Non è però previsto un ulteriore prolungamento in futuro però
Non è però previsto un ulteriore prolungamento in futuro però
ll corpo di una ragazza di 24 anni e di un ragazzo di 25 sono stati trovati questa mattina in un fossato accanto a una strada comunale fra i campi a Tribiano, nel Milanese.
Secondo la prima ricostruzione, i due ragazzi che erano su uno scooter avrebbero perso il controllo del mezzo finendo prima nel fosso per poi andare a sbattere contro un palo di cemento nella notte.
Modifiche temporanee alla viabilità di San Donato Milanese dall’8 al 12 settembre per lavori di manutenzione straordinaria
L’ennesimo incidente mortale sui binari, avvenuto oggi pomeriggio a Rogoredo, ha causato inevitabili rallentamenti lungo tutto l’asse ferroviario. Una situazione denunciata dal Comitato Pendolari del Sud Milano: «Siamo all’ennesimo episodio. Da anni segnaliamo la presenza di varchi aperti nelle recinzioni ferroviarie. I passaggi abusivi tra una stazione e l’altra — per accorciare il tragitto o per altri scopi — sono all’ordine del giorno. I morti? Ormai uno a settimana». L’appello è chiaro: bonifica urgente di tutta la tratta, e coordinamento fra amministrazioni locali e Rfi (rete ferroviaria italiana) per un piano definitivo. «Non è solo questione di sicurezza pubblica — spiegano dal comitato — ma anche di dignità: per chi perde la vita, per chi resta e per chi, ogni giorno, prende quei treni». Ritardi hanno interessati i convogli a lunga percorrenza ma i sopralluoghi delle forze dell’ordine hanno causato rallentamenti anche nel pomeriggio, quando in conseguenza dell’incidente e della chiusura del passante erano state già previste anche soppressioni di convogli locali che non avevano svolgere la corsa di andata e non erano quindi disponibili per la tratta corrispondente di ritorno. Fonte: Il Cittadino
Tra due settimane passerà a mezzo servizio la linea S1 Lodi-Milano - Saronno. Nel frattempo la linea S12 Melegnano-Milano verrà sospesa nel periodo clou delle vacanze. Sono a rischio disagi centinaia di pendolari del Lodigiano e del Sudmilano. Nella giornata di ieri la conferma ufficiale è arrivata da Trenord: da lunedì 28 luglio a domenica 24 agosto la manutenzione nel passante ferroviario di Milano richiederà lo stop della circolazione ferroviaria tra le stazioni di Bovisa e Rogoredo. La limitazione del servizio riguarderà anche la S1 Lodi-Milano, che effettua le fermate intermedie a Tavazzano, San Zenone, Melegnano, San Giuliano e San Donato. Poi la linea raggiunge lo scalo di Rogoredo prima di immettersi nel passante ferroviario, che tra una quindicina di giorni chiuderà i battenti per quattro settimane. In arrivo dal Lodigiano e dal Sudmilano, i pendolari dovranno quindi scendere dal treno a Rogoredo e raggiungere con altri mezzi i luoghi di destinazione. Oltre ai bus di superficie all’esterno della stazione, l’alternativa è rappresentata dalla linea gialla della metropolitana che si incrocia a Rogoredo. Fonte: Il Cittadino
San Donato: Sorgerà in città il secondo distributore di idrogeno in Italia
Dietro la rete di cantiere, che sabato pomeriggio è stata trascinata via da un temporale, si vede ancora una spianata deserta, ma dal Comune arriva notizia che il piano di interventi per dare un nuovo moderno volto a piazza Supercortemaggiore partirà nel mese di luglio. Dopo un infinito iter, che ha assorbito anni, una volta ottenute tutte le autorizzazioni necessarie per assicurare risvolti concreti al progetto Eni Station, sembra che le lungaggini degli ultimi mesi siano state legate ai permessi che si sono resi necessari per l’installazione dell’impianto a idrogeno. In base agli aggiornamenti che l’investitore ha reso noti nei giorni scorsi al Comune, è comunque emerso che anche questa procedura sia ormai giunta a buon fine per lasciare