Visualizzazione post con etichetta Verdi per la Pace. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Verdi per la Pace. Mostra tutti i post
lunedì 23 gennaio 2012
LIBERALIZZAZIONI: Trivella facile, è rivolta "Vergogna senza pari"
Etichette:
Ambiente Italia,
Comunicato Stampa,
Difendiamo la Natura,
Inquinamento No Grazie,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Verdi per la Pace,
Wwf
mercoledì 15 dicembre 2010
San Donato - «Disagi e ritardi sulla tassa dei rifiuti» - Il capogruppo Menichetti denuncia: «Per pagare si è costretti ad andare in municipio o in posta» - I Verdi criticano le nuove modalità di riscossione dei tributi
«Con troppi mesi di ritardo finalmente nelle caselle postali dei cittadini è arrivata la Tia (Tariffa di igiene ambientale), ma la nuova edizione ha comportato solo disagi per gli utenti». Il capogruppo dei Verdi Marco Menichetti che il giugno scorso aveva lamentato i dissesti del servizio proprio perché la tassa che non arrivava, in questa fase torna a puntare l’attenzione sul tema. «Il comune - spiega il portabandiera degli ambientalisti- aveva avvertito che il disguido era legato al passaggio del servizio dall’Azienda comunale all’ente locale, pertanto era stato annunciato che il bollettino doveva essere recapitato in novembre, sempre con possibilità di dividere il pagamento in due rate. Ma è arrivato solo in questi giorni. E a questo punto chi vorrà provvedere in due tranche si troverà la rata cumulata con quella nuova di giugno». Il dito viene puntato anche sulle misure introdotte in termini di modalità di pagamento, che hanno già fatto piovere proteste anche sul forum della rete civica Recsando, da parte di cittadini che hanno lamentato perdite di tempo legate alla nuova procedura. Anche di questo inghippo si fa portavoce Menichetti, che in tema di Tia, dopo le critiche mosse nei mesi scorsi nei confronti dell’esecutivo di centrodestra, torna a prendere la parola. «Fino all’anno scorso - ricorda -, si poteva pagare con bonifico, particolarmente comodo anche grazie alla possibilità per chi utilizza i mezzi informativi di pagare via Internet. Ora questa opportunità ci è stata negata». In base infatti alle disposizioni introdotte i sandonatesi per fare il loro dovere dovranno recarsi in comune, oppure in posta. L’alternativa per chi ha la carta di credito è di provvedere online, ma solo dal sito della Posta. La tassa sulla spazzatura torna dunque al centro del dibattito. L’esponente politico di opposizione che su questo fronte sta incalzando il comune si mostra pure intenzionato a rifare i conteggi per vedere se ci sono stati aumenti, in quanto c’è chi avrebbe segnalato pure un rincaro del 3 per cento. È certo che in queste settimane, dopo le lungaggini per i bollettini sulla refezione scolastica, la comunità locale dovrà organizzarsi per saldare il conto in una o due tappe. L’interlocutore per questo specifico servizio non è più l’Acs, ma il comune che ha internalizzato la riscossione, mettendo in atto una macchina organizzativa che ha assorbito tempo.Fonte: Il Cittadino
Etichette:
Attività commerciali,
Difendiamo i nostri diritti,
Eventi sandonatesi,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Rassegna Stampa,
San Donato Milanese,
Verdi per la Pace
venerdì 26 marzo 2010
Verdi e Greenpeace, protesta anti Nucleare - Protesta dei Verdi davanti alla Camera, in piazza Montecitorio a Roma, contro il ritorno del nucleare in Italia
Dal momento che il governo non si decide, la proposta la facciamo noi: nell'ordine una centrale nucleare a Arcore, una a Villa la Certosa, una a Palazzo Chigi e un'altra a Montecitorio".
A dirlo il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, a proposito della scelta dei siti 'atomici', chiudendo la campagna elettorale per le elezioni regionali con un plastico di una centrale nucleare portanto davanti a Montecitorio. "Il governo - aggiunge Bonelli - si sta accingendo a borseggiare gli italiani perché saranno i contribuenti a pagare le centrali nucleari che costeranno almeno 30 miliardi di euro".E, oggi - continua il capolista dei Verdi nel Lazio - "stiamo vivendo una situazione bruttissima: si sta nascondendo la verità agli italiani e non si ha il coraggio di dire dove verranno fatte le centrali prima del voto". Inoltre, avverte Bonelli, "il ministro Scajola non dice che da ottobre in Francia sono state chiuse 18 centrali per degli incidenti nucleari e che ora importano energia dall'estero e nessuno dice che l'Agenzia Usa per la sicurezza nucleare non ha voluto sul proprio territorio, per motivi di sicurezza, il reattore nucleare francese che invece abbiamo comprato, prendendo un vero e proprio pacco". In Italia poi, conclude il presidente dei Verdi, "si sta affossando il solare perché il sole è gratis ed è un elemento di democrazia energetica con cui però non ci si possono fare affari e soldi". Allora, Bonelli chiede che "il 28 e il 29 marzo diventi anche un Referendum, per dire sì al solare e un netto 'no' al nucleare".Un gruppo di attivisti di Greenpeace ha srotolato un lungo striscione al primo piano della facciata della sede della presidenza della Regione Puglia con la scritta 'Forza Regioni contro il nucleare'. Dopo pochi minuti, lo striscione è stato rimosso. Un'analoga manifestazione - a quanto si è saputo - dovrebbe essere stata fatta in tutte le regioni. Da stamattina è attraccata in porto a Bari l'ammiraglia di Greenpeace. Il consiglio regionale della Puglia nei mesi scorsi ha approvato all'unanimità un ordine del giorno con il quale si dice 'no' all'eventuale installazione di impianti nucleari sul territorio della Puglia. A questo riguardo, durante la campagna elettorale, si sono detti contrari a installazioni in Puglia sia il presidente uscente Nichi Vendola, candidato per il centrosinistra, sia il candidato del centrodestra Rocco Palese. Fonte: Ansa.it
