martedì 3 marzo 2026
San Donato, i lavori alla Campagnetta di via Di Vittorio stanno per ripartire
mercoledì 28 gennaio 2026
Giornata mondiale delle zone umide, visita guidata all’Oasi Levadina. Sabato 31 gennaio 2026, con ritrovo fissato alle ore 14.45.
Il WWF Martesana Sud Milano invita cittadini e famiglie a scoprire un patrimonio naturale alle porte di San Donato Milanese
n occasione della Giornata mondiale delle zone umide, il WWF Martesana Sud Milano promuove un appuntamento aperto alla cittadinanza per riscoprire uno degli ecosistemi più preziosi del territorio: l’Oasi Levadina. L’iniziativa è in programma sabato 31 gennaio 2026, con ritrovo fissato alle ore 14.45.
L’evento prevede l’apertura straordinaria dell’oasi e una visita guidata naturalistica, pensata per accompagnare i partecipanti alla scoperta della biodiversità presente nell’area umida, tra fauna, vegetazione tipica e delicati equilibri ambientali che rendono questi luoghi fondamentali per il territorio.
Le zone umide svolgono infatti un ruolo essenziale nella tutela dell’ambiente: favoriscono la biodiversità, contribuiscono alla regolazione delle acque e rappresentano un presidio naturale contro il dissesto idrogeologico. La giornata mondiale dedicata a questi ecosistemi diventa così un’occasione concreta per informare, sensibilizzare e coinvolgere cittadini di tutte le età.
Il punto di ritrovo per i visitatori è previsto a San Donato Milanese, presso il parcheggio situato all’incrocio tra la S.S. Paullese e via Fiume Lambro, in località Veneta Cucine. Il WWF consiglia di indossare abiti comodi e calzature adatte, considerata la natura del percorso.
Durante il pomeriggio, se le condizioni lo permetteranno, sarà inoltre possibile procedere alla messa a dimora di alcune giovani essenze arboree, un gesto simbolico ma concreto a favore dell’ambiente.
Per partecipare è richiesta l’iscrizione, da effettuare tramite mail. L’iniziativa si svolge con il supporto del Comune di San Donato Milanese e rientra nelle attività di educazione ambientale promosse dal WWF sul territorio.
Un’occasione per vivere la natura da vicino e riflettere sull’importanza di proteggerla, partendo proprio dalle aree più fragili e preziose.Fonte: 7giorni
sabato 24 gennaio 2026
A San Donato nasce il Giardino terapeutico: il “verde che cura” per una città più inclusiva
Nel cortile dell’ex Scuola Rossa a Bolgiano un nuovo spazio pubblico pensato a partire dalle fragilità, tra benessere, autonomia e relazioni
Un luogo pubblico progettato non come struttura sanitaria né come spazio “speciale”, ma come risposta concreta ai cambiamenti demografici e sociali della città. È il Giardino terapeutico che l’Amministrazione di San Donato Milanese intende realizzare nel quartiere di Bolgiano, all’interno del cortile dell’ex Scuola Rossa. L’idea nasce da una riflessione sul progressivo invecchiamento della popolazione e sull’aumento delle fragilità: anziani soli, persone con demenze, disabilità o disturbi dello spettro autistico, ma anche il peso crescente che ricade sui caregiver. In questo contesto, il progetto punta a ripensare gli spazi pubblici come luoghi capaci di accogliere, orientare e favorire il benessere di tutti. Il Giardino terapeutico si ispira al concetto di “verde che cura”: non solo un’area estetica, ma uno spazio pensato come strumento di stimolo sensoriale, socialità e orientamento. Percorsi semplici e leggibili, zone di sosta ombreggiate e ambienti accessibili diventeranno risorse quotidiane per le persone più fragili, senza escludere il resto della cittadinanza. Per la definizione del progetto è stato avviato un percorso di coprogettazione con le associazioni del territorio, articolato in incontri di confronto e in un questionario partecipato che ha permesso di raccogliere bisogni e indicazioni concrete. A febbraio, durante un incontro pubblico, verrà presentata una prima bozza elaborata da un architetto specializzato in giardini terapeutici, base per accompagnare il progetto verso la realizzazione. «È la città che deve adattarsi alle persone, soprattutto a quelle più fragili, e non viceversa – sottolinea Francesca Micheli, assessora ai Servizi di Welfare –. Con il Giardino terapeutico costruiamo uno spazio accessibile e accogliente, capace di stimolare abilità e autonomie: un luogo di tutti, progettato insieme alla comunità». Fonte: 7giorni