posto alla stagione operativa. I riflettori tornano ad accendersi sulla scommessa targata Eni Live che prevede una stazione di servizio all’avanguardia, completa anche di colonnine per le ricariche di veicoli elettrici, corredata da un punto ristoro che sarà frutto della collaborazione tra gli investitori e l’Accademia dello chef stellato Niko Romito sulla base di altri esempi simili che sono sorti in Italia. Sebbene, proprio per la presenza del secondo impianto per i veicoli a idrogeno dopo quello di Bolzano, nella città dell’Eni prenderà forma un disegno che nel suo genere sarà esclusivo. Inoltre, la struttura che verrà edificata accanto a distributori di carburante ospiterà anche la quinta farmacia comunale. Stando alla convenzione urbanistica, il negozio verrà costruito e poi ceduto in comodato d’uso gratuito al Comune. Un’insegna, quella che deve ancora accendersi, che l’amministrazione di Francesco Squeri ha deciso di mantenere accesa 24 ore su 24 per dare ai cittadini del Sudmilano un servizio che sino ad ora non hanno mai avuto. Se dunque nel vedere tutto fermo tra tanti sandonatesi siano sorte alcune perplessità, è iniziato il conto alla rovescia per il progetto, di cui a San Donato si parla da tempo, che coinvolgerà il tratto tra la via Emilia e il nuovo centro direzionale Eni. Uno strategico indirizzo che è particolarmente significativo per il Cane a sei zampe, ma anche per il territorio sandonatese e per tutti i conducenti di passaggio che, a distanza di un paio d’anni dallo smantellamento dei vecchi distributori, potranno rincominciare a fermarsi per fare il pieno di carburante. Fonte: Il Cittadino
Accordo tra Città metropolitana e Comune di San Donato Milanese per ridisegnare l’intersezione: traffico più fluido, ambiente tutelato, ma il timore è che resti tutto sulla carta
Nelle intenzioni, sarà un futuro con meno code e più sicurezza quello immaginato per l’intersezione tra via Gela e la Strada provinciale Paullese. Un obiettivo che, martedì 8 maggio, ha fatto un deciso passo in avanti grazie all’accordo stretto a Palazzo Isimbardi tra Daniela Caputo, consigliera delegata alle Infrastrutture e Metrotranvie della Città metropolitana di Milano, e Massimiliano Mistretta, assessore alle Opere pubbliche e Mobilità del Comune di San Donato Milanese. Al centro dell’intesa c’è l’impegno comune a realizzare un intervento di de-semaforizzazione, considerato strategico per alleggerire la viabilità e garantire maggiore sicurezza in uno dei nodi più critici del territorio.
Un progetto atteso e condiviso
Il confronto tra Città metropolitana e Comune ha permesso di individuare una soluzione che mette d’accordo le diverse esigenze: da un lato la necessità di fluidificare il traffico lungo la Paullese, arteria fondamentale ma spesso congestionata, dall’altro la volontà di tutelare l’ambiente, le zone residenziali e gli equilibri idrogeologici. Il nuovo tracciato, infatti, si manterrà lontano dal quartiere residenziale adiacente e ridurrà l’impatto sull’oasi naturalistica della Levandina, evitando di compromettere un'area inserita nel Parco Agricolo Sud Milano e già soggetta a vincoli per la tutela delle attività aeroportuali e per il rischio esondazione del fiume Lambro.
Una svolta che nasce dal dialogo
Il passo avanti sancito martedì non è frutto del caso. È il risultato di un lavoro di mediazione e progettazione condotto dall’Area Infrastrutture della Città metropolitana, che ha raccolto le istanze del territorio e le ha trasformate in una proposta concreta. A confermare il clima costruttivo è la stessa consigliera Caputo, che sottolinea: «Sono soddisfatta che, nel giro di due incontri, siamo riusciti a superare le criticità esistenti e a concordare un percorso condiviso e comune che riesce a soddisfare le esigenze di tutti gli attori in campo».