Etichette:
Ambiente Italia,
Comunicato Stampa,
Difendiamo i nostri diritti,
Greenpeace,
Inquinamento No Grazie,
Nucleare no grazie,
Politica,
Salviamo il nostro pianeta,
Verdi per la Pace,
Vivere con la Natura
mercoledì 3 marzo 2010
Ogm, dalla Ue via libera a patate e mais modificati
Con l'annuncio della Commissione europea di dare il via libera alla coltura della patata transgenica Amflora nell'Unione europea si mette di fatto fine, dopo dodici anni, alla moratoria sulla coltivazione di ogm in Europa. La decisione sulla patata Amflora riguarda la sua coltura ai fini industriali e l'utilizzo dei prodotti derivati dall' amido Amflora negli alimenti per animali.«I cinque Ogm autorizzati - si legge nella nota della commissione - sono stati esaminati con la più grande attenzione, in modo da tenere in piena considerazione le preoccupazioni espresse in merito alla presenza di un gene resistente agli antibiotici». Quanto alla patata Amflora, la procedura di autorizzazione era stata avviata in Svezia nel 2003 e la decisione di oggi si basa «su un numero considerevole di conoscenze scientifiche rigorose». Ora, come ha spiegato nella conferenza stampa il commissario alla Salute John Dalli, la stessa Svezia ha un mese di tempo per concludere il processo e concedere l'autorizzazione definitiva. «Non facciamo mistificazioni: è chiaro che non sarà possibile coltivare la patata Gm in giardino - ha detto Dalli rispondendo alla domanda di un giornalista - la Basf potrà vendere il prodotto solo ai produttori designati che a loro volta avranno designato i destinatari finali, industrie di produzione della carta, con i conseguenti benefici in termini di risparmio energetico e minore inquinamento ambientale». Dalli ha anche precisato che la patata Amflora «è un prodotto che non rischia di diffondere i propri geni a coltivazioni vicine o nell'ambiente; nè esistono parenti stretti, geneticamente parlando, che si possano mescolare con la patata Gm, che fra l'altro non riesce a sopravvivere fuori dalla sua zona di coltivazione». Il commissario di Malta ha inoltre rassicurato sulla serietà dei controlli che saranno fatti sulle coltivazioni: «sarà assicurata la separazione fisica da altri campi e le patate verranno raccolte prima che abbiano prodotto semi».La decisione della Commissione europea di autorizzare la coltivazione della patata Amflora prodotta dalla multinazionale Bayer «è gravissima e inaccettabile». Ad affermarlo in una nota sono i Verdi che si dicono già «pronti a presentare un quesito referendario già dalla prossima settimana per evitare che gli Ogm vengano coltivati in Italia». «La coltura autorizzata - dicono i Verdi - presenta dei profili di rischio molto alti perché avrebbe un gene marker che provoca resistenza ad un antibiotico importante per la salute umana. In questo modo non solo è stato violato il principio di precauzione nei confronti delle colture geneticamente modificate ma anche la direttiva Ue 2001/18 che proibisce espressamente l'autorizzazione per gli Ogm che contengono geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana. Si tratta di un vero e proprio assalto alla sicurezza alimentare, alla nostra agricoltura tipica, di qualità e biologica: insoma a rischio c'è tutto il made in Italy agrolimentare. I Verdi - conclude la nota - si mobiliteranno con forza per per difendere la tradizione agroalimentare del nostro paese e la salute dei cittadini dalle colture geneticamente modificate».«Oggi in Europa hanno perso le ragioni della precauzione, la difesa dei cittadini e dell'ambiente»: a sostenerlo è il senatore Nello Di Nardo, capogruppo Idv in commissione agricoltura, secondo il quale «i nostri bambini non possono mangiare patatine geneticamente modificate». «L'Idv contrasterà in tutti modi e in tutte le sedi opportune la folle omologazione dei prodotti agroalimentari», aggiunge riferendosi al «via libera della Ue all'autorizzazione della coltivazione della patata geneticamente modificata». «La tutela dell'agro-biodiversità e delle differenti colture del territorio comunitario sono dei valori che non possano essere messi in discussione in nome di un esagerato liberismo». «Mi auguro che il Ministro Zaia - conclude Di Nardo - che si è sempre detto contrario agli ogm, adotti tutte le iniziative necessarie al fine di conservare l'eccellente qualità del patrimonio agroalimentare italiano e della sua agro biodiversita».
Fonte: L'Unità.it
Etichette:
Attività commerciali,
Comunicato Stampa,
Difendiamo i nostri diritti,
Difendiamo la Natura,
Inquinamento No Grazie,
Legambiente,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Verdi per la Pace
lunedì 1 marzo 2010
Lambro, altre sostanze nel fiume. Bertolaso: "È sotto controllo" - Preoccupazione per un nuovo versamento non identificato nel Monzese. Il capo della Protezione civile rassicura: "Entro lunedì 'paziente' guarito". Giornata di proteste ambientaliste contro il disastro ecologico
MILANO - Ancora allarme sul fiume Lambro dove da quasi un'ora sono state segnale macchie di liquido non ancora identificato.
