (decisamente eccessivi rispetto al normale procedimento amministrativo previsto dalla legge). Tutto ciò considerato poi che il sindaco, a fine marzo, aveva convocato i proprietari presso il comune per rassicurarli ed i termini usati non erano stati quelli dell’ordinanza di demolizione e remissione in pristino». 

Mannucci affonda quindi il colpo: «Le altre 4 ordinanze sugli edifici 3-4-5-12-13-14-17-18 riuniti in 4 concessioni distinte ci domandiamo quando allora arriveranno. A fronte di questa situazione, perché l'Amministrazione non ha mai convocato tutte le parti insieme ad un tavolo invece che fare incontri separati, senza mai di fatto fare nulla se non gli accertamenti e tenerli poi fermi fino a dopo le elezioni del 25 giugno? In questo modo non si fa buon governo della città e soprattutto non si risolvono i problemi delle 70 famiglie che rischiano ora di vedere allontanarsi il sogno di comprare una casa dopo aver investito tanti soldi».  Fonte: 7giorni

Sparatoria al comando dei vigili di San Donato, morti due vigili

 Omicidio-suicidio, intorno alle 15, al comando della polizia locale di San Donato, a pochi passi dal Comune. Al culmine di una lite, un agente ha sparato al vicecomandante, quindi ha rivolto l'arma verso se stesso. Soccorsi dal 118, erano entrambi in condizioni disperate e sono morti poco dopo l'arrivo al Policlinico. A sparare è stato Massimo Schipa, di 52 anni, il vicecomandante ucciso è Massimo Iussa, 49 anni. Sgomento e incredulità fra la gente al diffondersi della notizia. Incredulità anche fra i colleghi del comando. Sull'episodio indagano i carabinieri della compagnia di San Donato. All'origine del gesto potrebbero esserci attriti sul lavoro. Fonte: Il Giorno

martedì 27 giugno 2017

San Giuliano, appello per Carpianello: "Salviamo il borgo. Mulino e chiesa a pezzi"

Paolo Rausa, presidente dell'associazione Orizzonti, chiede un intervento di riqualificazione

"Quell'antico mulino e la chiesetta visitata da San Carlo Borromeo: urge rilanciare il borgo rurale di Carpianello, per salvare le testimonianze del passato". Dopo l’ex convento e la ex filanda di Melegnano, che da anni aspettano un intervento di riqualificazione ancora di là da venire, i riflettori si accendono su Carpianello, frazione di San Giuliano. E' Paolo Rausa, ex membro del comitato di zona e presidente dell’associazione Orizzonti, a lanciare un appello per la tutela e la conservazione di due edifici che rappresentano il nucleo primigenio del borgo e che oggi versano in uno stato d’incuria. Partiamo dalla chiesetta di San Martino, probabilmente nata da una cappella votiva di epoca longobarda. Nel 1570 fu visitata da San Carlo Borromeo, che dispose anche alcuni lavori di restauro. Nell'Ottocento la struttura venne ricostruita e ampliata; nel 1936 fu aggregata alla parrocchia di Zivido. "Ora la chiesa è chiusa - spiega Paolo Rausa, presidente dell’associazione Orizzonti -. Il borgo man mano è stato abbandonato, le strutture rurali lasciate a marcire. Alcune sono state interessate dal recupero, ma il borgo ha perso la sua identità sociale". "Con la chiusura della chiesa - prosegue Paolo Rausa - nella frazione, che pure negli ultimi tempi è stata interessata da nuove urbanizzazioni, è venuto meno il punto di riferimento spirituale". Anche il mulino, simbolo di un passato legato all’agricoltura, giace in gran parte dimenticato. "È quasi crollato, la ruota ha smesso di girare da decenni - entra nel dettaglio il presidente Rausa -. Gira voce che presto sarà soppiantato dall’ennesimo centro commerciale. Se così sarà, allora di quel borgo alla porta orientale di San Giuliano, verso il fiume Lambro, non resteranno più tracce, a meno che l’amministrazione comunale non decida di restaurare il mulino e recuperare le testimonianze superstiti della civiltà agraria trasformandolo in una biblioteca di quartiere oppure in una struttura che possa ospitare il centro sociale. Una struttura che, insieme alla chiesa riaperta al culto, riannodi i fili della storia locale di San Giuliano Milanese". L'antico insediamento di Carpianello, che fino all’Ottocento faceva Comune a sé, comprendeva anche una locanda, oggi convertita in abitazione privata. Citata nell’archivio dei Brivio (gli antichi proprietari del borgo) già nel 1531, l’osteria è stata in attività fino alla fine degli anni Settanta. Dal fabbro al carpentiere, anche le attività artigianali che un tempo avevano sede nella zona sono scomparse. Fonte: Il Giorno