Verso lo studio di fattibilità
Il prossimo passo sarà affidato a una società esterna, che realizzerà lo studio di fattibilità tecnico-economica. L’obiettivo, come spiegato da Caputo, è quello di «accompagnare questa fase con un confronto informale con amministratori e amministratrici dei Comuni interessati, per illustrare il progetto e informarli sul percorso intrapreso, in un’ottica di condivisione e partecipazione». Un approccio trasparente e inclusivo, che punta a costruire consenso attorno a un’opera destinata a migliorare sensibilmente la mobilità dell’area sud-est milanese.
Cocucci: «Da anni invoco la de-semaforizzazione»
Soddisfazione anche tra le fila della minoranza in Città metropolitana. Vera Cocucci, consigliere di opposizione e anche consigliere comunale a Mediglia, ha commentato con entusiasmo questo sviluppo: «Da anni insisto col sindaco Sala che la fluidificazione del traffico in Paullese passa dalla de-semaforizzazione a San Donato. Ci ho provato in tutti i modi: ho provato a chiederla nel PNRR, l’ho segnalata con l’approvazione del raddoppio del lotto 2 da Settala in poi attualmente in corso, l’ho spiegata, segnalata, invocata in tutti i modi. Forse qualcosa ora si muove davvero!».
Tutto bene, finché resta sulla carta
L’intervento su via Gela si inserisce nel più ampio processo – spesso più annunciato che realizzato – di ammodernamento della Paullese, asse strategico per i collegamenti tra Milano e il territorio del Sud Est. Negli ultimi anni l’arteria è stata interessata da numerosi lavori, ampliamenti, promesse e inaugurazioni. Tuttavia, molti dei nodi critici, come quello di via Gela, sono ancora lì, con semafori che bloccano il flusso e ingorghi quotidiani che rallentano lavoratori, studenti e cittadini.
L’intesa siglata rappresenta, senza dubbio, un segnale positivo. Ma la prudenza è d’obbligo. Troppe volte in passato ci si è fermati agli annunci, ai buoni propositi e agli studi preliminari. Senza una precisa pianificazione temporale e senza fondi certi, anche il progetto più virtuoso rischia di impantanarsi nei meandri della burocrazia.
A chi oggi si dice soddisfatto, non si può che augurare che questa stretta di mano non si trasformi in un’altra promessa rimandata alle calende greche. Perché la Paullese, e chi la percorre ogni giorno, non può più aspettare. Fonte: 7giorni
Il restringimento sulla via Emilia che è stato istituito nel gennaio scorso all’altezza di San Donato potrebbe andare avanti ancora per un paio di mesi. Dal Comune arriva notizia che a richiedere ancora tempo non è tanto l’entità dell’opera, legata al progetto che verrà realizzato in piazza Supercortemaggiore, dal momento che l’impresa deve semplicemente realizzare un cordolo sullo spartitraffico, bensì la causa delle lungaggini è una questione burocratica. L’intervento viabilistico, totalmente a carico dell’operatore privato, fa parte infatti del piano Eni Station, che porterà a San Donato il secondo distributore ad idrogeno d’Italia, rispetto al quale l’investitore ha deciso di apportare una serie di modifiche in corso d’opera. Queste variazioni dovranno essere approvate dai tecnici del municipio e dovranno ottenere tutti i permessi previsti dalla normativa. Pertanto, essendo l’opera viaria “intrappolata” nella pratica in questione, c’è il rischio che fino a quando non si sbloccherà l’iter, con il disco verde al disegno di Eni Station aggiornato, rimanga fermo anche il cantiere sull’asse viario che al mattino all’ora di punta è causa di imbottigliamenti che mettono alla prova la pazienza dei pendolari. Fonte: Il Cittadino
Il dispositivo è sito all’incrocio con via Martiri di Cefalonia e via Unica Bolgiano. Sanzioni a partire da lunedì 18 marzo
