sabato 24 gennaio 2026

A San Donato nasce il Giardino terapeutico: il “verde che cura” per una città più inclusiva

 

Nel cortile dell’ex Scuola Rossa a Bolgiano un nuovo spazio pubblico pensato a partire dalle fragilità, tra benessere, autonomia e relazioni

Un luogo pubblico progettato non come struttura sanitaria né come spazio “speciale”, ma come risposta concreta ai cambiamenti demografici e sociali della città. È il Giardino terapeutico che l’Amministrazione di San Donato Milanese intende realizzare nel quartiere di Bolgiano, all’interno del cortile dell’ex Scuola Rossa. L’idea nasce da una riflessione sul progressivo invecchiamento della popolazione e sull’aumento delle fragilità: anziani soli, persone con demenze, disabilità o disturbi dello spettro autistico, ma anche il peso crescente che ricade sui caregiver. In questo contesto, il progetto punta a ripensare gli spazi pubblici come luoghi capaci di accogliere, orientare e favorire il benessere di tutti. Il Giardino terapeutico si ispira al concetto di “verde che cura”: non solo un’area estetica, ma uno spazio pensato come strumento di stimolo sensoriale, socialità e orientamento. Percorsi semplici e leggibili, zone di sosta ombreggiate e ambienti accessibili diventeranno risorse quotidiane per le persone più fragili, senza escludere il resto della cittadinanza.  Per la definizione del progetto è stato avviato un percorso di coprogettazione con le associazioni del territorio, articolato in incontri di confronto e in un questionario partecipato che ha permesso di raccogliere bisogni e indicazioni concrete. A febbraio, durante un incontro pubblico, verrà presentata una prima bozza elaborata da un architetto specializzato in giardini terapeutici, base per accompagnare il progetto verso la realizzazione. «È la città che deve adattarsi alle persone, soprattutto a quelle più fragili, e non viceversa – sottolinea Francesca Micheli, assessora ai Servizi di Welfare –. Con il Giardino terapeutico costruiamo uno spazio accessibile e accogliente, capace di stimolare abilità e autonomie: un luogo di tutti, progettato insieme alla comunità». Fonte: 7giorni


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