lunedì 26 giugno 2017

San Donato Milanese, riconfermato Sindaco al ballottaggio, Andrea Checchi (Pd)

San Donato Milanese ha scelto il proprio Sindaco: si tratta di Andrea Checchi, alla guida della città dal 2012, ed ora per altri 5 anni. Infatti il rappresentante del PD, sostenuto altresì dalle liste civiche Noi per la Città SandoLab, si era ricandidato a ruolo di Primo cittadino, che ricoprirà con un ulteriore mandato. 

I risultati evidenziati già dal primo turno parlavano di un netto vantaggio sul candidato di centrodestra Cesare Mannucci, con cui si è sfidato al ballottaggio. L’11 giugno scorso, Checchi aveva infatti raccolto il 48,94% dei voti, mentre Mannucci, sostenuto dalla coalizione composta rispettivamente da Forza Italia, Lega Nord e Alleanza Nazionale, aveva ricevuto il 19,59% delle preferenze (per un totale di 3878 voti di differenza). 

Colmare il distacco si era quindi prospettato come un compito arduo per Mannucci, al quale non è però riuscita l’impresa nel secondo turno, e le urne hanno ribadito le proiezioni iniziali: Andrea Checchi si è affermato con il  67,68% dei voti (6.120), contro il 32,14% (2898 voti) dello sfidante Cesare Mannucci. Fonte: 7giorni

venerdì 16 giugno 2017

San Donato, bollettini "impazziti": è il caos

Spediti 5mila modelli per il pagamento della Tari che riportano importi errati 

San Donato (Milano), 11 giugno 2017 - Bollettini impazziti, una valanga di errori travolge la tassa sui rifiuti. È quello che sta accadendo a San Donato negli ultimi giorni, dove sono stati recapitati 5mila modelli F24 con importi sballati. Cifre diverse sugli importi da pagare. Gli importi parziali degli acconti, infatti, non corrispondono al totale di quanto dovuto. Un errore materiale che ha letteralmente mandato in tilt il sistema. Nei giorni scorsi, centinaia di cittadini hanno invaso gli uffici comunali per chiedere spiegazioni. In città si è subito diffuso l’allarme “cartelle pazze”, complice il clima pre-elettorale che ha subito scaldato gli animi. "Non sono state emesse cartelle pazze, è soltanto un errore dovuto al sistema di calcolo", rassicurano dal municipio di via Battisti. A causare il problema è stata una società esterna che ha in appalto la compilazione dei moduli della Tari.
"Abbiamo consegnato alla società esterna il database con tutti i dati - spiegano dagli uffici comunali -: le cifre, i codici fiscali dei cittadini e i nominativi. La società ha commesso uno sbaglio con l’unione delle caselle del programma di Excel. La cifra totale è corretta, quindi chi decide di pagare in un’unica soluzione non ha nessun disguido. È invece sballato l’importo degli acconti stampati sui modelli F24". Il Comune ha chiamato banche e uffici postali per capire come superare l’inghippo. "Non c’è bisogno di ristampare i modelli, le cifre si possono correggere a mano. Non appena ci siamo accorti dell’errore, abbiamo preallertato i direttori delle banche e dell’ufficio postale, chiedendo loro di andare incontro ai cittadini e favorire i pagamenti con modelli F24 compilato a penna".
A limitare l’onda d’urto dell’assalto in municipio da parte dei cittadini infuriati, è stata la novità introdotta proprio in questi giorni allo sportello comunale Punto Comune. Si tratta di un nuovo servizio di prenotazione online del biglietto per accedere agli sportelli, in questo modo i cittadini possono programmare quando accedere ai servizi. Per accedere agli sportelli basta una prenotazione da un cellulare, tablet o pc: il ticket elettronico si riceve via mail. Il sistema consente di prenotare fino a tre diversi servizi tra quelli disponibili. Non presentandosi all’ora indicata, si perde però il diritto di priorità. Fonte: Il Giorno

