lunedì 13 aprile 2026

Viola Menichetti premiata da Mattarella, nel gennaio 2025 salvò il padre caduto in montagna

 

La giovane di San Donato, che tra poco compirà 18 anni, è stata nominata Alfiere della Repubblica

C’è anche Viola Menichetti tra i 28 attestati d’onore di Alfiere della Repubblica che il Presidente Sergio Mattarella ha voluto assegnare a giovani che, nel 2025, si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. La sandonatese Viola Menichetti, che compirà 18 anni tra poco più di un mese, il 4 gennaio 2025 aveva salvato la vita a suo padre Marco: i due stavano compiendo insieme un’escursione in montagna quando il padre era precipitato in un canalone ghiacciato. Ferito, immobilizzato da numerose fratture e in stato di ipotermia, l’uomo rischiava la morte. Viola, nonostante lo shock, il freddo intenso, l’oscurità sopraggiunta e le ferite riportate nel primo tentativo di soccorrere il padre, è riuscita con determinazione a raggiungere un punto dal quale poter contattare i soccorsi. Per la giovanissima, che aveva già ricevuto un attestato di benemerenza dalla sua città, un «riconoscimento che proprio non mi aspettavo», dice emozionatissima. Fonte: Il Cittadino


mercoledì 25 marzo 2026

Addio a Gino Paoli, maestro della canzone d'autore italiana. Aveva 91 anni

 

Gino Paoli è uno dei personaggi chiave della scena musicale italiana, un personaggio dalla vicenda esistenziale tormentata e intensissima che ha dato un contributo decisivo all'evoluzione della canzone, un individualista spigoloso che ha anticipato le caratteristiche della figura del cantautore. Sono sue alcune delle canzoni più belle e famose mai scritte nel nostro Paese: "Senza fine", "Il cielo in una stanza", "Sapore di sale", "Che cosa c'è", "La gatta", "Una lunga storia d'amore", titoli sufficienti a far rimanere ben impressi nella memoria collettiva il suo nome e la sua musica. (Ansa)

martedì 3 marzo 2026

San Donato, i lavori alla Campagnetta di via Di Vittorio stanno per ripartire

 

Disponibile al subentro la società Cantieri s.r.l.: verifiche amministrative in corso, conclusione dell’opera stimata entro 60 giorni dal nuovo affidamento. Il parco Gustavo Hauser potrebbe nascere entro la primavera

Prosegue l’iter per riattivare il cantiere nell’area della Campagnetta di via Di Vittorio, nel quartiere più popoloso di San Donato. Nei giorni scorsi il Comune ha ricevuto la disponibilità al subentro da parte di Cantieri s.r.l., pronta a rilevare l’appalto alle stesse condizioni della precedente impresa. Gli uffici comunali sono ora impegnati nelle verifiche amministrative e nei controlli previsti dalla normativa, passaggi necessari per formalizzare l’affidamento nelle prossime settimane. Solo al termine di questa fase potrà essere fissata la ripresa effettiva degli interventi. Le opere ancora da completare riguardano la pavimentazione delle piazze interne, la collocazione degli arredi urbani e l’installazione delle strutture ludiche destinate ai bambini. È inoltre previsto il ripristino di alcune lavorazioni deteriorate durante il periodo di sospensione del cantiere, con interventi correttivi finalizzati a garantire standard adeguati di qualità e sicurezza. Una volta perfezionato il contratto, la conclusione dei lavori è stimata in un arco temporale compreso tra i 45 e i 60 giorni. L’obiettivo dell’Amministrazione è restituire alla città uno spazio verde rinnovato, pensato come luogo di aggregazione e tempo libero, entro la primavera. «Auspichiamo che l’iter burocratico per il subentro si concluda celermente – dichiara l’Assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Mistretta – al fine di poter riprendere gli interventi e completare le opere mancanti. Restituire l’area verde di via Di Vittorio ai residenti e all’intera città è una nostra priorità: si tratta di un intervento atteso da tempo che permetterà di mettere a disposizione del quartiere più popoloso della città uno spazio verde a forte vocazione ambientale, ma allo stesso tempo fruibile, sicuro, moderno e funzionale». Fonte: 7giorni

domenica 22 febbraio 2026

Ucciso a Rogoredo, 'dal poliziotto richieste quotidiane di denaro e droga'