Camion che tirano dritti al segnale rosso del semaforo, veicoli che sfrecciano a tutta velocità, conducenti che saltano le corsie. È lo scenario quotidiano catturato dagli “occhi elettronici” che sorvegliano la Paullese. «In Italia, secondo le stime di Aci-Istat in media, nei primi sei mesi del 2023, ogni giorno si sono verificati 437 incidenti, con 7,6 morti e 588 feriti – illustra Daniela Caputo, consigliera delegata alle Infrastrutture e Metrotranvie di Città metropolitana -. Si tratta di dati preoccupanti che, come amministratori locali, non ci possono lasciare indifferenti e inerti. È per questo abbiamo avviato il “Progetto Sicurezza Milano Metropolitana”, uno dei più grandi progetti integrati di Smart City d’Europa per la riduzione di sinistri stradali, a tutela di pedoni e ciclisti che prevede interventi non solo sanzionatori ma tesi a fare sì che si lavori sempre più sul terreno della prevenzione e della tutela del territorio». Tra questi sulla Paullese, si contano un sistema tutor lungo il tratto tra Vigliano di Mediglia, Pantigliate e Peschiera, sistemi di attraversamento sicuro della strada a Mediglia e telecamere intelligenti contro l’abbandono di rifiuti. Fonte: Il Cittadino
«La frazione di Civesio invasa dai mezzi pesanti che non rispettano i cartelli con il divieto di accesso collocati all’ingresso della frazione: bisogna assolutamente rivedere la segnaletica per renderla più chiara ai conducenti». La segnalazione si alza dal comitato civico che, con foto alla mano, lamenta la presenza di giganti su ruote che violano le regole per addentrarsi nelle vie residenziali. In base alle testimonianze, qualcuno di questi veicoli per il trasporto merci ha già anche danneggiato delle cancellate di villette e di palazzine in quanto i conducenti si sarebbero trovati a fare delle manovre azzardate in spazi troppo stretti per i mezzi che conducono al fine di uscire dagli “imbuti” in cui si sono trovati. Del resto, l’isolato di case, che è stato “protetto” dai camion da un apposito divieto, risente del fatto che la zona è circondata da un’area commerciale costellata di grandi insegne per lo shopping e da un comparto produttivo: parti di territorio dove si concentra un viavai di mezzi che, fanno notare i cittadini, non avrebbero comunque alcun motivo per addentrarsi tra le case della parte residenziale. Secondo i cittadini si tratta di errori da parte dei conducenti che non riescono a vedere per tempo l’apposita segnaletica. La richiesta che si alza da Civesio, rivolta all’amministrazione comunale, è quindi quella di pensare ad una cartellonistica più efficace e di fare piovere multe nel caso in cui nel corso dei controlli venissero trovati dei camion tra gli assi viari utilizzati dai residenti. I diretti interessati ricordano che si tratta innanzitutto di una questione di sicurezza a cui si sembra sommarsi il fattore traffico quando nelle ore di punta si formano code di auto costrette ad attendere che i camion riescano ad uscire dalla frazione. Fonte: Il Cittadino
La revisione del Piano sosta prevede anche che Eni possa riservare ai cittadini i suoi 800 stalli durante la notte.
Preparativi in corso presso il Comune di San Donato per la rivoluzione dei parcheggi che entrerà in vigore entro la fine dell’anno: tra i correttivi, è prevista l’eliminazione delle strisce blu dai 150 stalli in prossimità della stazione ferroviaria. L’amministrazione di Francesco Squeri, compatibilmente con il contratto in essere con l’operatore che sta gestendo i 2.800 stalli a pagamento, sta studiando la revisione del Piano sosta che era entrato in vigore nel 2019 richiamando un’infinita raffica di proteste.
