lunedì 1 ottobre 2018

E' morto Charles Aznavour, ultimo grande chansonnier

Il cantante francese di origini armene, monumento della canzone francese, aveva 94 anni.
Nato a Parigi nel 1924 da immigrati di origine armena, Shahnour Vaghinagh Aznavourian, in arte Charles Aznavour, debuttò a teatro come attore di prosa. Nel dopoguerra, grazie a Edith Piaf che lo portò in tournée in Francia e negli Stati Uniti, si mise in luce come cantautore. Ma il riconoscimento mondiale arrivò nel 1956 all'Olympia di Parigi con la canzone Sur ma vie: uno strepitoso successo che gli permise di entrare nella storia degli chansonnier francesi. Il fatto che Aznavour cantasse in sette lingue gli consentì di esibirsi in tutto il mondo divenendo ovunque famosissimo. Ansa.it

mercoledì 29 agosto 2018

Legionella, il numero di malati è raddoppiato in un anno Dopo l’epidemia di Bresso anche nel Lodigiano e Sudmilano cresce l’allarme

Sono quasi raddoppiati, tra il 2017 e il 2018, i casi di Legionella diagnosticati tra Lodi e Melegnano. Nell’ex Asl di Lodi, nei primi 6 mesi del 2017, i casi erano stati 5, mentre nello stesso periodo di quest’anno, i malati sono stati 11. Nell’area di Melegnano, invece, i casi sono passati da 14 a 25. Globalmente nel primo semestre del 2018, si sono registrati 36 casi contro i 19 del 2017. A dirlo sono i numeri pubblicati nel rapporto di agosto dell’Ats.
Il batterio vive nelle acque termali, nei fiumi, nei laghi, nei terreni e nei vapori. Da questi ambienti le legionelle risalgono le condotte cittadine, le fontane e le piscine. Le condizioni più favorevoli alla diffusione del batterio sono la stagnazione, incrostazioni e amebe. I batteri hanno il massimo sviluppo tra i 25 e i 42 gradi centigradi. I fattori maggiori di rischio per la malattia sono l’età avanzata, il fumo, la presenza di altre malattie e la compromissione del sistema immunitario. L’Ats consiglia di mantenere puliti i soffioni delle docce e i filtri dei rubinetti e di far scorrere l’acqua calda prima di utilizzarla.«Bisogna aspettare l’esito dell’indagine epidemiologica sulle fonti del contagio - annota il primario di malattie infettive dell’ospedale Delmati Angelo Regazzetti -. La legionella è un problema. Si tratta di un agente batterico che si contrae per inalazione di vapori di acque contaminate. Il batterio produce la polmonite o la febbre di Pontiac. La prima, soprattutto in soggetti non immunocompetenti, può avere esito fatale. La seconda forma, invece, si risolve spontaneamente senza terapia antibiotica». Fonte: Il Cittadino

San Donato: si spaccia alla luce del giorno sotto le campate della tangenziale

La zona a pochi passi dal quartiere Affari è diventata una sorta di “succursale” del boschetto di Rogoredo

La scena si nota solo se si sa cosa cercare, se si staccano gli occhi dalla strada e si spinge lo sguardo nella grande spianata che si apre sotto gli svincoli della tangenziale, tra le ultime propaggini del “boschetto di Rogoredo” e il “muro” dell’alta velocità ferroviaria, una barriera tutt’altro che invalicabile nonostante i tentativi di chiudere passaggi e varchi. Quello che appare, a chi gira lo sguardo anche solo per un istante, è un mondo a sé, fatto di figure che percorrono sentieri polverosi, qualcuno a passo rapido, molti curvi su se stessi, altri lentamente e quasi guardinghi. Puntando lo sguardo si scopre un mondo a parte, una terra di nessuno a metà strada tra San Donato e Milano, propaggine tristemente nota del “boschetto della droga” che si apre a poche centinaia di metri e da dove arrivano in tantissimi in cerca di zone considerate forse più sicure, meno visibili o forse semplicemente meno affollate. Sembra insomma ripreso a pieno ritmo il triste fenomeno dello spaccio sotto le campate della tangenziale, a due passi dal quartiere Affari di San Donato e lungo la linea ferroviaria che da Milano porta a Lodi. Nei mesi scorsi le Ferrovie avevano iniziato ad innalzare un “muro”, una barriera a protezione della linea ferroviaria – su cui transitano anche i treni Alta Velocità – per tentare di impedire l’attraversamento dei binari, pratica utilizzata sia come via di fuga in caso di controlli o retate sia per alimentare una sorta di “succursale” del boschetto di Rogoredo. La zona è stata anche ripulita, con un vero e proprio “disboscamento” che ha portato all’eliminazione dell’alta vegetazione che celava alla vista i traffici che vi venivano consumato. Gli interventi di “prevenzione” non sembrano però aver ottenuto i risultati sperati. A rendere ancora più difficile, per le forze dell’ordine, il controllo del fenomeno, anche la relativa facilità di “avvistamento” da parte degli spacciatori che hanno scelto l’area sotto la tangenziale come “piazza”, raggiungibile solo a piedi e costantemente controllata da “vedette” che avvisano nel caso di “pericolo” Fonte: Il Cittadino