 

Le testimonianze dei conoscenti della vittima, al vaglio degli inquirenti

L'assistente capo del commissariato Mecenate Carmelo Cinturrino avrebbe chiesto quotidianamente denaro e droga ad Abderrahim Mansouri, il marocchino di 28 anni ucciso dal poliziotto con un colpo di pistola alla testa il 26 gennaio nel boschetto della droga di Rogoredo durante un controllo antispaccio.

E' quanto è emerso dal racconto di alcuni conoscenti della vittima, ora al vaglio degli inquirenti.

Qualcuno avrebbe anche quantificato le richieste che sarebbero state di 200 euro e cinque grammi di cocaina al giorno. E così, in modo sistematico avrebbe fatto con altri pusher del boschetto di Rogoredo, la più grande piazza di spaccio della Lombardia. Abderrahim avrebbe confidato a una cerchia di persone, alcune delle quali sentite nell'inchiesta, che a un certo punto aveva respinto le richieste di Cinturrino e da quel momento avrebbe iniziato ad avere paura del poliziotto che ora è indagato per omicidio volontario. Di operazioni "disinvolte" dell'assistente capo avrebbero parlato anche alcuni testi portati dai legali della famiglia di Mansouri, Debora Piazza e Marco Romagnoli. Voci di 'protezione' verso un paio di pusher del Corvetto, di richieste di soldi ad altri. Oltre a Cinturrino sono indagati dalla procura di Milano altri quattro poliziotti che erano presenti. A loro sono contestati il favoreggiamento e l'omissione di soccorso.

L'assistente capo aveva raccontato di aver reagito "per paura" sparando dopo aver visto Mansouri puntargli contro una pistola che poi si è rivelata la replica di una Beretta 92 con il tappo rosso. In realtà l'arma - nella ricostruzione al vaglio della Procura - sarebbe stata messa accanto al ventottenne in un secondo momento, dopo che Cinturrino aveva detto a un collega di andare a prendere uno zaino al commissariato Mecenate. Il collega, ripreso dalle videocamere di sorveglianza, ha sostenuto di non sapere che cosa contenesse lo zaino che probabilmente custodiva l'arma. In sostanza quindi ci sarebbe stata una messinscena.

Gli accertamenti degli agenti della squadra Mobile e del pm Giovanni Tarzia vogliono, oltre che chiarire la dinamica dell'omicidio, scandagliare anche l'ambiente in cui è accaduta la tragedia: se davvero il poliziotto taglieggiava il gruppo di Mansouri a Rogoredo e forniva invece protezione ad altri pusher del Corvetto, quartiere in cui abita. Così come dovranno accertare che l'assistente capo abbia mentito anche sul fatto di aver detto ai colleghi, che erano impegnati sul posto per arrestare un pusher, di aver già chiamato i soccorsi dopo aver sparato.

La telefonata al 118 è stata fatta invece solo 23 minuti dopo la detonazione. I soccorritori che sono arrivati sul posto hanno trovato il marocchino che ancora respirava ed è morto alcuni istanti dopo. In quel lasso di tempo, tra lo sparo e l'arrivo del 118, secondo i legali di famigliari della vittima, il 28enne, forse, poteva essere salvato. La consulente della Procura che sta esaminando la replica della Beretta, Denise Albani (la stessa impegnata nelle indagini scientifiche sul caso di Garlasco), ha individuato, tra varie tracce, due profili di Dna identificabili e depositerà la sua relazione forse già lunedì.

