giovedì 23 luglio 2026

lunedì 13 luglio 2026

sabato 11 luglio 2026

È morto Peppino di Capri

Èmorto stamattina nella sua amata isola Peppino di Capri.

Aveva 87 anni e scompare dopo una lunga malattia. Ne dà notizia Il Mattino online. Interprete della grande musica italiana.

Giuseppe Faiella, questo il suo vero nome, era nato a Capri il 27 luglio del 1939 e il suo talento musicale fu precocissimo e segno' una carriera lunga e felice, che lo porto anche innumerevoli volte sul palco del festival di Sanremo che vinse due volte. Una carriera che aveva gia' raggiunto i vertici negli anni Sessanta segnata da alcuni grandi successi come Champagne, E mo e mo, Roberta, Let's Twist Again e St. Tropez Twist. Era nato del resto in una famiglia di musicisti e l'ultima apparizione in pubblico fu un anno fa quando, tra applausi e una standing ovation dalla platea di una serata in suo omaggio ha chiesto il microfono per cantare insieme con la band, i Capri Rockers capitanati dal figlio Edoardo Faiella, 'Champagne' e 'Il sognatore'. Fonte: (Ansa)


sabato 27 giugno 2026

San Donato Milanese, emergenza caldo: numeri utili e accesso prioritario ai fragili

Regione Lombardia ha attivato il piano di prevenzione estivo: a disposizione numeri dedicati, continuità assistenziale e il «Codice Calore» al Policlinico San Donato.

Con l'arrivo delle ondate di calore estive, Regione Lombardia ha attivato il piano di prevenzione e protezione pensato per tutelare i soggetti fragili e i lavoratori. A San Donato il messaggio è chiaro: in caso di bisogno ci sono riferimenti precisi da contattare e percorsi sanitari dedicati.


Tra le misure indicate c'è l'introduzione del «Codice Calore» nei Pronto Soccorso. Il protocollo garantisce un accesso prioritario a chi presenta sintomi riconducibili a malori da caldo estremo o a disidratazione grave, insieme a percorsi di monitoraggio mirati per anziani e persone con fragilità croniche.

I numeri diffusi dal Comune sono questi: 112 per le emergenze gravi, 116117 per la continuità assistenziale non urgente, 848800804 per l'assistenza medica non urgente nelle ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi, 1500 come numero verde del Ministero della Salute per informazioni e consigli sui comportamenti corretti da adottare.

Per il territorio di San Donato viene indicato anche il Policlinico San Donato, contattabile al numero 02.52774.1. Qui è attivo il protocollo «Codice Calore» per l'accesso prioritario dei soggetti fragili in caso di malori da caldo o disidratazione grave.

In giornate come queste, avere sotto mano i riferimenti giusti può fare la differenza. Il consiglio operativo del Comune è quindi quello di usare subito i canali indicati in base al livello di urgenza del problema. Fonte: 7giorni

 

venerdì 26 giugno 2026

Caldo record, pronto soccorso sotto pressione: aumentano gli accessi al Predabissi e al Policlinico San Donato

 

L'ondata di afa fa impennare i ricoveri d'urgenza nel Sud-Est Milanese. Anziani e persone fragili tra i più colpiti, gli ospedali rilanciano l'appello alla prevenzione 