Melegnano, il Comune tuona: «Chiudere la moschea»

È abusiva, nel perimetro di un sito inquinato. E «Entro giovedì dovrà cessare l’attività». La decisione sul centro culturale islamico di Melegnano è stata presa nelle scorse ore dagli uffici comunali in coda a i quattro sopralluoghi compiuti negli ultimi mesi dalla polizia locale di Melegnano. L’ultimatum è fissato dunque per il 30 agosto, e «Qualora ciò non avvenisse (la chiusura, ndr), verranno inviate le comunicazione di rito all’autorità giudiziaria, a cui potrebbero seguire le operazioni di sgombero o divieto di accesso», assicura il sindaco Rodolfo Bertoli.Il nodo, come detto, è rappresentato dalla presenza della moschea all’interno di un sito inquinato di rilevanza regionale (l’ex chimica Saronio) e del costante, grande afflusso di persone che lo frequentano: «Negli ultimi mesi la polizia locale ha effettuato ripetuti sopralluoghi, i cui esiti sono risultati contrastanti sull’attività interna all’immobile ad ovest della città - spiega il sindaco-. Ma gli ulteriori controlli di inizio agosto hanno inequivocabilmente accertato che il capannone vede la presenza di un notevole afflusso di persone per ragioni di culto o comunque per svolgere attività di carattere sociale e culturale. Tutto questo in aperto contrasto con il parere dell’Asl che vieta lo svolgimento di attività non produttive, ed in particolare la presenza di categorie di persone deboli quali i bambini». 
Morale? «Entro giovedì 30 agosto dovrà cessare qualunque attività esclusa dal parere dell’Ats (ex Asl) conformato dalla sentenza del Tar, nonchè in contrasto con la normativa urbanistica vigente in città» ribadisce Bertoli. il cambio di destinazione d’uso da produttivo a culturale-religioso, che secondo Asl e Regione Lombardia avrebbe comportato rischi per la salute dei frequentatori, era stato negato nel settembre 2014 dall’amministrazione in carica all’epoca. Fonte: Il Cittadino