Sono immediatamente intervenuti i tecnici provinciali e quelli della protezione civile. La nuova ondata di sostanza non identificata è partita da Triuggio, pochi chilometri da Monza. E mentre le chiazze oleose si avvicinano sempre più al delta del Po, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso rassicura: "Il paziente è ancora in convalescenza, e già da lunedì potrebbe essere dichiarato guarito". Il "paziente" è il grande fiume, su cui da giorni scorrono migliaia di tonnellate di idrocarburi.La maggior parte del carburante riversato nel Lambro martedì scorso dall'azienda Lombarda Petroli si trova ancora confinata alla diga sul Po di Isola Serafini, fra Piacenza e Cremona. Ma parte dell'olio conbustibile (il 10 per cento circa) viaggia verso l'Adriatico. Per difendere il delta sono state posizionate lungo il tratto emiliano e veneto del fiume diverse barriere galleggianti, dopo che quelle allestite nei giorni scorsi sono state in parte spazzate via dalla corrente. Anche sul rischio per la salute nel Ferrarese, dove l'acqua potabile viene prelevata dal Po, Bertolaso è ottimista: "Dai prelievi fatti - dice - sinora risultano concentrazioni di idrocarburi non preoccupanti".Nonostante le rassicurazioni della protezione civile, la preoccupazione resta alta. La Procura di Rovigo ha aperto un fascicolo per indagare sui possibili danni dell'ondata nera sul territorio. E intanto, in una jungla di accuse reciproche, si cercano i responsabili dei presunti ritardi nei soccorsi che avrebbero consentito alla gigantesca massa oleosa (almeno 2.500 metri cubi) di raggiungere il Po. Il maggiore obiettivo delle accuse è la Lombardia, "che ha fallito, non riuscendo a fermare il carburante sul Lambro", come ha detto l'assessore al Turismo della Regione Veneto, Franco Manzato.Sul fronte della polemica sulla gestione lombarda dell'emergenza sul Lambro si registra anche l'attacco del candidato presidente della Regione del Pd, Filippo Penati, al governatore Roberto Formigoni: "Il piano di emergenza - dice - è scattato con 48 ore di ritardo". Se il Pirellone si difende sostenendo la tempestività degli interventi, Bertolaso taglia corto: "Se ci sono stati errori nei soccorsi - dice - lo accerterà la magistratura". Intanto, il prefetto di Lodi Peg Strano Materia spiega che "non ci sono stati ritardi, semmai abbiamo evitato interventi inutili".Lunedì Bertolaso incontrerà i presidenti di Emilia Romagna e Veneto, e l'obiettivo è quello di dichiarare chiusa la fase di emergenza.La protesta. E oggi è stato anche il giorno della protesta ambientalista sul disastro ecologico del Lambro. In mattinata una catena umana di oltre 300 persone, secondo la cifra fornita da Legambiente, ha abbracciato simbolicamente il fiume. Con cartelli, striscioni, uomini, donne e tanti bambini si sono sistemati lungo la riva e poi sono passati sull'altra riva attraverso uno dei tanti ponticelli. All'iniziativa lanciata da Legambiente e sottoscritta tra gli altri dal regista Ermanno Olmi, hanno aderito numerose associazioni ambientaliste.Nel pomeriggio un centinaio di militanti delle associazioni ambientaliste di Monza e della Brianza si è radunato oggi pomeriggio davanti alla 'Lombarda Petroli' di Villasanta, la raffineria dalla quale ignoti sabotatori hanno provocato la fuoriuscita del gasolio. Alcuni manifestanti erano travestiti da uccelli anneriti dal petrolio, come le anatre e i cormorani che vivono lungo i due corsi d'acqua. Erano presenti delegazioni di Legambiente, dei Verdi, l'Associazione parchi del Vimercatese, Sinistra ecologia e libertà e il Partito democratico. Hanno portato la loro solidarietà anche associazioni ecologiste del cremonese. Gli ambientalisti hanno protestato anche contro il progetto di costruire ad Arcore, a pochi chilometri da Villasanata e in aree comprese nel Parco Valle Lambro, un complesso residenziale da parte dell'immobiliare della famiglia Berlusconi.Fonte: La Repubblica.it
Etichette:
Comunicato Stampa,
Difendiamo i nostri diritti,
Difendiamo la Natura,
Il Lambro,
Il Po,
Inquinamento No Grazie,
Legambiente,
Politica,
Verdi per la Pace,
Wwf
giovedì 28 gennaio 2010
Caccia, libertà di deroga Prestigiacomo: "Colpo di mano"- Approvato al Senato un emendamento all'articolo 38 del ddl Comunitaria I Verdi: "Una vergogna internazionale, è licenza di uccidere"
ROMA - La stagione della caccia rimane di cinque mesi ma solo per alcuni mammiferi: il governo dà alle Regioni libertà di deroga per gli uccelli migratori e altre specie. Il Senato ha approvato l'emendamento proposto dal relatore Santini per cambare l'articolo 38 del ddl Comunitaria: prevede che i calendari "possano essere modificati nel solo senso di riduzione del periodo di attività venatoria e devono essere comunque contenuti tra il primo settembre e il 31 gennaio". I termini temporali riguardano le specie di mammiferi di cui è consentita la caccia: tutto il resto è in mano alle regioni, compresa la possibilità di sparare ai mammiferi ungulati, come cervi, caprioli e cinghiali.Durante l'esame in commissione politiche dell'Unione europea, i senatori hanno introdotto alcune modifiche alla normativa relativa alla caccia dell'avifauna, cancellando i paletti temporali finora in vigore. Per stabilire il calendario della stagione venatoria, viene però specificato nell'emendamento votato in Aula, sarà obbligatorio acquisire il parere preventivo dell'Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) "ai fini della validazione delle analisi scientifiche e ornitologiche"."La maggioranza al Senato, votando l'articolo 38 della legge comunitaria, ha detto sì alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilità di sparare alla fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione": afferma il senatore Pd Roberto Della Seta.Sull'Italia pende un pesante contenzioso con l'Unione europea per la violazione delle direttive in materia venatoria: negli anni passati la quantità e la misura delle deroghe è stata tale da configurare, secondo Bruxelles, una violazione netta dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli uccelli migratori. Il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo contesta l'approvazione dell'emendamento: "Avevamo raggiunto un faticoso accordo, questo voto rappresenta un colpo di mano".In rete intanto si allarga il fronte del no alle doppiette: petizioni, blog, raccolte firme, moltiplicazione di appelli sui social network. Da ieri il blog aperto dal WWF sul proprio sito riceve centinaia di commenti in cui a gran voce si chiede di fermare una legge insensata che estenderebbe la stagione venatoria a dismisura e che gli italiani non vogliono.Ieri un emendamento presentato dal centrodestra per la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione aveva sollevato le aspre critiche degli ambientalisti e del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo."Il Senato ha approvato la licenza di uccidere. Si tratta di una vergogna internazionale che il centrodestra ha compiuto in cambio di una manciata di voti dei cacciatori - ha commentato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli - Nei prossimi giorni lanceremo una mobilitazione nazionale ed internazionale per fermare questo vero e proprio sterminio di stato a cui un Parlamento, ostaggio delle lobby delle doppiette, ha dato il via libera".Sul testo votato a Palazzo Madama c'è stato qualche dissenso anche all'interno della maggioranza. Il senatore del Pdl Franco Orsi ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto, il leghista Sandro Mazzatorta ha detto che avrebbe preferito mantenere il testo della Commissione che rinviava a Regioni e Province la definizione dei termini temporali.Fonte: La Repubblica.it