sabato 8 novembre 2025
Campagnetta, il Comune di San Donato riprende in mano il cantiere: verso il completamento del Parco Gustavo Hauser
domenica 2 novembre 2025
San Donato Milanese, al via gli interventi per riqualificare parchi, scuole e arredi urbani
mercoledì 15 ottobre 2025
A San Donato il WWF invita alla scoperta dell’Oasi Levadina
Programma dell’inaugurazione
Come partecipare all’evento
venerdì 26 settembre 2025
San Donato Milanese, Campagnetta di via Di Vittorio: il parco atteso slitta al 2026
Dopo il fallimento della ditta incaricata, il Comune punta a riattivare i lavori affidandoli ad una nuova impresa
lunedì 8 settembre 2025
San Donato e San Giuliano: i Comuni abbattono gli alberi più grandi
Alberi abbattuti dai Comuni di San Donato e San Giuliano perché troppo alti, sale la protesta. «Siamo amareggiati e per certi versi anche increduli di fronte ai recenti abbattimenti di alberi a San Donato». Disappunto e apprensione si alza dal Wwf Martesana Sudmilano di fronte ai nuovi interventi con cui sono state rase al suolo altre piante. In una nota diramata ieri il presidente dell’associazione Giorgio Bianchini e i volontari hanno in particolare espresso grosse perplessità per la sorte dei pioppi del Parco Trepalle e per il taglio di esemplari nel Pratone. Ma anche a San Giuliano un gigante verde è sparito per sempre, a opera dell’amministrazione Segala: era una sorta di monumento che si incontrava da almeno sessant’anni percorrendo la via Emilia all’altezza di via Matteotti: il grande albero, che ci ha regalato per lungo tempo ombra e bellezza, è stato abbattuto sotto gli sguardi increduli dei cittadini che hanno assistito a questo inspiegabile intervento». È clima di tristezza e disappunto tra i tanti sangiulianesi che hanno osservato le folte chiome del gigante verde riversate per terra, pronte per essere smaltite. E che poi hanno guardato i pezzi di tronco che sono rimasti nel terreno su cui è stato appoggiato l’imponente albero. Fonte: Il Cittadino
lunedì 25 agosto 2025
Alberi a rischio a San Donato Milanese, il WWF chiede un cambio di rotta
«La sicurezza è fondamentale, ma l’abbattimento non può essere l’unica risposta»: l’associazione solleva dubbi su metodo, trasparenza e compensazioni, e invita il Comune a rivedere l’approccio
Il contesto: sei abbattimenti per motivi di sicurezza
Nei giorni scorsi il Comune di San Donato Milanese ha annunciato un piano che prevede l’abbattimento di più alberi «pericolanti» per ragioni di sicurezza. La comunicazione, datata 19 agosto 2025, ha acceso l’attenzione del Wwf Sud Milano (Wwf Martesana Sud Milano), che ha deciso di intervenire per esprimere il proprio punto di vista e sollevare alcune questioni rimaste, a loro dire, senza risposta.
Le domande inevase: dove e quali sono gli alberi interessati
Il primo nodo riguarda la trasparenza: quali sono esattamente gli alberi oggetto dell’intervento? Si trovano nei parchi, lungo i filari stradali o in altre aree pubbliche? Senza un elenco puntuale, mappa o perimetrazione, per il Wwf è difficile comprendere la reale portata del provvedimento e valutare, di conseguenza, l’impatto sull’ecosistema urbano e sulla fruizione degli spazi verdi da parte dei cittadini. L’associazione chiede quindi di chiarire sedi, specie e condizioni fitosanitarie di ogni pianta destinata al taglio.
L’approccio alla gestione del verde: costo o bene comune
Nessuno mette in discussione la priorità della sicurezza di persone e beni. Tuttavia, osserva il Wwf, l’impressione è che in città la gestione degli alberi venga letta soprattutto come un costo, anziché come un investimento sul benessere collettivo e sul futuro. Un albero maturo offre ombra, riduce le isole di calore, filtra gli inquinanti, ospita biodiversità e migliora la qualità della vita; perderlo significa rinunciare a servizi ecosistemici che non si recuperano in tempi brevi. Da qui l’appello a considerare gli alberi non come «problemi da rimuovere», ma come patrimonio da curare, programmando per tempo monitoraggi, manutenzioni e piani di gestione.