San Donato, la Paullese è maglia nera delle discariche

Cinquanta tonnellate di rifiuti gettati illegalmente sulla Paullese e raccolti ogni anno dai cantonieri e dagli operatori ecologici. La ex statale 415 è la strada dell’hinterland milanese più colpita dall’abbandono abusivo di pattume, che periodicamente viene scaricato nelle piazzole di emergenza e lungo le carreggiate della strada. A stabilirlo sono le stime raccolte dalla Città Metropolitana che, dati alla mano, mostrano una recrudescenza del fenomeno nella zona del Sud Est. "La Paullese è la strada dove, tra quelle di nostra competenza, in assoluto vengono scaricati più rifiuti. I disagi lamentati dai cittadini sono reali, spesso le piazzole diventano vere e proprie discariche a cielo aperto", spiegano dalla Città Metropolitana, l’ente sovracomunale che gestisce una rete di strade di circa 700 chilometri, divisi su 134 Comuni.
"I rifiuti si accumulano non per inerzia o disattenzione da parte dei nostri operatori – continuano dagli uffici di Palazzo Isimbardi –. È un problema di carattere culturale e lo dimostra il fatto che, dopo ogni intervento di pulizia, vengono scaricati altri rifiuti. Bastano pochi giorni e il problema riaffiora». A volte i sacchetti con i rifiuti domestici vengono lanciati direttamente dalle auto in corsa, altre volte si tratta di oggetti voluminosi – come materassi, vecchi mobili, elettrodomestici e calcinacci – scaricati dai camioncini di notte o nelle ore in cui i flussi di traffico sono in calo. "I nostri cantonieri si occupano quotidianamente della manutenzione – proseguono – e, mentre sono sul posto, raccolgono i rifiuti più piccoli che trovano sulle piazzole. Li caricano sui camioncini e li portano nelle discariche comunali convenzionate. Quando i rifiuti sono troppi e ci sono anche oggetti ingombranti, intervengono le aziende appaltatrici del servizio. In questo caso, però,le procedure burocratiche sono più lunghe e la pulizia meno tempestiva".
I dati sono impressionanti. "L’azienda che si occupa della pulizia e dello smaltimento dei rifiuti sulla Paullese – entrano nel dettaglio dagli uffici – effettuata tra i 3 e i 4 interventi all’anno e, ogni volta, raccoglie mediamente 12 tonnellate di rifiuti. A conti fatti, sono circa 40 tonnellate l’anno di ingombranti, a cui bisogna aggiungere almeno una decina di tonnellate raccolte quotidianamente dai nostri cantonieri». Le zone più colpite sono le rampe di accesso, le piazzole di emergenza e le aree isolate. «Ai nostri uffici arrivano valanghe di segnalazioni da parte dei cantonieri, dai Comuni e dai cittadini. E ogni volta, vengono attivate le procedure per ripulire le discariche illegali», confermano dall’Ente.
Un piano di azione per stroncare il fenomeno . «È allo studio un progetto per l’installazione di telecamere nei punti più a rischio – annunciano dalla Città Metropolitana –, ma è un intervento costoso e non risolutivo. È difficile stanare i responsabili solo con la videosorveglianza: la strada è molto lunga ed è difficile da monitorare». Basta rompere una telecamera o spostarsi di pochi metri per farla franca. È importante, quindi, agire anche sul fronte della prevenzione. «Stiamo collaborando con i sindaci per avviare un percorso di prevenzione nelle scuole e con i cittadini – fanno sapere dall’Ente –: l’abitudine ad abbandonare i rifiuti è trasversale a tutte le fasce sociali, spesso ci sono professionisti e persone socialmente elevate che non rispettano le regole». Fonte: Il Giorno

San Donato, cerca di avvelenare un collega mettendo acido nella sua bottiglietta

Ha cercato di avvelenare un collega mettendo dell'acido cloridrico nella bottiglietta che aveva sulla scrivania. I carabinieri hanno accertato che, in passato, aveva già molestato una sua collega per telefono e imbrattandole auto e porta di casa. Per questo i militari hanno arrestato per atti persecutori, ma le è stata accusata anche il tentato omicidio, una dipendente dell' Eni di San Donato di 52 anni. In casa i militari del centro dell'hinterland milanese hanno trovato delle bombolette spray. Nella borsa una bottiglietta con la sostanza caustica e una siringa. Fonte: Il Giorno

sabato 28 luglio 2018

Da Monza a Milano il fiume Lambro si colora di verde


Il Lambro di colore verde per scarichi illegali nel fiume

Nella prima serata di martedì 24 luglio 2018, verso le 20:30, il fiume Lambro si è colorato di un bel verde smeraldo. I primi ad accorgersene sono stati i cittadini della provincia di Monza, in particolare di Cologno Monzese, che hanno immediatamente avvisato i vigili del fuoco. La cosa ha poi interessato il corso del Lambro fino a Milano.

La colorazione anomala del corso d'acqua è stata causata dallo sversamento nel fiume di scarichi prodotti da un'azienda farmaceutica, si tratta in particolare di un composto chimico chiamato fluoresceina  sodica - o sale sodico della fluoresceina - che a contatto con i raggi ultravioletti assume un colore verde fluorescente e che si utilizza nella preparazione di coloranti per lana e seta, come indicatore  in speleologia per individuare corsi d'acqua sotterranei ma anche in oculistica per evidenziare lesioni vascolari nella retina o nelle analisi del fondo oculare.