Etichette:
Ambiente Italia,
Comunicato Stampa,
Contro la violenza,
Difendiamo la Natura,
In difesa degli animali,
Politica,
Verdi per la Pace,
Wwf
venerdì 18 dicembre 2009
San Donato - Nuovi treni, i Verdi contro il comune - Secondo il capogruppo Menichetti la “rivoluzione” avviata con la linea Saronno-Lodi è stata snobbata dalla giunta - «Servono più navette per le stazioni ma non si è fatto nulla»
«La nuova linea ferrovia Saronno - Milano - Lodi è stata attivata nel silenzio totale del comune di San Donato, che non ha provveduto a mettere in campo un solido servizio di navette per collegare i quartieri alla stazione». Il capogruppo dei Verdi Marco Menichetti, parlando di «una vera e rivoluzione della mobilità locale passata in sordina», a distanza di alcuni giorni dal decollo della nuova linea che ha portato a 32 nuove corse che fanno tappa nelle stazioni del quartiere Affari e di Borgolombardo, in tema di trasporti parte all’attacco. «Innanzitutto i nuovi orari non sono stati divulgati attraverso alcun canale di comunicazione gestito dal comune - lamenta -, così come i sandonatesi non sono stati informati nemmeno dell’incremento dei treni messi a loro disposizione mediante un piano di potenziamento che fa capo all’assessorato di centrodestra della regione Lombardia». Ma gli ambientalisti puntano in particolare sull’esigenza di mezzi che facciano spola soprattutto con il punto di riferimento del quartiere Affari, che è a servizio di tutto il centro di San Donato, in quanto le popolose aree di Certosa e di via Di Vittorio fanno capo alla fermata di Borgolombardo. «Vorrei ricordare - riprende Menichetti -, che la possibilità di avere un treno che si ferma ogni mezzora nei giorni feriali di base non riguarda tanto i lavoratori, quanto i cittadini che per i loro spostamenti possono finalmente scegliere il treno. Questa è una novità assoluta, che ci coinvolge direttamente, rispetto alla quale prendiamo atto che il comune non ha previsto alcuna pianificazione per consentire alla città di trarne il massimo vantaggio». Su questa partita non viene escluso nemmeno un passaggio in consiglio comunale, con un’istanza su cui si potrebbe accendere il confronto politico, in quanto il gruppo dei Verdi sulla battaglia per la mobilità non intende assolutamente cedere. «Laddove non è intervenuto il comune - riprende il portabandiera di minoranza -, almeno per quanto riguarda le notizie utili per i passeggeri, ci siamo già attivati noi. È però fondamentale che questa potenzialità di togliere auto dalle strade venga servita a dovere da un efficiente sistema di trasporto pubblico». E tra le proposte lanciate dall’opposizione, vengono anche rimessi in gioco i bus a chiamata per servire le zone non di punta negli orari cosiddetti “morbidi”, al fine di assicurare «risposte mirate e di agevole utilizzo ai cittadini interessati a raggiungere i convogli». Rispetto alla nuova opportunità che è decollata il 13 dicembre, Menichetti conclude: «È stato perso tempo ma a questo punto auspico che si tratti solo di ritardi e che ci sia la volontà politica da parte della giunta di mettere in atto strategie concrete, a servizio di quella che è una grande scommessa che attraversa il nostro territorio».
Ma la replica del municipio non si fa attendere: «Troppe spese per un servizio con poca utenza»
«La linea recentemente attivata rappresenta solo una parte del piano di potenziamento dei treni: quando il progetto sarà completato si potrà eventualmente pensare ad un potenziamento del servizio di trasporto». L’assessore alla partita Claudio Monti replica così alle critiche messe dal gruppo dei Verdi in merito all’assenza di un sistema di collegamento interno alla città con le due stazioni ferroviarie, dove dal 13 dicembre fanno tappa 32 nuove corse. «Il principale punto di riferimento per San Donato - ricorda l’assessore -, rimane comunque la metropolitana. Riguardo ai rinforzi di autobus bisogna affrontare attenti ragionamenti, altrimenti come comune rischiamo di imbarcarci in spese per servizi che hanno scarsissima utenza. Come è avvenuto per l’autobus che si ferma di fronte al nuovo ingresso dell’ospedale. Alcuni cittadini me lo hanno chiesto, la risposta è stata data, ma i passeggeri sono pochi». Altro ragionamento riguarda invece il piano di orari dei nuovi treni che transitano e fanno tappa nelle stazioni del Sudmilano. A tal riguardo, l’esponente dell’esecutivo di centrodestra, ricorda: «Si fermano tutti in orari al di fuori del flusso dei pendolari, pertanto in questa fase non vedo questa grande esigenza di affrontare investimenti finalizzati a dare un servizio che non viene nemmeno utilizzato dai lavoratori, i quali si muovono in base a flussi su cui è già calibrato il sistema di navette». Insomma, se da una parte gli ambientalisti sollecitano una rete di bus che annoveri tra i punti nevralgici le stazioni, dall’altra parte l’esecutivo rimarca il rischio di spese non compensate da un sufficiente carico di utenti. Si prospettano invece novità riguardo l’autobus a chiamata, che potrebbe mettersi in moto in base ad una pianificazione stilata in sinergia con il comune limitrofo. «Ci siamo già confrontati con la giunta di San Giuliano - annuncia Monti -, al fine di coordinarci in un progetto che ci vedrebbe entrare nel sistema integrato di Milano, per raggiungere quei quartieri che risentono di decentramento, meno serviti dai mezzi pubblici. In ogni caso anche nel caso partisse questa iniziativa, sulla cui tempestica non sono ancora in grado di pronunciarmi, il punto di riferimento principale dei collegamenti resterà comunque la metropolitana».Fonte: Il Cittadino
Etichette:
Attività commerciali,
Eventi sandonatesi,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Rassegna Stampa,
San Donato Milanese,
Trasporti e viabilità,
Verdi per la Pace
mercoledì 9 dicembre 2009
«Nucleare, Caorso nei piani dell’Enel» - I nuovi impianti avranno una potenza minima di 1.600 megawatt. L’onorevole Gibelli: «È terrorismo, i siti li sceglierà il governo» - Rivelazione dei Verdi, l’azienda smentisce, il sindaco è furioso