Se il Dna di Mansouri non fosse sulla pistola, sarebbe la dimostrazione definitiva che la vittima non era armata. Se poi fosse trovato quello di Cinturrino, la sua posizione si aggraverebbe ulteriormente. Proseguono anche gli esami balistici per capire la posizione della vittima e del poliziotto che si sarebbe dovuto trovare a una ventina di metri di distanza quando ha esploso un solo colpo, colpendo alla tempia il marocchino. Fonte: Ansa

sabato 14 febbraio 2026

San Donato Milanese, RecSando compie trent’anni: una storia di informazione civica al servizio del territorio

 

In una foto scatatta da Boris Susanj nel 2025 alcuni dei fondatori del progetto civico innovativo, da sinistra: Nicola Gargamelli, Simone Varesi, Fabrizio Cremonesi, Stefano Tommasi, Marcello Tarabbia

Dal 13 febbraio 1996 al 13 febbraio 2026, un percorso fatto di dialogo, partecipazione e conoscenza condivisa nel Sud Est Milano, che guarda al futuro

Il 13 febbraio 2026 RecSando taglia un traguardo importante: trent’anni di attività. Non una celebrazione autoreferenziale, ma una tappa significativa di un cammino che, dal 1996, accompagna il territorio del Sud Est Milano con un’idea precisa di informazione: civica, accessibile, orientata alla comprensione e non al rumore. Nato come Rete Civica di San Donato Milanese in un’epoca in cui il web muoveva i primi passi come spazio pubblico, RecSando ha saputo anticipare i tempi, diventando una vera piazza digitale aperta e plurale.

RecSando nasce grazie all’intuizione e all’impegno di Nicola GargamelliSimone VaresiFabrizio CremonesiStefano TommasiMarcello TarabbiaBoris SusanjLuciano Monti e Mauro Miorali, quest’ultimo scomparso nel 2025, mentre Luciano Monti è venuto a mancare negli anni precedenti. Un gruppo eterogeneo per competenze, percorsi personali e sensibilità culturali, ma unito da una visione comune: dare vita a uno spazio di informazione civica libero, indipendente e realmente al servizio della comunità del Sud Est Milano. I fondatori hanno creduto fin dall’inizio nel valore del confronto, della partecipazione attiva e della conoscenza condivisa, anticipando l’idea di un web inteso come piazza pubblica e non come semplice vetrina. Il contributo di chi non c’è più, in particolare quello di Luciano Monti e Mauro Miorali, resta parte integrante dell’identità di RecSando e continua a vivere nei valori che ancora oggi guidano il progetto.

Informazione come servizio alla comunità
Fin dalle origini, RecSando ha scelto di non inseguire l’attualità gridata, ma di offrire strumenti di lettura dei fenomeni locali e sovralocali. Nel corso degli anni ha dato spazio all’informazione sui Comuni del Sud Est Milano, ai temi ambientali, sociali, culturali e tecnologici, fino alle analisi su progetti territoriali, infrastrutture e trasformazioni urbane. Una linea editoriale coerente, fondata sul confronto delle idee e non sulle tifoserie, con l’obiettivo di favorire un dialogo costruttivo e consapevole.

Una piazza aperta, prima ancora che digitale
RecSando si è affermata come uno spazio inclusivo e indipendente, libero da appartenenze politiche, religiose o culturali. Un luogo in cui le differenze diventano risorsa e non ostacolo, anticipando di anni il concetto di comunità digitale come spazio civico. La partecipazione non è mai stata solo virtuale: incontri pubblici, eventi, momenti di confronto con cittadini, associazioni ed esperti hanno permesso di portare i temi complessi dal web al territorio, rafforzando legami e relazioni reali.

Cultura indipendente, ambiente e mobilità sostenibile
Un altro tratto distintivo di RecSando è l’attenzione costante alla cultura indipendente, con la valorizzazione di artisti locali e un lavoro di racconto critico, in particolare nel campo musicale. Negli anni più recenti, il progetto ha inoltre acceso i riflettori su mobilità sostenibile e marketing territoriale evoluto, promuovendo iniziative capaci di coniugare ambiente, qualità della vita e visione futura del territorio.