L’azienda regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa) ha effettuato dei campionamenti dell'acqua per verificare l'eventuale tossicità del composto, il quale è risultato dalla tossicità molto bassa - è considerata una sostanza irritante - e biodegradabile (aspetto che dovrebbe far tornare alla normalità le acque del Lambro nel giro di pochi giorni).

Le autorità hanno quindi individuato l'azienda responsabile, che verrà dunque sanzionata.
Tuttavia, come ricorda Legambiente, non è il primo caso  di sversamento illegale nelle acque del fiume Lambro: un analogo episodio si era verificato già nel 2013, fortunatamente senza conseguenze ambientali.
Ma in passato ci sono stati altri casi che hanno invece avuto pesanti conseguenze sull'ambiente, come nel 2010 quando dallo stesso collettore fognario sono state riversate nelle acque del fiume diverse tonnellate di idrocarburi, con pesanti danni per l'ambiente. Inoltre risale ai primi di luglio la segnalazione di una moria di pesci nel fiume per cause ancora ignote.

Secondo quanto dichiarato dalla presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto: «Purtroppo è solo l'ennesimo episodio di sversamento nei fiumi lombardi; Il periodo estivo e l'abbassamento dei controlli rappresentano infatti una ghiotta occasione per chi vuole disfarsi illegalmente di sostanze derivanti dall'attività produttiva  oppure di rifiuti privati. Fortunatamente in questo caso si tratta di un composto pressoché innocuo, ma rimane il timore di veder compromesso l'ecosistema fluviale. Non bisogna abbassare la guardia, perché se ogni estate ci troviamo a parlare di scarichi impropri significa che qualcosa nella macchina dei controlli e dei presidi del sistema depurativo non funziona».
Legambiente inoltre sottolinea come inciviltà e illegalità spesso vadano a braccetto e chiede pertanto di potenziare le verifiche degli scarichi industriali nel bacino del fiume Lambro per reprimere questi fenomeni, che si ripetono con troppa frequenza. Fonte: 7giorni

sabato 30 giugno 2018

San Donato: Insulti omofobi a studente anche da prof nel milanese

Quando ha trovato il coraggio di annunciare pubblicamente la propria omosessualità, quasi tutti i compagni di classe dell'Istituto informatico Enrico Mattei di San Donato Milanese (Milano) gli hanno manifestato solidarietà, vicinanza e affetto. Un piccolo gruppo di studenti però ha trasformato la sua confessione nell'arma con cui ferirlo, approfittando anche della complicità di un docente che in più occasioni - secondo quanto riferito -  ha espresso le sue posizioni contro l'orientamento sessuale del 17enne. La madre di Daniele (il nome è di fantasia) ha riferito alla preside la vicenda. La denuncia è apparsa inizialmente sulla pagina Facebook dei Sentinelli di Milano, in cui si legge che il ragazzo "è stato spettatore suo malgrado di una scena in classe nella quale venivano esaltate dichiarazioni violentemente ostili del neo ministro della famiglia Lorenzo Fontana". Susanna Musumeci, la dirigente scolastica reggente dal 16 maggio scorso, ha replicato alle accuse di indifferenza dell'istituto con una lunga lettera inviata all'ANSA spiegando che l'istituto ha "accompagnato la classe con interventi psicologici; ha poi agito con interventi correttivi e provvedimenti disciplinari nei confronti di quei pochi ragazzi che non hanno mostrato la comprensione ed accoglienza naturali e necessarie: anche il penultimo giorno di lezione sono state comminate 2 ammonizioni scritte a fronte di commenti discriminatori e questo conferma l'impegno e l'attenzione dell'istituto a monitorare la situazione e sostenere la vittima". Gli interventi hanno colpito anche il docente. Inoltre "i contatti con la famiglia sono stati tenuti dal consiglio di classe e dal mio predecessore; ma dal 16 maggio ad oggi nessuno mi ha contattata: non comprendo le dichiarazioni di solitudine della famiglia rispetto al problema anche se solidarizzo con la sofferenza provata e stigmatizzo le situazioni subite", aggiunge Musumeci. Non si tratta dell'unico episodio omofobo venuto alla luce negli ultimi giorni.
A Viareggio nella notte sono apparse sui muri svastiche e scritte del tipo: 'Al rogo gay-rumeni negri-rom', 'Al rogo i gay e i negri' e anche 'W Salvini'. E una scritta omofoba con tanto di svastica è stata trovata anche sul muro del municipio di Giugliano dove si stava celebrando un'unione tra due omosessuali. Fonte: Ansa