C’è anche Caorso nell’elenco dei siti idonei a ospitare le nuove centrali nucleari diffuso ieri dal presidente della Federazione dei Verdi, l'ex parlamentare romano Angelo Bonelli, che assicura di aver preso la lista da un dossier recentemente consegnato da Enel al ministro delle Attività produttive Claudio Scajola. Caorso, che ospita una centrale nucleare spenta dal referendum del 1986 e attualmente in fase di “decommissioning“ (smantellamento), è in buona compagnia con Montalto di Castro (Viterbo), Borgo Sabotino (Latina), Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli), Oristano, Palma (Agrigento) e Monfalcone (Gorizia). Enel però dopo alcune ore ha smentito di aver inviato alcun dossier al governo e ha precisato in una nota: «I siti saranno individuati solo successivamente all'individuazione da parte dell’esecutivo e dell'Agenzia per la sicurezza nucleare dei criteri per la localizzazione». Bonelli però ha subito replicato ricordando che domenica sera in tv su La 7 l’ad di enel Fulvio Conti aveva affermato «personalmente i siti li ho già in testa».«Sono i giochetti di certi ambientalisti - commenta il parlamentare lodigiano Andrea Gibelli (Lega nord, ndr), presidente della commissione Attività produttive della Camera -, i criteri per l’individuazione delle centrali seguono un iter che non stabilisce localizzazioni puntuali ma macroaree ad esclusione: a una centrale nucleare servono approvvigionamento idrico e rete di distribuzione, perché sono impianti che non possono essere spenti in breve tempo e devono poter distribuire la loro energia. E proprio per questa loro caratteristica di continuità servono al fabbisogno di base delle Nazioni. Utilizzando uranio, disponibile in 100 Paesi, svincolano anche dalla dipendenza dai combustibili fossili. Tornando ai criteri, il governo, per una questione di costi, e non tecnica, ha inserito anche la sismicità. Non prestiamoci a chi vuole fare terrorismo dimenticando tutte le centrali di seconda generazione che circondano l’Italia e dalle quali acquistiamo elettricità. Le nostre centrali saranno di terza, un milione di volte più sicure, e su questi impianti vigilano organismi sovranazionali».Sorpreso dall’elenco anche il sindaco di Caorso Fabio Callori: «La mappatura era attesa per febbraio, apprenderla dalla stampa, e in questo modo, è grave. Scriverò direttamente al ministro Scajola per chiarire se si tratta di un atto ufficiale o meno». Il sindaco, che è nato e cresciuto a Caorso e sostiene che la sua amministrazione comunale «a oggi è sulla linea del no a una nuova centrale», e che comunque «l’iter governativo prevede referendum tra la popolazione locale», ritiene che un impianto in Pianura padana possa essere escluso «sia per la densità di popolazione, sia per la diminuzione di portata del Po, che è anche molto vicino al sito di Caorso, a favore di altre localizzazioni, ad esempio vicino al mare. Anche perché per le nuove centrali si parla di gruppi da 1.600 megawatt l’uno». Il vecchio “Arturo” ne produceva appena la metà, cioè la stessa potenza della centrale in costruzione a Turano-Bertonico. Enel nel suo sito ufficiale ricorda che le centrali nucleari non producono gas serra.Fonte: Il Cittadino
Etichette:
Inquinamento No Grazie,
Nucleare no grazie,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Rassegna Stampa,
Salviamo il nostro pianeta,
Verdi per la Pace
martedì 8 dicembre 2009
«Ecco le località scelte per il nucleare»
I Verdi rivelano i siti in cui si vorrebbero costruire le nuove centrali nucleari in Italia, due sono nel Lazio a pochi chilometri da Roma: Montalto di Castro e Borgo Sabotino. Le altre localizzazioni, che sarebbero state individuate in uno studio inviato dall'Enel al governo, sono: Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli ), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento ) e Monfalcone (Gorizia).Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, afferma: «Le aree sono idonee, secondo l'Enel, perchè vicine a zone costiere e ai fiumi, poichè come è noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare. Chiamiamo alla mobilitazione democratica le popolazioni per dire no alle centrali nucleari».Bonelli conclude: «Noi Verdi avvieremo il presidio dei siti nucleari per dire no al nucleare e sì al solare. Il governo sta portando l'Italia in una pericolosa avventura che porterà alla militarizzazione dei territori e a far aumentare la bolletta elettrica degli italiani, perché i 20 miliardi di euro per la costruzione delle centrali li pagheranno gli italiani. Berlusconi in Italia ammazza le energie rinnovabili e finanzia la speculazione del costoso nucleare. Daremo nel paese dura battaglia».Fonte: L'Unità.it
Etichette:
Attività commerciali,
Comunicato Stampa,
Inquinamento No Grazie,
Meditiamo,
Nucleare no grazie,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Salviamo il nostro pianeta,
Verdi per la Pace
giovedì 8 ottobre 2009
San Donato - Raccolte 2mila firme per la Campagnetta
Tutte le forze politiche si stanno schierando.
Etichette:
Cemento No Grazie,
Difendiamo la Natura,
Politica,
Rassegna Stampa,
Salviamo la Campagnetta,
Verdi per la Pace,
Vivere con la Natura,
Wwf
domenica 27 settembre 2009
San Donato - Puliamo il mondo il 26/09: Filmato Documentario
L'iniziativa è organizzata da Legambiente in collaborazione con WWF Sud Milano nel Quartiere di Via Di Vittorio in sostegno al Comitato Giù le mani dalla Campagnetta . Il Filmato è stato realizzato dallo Staff RecSando.
Si ringrazia il WWF SUD MILANO per aver fornito le foto.
Si ringrazia il WWF SUD MILANO per aver fornito le foto.
Etichette:
Eventi sandonatesi,
Inquinamento No Grazie,
Legambiente,
Politica,
Puliamo il mondo,
Recsando,
San Donato Milanese,
Verdi per la Pace,
Vivere con la Natura,
Wwf
lunedì 14 settembre 2009
SAN DONATO ELIMINA LE PISTE CICLABILI ... E
NOI MANIFESTIAMO IN BICICLETTA!!!
venerdì 18 settembre, alle ore 18
biciclettata di protesta per salvare la pista ciclabile che l’Amministrazione
comunale sta eliminando in viale De Gasperi
un gruppo colorato di biciclette per chiedere spazio e sicurezza per tutti:
pedoni, ciclisti e automobilisti
fino a ieri San donato era presa a modello per la mobilità sostenibile,
...vogliamo che ricominci ad esserlo!
Ritrovo: stazione del capolinea della M3 (in fondo a via Caviaga)

Comitato Sud Milano Ciclabile
NOI MANIFESTIAMO IN BICICLETTA!!!
venerdì 18 settembre, alle ore 18
biciclettata di protesta per salvare la pista ciclabile che l’Amministrazione
comunale sta eliminando in viale De Gasperi
un gruppo colorato di biciclette per chiedere spazio e sicurezza per tutti:
pedoni, ciclisti e automobilisti
fino a ieri San donato era presa a modello per la mobilità sostenibile,
...vogliamo che ricominci ad esserlo!