Un’identità che evolve senza snaturarsi
Dal 2019 RecSando è parte dell’associazione N>O>I – Network Organizzazione Innovazione. Un’evoluzione che ha ampliato il raggio d’azione del progetto, mantenendo intatti i principi fondanti: condivisione della conoscenza, pensiero critico, indipendenza e coerenza. Trent’anni dopo, a parlare sono i fatti: continuità, capacità di adattamento, rispetto per il territorio e scelta costante del dialogo.

n questo percorso di crescita si inserisce anche il contributo di Flavio Mantovani, membro del nuovo direttivo. Ingegnere, con master in Urbanistica e master in Etica, Mantovani porta una visione che coniuga competenze tecniche e riflessione sui valori, rafforzando l’approccio sistemico e responsabile dell’associazione. È inoltre tra gli ideatori del dipartimento Bicipolitana Network, progetto che interpreta in chiave concreta e innovativa i temi della mobilità sostenibile e della pianificazione urbana orientata alle persone.

Gli auguri e le congratulazioni della redazione di 7giorni
La redazione di 7giorni rivolge a RecSando le più sincere congratulazioni per questo importante traguardo. Trent’anni di informazione civica rappresentano un patrimonio prezioso per tutto il Sud Est Milano, un esempio di come sia possibile fare informazione con rigore, passione e responsabilità. A RecSando l’augurio di continuare su questa strada, restando una piazza aperta di confronto e conoscenza, oggi più necessaria che mai. Fonte:7giorni

mercoledì 28 gennaio 2026

Giornata mondiale delle zone umide, visita guidata all’Oasi Levadina. Sabato 31 gennaio 2026, con ritrovo fissato alle ore 14.45.

 

Il WWF Martesana Sud Milano invita cittadini e famiglie a scoprire un patrimonio naturale alle porte di San Donato Milanese

n occasione della Giornata mondiale delle zone umide, il WWF Martesana Sud Milano promuove un appuntamento aperto alla cittadinanza per riscoprire uno degli ecosistemi più preziosi del territorio: l’Oasi Levadina. L’iniziativa è in programma sabato 31 gennaio 2026, con ritrovo fissato alle ore 14.45.

L’evento prevede l’apertura straordinaria dell’oasi e una visita guidata naturalistica, pensata per accompagnare i partecipanti alla scoperta della biodiversità presente nell’area umida, tra fauna, vegetazione tipica e delicati equilibri ambientali che rendono questi luoghi fondamentali per il territorio.

Le zone umide svolgono infatti un ruolo essenziale nella tutela dell’ambiente: favoriscono la biodiversità, contribuiscono alla regolazione delle acque e rappresentano un presidio naturale contro il dissesto idrogeologico. La giornata mondiale dedicata a questi ecosistemi diventa così un’occasione concreta per informare, sensibilizzare e coinvolgere cittadini di tutte le età.

Il punto di ritrovo per i visitatori è previsto a San Donato Milanese, presso il parcheggio situato all’incrocio tra la S.S. Paullese e via Fiume Lambro, in località Veneta Cucine. Il WWF consiglia di indossare abiti comodi e calzature adatte, considerata la natura del percorso.

Durante il pomeriggio, se le condizioni lo permetteranno, sarà inoltre possibile procedere alla messa a dimora di alcune giovani essenze arboree, un gesto simbolico ma concreto a favore dell’ambiente.

Per partecipare è richiesta l’iscrizione, da effettuare tramite mail. L’iniziativa si svolge con il supporto del Comune di San Donato Milanese e rientra nelle attività di educazione ambientale promosse dal WWF sul territorio.