Siccità e incomprensioni: raccolti a rischio nel Sud Milano

A lanciare l’allarme sono gli agricoltori alle prese con caldo record, errori tecnici e scarsa manutenzione 

Mediglia (Milano), 16 giugno 2017 - Ottocento ettari di terreno coltivato a mais a rischio a causa della siccità, resta pochissimo tempo a disposizione per rimediare al disastro. È l’allarme lanciato dagli imprenditori agricoli che rappresentano le 30 aziende dislocate nei comuni di Mediglia, Colturano, Tribiano e Peschiera Borromeo. In quella che si prospetta come la seconda primavera più calda dall’Ottocento, con piogge ben sotto la media stagionale, molti sono i raccolti a rischio in tutta la Penisola. In questo caso specifico, però, l’eccezionale siccità ha trovato nella mano umana un’inaspettata alleata. Lo denunciano Mario Vigo, noto imprenditore a capo con il fratello Alberto dell’azienda Folli, e Umberto Lovati, presidente del Consorzio Irriguo Cavo Borromeo. Insieme minacciano azioni legali a fronte dei danni che stanno subendo. Due i motivi che potrebbero mettere in ginocchio l’economia agricola: il primo è derivato dai lavori appena ultimati per la rimozione delle alghe lungo il canale Villoresi. L’intervento ha causato un abbassamento preoccupante del livello dell’acqua. Il secondo, ben più grave, relativo alla gestione del canale adduttore A, che dal naviglio Martesana porta l’acqua nel Cavo Marocco di Robbiano ed è di fondamentale importanza per l’irrigazione dei campi del territorio. "Il canale – spiega Mario Vigo – è di proprietà di Città Metropolitana che ne deve garantire la manutenzione. Qualche anno fa il Comune di Segrate ha imposto il posizionamento di un sistema di griglie per il quale occorre una continua manutenzione che la città non è in grado di garantire. Le griglie così si intasano e si causano esondazioni, come quella che ha appena colpito Segrate in via Modigliani. Città Metropolitana è intervenuta diminuendo l’apporto di acqua e noi oggi siamo completamente a secco". Una situazione di ora in ora più insostenibile, che sta mettendo a dura prova l’economia rurale del territorio. "Senza l’acqua siamo morti", dichiara Umberto Lovati. "Da una settimana di notte mi sveglio e vado a controllare i campi. Non so più cosa fare, non si può buttare via tutto un raccolto. Pensare che lo scorso dicembre, prevedendo la possibilità di una stagione particolarmente secca e l’impossibilità economica di Città Metropolitana di sostenere i costi della manodopera necessaria, abbiamo scritto al sindaco Sala proponendogli di occuparci noi agricoltori, a nostre spese, della manutenzione del canale. Incredibilmente, non abbiamo mai ottenuto una risposta e, oggi, i risultati si vedono". Occorrono soluzioni rapide per scongiurare il pericolo. Uno sguardo al cielo e uno alla terra secca, gli agricoltori attendono di sapere cosa verrà prospettato loro a seguito dell’incontro programmato fra i rappresentanti del Consorzio Canale Villoresi, Città Metropolitana e il Comune di Segrate.Fonte: Il Giorno

domenica 11 giugno 2017

Doppio dramma sulle strade del Sudmilano: muoiono un automobilista 34enne e un centauro 20enne

Le strade del Sudmilano si tingono di sangue per ben due volte nella stessa giornata. A poche ore di distanza l’uno dall’altro, infatti, hanno perso la vita il 34enne di Mediglia M.M. ed il 20enne di Milano A.S., che viaggiavano rispettivamente a bordo di una Volkswagen Polo e di un enduro Husqvarna.