L'ondata di caldo estremo che da giorni investe il Sud-Est Milanese sta mettendo a dura prova anche i pronto soccorso del territorio. Sia l'ospedale Predabissi di Vizzolo sia il Policlinico San Donato hanno registrato un sensibile incremento degli accessi, con numeri in crescita soprattutto tra anziani e persone fragili colpite da disidratazione, ipotensione e malori riconducibili alle temperature elevate. Al Predabissi, punto di riferimento dell'ASST Melegnano Martesana, nell'ultima settimana sono stati effettuati 690 accessi al pronto soccorso, circa un centinaio al giorno, con un aumento del 25% rispetto alla media abituale. Gran parte dei pazienti si è rivolta alle cure ospedaliere per disturbi legati al caldo, in particolare anziani disidratati. Il personale sanitario sta affrontando giornate particolarmente impegnative, soprattutto nei fine settimana, quando la chiusura degli ambulatori dei medici di medicina generale contribuisce ad aumentare la pressione sul reparto di emergenza. Anche il Policlinico San Donato segnala una crescita degli accessi, con un incremento di circa il 20%. Nella sola giornata di martedì sono stati registrati 15 pazienti in più rispetto alla media quotidiana; cinque di loro presentavano sintomi riconducibili ai colpi di calore: quattro avevano oltre 75 anni e uno 58. Nessuno ha però avuto necessità di ricovero ed è stato dimesso dopo le cure e le indicazioni del caso. «Con temperature così elevate - raccomandano i sanitari -. è fondamentale non sottovalutare i primi segnali di malessere. Una corretta idratazione, evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde e prestare particolare attenzione agli anziani e alle persone fragili possono prevenire molte delle situazioni che stiamo riscontrando in pronto soccorso». Resta poi l'invito a contattare tempestivamente il medico di famiglia o i servizi di emergenza in presenza di sintomi come forte debolezza, vertigini, alterazioni dello stato di coscienza o difficoltà respiratorie. Intanto i pronto soccorso del Predabissi e del Policlinico San Donato continuano a monitorare con attenzione l'andamento degli accessi, pronti a fronteggiare un eventuale ulteriore aumento se il caldo dovesse persistere nei prossimi giorni. Fonte: 7giorni

giovedì 25 giugno 2026

San Donato Milanese, Cedri abbattuti in via Europa, il WWF Sud Milano chiede chiarezza

 

L'associazione ambientalista esprime perplessità per il taglio di numerosi alberi e invita a una riflessione sulla gestione del patrimonio verde cittadino

L'abbattimento di numerosi cedri nel complesso residenziale di via Europa 20 a San Donato Milanese continua a suscitare reazioni e interrogativi. A intervenire sulla vicenda è il WWF Sud Milano, che ha diffuso una presa di posizione nella quale manifesta «perplessità e dispiacere» per l'intervento che ha portato alla rimozione di una parte significativa del patrimonio arboreo presente nell'area.

Secondo l'associazione ambientalista, la scelta di procedere con il taglio di numerosi alberi solleva interrogativi sia sul piano ambientale sia su quello della pianificazione a lungo termine.

Il valore degli alberi in un'estate sempre più calda

Nel proprio intervento il WWF richiama innanzitutto il ruolo fondamentale che gli alberi maturi svolgono all'interno dei contesti urbani, soprattutto durante i mesi estivi.

«Il WWF Sud Milano esprime perplessità e dispiacere per il recente intervento che ha visto l'abbattimento di numerosi cedri del condominio di Via Europa 20 a San Donato Milanese. Ci chiediamo perché sia stata fatta una scelta tanto drastica in un periodo dell'anno che sarà annoverato tra i più caldi e dove l'ombra è un bene prezioso».

L'associazione evidenzia come la presenza di grandi alberi contribuisca non soltanto al decoro urbano, ma anche alla mitigazione delle temperature, alla qualità dell'aria e al benessere complessivo dei cittadini.

Le perplessità sulle nuove piantumazioni

Un altro tema sollevato riguarda l'efficacia delle eventuali compensazioni ambientali attraverso nuove piantumazioni.

Secondo il WWF, infatti, la semplice sostituzione degli alberi abbattuti non può rappresentare una risposta sufficiente se non accompagnata da una gestione adeguata nel tempo.

«Probabilmente ci verrà detto che verranno piantati nuovi alberi ma, se verrà adottata la stessa modalità di gestione che è stata adottata da 4-5 anni a questa parte per i giovani tigli posti vicino alla scuola media Galilei, quelli piantati ad aprile sono già secchi e di quelli messi a dimora qualche anno fa ne è sopravvissuto solo uno».

Una riflessione che punta l'attenzione non soltanto sulle nuove piantumazioni, ma anche sulla necessità di garantire manutenzione, irrigazione e cure adeguate affinché gli alberi possano realmente crescere e sostituire nel tempo quelli perduti.

Gli interrogativi sulla scelta dell'abbattimento

Nella parte finale della nota, il WWF pone alcune domande che ritiene centrali per comprendere quanto accaduto.

«Erano tutti da abbattere? Erano tutti in classe “D”? Possibile che non si adotti mai una visione di lungo periodo che preveda anche delle strutture a sostegno degli alberi stessi? Gli esempi, anche a San Donato, non mancano».