Un’occasione per vivere la natura da vicino e riflettere sull’importanza di proteggerla, partendo proprio dalle aree più fragili e preziose.Fonte: 7giorni

martedì 27 gennaio 2026

Dramma nella terra della droga, 28enne colpito a morte dalla polizia

 

TRA SAN DONATO E MILANO Il fatto di sangue è avvenuto questa sera intorno alle 18 in via Impastato: ecco la prima ricostruzione del tragico episodio, avvenuto durante un controllo anti-droga

Un solo colpo di pistola, una vita spezzata in pochi secondi. È così che si è concluso nel tardo pomeriggio un controllo antidroga in via Giuseppe Impastato, all’imbocco del bosco della droga di Rogoredo, al confine con San Donato. Un 28enne è morto dopo essere stato centrato alla testa da un proiettile esploso da un sovrintendente del commissariato Mecenate, durante un intervento di polizia. Succede tutto poco prima delle 18. Due agenti in borghese, affiancati da altri due colleghi, stanno controllando l’accesso all’area di spaccio quando fermano un primo giovane, arrestato per detenzione di stupefacenti. In quei momenti concitati compare un secondo ragazzo, ventotto anni, che secondo le prime ricostruzioni tenta di ostacolare l’arresto, avvicinandosi agli agenti con una pistola in mano. I poliziotti gli intimano di fermarsi e di gettare l’arma. L’ordine non viene eseguito. Uno degli operatori spara un solo colpo. Il proiettile colpisce il giovane alla testa. I soccorsi sono immediati, prestati dagli stessi agenti in attesa delle ambulanze, ma le condizioni appaiono subito gravissime: il ragazzo muore durante il trasporto in ospedale. Solo dopo si accerta che la pistola era una replica a salve, priva del tappo rosso e difficilmente distinguibile da un’arma vera, soprattutto al buio. Sul posto intervengono Squadra mobile e polizia scientifica: sequestrate la finta pistola e l’arma d’ordinanza dell’agente. Fonte Il Cittadino

sabato 24 gennaio 2026

A San Donato nasce il Giardino terapeutico: il “verde che cura” per una città più inclusiva

 

Nel cortile dell’ex Scuola Rossa a Bolgiano un nuovo spazio pubblico pensato a partire dalle fragilità, tra benessere, autonomia e relazioni

Un luogo pubblico progettato non come struttura sanitaria né come spazio “speciale”, ma come risposta concreta ai cambiamenti demografici e sociali della città. È il Giardino terapeutico che l’Amministrazione di San Donato Milanese intende realizzare nel quartiere di Bolgiano, all’interno del cortile dell’ex Scuola Rossa. L’idea nasce da una riflessione sul progressivo invecchiamento della popolazione e sull’aumento delle fragilità: anziani soli, persone con demenze, disabilità o disturbi dello spettro autistico, ma anche il peso crescente che ricade sui caregiver. In questo contesto, il progetto punta a ripensare gli spazi pubblici come luoghi capaci di accogliere, orientare e favorire il benessere di tutti. Il Giardino terapeutico si ispira al concetto di “verde che cura”: non solo un’area estetica, ma uno spazio pensato come strumento di stimolo sensoriale, socialità e orientamento. Percorsi semplici e leggibili, zone di sosta ombreggiate e ambienti accessibili diventeranno risorse quotidiane per le persone più fragili, senza escludere il resto della cittadinanza.  Per la definizione del progetto è stato avviato un percorso di coprogettazione con le associazioni del territorio, articolato in incontri di confronto e in un questionario partecipato che ha permesso di raccogliere bisogni e indicazioni concrete. A febbraio, durante un incontro pubblico, verrà presentata una prima bozza elaborata da un architetto specializzato in giardini terapeutici, base per accompagnare il progetto verso la realizzazione. «È la città che deve adattarsi alle persone, soprattutto a quelle più fragili, e non viceversa – sottolinea Francesca Micheli, assessora ai Servizi di Welfare –. Con il Giardino terapeutico costruiamo uno spazio accessibile e accogliente, capace di stimolare abilità e autonomie: un luogo di tutti, progettato insieme alla comunità». Fonte: 7giorni


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