mercoledì 21 marzo 2012

Lodi - Piazza Albarola, una distesa di erbacce

Una distesa di grate in ferro, erbacce e materiali edili abbandonati. Ecco come si presenta la piazza dell’Albarola, il quadrilatero che delimita via Saragat, via Maestri del lavoro, via Moro e via Codazzi. È un nuovo quartiere sorto di recente, di fronte al centro commerciale. Sono centinaia le famiglie che si sono già trasferite, in enormi palazzi vicino alle villette.

martedì 20 marzo 2012

De Magistris sbaraglia tutti. E' il sindaco più apprezzato

video
 
È Luigi De Magistris il sindaco più apprezzato d'Italia. Lo rivela la 16esima edizione dell'indagine Monitorcittà realizzata da Datamonitor sul secondo semprestre del 2011. Il primo cittadino di Napoli ha sbaragliato la concorrenza attestandosi in vetta alla classifica con un ragguardevole 69,8% di preferenze, in crescita di quasi il 5% rispetto ai primi mesi del 2011. Seguono a ruota il sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, secondo con il 66,1% e il torinese Piero Fassino del Pd con il 64,8%, entrambi in leggera flessione.Fonte L'Unità.it

San Donato - Lista neofascista alle elezioni. Tra i modelli c’è Garibaldi: «Come lui vogliamo l’unità d’Italia e la cacciata dello straniero». Avviata la raccolta firme, primi manifesti in città.

Comunali a San Donato, prova ad essere della partita anche “Fascismo e libertà”, formazione politica che si riallaccia esplicitamente all’esperienza storica del Ventennio e porta avanti il (tortuoso) percorso intrapreso nel 1991 dal senatore del Movimento sociale Giorgio Pisanò. I manifesti affissi nella giornata di ieri in vari punti della città dell’Eni non sono uno spot generalista. Preannunciano l’intenzione, da parte della sigla politica radicale, di raccogliere le 175 firme necessarie, formare una lista ed entrare nel consiglio comunale di via De Nicola. «È dura, ma il programma del partito è di correre in tutta Italia alle amministrative, anche nei comuni sotto i mille abitanti», specifica il sandonatese Gian Franco Tesauro, vicesegretario del nord ovest Italia nel movimento che ha oggi per coordinatore nazionale il piemontese 47enne, ex Fronte nazionale, Carlo Gariglio, che l’anno scorso ha cercato di correre alle amministrative per il Comune di Torino, quelle vinte da Piero Fassino, venendo escluso con la motivazione che - intuitivamente - aleggia su un’esperienza politica simile. Ovvero, la pregiudiziale di incostituzionalità. Una questione che però i simpatizzanti della più integralistica continuità mussoliniana ritengono superata da sentenze di tribunale. Dunque, magari col littorio e senza il nome “fascista”, in teoria F&L, si potrebbe presentare anche a San Donato. “Fascismo e libertà” è un arcipelago politico alla destra di tutto quanto, compresi Fiamma tricolore e Forza nuova, e proprio per questo rivendica - con atteggiamento comune a gruppi simili - il fatto di non essere per niente di destra. «Il simbolo evidenzia un groviglio di richiami: il littorio, l’aquila nazionalsocialista che sormonta il sole dell’avvenire di nenniana memoria. In mezzo al sole la bandiera tricolore e come inno il “Si scopron le tombe”, cioè l’inno del socialista Garibaldi, ritenuto «alfiere di due cose che vogliamo anche noi: unità d’Italia e cacciata dello straniero». La web page poi con un link rimanda alla Wuns, la World union of national socialists, simbolo la svastica e ben pochi misteri. In questa selva di richiami agli estremismi del Novecento, “Fascismo e libertà - Partito socialista nazionale”, rivendica il diritto a «rilanciare verità e responsabilità omesse dalla storiografia ufficiale, storiografia creata per indottrinare il popolo e lasciare zone d’ombra e menzogna». Ecco la ricetta per risanare l’Italia con le tasche vuote e il morale a terra: «Interclassismo, sostituzione dei parlamenti con la camera delle corporazioni, socializzazione dell’impresa, difesa del lavoro e dei diritti sociali, fine del liberalcapitalismo di importazione americana». Orologio indietro dunque al 1943: « Gli italiani non sono quelli del ‘21, lo sappiamo, ma la soluzione è sempre quella indicata dalla terza via fra destra liberale e comunismo», così il segretario locale. Ma essere “fascisti” a San Donato nel 2012, che senso può mai avere? «Vivere di valori e non di interessi di bottega», è la convinzione. Si vedrà se ci saranno anche loro nell’agone elettorale.