L'associazione richiama così l'attenzione sulla possibilità di valutare, quando tecnicamente possibile, interventi alternativi all'abbattimento, come opere di consolidamento o sostegno, già utilizzate in altri contesti.

Una riflessione sul futuro del verde urbano

Al di là del singolo episodio, la presa di posizione del WWF Sud Milano apre una riflessione più ampia sul futuro del patrimonio arboreo cittadino e sulla necessità di coniugare sicurezza, tutela ambientale e pianificazione di lungo periodo.

In una fase storica caratterizzata dall'aumento delle temperature e da fenomeni climatici sempre più estremi, il tema della conservazione degli alberi adulti assume infatti un ruolo sempre più centrale nelle politiche di gestione del territorio.

Fonte: 7giorni

venerdì 29 maggio 2026

La metropolitana gialla arriverà a Peschiera

 

                       Non è però previsto un ulteriore prolungamento in futuro però


Prolungamento della linea gialla fino a Peschiera Borromeo: nel mese di giugno la società Metropolitane Milanesi (MM) dovrebbe depositare il PFTE (Piano di Fattibilità Tecnico Economica). Stefania Accosa, ex vicesindaco e ora consigliere comunale, pur sposando il progetto, segnala una serie di criticità legate alla nascita dell’ultima fermata in città, dalla questione sicurezza alla costruzione di opere impattanti, come un vasto parcheggio per i veicoli. Il primo cittadino Andrea Coden condivide le preoccupazioni. Ad ogni modo, bisognerà attendere che il PFTE venga effettivamente depositato nei termini.Dall’ultimo consiglio comunale sono emersi aggiornamenti circa lo sviluppo futuro della M3. È stata Stefania Accosa (Fdi), dai banchi dell’opposizione, a sollevare l’argomento: «A quanto mi risulta, MM avrà pronto entro fine giugno un PFTE che vedrebbe il prolungamento della metropolitana fino a Peschiera con una sola fermata, in zona centro commerciale, con lo stralcio di qualsiasi altro prolungamento, anche per un’ipotetica metrotramvia».Fonte: Il Cittadino

martedì 12 maggio 2026

Il Milan rimborsa il Comune di San Donato: in arrivo 74mila euro per il progetto dello stadio mai nato

 

La somma coprirà le spese tecniche sostenute dal Municipio durante l’istruttoria sull’ipotesi del nuovo impianto rossonero nell’area San Francesco, poi tramontata

74mila euro destinati alle casse comunali per chiudere, almeno dal punto di vista amministrativo, la lunga vicenda del possibile stadio del Milan a San Donato Milanese. Nei prossimi giorni il club rossonero verserà infatti al Comune la cifra richiesta dall’ente come rimborso delle spese tecniche affrontate durante l’iter istruttorio legato al progetto del nuovo impianto sportivo.

Il pagamento rappresenta l’epilogo di una partita che per circa due anni ha acceso il dibattito cittadino e alimentato l’ipotesi di trasformare l’area San Francesco nella futura casa del Milan. Il progetto era stato avviato dopo l’acquisizione dell’area da parte della società rossonera, attraverso l’operazione che aveva portato all’acquisto di SportLifeCity, per un investimento complessivo vicino ai 40 milioni di euro.

Nel masterplan presentato nel 2023 il club controllato dal fondo RedBird immaginava un grande distretto dedicato allo sport e all’intrattenimento. Il piano prevedeva uno stadio da circa 70mila posti, nuove aree commerciali, la sede del club, museo, hotel, parcheggi, spazi verdi attrezzati e collegamenti ciclopedonali in una zona compresa tra la tangenziale e la ferrovia.

L’amministrazione comunale aveva espresso un orientamento favorevole all’intervento, avviando anche il percorso per la variante urbanistica necessaria alla realizzazione dell’opera. Parallelamente, però, si era consolidato un fronte contrario composto da associazioni ambientaliste, residenti e comitati civici. Tra i temi più discussi l’impatto urbanistico del maxi impianto e la vicinanza con l’abbazia di Chiaravalle.

