martedì 2 luglio 2019

Peschiera Borromeo, divieto di balneazione permanente nel fiume Lambro, nelle cave e nei canali del territorio


A TUTTA LA CITTADINANZA 
OGGETTO: DIVIETO PERMAMENTE DI BALNEAZIONE SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE CON 
RIFERIMENTO A CANALI, CAVE E FIUME LAMBRO 
IL SINDACO 
Premesso che : 
In data 23 maggio 2019 ATS Città metropolitana di Milano con nota scritta ai Sindaci, prot. N. 
82669, ha dato indicazione ai Comuni, così come stabilito dall’art. 5 del D.Lgs. 116/08, di 
provvedere a disporre provvedimenti di divieto di balneazione per i Fiumi Adda, Lambro, Po e 
Seveso; 
In data 27 maggio 2019, ATS Città metropolitana di Milano con nota scritta ai Sindaci, prot. N. 
83875, ha dato indicazione ai Comuni, al fine di prevenire incidenti o annegamenti, di provvedere 
a disporre provvedimenti di divieto permanente di balneazione su tutto il territorio comunale con 
riferimento ai canali, navigli e cave; 
Sul territorio comunale è presente il Fiume Lambro e sono presenti canali e cave destinati ad altri 
usi e quindi non balneabili; 
Considerato che, al fine di prevenire possibili incidenti o annegamenti da parte di chi utilizza 
impropriamente il suddetto fiume e i suddetti canali e cave, si ritiene opportuno tutelare 
l’incolumità pubblica ed istituire il divieto di balneazione permanente su tutto il territorio 
comunale limitatamente ai suddetti manufatti idrici; 
Visto l’art. 54 del D.Lgs. 267/2000; 
Visto l’art. 16 della Legge 24.11.1981 n. 689, come modificato dall’art. 6 bis della Legge 
24.07.2008 n.125 di conversione del D.L. 23.05.2008 n.92; 
ORDINA 
Il divieto permanente di balneazione su tutto il territorio comunale, in particolare nel fiume 
Lambro, nei canali e nelle cave del territorio; 

AVVERTE 
La Polizia Locale e le Forze dell’Ordine sono incaricate, ciascuno per quanto di competenza, di 
controllare il rispetto della presente Ordinanza. 
È fatto obbligo alla cittadinanza di osservare la presente ordinanza e in caso di inottemperanza si 
provvederà ai sensi di legge. 
Contro la presente ordinanza sono ammissibili ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo 
Regionale entro 60 giorni ovvero ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 
giorni, termini decorrenti dalla data della sua pubblicazione. 
DISPONE 
1. La pubblicazione della presente ordinanza all’Albo pretorio on-line nonché sul sito 
comunale e sui canali di comunicazione istituzionali. 
2. di trasmettere il presente provvedimento al Comando di Polizia Locale e alle Forze 
dell’Ordine incaricate della vigilanza dell’esatta esecuzione della presente ordinanza. 
3. di trasmettere il presente provvedimento ad ATS Città metropolitana e al Ministero della 
Salute per i seguiti di competenza. 
IL SINDACO 
Dott.ssa Caterina Molinari 

San Donato, recuperata l’ara di Monticello, reperto di epoca romana


Un lavoro di squadra tra la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Milano, l’associazione Italia Nostra Milano sud est e il Comune. È andato in scena la scorsa settimana per il recupero dell’ara di Monticello, reperto archeologico la cui presenza è stata documentata per la prima volta nel libro San Donato, cenni storici di Luciano Previato, edito nel 1972.
Alberto Bacchetta, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Milano diretta dall’arch. Antonella Ranaldi, e Annalisa Maiorano, archeologa della società Pandora Archeologia s.r.l. incaricata dalla stessa Soprintendenza, insieme ai volontari di Italia Nostra, Cristiana Amoruso e Maurizio Bramini, e agli operai del servizio comunale Prontocittà hanno prelevato in località Monticello un’ara di epoca romana, probabilmente a destinazione funeraria, in ghiandone (materiale solitamente trasportato per via fluviale dall’Alto Lario) di circa un metro d’altezza, conservante resti di un’iscrizione incisa sul lato frontale. Il manufatto, riposto in sicurezza in uno dei depositi dell’Ente ministeriale – ai sensi dell’art. 91 del Codice dei Beni Culturali, che sancisce la proprietà statale dei beni archeologici rinvenuti – sarà sottoposto, dopo una pulizia accurata, a un’analisi approfondita che includerà lo studio dell’iscrizione da parte di un epigrafista.Fonte: /giorni