Ritrovo: stazione del capolinea della M3 (in fondo a via Caviaga)

Comitato Sud Milano Ciclabile
Etichette:
Comunicato Stampa,
Eventi sandonatesi,
Miglioriamo la qualità della vita,
Politica,
San Donato Milanese,
Trasporti e viabilità,
Verdi per la Pace
sabato 12 settembre 2009
San Donato - «La giunta cancella le ciclabili»
«L’amministrazione comunale di San Donato cancella le piste ciclabili». Il capogruppo dei Verdi Marco Menichetti, venuto a conoscenza dell’ordinanza riguardo «la rimozione di una parte della pista ciclabile di viale De Gasperi», nella giornata di ieri ha prontamente reagito con un duro comunicato stampa. Il tema è inoltre approdato sulla rete civica cittadina, il forum Recsando, alimentando un vivace dibattito, con molti sostenitori dei percorsi per le due ruote che si sono mostrati pronti ad unirsi in una manifestazione, rigorosamente in bici, che già nel tardo pomeriggio di lunedì potrebbe portare ancora una volta un gruppo di sandonatesi in strada per lanciare un corale appello a salvaguardia dei tragitti protetti. C’è chi ha inoltre lanciato l’idea di inviare solleciti alle scrivanie del comune, affinché venga fatto un passo indietro rispetto all’intervento in programma. Altri, segnalando la pericolosità dell’esistente, hanno evidenziato che prima della cancellazione doveva essere in atto un progetto alternativo. «È dall’insediamento della nuova giunta di centrodestra - attacca Menichetti - che a San Donato è annunciata la realizzazione di una nuova rete di percorsi ciclabili ma, al contrario, come già avvenne nel settembre 2007, l’unica cosa che viene ordinata è l’eliminazione di chilometri di piste già esistenti. È paradossale che si utilizzino decine di migliaia di euro dei cittadini per riasfaltare tratti di strada che non ne avevano bisogno, tralasciando invece la manutenzione e il rifacimento di altre vie dissestate e piene di buche. Tutto ciò al solo scopo di eliminare gli attraversamenti pedonali rialzati di fronte all’ospedale di via Morandi e le piste ciclabili». Per il momento il comune sul tema non ha divulgato aggiornamenti, ma la notizia ha scatenato una vera e propria mobilitazione. «Si allargano le corsie sul vialone per far correre le automobili nel centro della città e si eliminano i manufatti stradali che inducono a rallentare di fronte all’ospedale - sottolinea la presidente locale del partito ambientalista, Simona Rullo -: è la dimostrazione che l’amministrazione Dompè ha dichiarato guerra a pedoni e ciclisti proprio negli stessi giorni in cui centinaia di città italiane organizzano iniziative a loro tutela». Già nei giorni scorsi Menichetti in una nota stampa, nonostante le rassicurazioni scritte che gli erano pervenute dal municipio riguardo il mantenimento delle piste ciclabili, aveva lanciato segnali di preoccupazione. Ora, esibendo il testo proveniente dalle scrivanie dell’amministrazione, afferma risoluto: «È grave il metodo con cui si è provato a nascondere l’operazione in corso». Ulteriori elementi sono stati messi a disposizione sul sito Internet dei Verdi, www.verdisandonato.it. Intanto ieri, in una giornata in cui l’attenzione dei sandonatesi è tornata ad essere puntata sul centro sportivo, il tema delle mobilità ciclabile ha iniziato a scaldare un dibattito che probabilmente raggiungerà anche l’aula consiliare.Fonte: Il Cittadino
Etichette:
Eventi sandonatesi,
Inquinamento No Grazie,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Rassegna Stampa,
San Donato Milanese,
Trasporti e viabilità,
Verdi per la Pace
giovedì 10 settembre 2009
San Donato - Verdi contro i lavori stradali: «Pedoni e bici rischiano»
«Che fine hanno fatto i mattoncini autobloccanti per rallentare il traffico cittadino?
Perché sono scomparsi i catarifrangenti e i segnali di arresto di fronte ai passi carrabili dalle piste ciclabili della città?» Il capogruppo dei Verdi, Marco Menichetti, guarda con apprensione al nuovo piano delle asfaltature, che avrebbe portato ad alcune modifiche nella pavimentazione della città. Visti i cantieri in corso per il rifacimento del manto stradale, il portavoce del simbolo ambientalista si è già fatto avanti anche nelle scorse settimane con alcune richieste scritte rivolte al palazzo, in cui ha mostrato preoccupazione riguardo il mantenimento delle piste ciclabili. Le missive hanno poi ottenuto risposta dai tecnici del comune, i quali pare abbiano assicurato che non sarà toccata la rete ciclabile. Ma su questo fronte il partito di opposizione si mostra determinato a tenere alta un’istanza anche in consiglio comunale. «Innanzitutto - dice -, non è stato tenuto conto della sicurezza di chi si muove a piedi o in bicicletta o a piedi. Per rendersene conto basta lanciare un occhio al rifacimento della piazzetta davanti al cinema Troisi, dove al posto di elementi di arredo urbano vediamo asfalto e parcheggi, quando avevamo proceduto con la realizzazione dei nuovi garage sotterranei proprio per eliminare il più possibile le auto dai tratti di città che possono tornare ad essere fruibili». Proprio su quella porzione di San Donato si alzarono peraltro posizione contrastanti anche tra i residenti, alcuni dei quali chiesero i parcheggi. In ogni caso il tema tornerà probabilmente protagonista di un dibattito dove i Verdi solleciteranno informazioni anche riguardo alle modifiche scorte sui corridoi per i manubri. «Catarifrangenti e segnaletica - ricorda Menichetti -, rappresentano degli elementi importanti per la sicurezza di chi è in bicicletta: ritengo che nell’ambito degli investimenti in corso doveva essere tenuto conto di questi aspetti». Dopo le biciclettate di protesta con cui un paio di anni fa i ciclisti della zona chiesero a gran voce il mantenimento della corsia riservata ai pedali lungo viale De Gasperi, il dibattito intorno alla maglia protetta torna così protagonista, sebbene per il momento dal palazzo non siano mancati alcuni segnali rassicuranti. Fonte: Il Cittadino