Il primo dramma si è consumato lungo la Sordio-Bettola, a Triginto di Mediglia, attorno alle 7.30 del mattino di giovedì 8 giugno. M.M., impiegato di banca originario di Peschiera che si era trasferito a Mediglia solo da un paio d’anni, è uscito dalla sua abitazione di via Roma, al volante della sua auto. Dopo aver percorso solo poca strada, senza una motivazione apparente la vettura ha sbandato, ha invaso la corsia opposta ed è andata ad infrangersi violentemente contro un palo della luce, accartocciandosi. M.M. è stato soccorso dal 118, che ha inviato in loco un’ambulanza e l’elisoccorso. Sin da subito le sue condizioni sono parse disperate e il trasporto d’urgenza presso il Policlinico di San Donato si è rivelato inutile. Dei rilievi di rito si sono occupati gli agenti della Polizia Locale di Mediglia, cui spetterà far luce sulle cause del tragico schianto. In base alle prime informazioni trapelate, pare che il 34enne procedesse a velocità moderata e che avesse regolarmente la cintura. Sull’asfalto non sono stati riscontrati segni di frenata ed è stata esclusa anche l’ipotesi di un sorpasso azzardato: le immagini registrate dalle telecamere, infatti, evidenziano come nei pressi delle Volkswagen di M.M. al momento della sbandata non ci fossero altre auto. A questo punto le ipotesi più plausibili sono quelle di un malore o un colpo di sonno improvviso, ma solo il prosieguo delle indagini potrà far chiarezza in tal senso.

Solo qualche ora dopo, attorno alle 15, si è spezzata anche la giovane vita di A.S., 20enne residente a Milano. Il ragazzo ha trovato la morte a San Donato, allo rotonda di Metanopoli, proprio di fronte ai palazzi dell’Eni, schiantandosi contro la fiancata di una Renault Captur condotta da una 52enne di San Giuliano. In base ad una prima ricostruzione dei fatti operata dalla Polizia Stradale di San Donato, la vettura avrebbe impegnato la rotonda per svoltare a sinistra ed immettersi in via Bonarelli, procedendo verso gli uffici dell’Eni. Proprio in quell’istante, però, stava sopraggiungendo la moto con a bordo il giovane centauro, che viaggiava in direzione di Rogoredo. L’impatto con la Renault è stato violentissimo e A.S. è stato letteralmente catapultato nel vuoto, per poi atterrare sull’asfalto in un lago di sangue. A soccorrere il giovane ci ha pensato l’equipe sanitaria giunta in elisoccorso, ma le sue condizioni sono parse immediatamente in tutta la loro gravità. Dopo aver tentato di rianimare il giovane sul posto per oltre 20 minuti, i soccorritori lo hanno trasportato d’urgenza presso il policlinico cittadino, dove però è giunto già privo di vita. Anche l’automobilista 52enne ha avuto bisogno di assistenza medica per un forte stato di shock, motivo per cui è stata trasportata all’ospedale Predabissi di Vizzolo. Al momento le indagini sull’accaduto, affidate alla Polizia Locale sandonatese, sono in corso di svolgimento. Gli investigatori dovranno verificare se vi sia stata la mancata osservanza delle regole del Codice della strada, come l’elevata velocità o una precedenza non data, e individuare le eventuali responsabilità.

A completare il quadro di una giornata da dimenticare per le strade del Sudmilano, è da segnalare anche un ulteriore sinistro sul territorio di Mediglia, questa volta fortunatamente solo con tre feriti lievi. Nel corso della mattinata dell’8 giugno, infatti, la Provinciale Cerca è stata teatro di una carambola che ha coinvolto tre mezzi, cioè un furgone, un autocarro ed un suv. Stando ai rilievi operati dalla Polizia Locale medigliese, il furgone condotto da un 39enne di Paullo che viaggiava verso Melegnano avrebbe invaso parzialmente la corsia di marcia opposta, scontrandosi con l’autocarro. A seguito dell’impatto, il furgone ha poi perso uno pneumatico che, rotolando sull’asfalto, ha colpito un monovolume Ssangyong. Le tre persone interessate dal sinistro sono state soccorse, ma di fatto solo il 39enne di Paullo è stato trasportato in ospedale. Fonte: 7giorni