mercoledì 8 maggio 2019

San Donato: assalto arma in pugno presso un’agenzia immobiliare

Il centro commerciale L’incontro di San Donato, sito tra la Paullese e via Moro, è finito nuovamente nel mirino di malintenzionati, 

Questa volta, però, al bandito solitario entrato in azione nella mattinata di martedì 7 maggio, è andata decisamente male. Nello specifico, lo sconosciuto ha fatto irruzione presso l’agenzia immobiliare Moro, da poco aperta al pubblico, con un casco integrale a celarne il volto e una pettorina di Poste Italiane. L’uomo si è entrato nell’esercizio commerciale quando non vi erano ancora clienti, ma solamente il titolare: estratta una pistola, ha chiesto a quest’ultimo di consegnargli tutto il denaro. La vittima, però, ha risposto di non essere in possesso di contanti, proprio perché l’agenzia era appena stata aperta. Il bandito ha comunque rovistato in tutti i cassetti e, resosi conto che l’informazione ricevuta corrispondeva a verità, è scappato in tutta fretta verso la Paullese a bordo di uno scooter. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di San Donato che, eseguiti i rilievi, hanno raccolto la testimonianza del titolare. Le indagini sono in corso, ma gli elementi in mano agli investigatori al momento sono pochi, considerata anche l’assenza di telecamere. Fonte: 7giorni

martedì 7 maggio 2019

Raid vandalico a San Donato, identificate le prime 10 persone

Incastrati grazie alle telecamere i responsabili del lancio di pietre contro auto e vetrine.  
Identificate le prime dieci persone ritenute responsabili dell’ultimo raid vandalico avvenuto settimana scorsa a San Donato,dove in una notte sono stati fracassati a colpi di sanpietrini le vetrine di due negozi e i cristalli di una decina di auto in sosta. I filmati delle telecamere installate nella zona del Concentrico hanno permesso di isolare i volti dei vandali, risalire alle loro identità e segnalare i nomi in Procura. Carabinieri e agenti della polizia locale continuano a indagare, presto la lista dei sospettati potrebbe salire ancora. "Grazie all’analisi di foto e filmati dell’ente, di privati e di alcune attività commerciali – spiega il sindaco Andrea Checchi – la polizia locale e i carabinieri hanno portato avanti una serie di indagini sui recenti spiacevoli episodi accaduti in città. L’esito dell’attività investigativa è stato sintetizzato in un’informativa trasmessa alla Procura che include anche i nominativi di una decina di persone. Numero che nei prossimi giorni, potrebbe anche aumentare in quanto le indagini sono ancora in corso".
Checchi vuole fare chiarezza sul presunto clima di insicurezza che starebbe serpeggiando in città attraverso il tamtam dei canali social. "Gli elementi oggettivi, su cui ci confrontiamo costantemente con le forze dell’ordine, smentiscono che la città sia fuori controllo o insicura – precisa Checchi – È un periodo non facile da gestire, ma posso assicurare tutti quanti che la città di San Donato è sicura e non è abbandonata a vandali e delinquenti". Controlli più serrati. "Nei prossimi giorni verrà rafforzato il controllo del territorio nelle fasce serali e notturne e su alcuni siti sensibili – conferma il sindaco – La sinergia con le forze dell’ordine, i carabinieri in primis, ci mette nelle condizioni sia di contrastare che di prevenire». Verranno ingaggiati anche i sandonatesi. «Riteniamo che anche i cittadini possano contribuire a realizzare un’azione corale di tutela – aggiunge Checchi –. Per questo, la prossima settimana, incontrerò due gruppi di sandonatesi che intendono attivare azioni di Controllo del vicinato". I cittadini saranno inoltre coinvolti in attività di sensibilizzazione e informazione promosse in collaborazione con i carabinieri. Fonte: Il Giorno

giovedì 21 marzo 2019

San Donato - Terrore sul bus, "Zitti o sparo": il viaggio da sequestrati degli studenti