Altra sortita di “Fascismo e libertà” fuori dal metrò - Nuova sortita di “Fascismo e libertà” nell’agone elettorale di San Donato. Domenica mattina alcuni rappresentanti del movimento hanno effettuato un volantinaggio in piazza IX Novembre, cioè all’uscita della Metro 3. Avviata anche la raccolta di firme necessarie ad un’eventuale presenza al voto comunale in programma il 6 e 7 maggio. L’uscita pubblica di “Fascismo e libertà - Partito socialista nazionale” sembra essersi svolta senza particolari tensioni, e del resto il gruppo non è proprio ignoto alla scena politica locale. La partecipazione alle comunali distanti un mese e mezzo sarebbe infatti il secondo tentativo, non il primo, di proporsi nel contesto sandonatese. Già nel 2007, al termine della legislatura Taverniti, la lista raccolse effettivamente il numero di firme necessarie ad andare sulla scheda (attualmente ce ne vogliono duecento, di cittadini con residenza locale), ma poi le firme in parte non vennero autenticate dalla commissione elettorale. In altri casi è la stessa simbologia ostentata a frenare ogni velleità di mettersi accanto agli altri partiti; anche se l’articolo costituzionale che vieta la formazione del Partito nazionale fascista consente, dietro non semplici percorsi legali, di essere eluso adottando i simboli della dittatura, ma senza l’uso esplicito del vocabolo “fascismo” o “fascista”. I “nemici” del movimento sono molti: dall’immigrazione alla globalizzazione dell’economia, fino ai partiti italiani oggi in essere, tutti accomunati senza eccezioni nella categoria dei “servi del capitale” dal volantino distribuito domenica all’uscita dalla metropolitana. Fonte: Il Cittadino

San Donato - L’assessore indagato «per 1200 euro». «Un mio amico non ha iscritto manifesti e santini nel suo bilancio»; nell'inchiesta anche Romano La Russa, piena fiducia dal sindaco Dompè. Baldassarre del Pdl sospettato di finanziamento illecito ai partiti