Etichette:
Eventi sandonatesi,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Rassegna Stampa,
San Donato Milanese,
Trasporti e viabilità,
Verdi per la Pace,
Viva la bicicletta
domenica 30 agosto 2009
San Donato - Corse notturne in moto nel cuore del Concentrico

Moto dalle marmitte assordanti sfrecciano la notte nei centri abitati, intorno ai luoghi di aggregazione spontanea. Dopo le ripetute segnalazioni che si sono alzate da via Alfonsine, su cui è anche recentemente intervenuto l’assessore Ilaria Amé, il problema sembra essersi esteso anche al quartiere Concentrico. Ai rumori si sommano quindi i rischi per la sicurezza legati a mezzi che con acceleratore a manetta fanno spola nelle ore più buie lungo alcune assi residenziali. A farsi portavoce della situazione è il capogruppo dei Verdi Marco Menichetti che in una lettera aperta indirizzata all’assessore alla sicurezza Simona Gargani, fa sapere: «È costante la presenza, anche a notte inoltrata, di gruppi di persone che arrecano grave disturbo e non consentono ai residenti di poter riposare in tranquillità. Le moto e i motorini utilizzati sono rumorosi, superano presumibilmente di molto i limiti consentiti dalle norme. La cosa più grave e pericolosa è che di frequente, soprattutto tra mezzanotte e le due di notte, vi è un passaggio costante di moto e macchine, e in una strada stretta, a carattere quasi esclusivamente residenziale, in cui vige il limite di velocità di 30 chilometri orari». Menichetti chiede «di sapere quale tipo di verifiche e provvedimenti siano stati effettuati in questi ultimi mesi da parte dell’amministrazione per contrastare questa spiacevole situazione». A margine della missiva l’esponente di opposizione tiene a chiarire: «Non ho niente di contrario ai punti di ritrovo, ma la segnalazione è tesa soprattutto a sollecitare un intervento su pratiche decisamente pericolose». Lo stesso assessore Amè ha già annunciato l’intenzione di promuovere iniziative per coinvolgere gli stessi giovani. All’attività di presidio notturno, che viene chiesa a gran voce, potrebbero quindi aggiungersi iniziative teso a risvegliare il senso civico tra le compagnie di adolescenti, e non solo, che nella bella stagione sono solite riunirsi in parchi urbani e altri indirizzi di San Donato. Fonte: Il Cittadino
Etichette:
Eventi sandonatesi,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Rassegna Stampa,
San Donato Milanese,
Verdi per la Pace
martedì 21 luglio 2009
San Donato - Dopo le polemiche i gioielli verdi dell’Eni passano al comune
Etichette:
Cemento No Grazie,
Difendiamo la Natura,
Eventi sandonatesi,
Inquinamento No Grazie,
Politica,
Rassegna Stampa,
San Donato Milanese,
Verdi per la Pace,
Vivere con la Natura,
Wwf
sabato 11 luglio 2009
San Donato - «Il comune penalizza gli studenti»
«La scure del centrodestra abbatte l’autobus per gli studenti di Poasco». Note decisamente critiche si alzano dal gruppo dei Verdi, a seguito della proposta recentemente avanzata dall’esecutivo del sindaco Mario Dompé nel corso della commissione servizi alla collettività e alla persona, riguardo l’eventuale taglio della navetta che dalla frazione sandonatese accompagna una cinquantina di studenti delle scuole superiori all’Istituto Omnicomprensivo. Pronta la replica del vicesindaco, con delega ai trasporti, Claudio Monti, il quale afferma: «Per il momento non è stata assunta alcuna decisione: ci sono solo delle verifiche in corso per valutare se il servizio della Sila può sopperire all’autobus di linea, che ha un costo di 45mila euro all’anno». Ma gli ambientalisti su questo punto non cedono. «L’alternativa proposta dalla giunta sarebbe un grosso passo indietro - attacca il capogruppo dei Verdi Marco Menichetti -: si vorrebbe infatti obbligare dei ragazzi minorenni ad utilizzare la linea verde della Sila, un servizio di trasporto pubblico dimostratosi fino ad oggi inaffidabile, non in grado di far posto a tutti gli studenti e che, prima di arrivare in centro a San Donato, compie un lungo e tortuoso percorso per San Giuliano e le sue frazioni. È un provvedimento che taglia i servizi pubblici e penalizza fortemente le famiglie di Poasco». In questa parentesi dedicata alla pianificazione dei servizi per il prossimo anno scolastico, in cui giovedì verrà discusso in consiglio comunale il Piano al diritto allo studio, diventa così protagonista il tema dei trasporti, in particolare per quanto riguarda i tragitti degli adolescenti. «Se dovesse emergere - precisa l’assessore Monti -, che la Sila non riesce a soddisfare le esigenze degli utenti, sarà senz’altro mantenuto anche l’autobus di linea». Ma l’attacco sferrato dalla minoranza è anche di carattere politico. «Dopo le chiacchiere e i tanti proclami fatti in campagna elettorale - interviene la presidente locale dei Verdi, Simona Rullo -, siamo veramente curiosi di capire come farà la Lega ad appoggiare una decisione che va direttamente contro le necessità delle famiglie di Poasco». Con l’occasione viene rispolverato il novero dei tagli, con un cenno che viene indirizzato «all’abolizione del servizio chiamabus»: un altro mezzo che faceva capo alla frazione decentrata, dove i collegamenti con il resto del territorio sono da tempo tema di acceso confronto politico. In ogni caso l’argomento tornerà probabilmente in auge nella prossima seduta nell’aula municipale.
Fonte: Il Cittadino
Fonte: Il Cittadino
Etichette:
Attività commerciali,
Eventi sandonatesi,
Peggioriamo la qualità della vita,
Politica,
Rassegna Stampa,
San Donato Milanese,
Trasporti e viabilità,
Verdi per la Pace
domenica 28 giugno 2009
Giù le Mani, Su le Mani ... Tutti insieme per la "Campagnetta"

Iniziamo questo esercizio domenicale. Giù le Mani, Su le Mani.
Tutti insieme per fermare la speculazione, noi firmiam la petizione!