È questa la frase che echeggia ancora nelle orecchie dei 24 ragazzi dirottati mentre, a bordo di un bus di Autoguidovie, stavano tornando a scuola. Avevano appena finito educazione fisica e avrebbero dovuto percorrere quel breve chilometro che separa la palestra dalla media Vailati quando sono stati sequestrati e costretti a cambiare destinazione. Anziché muoversi all’interno di Crema, il conducente si è diretto verso Milano. La meta? La pista di Linate. «Ci siamo accorti che qualcosa non andava – ha detto Rami, il 12enne che è riuscito a nascondere il telefonino al dirottatore e lanciare per primo l’allarme –. Il bus andava a zig zag, le porte dietro erano chiuse con un lucchetto e vicino al guidatore, dove di solito c’è il cartello con l’indicazione della destinazione, c’era un biglietto con scritto ‘ah ah ah’, una sorta di presa in giro». Così raccontano i ragazzi la loro disavventura. «Sono morto dallo spavento, non ho mai vissuto una situazione simile – ha detto Kevin Civitale – ci ha rapiti e voleva ucciderci. Diceva che i suoi figli erano morti in mare e noi saremmo dovuti bruciare». «Aveva una pistola e la puntava verso i professori – spiega Sapha –. Avevamo paura. Un’adulta (l’operatrice scolastica che accompagnava i ragazzi e due professori ndr) dallo spavento è caduta a terra nonostante fosse ammanettata e si è fatta male alla schiena».
I comportamenti dei ragazzi lasciano trasparire un mix di stati d’animo: c’è l’adrenalina che li tiene svegli, arzilli. E c’è il terrore che in alcuni momenti traspare. La psicologa che li ha ascoltati appena giunti a San Donato li ha definiti «eroi». Come i due ragazzi che sono riusciti a nascondere il telefono al dirottatore e lanciare l’allarme. I genitori, invece, che giungono da Crema hanno il volto del terrore. Le informazioni sono giunte frammentarie e non hanno chiarito la situazione a mamme e papà che non sono riusciti nemmeno a parlare al telefono con i loro figli. I cellulari sequestrati dall’autista per impedire loro di chiedere aiuto, sono stati distrutti dalle fiamme. «Non ho ancora visto mia figlia, non so nemmeno se è qui o in ospedale» spiega un genitore. Un altro, invece, non si capacita per aver visto in mattinata l’incendio senza sospettare nulla, proseguendo il suo viaggio verso Milano. «Non avrei mai pensato che potesse esserci mia figlia su quel pullman», ha detto Luca Avaldi. Poi è partito alla volta dell’ospedale. Anche il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, giunta sul posto, è sconvolta. «Siamo una piccola comunità, ci conosciamo tutti – ha detto – sono vicina alle famiglie e le aiuteremo ad affrontare anche i prossimi giorni. Uno staff di psicologi della prefettura di Cremona è già pronto ad assistere chi ha bisogno. Questa vicenda va chiarita sotto vari aspetti: noi siamo parte lesa». Davanti alla scuola dove tutti i reduci di questa mattinata di terrore sono radunati, l’arrivo delle auto di madri e padri crea la solita ressa che c’è sempre all'ora dell’ultima campanella. Ma i sorrisi sono tirati. Sono quelli di chi sa di aver visto passare la morte a un soffio da sé. Fonte: Il Giorno

giovedì 14 marzo 2019

San Donato, Comune e Organizzazioni Sindacali Pensionati siglano e rilanciano il patto per il benessere della cittadinanza

«Il protocollo d’intesa è frutto dell’importante lavoro che ha coinvolto l’Amministrazione, i tecnici dell’Ente e le Organizzazioni Sindacali già attive sul territorio».

