venerdì 26 giugno 2026
Caldo record, pronto soccorso sotto pressione: aumentano gli accessi al Predabissi e al Policlinico San Donato
giovedì 25 giugno 2026
San Donato Milanese, Cedri abbattuti in via Europa, il WWF Sud Milano chiede chiarezza
L'associazione ambientalista esprime perplessità per il taglio di numerosi alberi e invita a una riflessione sulla gestione del patrimonio verde cittadino
L'abbattimento di numerosi cedri nel complesso residenziale di via Europa 20 a San Donato Milanese continua a suscitare reazioni e interrogativi. A intervenire sulla vicenda è il WWF Sud Milano, che ha diffuso una presa di posizione nella quale manifesta «perplessità e dispiacere» per l'intervento che ha portato alla rimozione di una parte significativa del patrimonio arboreo presente nell'area.
Secondo l'associazione ambientalista, la scelta di procedere con il taglio di numerosi alberi solleva interrogativi sia sul piano ambientale sia su quello della pianificazione a lungo termine.
Il valore degli alberi in un'estate sempre più calda
Nel proprio intervento il WWF richiama innanzitutto il ruolo fondamentale che gli alberi maturi svolgono all'interno dei contesti urbani, soprattutto durante i mesi estivi.
«Il WWF Sud Milano esprime perplessità e dispiacere per il recente intervento che ha visto l'abbattimento di numerosi cedri del condominio di Via Europa 20 a San Donato Milanese. Ci chiediamo perché sia stata fatta una scelta tanto drastica in un periodo dell'anno che sarà annoverato tra i più caldi e dove l'ombra è un bene prezioso».
L'associazione evidenzia come la presenza di grandi alberi contribuisca non soltanto al decoro urbano, ma anche alla mitigazione delle temperature, alla qualità dell'aria e al benessere complessivo dei cittadini.
Le perplessità sulle nuove piantumazioni
Un altro tema sollevato riguarda l'efficacia delle eventuali compensazioni ambientali attraverso nuove piantumazioni.
Secondo il WWF, infatti, la semplice sostituzione degli alberi abbattuti non può rappresentare una risposta sufficiente se non accompagnata da una gestione adeguata nel tempo.
«Probabilmente ci verrà detto che verranno piantati nuovi alberi ma, se verrà adottata la stessa modalità di gestione che è stata adottata da 4-5 anni a questa parte per i giovani tigli posti vicino alla scuola media Galilei, quelli piantati ad aprile sono già secchi e di quelli messi a dimora qualche anno fa ne è sopravvissuto solo uno».
Una riflessione che punta l'attenzione non soltanto sulle nuove piantumazioni, ma anche sulla necessità di garantire manutenzione, irrigazione e cure adeguate affinché gli alberi possano realmente crescere e sostituire nel tempo quelli perduti.
Gli interrogativi sulla scelta dell'abbattimento
Nella parte finale della nota, il WWF pone alcune domande che ritiene centrali per comprendere quanto accaduto.
«Erano tutti da abbattere? Erano tutti in classe “D”? Possibile che non si adotti mai una visione di lungo periodo che preveda anche delle strutture a sostegno degli alberi stessi? Gli esempi, anche a San Donato, non mancano».
L'associazione richiama così l'attenzione sulla possibilità di valutare, quando tecnicamente possibile, interventi alternativi all'abbattimento, come opere di consolidamento o sostegno, già utilizzate in altri contesti.
Una riflessione sul futuro del verde urbano
Al di là del singolo episodio, la presa di posizione del WWF Sud Milano apre una riflessione più ampia sul futuro del patrimonio arboreo cittadino e sulla necessità di coniugare sicurezza, tutela ambientale e pianificazione di lungo periodo.