A distanza di 4 anni, in cui la pandemia e lo smart working hanno in parte cambiato abitudini di residenti e pendolari, dal municipio arriva notizia che sarà attuata una revisione complessiva dei posti auto sul suolo pubblico. Le novità, annuncia l’assessore alla partita Massimiliano Mistretta, terranno ad esempio conto anche degli 800 stalli sotterranei che sta realizzando Eni nelle due strutture multipiano previste in viale De Gasperi e in via Vannucchi: una dotazione che entrerà a fare parte del patrimonio pubblico, come prevede la convenzione urbanistica, che a sua volta sottoscriverà delle convenzioni con il mondo aziendale per garantire la copertura dei costi di manutenzione. «Nel corso della giornata - fa presente Mistretta - i posteggi saranno a disposizione degli impiegati di Eni, ma la notte e nei fine settimana potrebbero essere utilizzati dai cittadini, inoltre una quota potrebbe essere messa a disposizione dei residenti di via Libertà muniti di pass. Nella zona commerciale della città infatti - osserva -, dove le strisce blu rimarranno in vigore per garantire il turnover, il numero di stalli è praticamente saturato dai pass. Pertanto i cittadini che si recano a fare acquisti faticano a trovare posteggio e su questo aspetto stiamo valutando delle soluzioni». Sempre in tema di strisce blu, c’è anche l’idea di limare il numero di posteggi a pagamento in diversi quartieri, soprattutto laddove c’è un elevato numero di pass di residenti.
Certo, il Comune potrà stralciare al massimo il 20 per cento degli stalli a pagamento, pari a 560 posteggi, e probabilmente a conti fatti rimarrà comunque al di sotto di questo tetto. Fonte: Il Cittadino
Altri quattro chilometri e mezzo in metropolitana (con linea sotterranea in galleria) e poi quasi undici in metrotranvia (con linea in superficie) per un costo di 850 milioni di euro. Così cambierà la mobilità nel Sudmilano, secondo la stesura del progetto di fattibilità tecnica ed economica (già finanziato per 5 milioni e mezzo di euro) che sarà affidato a Mm Spa. Il piano, illustrato ieri pomeriggio e accolto dai sindaci dell’asse della Paullese, è stato condiviso dall’assessore alla Mobilità della città di Milano Arianna Censi e dagli stessi tecnici di Mm che avranno il compito di tradurre le indicazioni delle amministrazioni comunali sulla carta. Da Palazzo Marino in collegamento in videoconferenza con tutti i primi cittadini interessati dalla tratta - dal Sudmilano, passando per il Lodigiano e il Cremasco – sono state confermate le richieste di realizzare il prolungamento fino a Paullo su ferro. «Siamo partiti per raggiungere l’obiettivo, finalmente, di veder realizzata un’opera tanto attesa», afferma l’assessore Censi con un appello ai presenti: «In questa fase preliminare è necessario collaborare al meglio con i progettisti per individuare ogni singola interferenza sul tracciato dell’opera in modo da trovare una soluzione prima del progetto definitivo. «Se si chiude il transito a Milano delle auto, allora bisogna mettere in condizione i pendolari che abitano nel circondario di poterci arrivare in maniera sostenibile – dichiara il sindaco di Mediglia Gianni Fabiano -. Il prolungamento parziale della metropolitana, attraverso una formula mista metrò e tranvia che prevede una linea dedicata per il transito dei mezzi accanto alla Paullese, si sposa con tale esigenza. Noi sindaci ci siamo schierati compatti per non fermarci a Peschiera ma proseguire la “cura del ferro” fino a Paullo». Un aspetto che è stato ribadito anche dal sindaco di Paullo Federico Lorenzini: «La strada è stata imboccata e, scelta una volta per tutte la direzione da intraprendere, è necessario tenere la barra dritta». Fonte: Il Cittadino
Al via i cantieri per sistemare le protezioni lungo il cavalcavia per Poasco, dove nell’arco di un anno si sono verificati due incidenti mortali: gli interventi si dovrebbero concludere entro la primavera del 2023. Solo a quel punto verrà ripristinata la viabilità in prossimità del raccordo San Donato-Bagnolo, con l’eliminazione del divieto di accesso, al fine di consentire ai cittadini provenenti da Milano di ricominciare a immettersi sulla rampa che conduce al viadotto di collegamento con la frazione dove in questo momento sono impegnati uomini e mezzi dell’impresa che si è aggiudicata la gara.