Nel corso dei mesi erano arrivati anche ricorsi al Tar e la proposta di un referendum cittadino, poi non approvata. A complicare ulteriormente il quadro si erano aggiunte le posizioni del comitato milanese “Sì Meazza”, convinto che il progetto di San Donato rappresentasse soprattutto una leva negoziale per riaprire il dossier San Siro. Scenario che si è poi concretizzato nel novembre 2025, quando Milan e Inter hanno acquistato l’area del Meazza, facendo definitivamente tramontare l’ipotesi dello stadio rossonero nel Sud-Est Milano.

L’area San Francesco, tuttavia, potrebbe non perdere la propria vocazione sportiva. Tra le ipotesi attualmente sul tavolo resta quella di un grande palazzetto multifunzionale da circa 15mila posti, legato al progetto NBA Europe, oltre alla possibile realizzazione di un villaggio sportivo dedicato al settore giovanile e al calcio femminile del Milan.

«74.000€. Ecco quanto valgono due anni persi per inseguire un progetto completamente fuori scala, per tentare di strappare lo stadio a Milano - è il commento polemico del Partito Democratico -. Briciole per un bilancio come il nostro, che non ripagheranno tutto il tempo e le energie dedicate dalla macchina comunale. Energie che potevano, anzi dovevano, essere concentrare su altro. C’è tanto da fare per recuperare il tempo perso». Fonte: 7giorni

lunedì 4 maggio 2026

Tribiano. In scooter nel fosso, due giovani morti nel Milanese

 

ll corpo di una ragazza di 24 anni e di un ragazzo di 25 sono stati trovati questa mattina in un fossato accanto a una strada comunale fra i campi a Tribiano, nel Milanese.

Secondo la prima ricostruzione, i due ragazzi che erano su uno scooter avrebbero perso il controllo del mezzo finendo prima nel fosso per poi andare a sbattere contro un palo di cemento nella notte. 

Alexandru Viorel e Sarah Ernani stavano rientrando dopo una serata con gli amici. Lui avrebbe compiuto 26 anni fra pochi giorni e lei 25,
La strada comunale 704 è poco frequentata e solo questa mattina due
persone che, intorno alle 7.30, stavano facendo una passeggiata
nella frazione di Lanzano hanno dato l'allarme.
Sul posto, sono arrivati i vigili del fuoco e i sanitari del 118 con due ambulanze e automedica ma non si è potuto far altro che constatare il decesso.
Sono in corso indagini da parte dei carabinieri, che esamineranno anche le telecamere della zona, per stabilire se, come sembra, possa essersi trattato di un'uscita di strada autonoma in corrispondenza di una curva a gomito lì presente oppure se ci possano essere responsabilità di terzi. (ANSA)

giovedì 16 aprile 2026

Rogoredo e San Donato, doppia operazione antidroga ma i pusher tornano subito; Massera (FdI): «Serve una presenza costante»

 

Passeggeri esasperati, treni cancellati e la stazione di San Donato di nuovo nel mirino: il comitato pendolari e il capogruppo di FdI chiedono una soluzione definitiva

È stata una giornata intensa, quella di oggi 15 aprile 2026, nell'area che da anni rappresenta una delle piaghe aperte del sud est Milano. Due operazioni ad alto impatto delle forze dell'ordine, coordinate dal dirigente del Commissariato Mecenate, hanno interessato la zona compresa tra Milano Rogoredo e San Donato Milanese: la spianata tra i due comuni, le aree lungo il corridoio ferroviario ad alta velocità e normale tra Milano e Bologna, la stazione della metropolitana M3 e la fermata delle Ferrovie dello Stato di San Donato Milanese. Controlli a tappeto, presenza massiccia in divisa, obiettivo dichiarato: colpire lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti. Nel frattempo, nelle stesse ore, proseguivano i lavori di abbattimento dell'ex area di rifornimento Esso, un altro segnale di trasformazione — almeno materiale — di uno spazio a lungo abbandonato al degrado.

Eppure, a poche ore dalla fine degli interventi, la situazione era già tornata quella di prima.

I treni nel caos

La prima operazione della giornata ha avuto un effetto collaterale immediato e pesante: il blocco della circolazione ferroviaria a Rogoredo. Trenord ha segnalato variazioni al servizio già dalle 13:37, con cancellazioni a raffica sulle linee S1 e S12 e ritardi fino a 40 minuti su diversi convogli.