Alternative all’abbattimento: quando si può mettere in sicurezza
Un altro punto sollevato riguarda le alternative tecniche all’abbattimento. È davvero inevitabile arrivare al taglio ogni volta che si rileva un rischio? Secondo il Wwf, esistono soluzioni per aumentare la stabilità e la sicurezza di esemplari compromessi ma non condannati: consolidamenti mirati, potature di alleggerimento, ancoraggi o sostegni, interventi di cura del suolo e dell’apparato radicale. In molte città italiane – sottolinea l’associazione – non mancano esempi virtuosi in cui si è scelta la via della messa in sicurezza, preservando esemplari di alto valore paesaggistico e ambientale. Per questo si chiede che, prima di tagliare, siano esplorate e motivate in modo pubblico tutte le opzioni disponibili.
La falsa equivalenza: dieci giovani non “valgono” un grande albero
Il Wwf contesta anche l’idea, spesso utilizzata nei piani di compensazione, che un albero adulto possa essere «pareggiato» con la messa a dimora di una manciata di nuove piantine. Un esemplare di 50 o 60 anni garantisce volumi di ombra, stoccaggio di CO? e benefici microclimatici che i giovani alberi impiegheranno decenni a raggiungere. Inoltre, l’associazione invita a guardare ai numeri reali: quanti dei nuovi alberi messi a dimora sopravvivono dopo tre o cinque anni? Senza adeguata cura post-impianto, irrigazione e protezione, il tasso di mortalità può risultare elevato, vanificando la promessa di «compensazione». Per questo si chiede di pubblicare dati di sopravvivenza e manutenzione pluriennale delle nuove piantumazioni.
Cosa chiede il Wwf: più dati, più cura, più visione
In sintesi, l’associazione propone di cambiare prospettiva: pianificazione e manutenzione ordinaria del patrimonio arboreo, per ridurre l’emergenza; valutazioni fitostatiche motivate e accessibili; esplorazione trasparente delle alternative all’abbattimento quando esistono margini di sicurezza; programmi seri di post-impianto con obiettivi di sopravvivenza misurabili; e, quando il taglio è davvero inevitabile, sostituzioni coerenti per specie, portamento e servizi ecosistemici, non meri «numeri» da tabella. È un invito a riconoscere che proteggere gli alberi urbani significa proteggere salute, qualità dell’aria, resilienza climatica e bellezza diffusa della città.
Un interesse pubblico che riguarda tutta la città
Le richieste del Wwf, pur nate dal caso di San Donato Milanese, sono estensibili ad altri Comuni del territorio. L’obiettivo è aprire un confronto informato, coinvolgendo tecnici, amministratori e cittadini, affinché ogni decisione sul verde urbano sia supportata da evidenze e comunicata con chiarezza. In tempi di ondate di calore sempre più frequenti, tagliare un albero maturo è una scelta che pesa sul comfort termico dei quartieri e sul benessere delle persone: per questo, conclude l’associazione, serve una visione all’altezza delle sfide ambientali attuali, capace di conciliare sicurezza e tutela del patrimonio arboreo.
domenica 13 luglio 2025
SAN DONATO Campagnetta, non si fermano gli intoppi legali: il rilancio è al palo
A San Donato non si è ancora conclusa l’infinita trafila di carte bollate per la realizzazione del grande parco da un milione di euro finanziato dal Pnrr nella Campagnetta di via Di Vittorio: il Comune sta aspettando che si chiuda la procedura di liquidazione dell’impresa che aveva vinto la gara l’appalto, la Baronchelli Costruzioni Generali Srl, per tornare in possesso del terreno. «Solo al termine di questo passaggio giudiziario – fa sapere l’ente in una nota -, sarà possibile riprendere possesso dell’area», che intanto resta un cantiere chiuso al pubblico. L’assessore ai lavori pubblici Massimiliano Mistretta commenta: «Siamo profondamente dispiaciuti per come si è evoluta questa vicenda. Tengo a sottolineare che l’amministrazione ha sempre operato con il massimo rigore e nel rispetto delle norme che regolano l’affidamento e la gestione dei contratti pubblici. Purtroppo – conclude -, i vincoli procedurali, i tempi della giustizia e gli obblighi formali non ci consentono di agire in questo momento per ripristinare le condizioni di decoro e pulizia della Campagnetta». E il sindaco Francesco Squeri ricorda: «Non appena il Tribunale avrà concluso formalmente la procedura di liquidazione il Comune tornerà in possesso dell’area: la nostra prima azione sarà la messa in sicurezza e la pulizia del cantiere, per garantire condizioni adeguate di tutela e ordine pubblico. A seguire, ci attiveremo per riassegnare l’appalto e completare i lavori». La vicenda è nata nell’estate 2024 quando i tecnici dell’ente hanno verbalizzato dei significativi ritardi. A settembre 2024 l’impresa è stata messa in mora, dopodiché l’amministrazione aveva tentato una soluzione costruttiva con l’impresa tenendo conto che per ultimare l’opera mancavano circa 30 giorni di lavori. Ma l’8 marzo 2025 la società ha presentato domanda di concordato preventivo e il 15 maggio il Tribunale ha aperto la liquidazione giudiziale della stessa. «Da quel momento – rende noto il Comune -, la macchina amministrativa si è fermata in attesa delle decisioni della magistratura». Fonte: Il Cittadino
mercoledì 28 maggio 2025
Il Parco Agricolo Sud Milano compie 35 anni: una festa per la natura, l’agricoltura e la cultura del territorio
mercoledì 23 ottobre 2024
Visita guidata all’Oasi Levadina: alla scoperta della natura a San Donato Milanese
Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare l'indirizzo email: eventiwwfsudmi@gmail.com.