In particolare le limitazioni al traffico sono in vigore dal maggio 2021 quando la barriera era stata sfondata dal conducente 48enne Andrea Deni, di Lodi Vecchio, che era finito con la sua vettura sui binari dell’Alta velocità. A seguito dell’incidente mortale, il Comune aveva assunto delle misure di sicurezza in attesa di mettere a disposizione le risorse economiche, circa 400mila euro, per dare il via alle opere di sistemazione delle protezioni. Ma proprio mentre erano in corso i lavori, nell’aprile scorso si è verificato un altro incidente il cui ha perso la vita il motociclista 48enne Gianni Tiberi, residente da Milano, il quale si stava recando a lavorare nella frazione sangiulianese di Sesto Ulteriano e per tagliare i tempi aveva imboccato irregolarmente il cavalcavia, nonostante le imitazioni. Un cavo metallico installato per fissare le recinzioni gli aveva tagliato la gola. A quel punto la magistratura ha sequestrato il cantiere per alcuni mesi e, solo una volta che sono stati tolti i sigilli, la nuova amministrazione ha potuto dare avvio a una nuova trafila per l’affidamento dell’appalto. Ad attendere con ansia il decollo del nuovo cantiere sono stati innanzitutto cittadini di Poasco, che tutti i giorni devono allungare il loro percorso per rientrare a casa dopo una giornata di lavoro, ma anche i pendolari che sino ad ora hanno utilizzato il cavalcavia come scorciatoia per evitare i grandi assi viari che negli orari di punta si intasano di traffico. Alcune proteste si erano alzate in ottobre, quando i residenti della frazione avevano messo in evidenza che nell’ultimo anno e mezzo avevano sopportato una lunga serie di disagi. Al malcontento espresso dai sandonatesi della zona, aveva risposto l’assessore ai lavori pubblici Massimiliano Mistretta il quale aveva fatto presente che la nuova amministrazione non ha potuto fare altro che compiere tutte le tappe necessarie per consentire la messa in sicurezza delle paratie che saranno rafforzate. È iniziato così un nuovo contro alla rovescia che si dovrebbe concludere tra marzo e aprile 2023. Fonte: Il Cittadino
La metropolitana può ancora essere prolungata fino a Paullo. Insomma: cambiato il governo, oggi la linea 3 alle porte del Lodigiano è tornata prioritaria. Ad aprire le porte a questa ipotesi, dopo che era stata scartata per puntare su una soluzione light (il prolungamento fino a Peschiera), è lo stato maggiore in Regione della Lega, pronto a bussare alla porta del nuovo ministro delle Infrastrutture e della mobilità, Matteo Salvini. Parola dei consiglieri regionale Massimiliano Bastoni (Lega), sostenuto anche dal collega Franco Lucente (Fratelli d’Italia).
Di fatto il metrò è tra le «opere strategiche, che potrebbe migliorare, in modo definitivo ed efficace, la direttrice paullese, snodo cruciale del sud est milanese che è interessata ogni giorno da oltre 30mila transiti» avverte Bastoni: «Auspichiamo, che possa essere sbloccato definitivamente il prolungamento della linea M3 fino a Paullo, perché il territorio aspetta risposte da oltre trent’anni. Il prolungamento porterebbe, oltre al miglioramento viabilistico anche grazie a 40 milioni di euro finanziati da Regione Lombardia che elimineranno, a lavori conclusi, le interferenze con la viabilità locale tra il territorio milanese e quello cremasco, ad un miglioramento della qualità dell’aria generato da una diminuzione dell’utilizzo delle auto per raggiungere il capoluogo lombardo». Fronte unito con Fratelli d’Italia: «Saremo compatti nel chiedere al ministro Salvini di interessarsi al prolungamento della M3 fino a Paullo – annuncia il consigliere regionale Lucente -. Ricordiamo che quest’opera non è stata inserita dal governo precedente nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Il primo passaggio quindi lo faremo con il ministro degli Affari europei Raffaele Fitto, al quale ci rivolgeremo nelle prossime settimane per capire come meglio procedere in tal senso. Il centrodestra è coeso in questa direzione, sia a Milano che a Roma, perché i vantaggi che porterebbe il prolungamento della metropolitana gialla sarebbero importantissimi per i pendolari, gli studenti, i lavoratori e i cittadini tutti».