venerdì 29 giugno 2018

Bimbo di 2 anni travolto da un furgone a San Donato: è gravissimo

È ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Bergamo il bimbo di 2 anni che, nella mattinata di mercoledì 27 giugno, è stato travolto da un furgone a San Donato, in via Martiri di Cefalonia. In base a quanto ricostruito fin’ora dalla polizia locale intervenuta sul posto, il piccolo si trovava in auto con il padre ed il fratellino più grande, che doveva essere accompagnato alla scuola dell’infanzia. Quando l’auto si è fermata ed il genitore e il figlio maggiore sono usciti dalla vettura, è accaduto il dramma. In una frazione di secondo, il piccolo è sfuggito al controllo del papà, mentre questi chiudeva la portiera, ed ha attraversato la strada, proprio mentre stava sopraggiungendo un corriere espresso. L’autista del furgone, un 33enne di Melegnano, si è trovato il bimbo davanti all’improvviso, centrandolo in pieno sotto gli occhi impietriti dei suoi famigliari. Il padre ha deciso di non attendere i soccorsi e, caricato il piccolo in auto, lo ha portato al vicino Policlinico, da dove poi il bimbo è stato trasportato all’ospedale di Bergamo, dove si trova tutt’ora in prognosi riservata e sotto strettissima osservazione. Sotto shock anche l’autista del furgone, che ha raccontato agli agenti di non aver potuto fare nulla per evitare l’impatto. Allo stato attuale, dai rilievi effettuati e dalle testimonianze raccolte, tutto porta nella direzione della tragica fatalità. Fonte: 7giorni

venerdì 22 giugno 2018

San Donato, la Campagnetta è ora di proprietà del Comune: può partire la riqualificazione

Terminata la bonifica, è stata perfezionata l’acquisizione pubblica dell’area verde alle spalle di via Di Vittorio. Può così partire la progettazione del parco “Gustavo Hauser”.

La Campagnetta è divenuta definitivamente una proprietà del Comune di San Donato e, quindi, dei cittadini. L’accordo di acquisizione dell’area verde alle spalle di via Di Vittorio era stato siglato lo scorso agosto, tuttavia l’atto di permuta prevedeva una condizione a tutela dell’Ente: la realizzazione del Piano operativo di bonifica dei terreni a carico della proprietà privata. Il risanamento, intervento del valore di circa mezzo milione di euro, è stato finalmente realizzato come certificato in via ufficiale nel pomeriggio del 20 giugno. Per effetto di ciò, si è perfezionato definitivamente il passaggio della proprietà al Comune dei 53.400 metri quadrati che compongono la Campagnetta. In cambio, come previsto dalla deliberazione 6 del 2017 del Consiglio Comunale, l’Ente cede una superficie pari a 5.230 metri quadri nella zona di via Ravenna. «Superato l’ultimo ostacolo – dichiara il sindaco Andrea Checchi – abbiamo finalmente restituito ai sandonatesi un importante patrimonio collettivo. Ora siamo nelle condizioni di pianificare il futuro dell’area, percorso in cui coinvolgeremo i cittadini del quartiere attraverso la progettazione partecipata. Tutti insieme realizzeremo il Parco Gustavo Hauser». Fonte: 7giorni