Una firma per il benessere della Comunità. Ieri mattina, in sala Giunta, il Sindaco Andrea Checchi, l’Assessore ai Servizi Sociali Chiara Papetti e i rappresentanti sandonatesi delle sigle Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil hanno firmato il protocollo d’intesa per il miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini. L’accordo, che si pone nel solco del patto siglato nel maggio 2014, definisce le linee programmatiche di un percorso finalizzato alla salvaguardia delle fasce più deboli della popolazione. Diverse le tematiche affrontate nel documento: dalle politiche abitative, a quelle di bilancio, passando per sicurezza urbana, sanità, integrazione e violenza di genere. A siglare l’accordo, oltre ai rappresentanti dell’Ente, sono stati Sergio Perino (Spi-Cgil), Gabriella Tonello (Fnp-Cisl) e Marisa Pasina (Uilp-Uil).
«Il protocollo d’intesa – afferma l’Assessore Papetti – è frutto dell’importante lavoro che ha coinvolto l’Amministrazione, i tecnici dell’Ente e le Organizzazioni Sindacali già attive sul territorio. L’accordo, raggiunto con grande soddisfazione, definisce le linee d’azione che saranno seguite per salvaguardare e migliorare la qualità della vita di tutta la cittadinanza».
«Questa firma – aggiunge il Sindaco –, oltre a rafforzare la sinergia tra il Comune e le parti sociali, aggiorna e dà nuova linfa al documento siglato cinque anni fa. Quanto fatto in questo arco di tempo deve fungere da sprone per continuare a seguire politiche sociali incisive, per il bene dell’intera Comunità». Fonte: 7giorni

mercoledì 13 marzo 2019

Rozzano, in contromano sulla rampa di accesso alla A50: quattro feriti

Disagi fino a notte inoltrata per la chiusura dello svincolo in entrambe in sensi di marcia. 

In contromano sulla rampa di accesso alla tangenziale ovest: feriti quattro giovani, due in maniera grave. L'incidente è avvenuto ieri sera attorno alle 22 sulla rampa dello svincolo 7 Bis della A50. Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi di soccorso sanitario invitati dal 118 di Milano, la polstrada e i vigili del fuoco. Per consentire le operazioni di soccorso lo svincolo è stato chiuso in entrambe i sensi di marcia. Nell'incidente sono rimaste coinvolte due autovetture che, secondo una prima parziale ricostruzione del fatto, si sarebbero scontrate frontalmente sul ponte che scavalca la tangenziale ovest e che serve come rampa di accesso e uscita per la carreggiata sud della Ovest: direzione A1. Una delle due auto avrebbe preso contro mano lo svincolo. Quatto i giovani rimasti feriti, due ragazze di 21 anni e uno di 23 e uno di 31 che sono stati trasportati a sirene spiegate negli ospedali Humanitas di Rozzano e San Paolo di Milano.

Lo svincolo della tangenziale ovest è rimasto chiuso fino a poche ore prima dell'alba per consentire agli operatori di rimuovere i mezzi incidentati e ripulire la sede stradale. Uno svincolo maledetto il 7Bis, quello che porta all'area commerciale di via Curiel, a Quinto Stampi e via dei Missaglia) dove sono numerosi gli incidenti frontali provocati da auto che entrano in tangenziale contro mano. Fonte: Il Giorno