Vi ricordiamo che la petizione per salvare dalla cementificazione la Campagnetta ( ex canale navigabile) si può firmare on line a questo indirizzo
Vi ricordiamo che la petizione per salvare dalla cementificazione la Campagnetta ( ex canale navigabile) si può firmare on line a questo indirizzo
Etichette:
Cemento No Grazie,
Difendiamo la Natura,
Eventi sandonatesi,
Per non dimenticare,
Politica,
Salviamo la Campagnetta,
San Donato Milanese,
spot,
Verdi per la Pace,
Vivere con la Natura,
Wwf
venerdì 12 giugno 2009
San Donato - «Il mais contro i topi avvelena il Pratone»
Il veleno per topi che è stato sparso nei giorni scorsi sul Pratone alza dubbi e perplessità da parte di associazioni ambientaliste, ma anche dei cittadini che con i loro bambini e i cani frequentano il tappeto verde del quartiere Concentrico. La presidente del gruppo dei Verdi, Simona Rullo, che ha visto personalmente gli addetti della ditta incaricata procedere con lo spargimento di mais avvelenato nei cunicoli, si chiede se l’operazione - che è stata effettuata senza un’adeguata informazione alla cittadinanza con cartelli di avviso -, sia stata effettuata nel rispetto delle normative di legge e in base al dettato del regolamento comunale. «Andremo a fondo alla vicenda - spiega -, per capire quale metodo sia stato utilizzato, dal momento che con un intervento effettuato su tutti i cunicoli c’è il rischio di uccidere anche ricci, lepri e altri animali, che poi verrebbero mangiati da volatili, i quali a loro volta potrebbero rischiare l’avvelenamento». Sul secchio in mano all’operatore che ha svolto il lavoro c’era il nome della sostanza utilizzata, mentre la quantità somministrata in ogni tana, visto che è calibrata sul peso di un topo, in generale non dovrebbe danneggiare i cani. Rimane il fatto che l’area in questione, oltre ad essere frequentata da piccoli amici a quattro zampe, alcuni di taglia decisamente piccola, talvolta diventa luogo di passeggio anche per famiglie con bambini. Sembra in ogni caso che su questo fronte si stiano già attivando alcuni sodalizi locali, al fine di sollecitare verifiche sulle procedure, nel timore che venga intaccato quello che è “il naturale ciclo biologico” (vista le diversificate specie che hanno trovato dimora nel quadrilatero naturale). Al tempo stesso verrà accertato se non fosse stato necessario procedere con previa specifica comunicazione, come del resto avviene comunemente, quando viene pianificata la derattizzazione nelle cantine dei complessi condominiali. Se quindi, come vogliono le regole, non ci sono lamentele riguardo il piano di derattizzazione, sulla cui necessità si era espresso anche il sindaco in consiglio comunale, i punti interrogativi si alzano soprattutto per quanto riguarda il sistema con cui è stata condotta l’operazione effettuata su incarico della proprietà dell’area edificabile in centro a San Donato, in adempimento ad un’ordinanza del comune. Dopo la segnalazione, sembra che gli uffici dell’ente locale si siano premurati di chiedere alla proprietà una relazione riguardo i criteri utilizzati nel corso dell’intervento, dal momento che pare che nel testo dell’ordinanza fossero indicate anche le modalità con cui doveva essere eseguito il lavoro. Rimane il fatto della mancata informazione sia per questo specifico episodio, sia anche per il passaggio del mezzo antizanzare che in base alle conferme che arrivano dai diversi quartieri, negli ultimi anni sembra non sia mai preannunciato. A breve quindi gli interrogativi che in questi giorni stanno animando il dibattito locale, dovrebbero trovare puntuali risposte. Fonte: Il Cittadino
Etichette:
Eventi sandonatesi,
In difesa degli animali,
Inquinamento No Grazie,
Politica,
Rassegna Stampa,
San Donato Milanese,
Verdi per la Pace,
Vivere con la Natura
giovedì 11 giugno 2009
San Donato acquista i suoi gioielli ambientali
I due pregiati boschetti urbani della zona Trivulzio e di via 2 giugno, verranno acquisiti dal comune, che assicurerà tutela e continuità nel tempo all’ombrosa tradizione che valorizza i quartieri cittadini corredati da scampoli di natura. Si conclude così la battaglia che prese quota circa un mese mezzo fa, con una mobilitazione dei Verdi e dell’opposizione consiliare, a seguito di un’asta bandita da Eni servizi per la dismissione di queste due aree, insieme a quella di via Ferrandina. L’istanza, che ha contato anche su una petizione popolare promossa dal Wwf in cui furono raccolte 1.600 firme, una volta raggiunti i banchi della politica con una mozione presentata la minoranza ha trovato pieno consenso da parte di tutto il consiglio comunale, con l’appoggio quindi anche del centro destra. Nel documento veniva chiesto al sindaco di farsi parte attiva per l’acquisizione da parte del comune di questi gioielli cittadini, affinchè non finissero in mano ai privati. La seduta si tenne il 12 giugno e il termine ultimo per la presentazione delle offerte scadeva il 15, solo tre giorni dopo, ma il comune ha fatto comunque in tempo a partecipare alla gara. Successivamente, col passare delle settimane, il gruppo dei Verdi ha chiesto ragguagli, e il sindaco Mario Dompé ha risposto in via ufficiale che l’operazione è andata in porto. «Ho ricevuto comunicazione - annuncia il vertice dell’ente locale - da parte del responsabile di Asset e Property Management di Eni servizi spa, che i lotti erano stati aggiudicati al comune. Considerati i tempi di procedura ho chiesto ad Eni una proroga del termine per la sottoscrizione del contratto, che prevede il contestuale pagamento dell’importo offerto e dei relativi oneri fiscali. Gli uffici stanno provvedendo per la predisposizione degli atti da sottoporre al consiglio comunale. Una notizia appresa con favore dal simbolo di opposizione che aveva dato avvio alla crociata. «Premesso - afferma Menichetti - che chiederemo spiegazioni e approfondimenti sull’altro bosco messo in vendita da parte del gruppo Eni (quello di via Ferrandina a Bolgiano) di cui ad oggi non sappiamo chi lo abbia acquistato, siamo veramente soddisfatti dell’esito della vicenda e continueremo a lavorare e ad impegnarci per realizzare appieno il nostro progetto San Donato la città dei parchi». Prosegue la presidente dei Verdi di San Donato, Simona Rullo: «Ringraziamo tutti i cittadini, le associazioni, i partiti e le istituzioni che, con la loro mobilitazione, hanno garantito un futuro più sostenibile per la nostra città sotto il profilo ambientale» . Fonte: Il Cittadino
Etichette:
Difendiamo la Natura,
Eventi sandonatesi,
Miglioriamo la qualità della vita,
Politica,
Rassegna Stampa,
San Donato Milanese,
Verdi per la Pace,
Vivere con la Natura,
Wwf
Iscriviti a:
Post (Atom)