Fonte:7giorni
mercoledì 18 settembre 2024
San Donato Milanese: ripartono i lavori per trasformare la Campagnetta nel Parco “Gustavo Hauser”
Lo scorso luglio, in seguito a un sopralluogo nel cantiere della Campagnetta, la Baronchelli costruzioni Spa (impresa aggiudicataria dell’appalto) si era impegnata a far ripartire il cantiere e a portare a termine la riqualificazione del Parco “Gustavo Hauser”. In quell’occasione, l’azienda aveva spiegato che il rallentamento dei lavori era imputabile ad alcune difficoltà di liquidità, ma aveva confermato la volontà e la capacità di onorare gli impegni contrattuali. In seguito della constatazione del mancato riavvio dei lavori, nei giorni scorsi gli uffici comunali e l’Assessore ai lavori pubblici Massimiliano Mistretta hanno convocato l’impresa per ottenere i necessari chiarimenti e per esplicitare le conseguenze relative ai ritardi accumulati. All’appuntamento si è presentata la società GLT Srl, che ha acquisito le quote societarie della Baronchelli costruzioni Spa, assumendosi gli obblighi dei contratti sui cantieri aperti. L’impresa si è impegnata a far ripartire i lavori entro due settimane e portare a termine le opere previste da contratto. «Purtroppo – dichiara Mistretta – questo inconveniente ha ritardato la consegna di un parco tanto atteso dal quartiere e da tutta la cittadinanza. Continueremo a vigilare sul cantiere per garantire che nei prossimi mesi si possa finalmente accedere ad un parco che arricchirà via Di Vittorio di uno spazio pubblico di circa 50mila metri quadrati». Fonte: 7giorni
lunedì 15 gennaio 2024
San Donato Milanese, il Comune “archivia” bike sharing e la velostazione
La Giunta ha valutato i due servizi come troppo onerosi a fronte della scarsità di utilizzatori: «Mobilità dolce in città da ripensare»
Costi onerosi, gestione problematica, pochi utenti. Sono i motivi che hanno spinto l’Amministrazione sandonatese ad archiviare l’esperienza del bike sharing e della velostazione. «La decisione – spiegano dal Comune - non vuole rappresentare un passo indietro sul tema della mobilità dolce, ma al contrario vuole essere di stimolo per progettare e adottare nuovi servizi e azioni che rispondano a canoni di sostenibilità, di tutela del territorio e dell’ambiente». Per quanto attiene il bike sharing, le principali criticità che hanno portato allo stop sono state rappresentate dai continui furti e atti vandalici e dai costi del servizio, che risultano estremamente elevati anche in relazione al reale utilizzo da parte dei cittadini. Il costo di gestione del servizio si assesta intorno ai 100mila euro annui, a fronte di un utilizzo medio di 35 prelievi al giorno. Scarsa utenza e costi elevati di manutenzione sono alla base anche della scelta di terminare l’attività della Velostazione, struttura caratterizzata da elementi di innovazione, ma che fin dall’inizio non ha incontrato apprezzamento da parte degli utenti ed è stata spesso limitata da disservizi e guasti tecnici. Anche in questo caso oltre 20mila euro di costi di gestione all’anno per un utilizzo da parte di pochi cittadini: a marzo, il mese più utilizzato del 2023, solo 12 utenti. «Non intendiamo tagliare risorse destinate alla promozione della mobilità leggera - spiega l’Assessore alla Mobilità Massimiliano Mistretta -, ma dobbiamo valutare interventi più efficaci e sperimentare nuove azioni per rilanciare una cultura della mobilità su due ruote su cui San Donato storicamente è sempre stata molto avanti». Fonte: 7giorni