Sos violenza sulle donne, a San Donato crescono le richieste di aiuto


In nove mesi 65 vittime si sono rivolte al centro di aiuto.  ​

In soli nove mesi di apertura, sono 65 le donne che si sono rivolte al Centro antiviolenza per chiedere l’aiuto di un esperto. È un dato allarmante che mostra il lato peggiore del Sud-Est Milanese. Sono donne di tutte le età, dalle under 30 alle over 60: 23 hanno deciso di sporgere denuncia, per altre dieci 10 si è dovuto ricorrere all’accoglienza in strutture protette. Sono i primi dati del nuovo sportello sovracomunale del Distretto socio sanitario del territorio, un centro aperto nel maggio 2018 proprio a San Donato. «L’intero distretto del Sud-Est Milano ha fatto squadra dando vita a una rete antiviolenza che, dalla scorsa primavera, ha avviato un servizio di tutela e assistenza per le donne in difficoltà - spiega il sindaco di San Donato, Andrea Checchi -. Il tema della violenza di genere si lega a doppio filo con quello dell’intolleranza. In entrambi i casi, le diversità di sesso o di cultura invece di essere interpretate come un valore diventano pretesto di odio, che spesso sfocia in atti violenti». Episodi di violenza anche a San Donato. «Sono stato colpito profondamente - entra nel dettaglio il sindaco - dalle vicende di due persone legate alla nostra città. La prima è quella di una donna, nostra concittadina, che a fine febbraio è finita in ospedale con 40 giorni di prognosi dopo aver ricevuto un colpo in pieno volto dal compagno, ora indagato per lesioni volontarie. La seconda è la storia di Bakary, bersaglio di messaggi razzisti vergati sotto casa sua da ignoti nel cuore della notte. Questi due episodi di violenza e intolleranza ci raccontano quanto lavoro ci sia ancora da fare anche nel nostro territorio».
Il centro antiviolenza offre alle donne l’aiuto di personale qualificato (avvocati, assistenti sociali, educatrici, psicologi, tutti di sesso femminile), pronto ad assisterle e ad avviare, gratuitamente e garantendo la riservatezza, un percorso personalizzato per superare la violenza, che nei casi più delicati potrà portare alla tutela attraverso il trasferimento in strutture protette gestite dalla Fondazione Somaschi. Il servizio - curato dalla Casa di accoglienza delle donne maltrattate (Cadmi) - è contattabile telefonicamente al numero 02.365.27.138. Le operatrici valuteranno la situazione, fissando un appuntamento negli orari di apertura del centro (lunedì e giovedì dalle 14 alle 18, martedì dalle 13 alle 17, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 14), la cui ubicazione non viene volutamente diffusa per tutelare la privacy e la sicurezza delle future utenti. Fonte: Il Giorno

domenica 17 febbraio 2019

Milano, il 25 febbraio prende il via l’Area B

I confini dell'Area B in rosso In verde i confini dell'Area C.

Prenderà il via ufficialmente il 25 febbraio del 2019 Area B, la nuova zona a traffico limitato di Milano, che comprende tutta la città, in cui non potranno più circolare le auto più inquinanti, i Diesel fino agli euro 3. A regime Area B sarà presidiata da 186 telecamere piazzate in altrettanti varchi lungo i confini di Milano: lunedì 25 febbraio ne saranno attive 15, per poi arrivare nel corso dei mesi successivi all’attivazione di tutte. L’ Area B sarà la zona a traffico limitato più grande d'Italia. «Milano cambia aria per alzare la qualità della vita - dichiara l’assessore all'Ambiente del Comune di Milano, Marco Granelli -. L’aria che respiriamo è migliorata ma è ancora sopra i livelli di guardia per le polveri sottili nocive alla salute che dobbiamo abbattere drasticamente. Per questo dal 25 febbraio attiviamo Area B. Il sistema comprende anche soldi immediatamente disponibili alle imprese, per incentivare il ricambio del parco auto senza penalizzare le attività, e di deroghe, per consentire a tutti il passaggio a classi di veicoli che inquinano meno. Siamo certi che le famiglie siano pronte a questo cambiamento». Area B sarà in vigore in tutta la città dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30. escluso i giorni festivi.  Molto significativi le previsioni sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico che si avrà grazie all’Area B, cosa che negli ultimi anni hanno fatto di Milano una delle città d’Europa più inquinate. Secondo le stime della municipalità meneghina, nel periodo tra il 2019 e il 2026 i nuovi divieti permetteranno di ridurre le emissioni atmosferiche da traffico complessivamente di circa 25 tonnellate di Pm10 allo scarico e di 900-1.500 tonnellate di ossidi di azoto. Per quanto riguarda il Pm10 l’accelerazione sarà immediata: meno 14% di emissioni nel 2019, meno 24% nel 2020, meno 21% nel 2021. Nei primi 4 anni le emissioni di Pm10 si ridurranno della metà ovvero di 15 tonnellate. Riduzioni misurabili anche sul NoX: l’accelerazione avverrà tra il 2023 e il 2026 con un calo del 11% ogni anno. Tra il 2019 e il 2022 la diminuzione sarà del 4-5% all’anno. L’attivazione del 25 febbraio sarà solo il primo passo, dal momento che a Milano è già previsto che nell’Area B il 1° ottobre 2019 verrà fermata la circolazione ai diesel Euro 4, già vietati dal 2017 in Area C. Fonte: 7giorni