Un cambio di direzione che però potrebbe avere l’effetto esattamente contrario generando ritardi secondo il consigliere regionale Matteo Piloni (Pd): «Il governo precedente aveva deliberato lo stanziamento di 5,5 milioni di euro per lo studio di fattibilità del prolungamento della linea M3 da San Donato verso la Paullese (non a Paullo, ma a Peschiera, Ndr). Le risorse destinate al comune di Milano arrivano dal bilancio dello Stato per il 2022. Ora che sono al governo Fdi e Lega, invece di gareggiare per intestarsi l’opera, diano il loro contributo, insieme ai territori coinvolti, per portare avanti un progetto essenziale per le aree a sud di Milano». Fonte: Il Cittadino
Dal 5 settembre il T-red collocato all’incrocio tra la via Emilia e via Parri inizierà a fare fioccare multe sui conducenti che tireranno dritto o svolteranno a sinistra con il semaforo rosso.
L’annuncio è arrivato ieri dal Comune di San Donato che ha reso noto che in questa prima fase sono iniziati dei test per accertare il corretto funzionamento del dispositivo e che, dopo le vacanze estive, sui trasgressori cominceranno ad arrivare sanzioni che saranno direttamente recapitate nella loro casella postale. Si completa così il progetto dedicato alla sicurezza stradale, varato dalla precedente amministrazione comunale di Andrea Checchi, che ha già previsto l’entrata in funzione di due T-red che sono attivi nelle strategiche svolte che si affacciano sulla Paullese rispettivamente collocate in via Moro e in via Gela (quest’ultimo semaforo è di competenza di Città metropolitana). Fonte: Il Cittadino
A partire da domenica entreranno in funzione i tutor sulla Paullese, anche sul tratto bis della circonvallazione dell’Idroscalo: un sistema di rilevazione della velocità media che contribuirà, già “acceso” sul tratto tra Pantigliate e San Donato e che dovrà contribuire all’azzeramento degli incidenti stradali più gravi entro il 2030. Nel dettaglio, a partire dal 19 giugno, sulla provinciale 15 bis “Paullese”, i rilevatori si attiveranno al superamento dei limiti di velocità in modalità media o istantanea lungo la Circonvallazione Idroscalo in direzione Pioltello, nel tratto compreso tra Novegro e Tregarezzo. Vuol dire, più semplicemente, che per far scattare la contestazione basterà che io superi il limite di velocità che è di 70 km/h davanti all’autovelox, o che sull’intero tratto la mia velocità media sia superiore al limite. Insomma: si potrà essere sanziona se si decelera davanti alle telecamere per poi riaccelerare superando i limiti. «È opportuno ricordare che il mancato rispetto dei limiti di velocità rimane una delle cause di maggiore incidentalità stradale – spiegano da Città Metropolitana. A tale proposito, l’evoluzione tecnologica dei dispositivi impiegati introduce un approccio diverso, con positive ricadute, nel lungo periodo, sulla condotta degli automobilisti, come già accaduto con successo su altri tratti stradali di pertinenza di Città Metropolitana di Milano. Un risultato che si pone in linea con gli obiettivi di Progetto Sicurezza Milano Metropolitana attraverso soluzioni in grado di creare nella cittadinanza una cultura di maggior rispetto delle regole». I nuovi apparati installati sono gestiti attraverso l’ecosistema Titan®, la piattaforma proprietaria di Safety21 certificata AgiD (Agenzia per l’Italia digitale) in dotazione alla polizia locale, che riceve e gestisce in cloud informazioni, dati e immagini utili per la constatazione di eventuali infrazioni e per l’elaborazione scientifica di analisi sul traffico. Fonte: Il Cittadino