Sulla S12, la tratta Milano Bovisa Politecnico–Melegnano, sono stati soppressi sei treni nel giro di poche ore. Sulla S1, linea Saronno–Lodi, otto convogli hanno subito variazioni di percorso, terminando o partendo da fermate intermedie. Per chi era sui binari nel primo pomeriggio, è stato un pomeriggio da incubo.

La voce del comitato: «Non portano a nulla»

Massimo Baldi, membro del Comitato pendolari sud Milano e Lodigiano, ha seguito l'intera vicenda in tempo reale e non ha usato mezzi termini. «Considerando che sono pianificati — ha scritto — posso farli in altri orari, e Trenord, sapendolo, dovrebbe offrire un servizio alternativo».

Ma il punto più amaro è arrivato in serata, quando Baldi ha constatato di persona l'esito dell'operazione: «Come già avevo scritto e ipotizzato, i tossici sono di nuovo lì. Il luogo è sempre quello, appena fuori da Rogoredo. Ne avrò visti almeno una ventina o forse più, in ordine sparso. Ora di sera tutto ritornerà come consuetudine. Questi interventi non portano a nulla, solo a far perdere tempo a chi è sul treno di ritorno da una giornata di lavoro o semplicemente da un giro in centro».

Una frustrazione che si accumula da anni, e che oggi ha trovato una conferma puntuale e sconfortante.

La voce della politica: «Serve presenza costante»

Sul fronte politico, Guido Massera, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale a San Donato Milanese e figura da tempo impegnata sul tema del degrado nell'area, ha comunicato nel pomeriggio l'esito delle operazioni con un tono più costruttivo, pur riconoscendo che non basta.

«Oggi è stata effettuata nei territori tra Milano e San Donato, incluso stazione MM3 e fermata FFSS di San Donato Milanese, un'operazione ad alto impatto delle forze dell'ordine, coordinate dal dirigente del Commissariato Mecenate» ha dichiarati Massera, ricordando anche l'avanzamento dei lavori sull'ex distributore Esso in tangenziale.

Massera ha allargato lo sguardo: «È necessario che queste operazioni abbiano maggiore frequenza, e più che altro che ci sia una presenza costante delle forze dell'ordine sull'area per mettere veramente la parola fine a una situazione di spaccio e di degrado che non ha più ragione di essere tra i comuni di San Donato e Milano».

Un appello che coincide, nella sostanza, con quello del comitato pendolari: basta operazioni spot, serve un presidio stabile.

La stazione di San Donato torna nel mirino

Tra le novità più preoccupanti segnalate oggi c'è il ritorno della stazione di San Donato Milanese tra i luoghi critici. Massera lo dice chiaramente: «Va prestata attenzione anche alla stazione di San Donato Milanese, che dopo parecchio tempo è diventata nuovamente luogo di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, cosa che danneggia gravemente i pendolari e tutti coloro che usufruiscono della stazione».

Un campanello d'allarme che si aggiunge alle preoccupazioni già note su Rogoredo. E che rimanda a una domanda ancora senza risposta concreta: che fine ha fatto la convenzione firmata nel 2024 tra il Comune di San Donato e RFI per la riqualificazione e il presidio dell'area ferroviaria? Baldi la cita esplicitamente: «Come mai la stazione di San Donato resta una pericolosa terra di nessuno?»

Un problema strutturale, non di ordine pubblico

Il quadro che emerge dalla giornata di oggi è chiaro. Le operazioni delle forze dell'ordine sono necessarie, e sia Baldi che Massera le apprezzano. Ma da sole non bastano. Il problema del boschetto di Rogoredo e dell'area ferroviaria tra i due comuni non è risolvibile con blitz periodici: richiede un intervento coordinato, continuativo, che coinvolga Comune di San Donato, Comune di Milano, RFI, Trenord e prefettura.

Nel frattempo, i pendolari del sud Milano e del Lodigiano continuano a pagare il prezzo di una situazione che va avanti da troppo tempo: treni cancellati, stazioni insicure, e la sensazione — confermata anche oggi — che ogni volta che la polizia se ne va, tutto torni esattamente come prima. Fonte: 7giorni

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...