sabato 16 febbraio 2019

Ospedale Predabissi: 27 milioni di euro per metterlo a nuovo



Si attende l’ok al progetto, finanziato da Regione Lombardia, che prevedrà la totale riqualificazione delle aree più vetuste, in primis il reparto di Medicina Generale. Serviranno però almeno due anni di attesa.
Una vera e propria rivoluzione è in vista per l’ospedale Predabissi di Vizzolo, sito al confine con Melegnano, il presidio ospedaliero più importante del Sudmilano. È infatti in fase di approvazione da parte del Ministero della Salute il progetto da circa 27mln di euro, messi sul piatto da Regione Lombardia, che porterà a una completa riqualificazione del nosocomio. Lo ha annunciato nei giorni scorsi Angelo Cordone, da poco direttore generale dell’Asst Melegnano/Martesana, precisando che il rifacimento riguarderà soprattutto i reparti più vecchi dell’ospedale, quelli cioè che presentano le maggiori criticità. Tra questi, come peraltro segnalato a più riprese da degenti e famigliari, spicca quello di Medicina Generale, che in assoluto conta il maggior afflusso annuo di pazienti. Il reparto sarà totalmente rimesso a nuovo, con rifacimento di bagni e degenze, che saranno adeguati alle normative vigenti. Una volta incassato il via libera, la direzione generale avvierà le procedure di gara per l’assegnazione dei lavori, che si prevedono di una durata non inferiore ai due anni. Intanto ad aprile verranno inaugurate le nuove sale operatorie. Fonte: 7giorni

mercoledì 30 gennaio 2019

Pittura e Arte: I luoghi di Napoli ripresi da Achille Vianelli

Achille Vianelli (Porto Maurizio, 1803 – Benevento, 1894) "Porta Capuana a Napoli"

Il padre Giovan Battista Vianelli, veneto di origine, aveva sposato una parigina e perciò mutato il nome in Vianelly o Viennelly e assunto la nazionalità francese, divenendo agente consolare napoleonico a Porto Maurizio. Achille mantenne il nuovo cognome e la nazionalità francese, fin dopo il 1938. Da Porto Maurizio la famiglia si era trasferita ad Otranto, dove Achille trascorse la sua giovinezza. Nel 1819 era a Napoli, per studiare pittura; ma padre e sorella tornarono in Francia, per ricongiungersi a lui solo nel 1826.
A Napoli Achille divenne intimo di Giacinto Gigante, insieme al quale studiò il paesaggio ripreso dal vero, frequentando per qualche mese la scuola di Wolfgang Hüber - pittore tedesco specialista nella ripresa topografica di gusto accademico - poi divenne alunno di Anton Sminck van Pitloo, nel cui atelier ebbe origine, dal 1820, la Scuola di Posillipo, alla quale partecipò anche Vianelli.
Negli anni trenta abbandonò gradualmente la pittura di paesaggio ad olio, per dedicarsi alle vedute prospettiche di piazze e di interni di chiese, realizzate con la tecnica dell'acquarello e in special modo con i monocromi a seppia, di cui sviluppò una pregevole tecnica. Molte delle sue vedute furono riprodotte all'acquaforte o litografate e pubblicate in volumi dedicati alla città di Napoli.
Nel 1848 si trasferì a Benevento, dove si dedicò alla pittura e nel 1850 fondò una scuola di disegno, nel Chiostro di Santa Sofia. Tra i suoi allievi vi fu Gaetano de Martini.
Il figlio Alberto, anch'egli pittore paesaggista, nato nel 1847, si trasferì nel 1875 a Parigi. Una sorella, Flora, aveva sposato nel 1826 Teodoro Witting, paesista ed incisore tedesco attivo a Napoli, e l'altra sorella, Eloisa, divenne nel 1831 moglie di Giacinto Gigante. Il nipote Gustavo Witting, figlio di Flora ed intrinseco di casa Gigante, fu anch'agli paesista, tra i tardi epigoni della Scuola di Posillipo.La sua fama si diffuse in Francia e Luigi Filippo lo chiamò per dare lezioni di pittura al reː per questo motivo Achille Vianelli visse temporaneamente in Francia, fino al 1846. Morì a Benevento, all'età di 91 anni.