C’è anche il neo assessore allo sport del Comune di San Donato Milanese Gianfranco Baldassarre, Pdl, 36 anni, tra i 12 indagati nell'inchiesta della procura di Milano per l'ipotesi di finanziamenti illeciti o non debitamente segnalati alle autorità a favore di politici o partiti, inchiesta che coinvolge anche l’assessore regionale Romano La Russa. «I fatti che mi vedo contestare risalgono al 2011, quando ero in corsa per il consiglio comunale di Milano - spiega Baldassarre, che ha ritirato ieri pomeriggio l'avviso di fine indagini - e stiamo parlando di mille manifesti e 50mila “santini”, per un valore di 1200 euro. A quanto leggo nell’“avviso”, il dottor Luca Ruffino, che è un mio amico ma con il quale non ho mai avuto rapporti legati ad appalti, avrebbe regolarmente fatturato i manifesti che ha fatto per la mia campagna elettorale, ma senza annotarlo nel bilancio di un’azienda, la Constructa, che io nemmeno conosco. Sono sereno, io la mia rendicontazione delle spese elettorali l’avevo fatta, e chiederò di essere interrogato dai pm. Non ho mai nemmeno avuto nulla a che fare con l'Aler; confido in uno stralcio e in un’archiviazione al più presto: ho la coscienza a posto, continuerò a fare politica a testa alta».Piena fiducia anche dal sindaco Mario Dompé: «Io e la giunta abbiamo appreso con grande sorpresa la notifica dell’avviso all’assessore Baldassarre. Per come l’abbiamo conosciuto in questi mesi di lavoro condiviso, siamo certi che la questione, relativa a fatti antecedenti al suo arrivo in municipio, si rivelerà un nulla di fatto. Attendiamo dunque con fiducia e serenità l’esito dell’inchiesta». Secondo i pm Alfredo Robledo e Maurizio Romanelli, soldi per manifesti e “santini elettorali” sarebbero stati versati da parte dell’imprenditore Luca Giuseppe Reale Ruffino, amministratore unico della società “Constructa Srl”, anche all’assessore regionale La Russa, fratello dell’ex ministro: «Questo imprenditore è dirigente del partito - il commento di La Russa - e mi avrebbe aiutato sobbarcandosi il costo di qualche mio manifesto per un totale di meno di 5mila euro in due campagne elettorali. Se è stato commesso qualche errore tecnico, da parte mia o del mio committente elettorale, è subito evidente che tutto si ridurrebbe al fatto di non aver scritto nell'apposita dichiarazione il modestissimo contributo elettorale previsto e consentito dalla legge. Sono indagato solo per un eventuale errore burocratico».A Ruffino, per la posizione di Romano La Russa, i pm contestano “un contributo concretizzatosi nel sostenere i costi per la stampa di manifesti elettorali e dei “santini”, versati in violazione delle norme di legge che prevedono la preventiva delibera dell’organo sociale della società finanziatrice e la iscrizione nel relativo bilancio del contributo erogato, adempimenti questi non effettuati”.Uno dei filoni dell'inchiesta, che ha portato a un “avviso” di dieci pagine, ipotizza anche che un altro degli indagati, in concorso con un funzionario dell’Aler di Milano, avrebbe dato ordini di frazionare appalti per due milioni di euro complessivi, tra il 2009 e il 2011, per verde e pulizie nell'edilizia residenziale pubblica, al fine di rimanere al di sotto della soglia di 193mila euro che avrebbe imposto gare di evidenza pubblica, e procedere all'incarico alle ditte per affidamento diretto.Fonte: Il Cittadino

San Giuliano - Il megastore sarà pronto a settembre

Un nuovo supermercato Esselunga, una cinquantina di negozi, un centro fitness con piscina, un cinema multisala corredato da sei punti ristoro: in settembre decollerà il nuovo megastore dai grandi numeri.

Melegnano - Un ciclomotore e un lavandino tra i rifiuti raccolti dalla Protezione civile sul Lambro

Blitz della Protezione civile sulle sponde del Lambro. Tra i rifiuti abbandonati ci sono un motorino e persino un lavandino. Nella mattinata di domenica, guidati dal presidente Marco Nordio, i volontari della Protezione civile sono intervenuti sulle sponde del Lambro nella zona di via Baden Powell.