martedì 12 giugno 2018

San Donato: lo svincolo di San Martino “cambia volto” e diventa un rondò

Uno dei crocevia più trafficati e al contempo caotici per la viabilità del Sudmilano si prepara a cambiare volto, per trasformarsi in una rotatoria che renderà il transito più ordinato e sicuro. Sono infatti iniziati in questi giorni i lavori per avviare la sperimentazione del nuovo sistema viabilistico dello svincolo di San Martino, al confine tra San Donato e Milano. Nei prossimi giorni i tecnici di palazzo Marino e del Municipio di via Cesare Battisti si incontreranno per definire gli ultimi dettagli dell’intervento, con l’obiettivo di introdurre il nuovo sistema viabilistico tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. «Grazie alla collaborazione con il Comune di Milano – dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Battocchio – intendiamo semplificare uno degli svincoli nevralgici, non solo di San Donato, ma di tutto il Sud Milano. Interveniamo con l’obiettivo di elevare la sicurezza in un luogo di grande passaggio, spesso teatro di incidenti, purtroppo anche mortali». Attraverso la posa di new jersey in cemento armato verrà creato un rondò, interrompendo i due segmenti stradali che oggi attraversano il crocevia. Le auto provenienti dalle quattro vie (cavalcavia tangenziale, Emilia direzione nord e sud, Bonarelli) che attualmente confluiscono nello svincolo saranno convogliate in una rotatoria europea, con precedenza per chi la sta già percorrendo. La nuova viabilità sarà evidenziata infine da apposita segnaletica verticale e orizzontale. «La sperimentazione – aggiunge il sindaco, Andrea Checchi – ci consente di modificare fin da subito l’assetto, testandone l’efficacia ed evidenziandone gli eventuali limiti in vista dell’opera definitiva, che presuppone un investimento economico rilevante e il perfezionamento di un iter burocratico necessariamente lungo». Fonte: 7giorni

Carcinoma mammario: ospedale Predabissi e Policlinico di San Donato insieme per la salute delle donne

Due Aziende Ospedaliere, una pubblica ed una privata accreditata, uniscono le proprie competenze ed esperienze per dare vita a un progetto innovativo, volto a migliorare il processo di cura del carcinoma mammario. Si tratta della nuova Breast Unit, realizzata e gestita dall’ASST Melegnano e della Martesana e dall’IRCCS Policlinico San Donato. Il progetto prevede che d’ora in poi gli specialisti dei due ospedali coinvolti (oncologi, radiologi, radioterapisti e chirurghi, psicologi, medici e professionisti della riabilitazione) lavorino insieme in un unico team multidisciplinare in grado di far fronte a tutte le esigenze cliniche della paziente affetta da carcinoma mammario. «Riteniamo che il progetto rappresenti un unicum nel panorama sanitario della nostra Regione: un’alleanza tra un ospedale pubblico e un IRCCS privato, uniti al solo scopo di perseguire il bene del paziente – dichiara Francesco Galli, amministratore delegato dell’IRCCS Policlinico San Donato -. Ci tengo a ringraziare i medici specialisti dei due ospedali per la dedizione, unita all’esperienza e alla grande competenza, con la quale si sono appassionati a questo progetto». Il nuovo approccio consentirà di ottimizzare le tempistiche di erogazione delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche, con riduzione dei tempi di attesa, e di facilitare l’accesso delle pazienti ai servizi. «Gli specialisti dei due ospedali – aggiunge Mario Alparone, direttore generale della ASST Melegnano e della Martesana - imposteranno il percorso clinico della paziente attraverso una discussione multidisciplinare congiunta che individua tutto il percorso diagnostico-terapeutico e lo controlla nella sua evoluzione. Questa iniziativa rappresenta uno straordinario esempio di rete e di presa in carico dei pazienti». Fonte: 7giorni

venerdì 8 giugno 2018

Pino è, a Napoli il grande tributo a Pino Daniele

Genitori e figli da Nord a Sud per l'omaggio live al bluesman napoletano


"Pino e'" nei cuori e nella testa dei 45 mila che rispondono all'appello per il concerto omaggio al nero a meta' Pino Daniele, "il piu' grande tributo live della musica italiana", dicono gli organizzatori che hanno lavorato tre anni all'idea partorita il giorno stesso dei funerali. Pino è nelle canzoni cantate a memoria da giovani e meno giovani in fila sotto il sole sin dal primo pomeriggio in attesa che vengano aperti i cancelli, mentre sul palco allestito davanti ai Distinti dello stadio San Paolo gli artisti provano fino alla fine. Ansa
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...