Guerra agli incivili nel Milanese: patto anti-rifiuti per la Paullese

Città Metropolitana ha siglato un accordo coi Comuni del Sud Est per la pulizia e la caccia ai "furbetti". 

Scatta la controffensiva all’abbandono di rifiuti sulla Paullese, un patto tra enti dichiara guerra agli incivili che ogni anno scaricano 50 tonnellate di pattume. Città Metropolitana ha siglato un accordo con i Comuni del Sud Est per contrastare il fenomeno delle discariche abusive lungo la ex Statale 415, dove il pattume si accumula nelle piazzole di sosta e lungo le carreggiate. L’obiettivo del protocollo sovracomunale è promuovere una serie di azioni coordinate per riportare il decoro, fermare i furbetti che gettano sacchetti di immondizia dalle auto in corsa o gli artigiani irregolari che abbandonano il materiale di risulta che ovviamente non possono portare nelle discariche autorizzate. San Donato ha approvato lo schema di accordo che sarà sottoscritto con la Città Metropolitana nella seduta di giunta di giovedì e così faranno gli altri Comuni della zona.
"Questo accordo – spiega l’assessore alle Politiche ambientali Chiara Papetti – ci permette finalmente di intervenire anche su aree incluse nel nostro territorio ma finora escluse dalla competenza comunale, luoghi costantemente presi di mira da alcuni incivili. Si pensi, ad esempio, alle condizioni pietose in cui versa la bretella di immissione sulla Paullese compresa tra via Marignano e il centro commerciale L’Incontro. Quello sarà il primo ambito su cui si applicherà concretamente l’accordo con un intervento di pulizia straordinaria". Gli interventi spazieranno dal monitoraggio del territorio alla rimozione dei rifiuti, includendo l’attività di vigilanza mirata a sanzionare i comportamenti incivili, tema su cui si lavorerà anche in termini di prevenzione attraverso campagne di comunicazione incentrate sull’educazione ambientaleL’accordo, avviato in via sperimentale per la durata di un anno (estendibile in base ai risultati ottenuti), prevede, tra le altre cose, un trasferimento a favore del Comune di 3mila euro, fondi che serviranno a coprire le spese che l’ente dovrà sostenere per effettuare la raccolta, a cadenza bimestrale, dei rifiuti abbandonati nelle aree sopracitate.
"Per affrontare con efficacia il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sulle aree di confine – aggiunge il sindaco Andrea Checchi – è necessario un lavoro di squadra tra gli enti territoriali". Pulizia radicale anche sui raccordi delle tangenziali. Sabato è scattato il primo intervento radicale sulla strada che collega il rondò di San Martino alla tangenziale. "In questo caso – aggiunge il sindaco Andrea Checchi – al tema del decoro si unisce anche l’esigenza di garantire la sicurezza stradale: i rifiuti spesso invadono anche la carreggiata, mettendo a rischio quanti percorrono quel tratto". Fonte: Il Giorno
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