lunedì 19 marzo 2012

San Donato - Muore sulla panchina davanti al metrò

Clochard ucciso da un malore alla metropolitana di San Donato. Poco prima delle 8 di sabato mattina alcuni passanti hanno notato il senzatetto (G.M. le sue iniziali) riverso a terra nei giardinetti vicino alla linea gialla della metropolitana. Tanto sorpresi quanto spaventati, i passanti hanno dato immediatamente l’allarme alla polizia e ai soccorsi sanitari. Sul luogo teatro della tragedia si è precipitata un’ambulanza del 118, i cui sanitari non hanno potuto far altro che constatare l’avvenuto decesso. All’arrivo dei soccorritori, infatti, il suo cuore aveva già cessato di battere. Sul corpo l’uomo non riportava segni di violenza, gli agenti della polizia ipotizzano quindi che il clochard sia deceduto a causa di un malore tanto improvviso quanto fulminante. Tanto più che la temperatura tutto sommato primaverile di questi giorni porta ad escludere la morte causata dal freddo. Il senzatetto si sarebbe sentito male nella notte tra venerdì e sabato, ma non avrebbe fatto in tempo a lanciare l’allarme. Ecco perché il tragico episodio è stato scoperto solo l’indomani mattina, quando i passanti diretti in metropolitana l’hanno notato disteso a terra. E così, nonostante il pronto intervento dei soccorsi sanitari, purtroppo non c’è stato nulla da fare per cercare di salvarlo ed evitare il peggio. Non è il primo evento drammatico avvenuto negli ultimi mesi a San Donato, nella zona della metropolitana. Qualche settimana fa, infatti, una giovane bulgara di 21 anni aveva tentato di gettarsi dal terzo piano del parcheggio multipiano che sorge proprio accanto alla metropolitana, ma era stata salvata dal provvidenziale intervento degli agenti della polizia locale di Milano, che erano riusciti ad afferrarla appena in tempo. La giovane, però, si era divincolata e aveva provato nuovamente a lanciarsi, ma anche in quel caso era stata salvata. Un segnale che controllo e prevenzione qualche volta possono essere determinanti.Fonte: Il Cittadino

San Colombano - Collina distrutta da vandali e inquinatori

La collina è assediata dai rifiuti e i comuni del Parco chiamano a raccolta i volontari: domenica prossima si svolge la terza edizione della giornata ecologica del Parco. Organizzano i comuni del Parco della collina di San Colombano in collaborazione con le associazioni locali: San Colombano, Graffignana, Sant’Angelo, Miradolo e Monteleone e Inverno.Il ritrovo dei volontari è previsto per le 8 del mattino di domenica prossima 25 marzo nei diversi punti di raccolta individuati dai singoli comuni. Quindi ci sarà il trasferimento in collina nelle zone individuate per la pulizia. La raccolta proseguirà fin circa alle 10,45. Per le 11 è attesa la conclusione della giornata con un ritrovo finale sul piazzale, in località Petrarca, vicino al confine di tutti e quattro i comuni, e un rinfresco per tutti i partecipanti. È la terza edizione della giornata ecologica, la tredicesima per il comune di Graffignana che anche in precedenza svolgeva una giornata analoga.«Le modalità operative sono simili a quelle dell’anno scorso, con ogni comune libero di organizzarsi come meglio crede e di individuare le aree di pulizia - spiega l’assessore al Parco di San Colombano, comune capofila, Davide Panzetti -. Poi ci sarà un momento finale in comune a rappresentare la volontà di proseguire insieme con questo impegno. Lo scopo è duplice: da una parte ripulire un po’ la collina che soffre molto l’inciviltà delle persone, e dall’altro cercare di sensibilizzare tutti al rispetto dell’ambiente, della collina e del parco». Effettivamente diverse aree del parco collinare sono in sofferenza per la presenza di vere e proprie piccole discariche di sacchi neri e ingombranti così come per l’abbandono per trascuratezza di immondizia di qualsiasi tipo, bottiglie, carta, plastica. Soffrono molto la strada Serafina e la strada dei Chiavaroli a San Colombano, e poi le strade di collegamento tra Miradolo, Graffignana, Monteleone e Sant’Angelo. Altre zone in pianura sono discariche abituali, per esempio la strada tra Campagna e Mariotto a San Colombano e località cascina Rubino. «Ma ciascun paese si organizza come crede e a San Colombano vorremmo puntare soprattutto sul parco e sulla collina, rimandando a un’altra occasione la pulizia delle aree pianeggianti - dice Davide Panzetti -. Poi si vedrà anche in base al numero di volontari presenti. Di sicuro mettere un freno all’inciviltà della gente è molto difficile e ogni anno che passa il problema è sempre più forte e sentito. E non riguarda solo la collina di San Colombano».Per fortuna anche il numero di chi lotta per un ambiente pulito è in crescita e per domenica prossima si attendono tra le 250 e le 300 persone. Tutti i cittadini possono partecipare, per i minori è richiesto l’accompagnamento di un genitore.Fonte: Il Cittadino
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...