venerdì 26 maggio 2017

San Donato Milanese “Campagnetta”, l’operatore s’impegna a bonificare l’area

È stato depositato il Piano operativo di bonifica relativo al terreno alle spalle di via Di Vittorio dove saranno azzerate le volumetrie edificabili. Depositato il Pob per la Campagnetta. Oggi pomeriggio i rappresentanti legali della società ICN, proprietaria dell’area alle spalle di via Di Vittorio, hanno inviato via pec il Piano operativo di bonifica. Con il deposito del documento, l’operatore si è assunto l’obbligo di bonificare il terreno con un impegno economico di circa mezzo milione di euro (466.000 euro, oneri fiscali esclusi, dei quali 168mila euro di costi già sostenuti). L’atto è funzionale (e preliminare) alla sottoscrizione dell’accordo con l’Ente per la permuta dell’area della Campagnetta con una di proprietà pubblica in via Ravenna (all’angolo con via Bordolano). Sul lotto di via Di Vittorio saranno azzerate le volumetrie edificabili. Ciò sarà possibile attraverso il trasferimento a Metanopoli di una parte residuale (pari a 20mila m3) dei 48mila m3 inizialmente previsti nel Pgt. Fonte: 7giorni

giovedì 25 maggio 2017

San Donato, un progetto da 6 milioni di euro cambierà volto al centro Mattei

Oltre sei milioni di euro per riportare a nuova vita il centro sportivo Mattei, puntando su un progetto che unisce fitness e benessere. 
Un gruppo di imprese ha un piano per riqualificare quel che a San Donato è ormai conosciuto come il lotto 1 - la parte che si affaccia su via Trivulziana e comprende la zona del parco tra le piscine e i campi da tennis – e a trainare la cordata è la società sportiva Trefor, presente da anni in città con un centro fitness adiacente al parco Mattei.
«Abbiamo stimato un investimento da 6 milioni e 250mila euro – spiega Roberto Orlando, responsabile progetto -, per diversi interventi. Abbiamo messo a un tavolo tutte le realtà che operavano all’interno del parco per creare un’associazione temporanea di impresa». Superati i vincoli della Sovrintendenza, il progetto punta a implementare le attività in acqua e a un centro medico di riabilitazione.
«La piscina è chiusa da molti anni, al posto della vecchia vasca da 33 metri verrà costruite tre vasche con funzioni diverse – entra nel dettaglio Andrea Masoni, architetto -: una da 25 metri per sport agonistici e abilitata per le gare, dalla pallanuoto al nuoto sincronizzato, un’altra da 16 per ginnastica in acqua e riabilitazione, una più piccola per gestanti e corsi per i bimbi».
«La Trefor si sposterà all’interno del parco con tutta l’attività fitness – continua Orlando -, riqualificheremo i campi da tennis, ci saranno due piscine scoperte e realizzeremo un centro medico polivalente, dove si alterneranno diverse specialità: dalla riabilitazione alla dietologia e altro ancora». Il progetto definitivo è stato approvato da poco in consiglio comunale, ora lo studio Masoni si sta concentrando sul piano esecutivo. Ma i tempi sono stretti, anche perché le imminenti elezioni rischiano di impantanare l’iter burocratico.
«Urge che il piano siaa approvato in consiglio comunale entro fine luglio, altrimenti rischiamo di perdere la prossima stagione – sottolinea Orlando -, nel business plan abbiamo previsto l’avvio dei lavori per l’autunno e la messa in esercizio degli impianti per gennaio 2019». Il Comune ha messo a gara anche gli altri due lotti e la cordata della Trefor si farà avanti. «A fine giugno si chiude la gara per il lotto 2 – anticipa Orlando -: parteciperemo con una società sportiva di San Donato che fa attività con i bambini e si occupa anche di basket e pattinaggio, stiamo inoltre coinvolgendo un’importante società di skateboard che opera a Barcellona, New York e Milano». Fonte: Il Giorno

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