In una fase storica caratterizzata dall'aumento delle temperature e da fenomeni climatici sempre più estremi, il tema della conservazione degli alberi adulti assume infatti un ruolo sempre più centrale nelle politiche di gestione del territorio.
venerdì 29 maggio 2026
La metropolitana gialla arriverà a Peschiera
Non è però previsto un ulteriore prolungamento in futuro però
martedì 12 maggio 2026
Il Milan rimborsa il Comune di San Donato: in arrivo 74mila euro per il progetto dello stadio mai nato
La somma coprirà le spese tecniche sostenute dal Municipio durante l’istruttoria sull’ipotesi del nuovo impianto rossonero nell’area San Francesco, poi tramontata
lunedì 4 maggio 2026
Tribiano. In scooter nel fosso, due giovani morti nel Milanese
ll corpo di una ragazza di 24 anni e di un ragazzo di 25 sono stati trovati questa mattina in un fossato accanto a una strada comunale fra i campi a Tribiano, nel Milanese.
Secondo la prima ricostruzione, i due ragazzi che erano su uno scooter avrebbero perso il controllo del mezzo finendo prima nel fosso per poi andare a sbattere contro un palo di cemento nella notte.
giovedì 16 aprile 2026
Rogoredo e San Donato, doppia operazione antidroga ma i pusher tornano subito; Massera (FdI): «Serve una presenza costante»
Eppure, a poche ore dalla fine degli interventi, la situazione era già tornata quella di prima.
I treni nel caos
La prima operazione della giornata ha avuto un effetto collaterale immediato e pesante: il blocco della circolazione ferroviaria a Rogoredo. Trenord ha segnalato variazioni al servizio già dalle 13:37, con cancellazioni a raffica sulle linee S1 e S12 e ritardi fino a 40 minuti su diversi convogli.
Sulla S12, la tratta Milano Bovisa Politecnico–Melegnano, sono stati soppressi sei treni nel giro di poche ore. Sulla S1, linea Saronno–Lodi, otto convogli hanno subito variazioni di percorso, terminando o partendo da fermate intermedie. Per chi era sui binari nel primo pomeriggio, è stato un pomeriggio da incubo.
La voce del comitato: «Non portano a nulla»
Massimo Baldi, membro del Comitato pendolari sud Milano e Lodigiano, ha seguito l'intera vicenda in tempo reale e non ha usato mezzi termini. «Considerando che sono pianificati — ha scritto — posso farli in altri orari, e Trenord, sapendolo, dovrebbe offrire un servizio alternativo».
Ma il punto più amaro è arrivato in serata, quando Baldi ha constatato di persona l'esito dell'operazione: «Come già avevo scritto e ipotizzato, i tossici sono di nuovo lì. Il luogo è sempre quello, appena fuori da Rogoredo. Ne avrò visti almeno una ventina o forse più, in ordine sparso. Ora di sera tutto ritornerà come consuetudine. Questi interventi non portano a nulla, solo a far perdere tempo a chi è sul treno di ritorno da una giornata di lavoro o semplicemente da un giro in centro».
Una frustrazione che si accumula da anni, e che oggi ha trovato una conferma puntuale e sconfortante.
La voce della politica: «Serve presenza costante»
Sul fronte politico, Guido Massera, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale a San Donato Milanese e figura da tempo impegnata sul tema del degrado nell'area, ha comunicato nel pomeriggio l'esito delle operazioni con un tono più costruttivo, pur riconoscendo che non basta.
«Oggi è stata effettuata nei territori tra Milano e San Donato, incluso stazione MM3 e fermata FFSS di San Donato Milanese, un'operazione ad alto impatto delle forze dell'ordine, coordinate dal dirigente del Commissariato Mecenate» ha dichiarati Massera, ricordando anche l'avanzamento dei lavori sull'ex distributore Esso in tangenziale.
Massera ha allargato lo sguardo: «È necessario che queste operazioni abbiano maggiore frequenza, e più che altro che ci sia una presenza costante delle forze dell'ordine sull'area per mettere veramente la parola fine a una situazione di spaccio e di degrado che non ha più ragione di essere tra i comuni di San Donato e Milano».
Un appello che coincide, nella sostanza, con quello del comitato pendolari: basta operazioni spot, serve un presidio stabile.
La stazione di San Donato torna nel mirino
Tra le novità più preoccupanti segnalate oggi c'è il ritorno della stazione di San Donato Milanese tra i luoghi critici. Massera lo dice chiaramente: «Va prestata attenzione anche alla stazione di San Donato Milanese, che dopo parecchio tempo è diventata nuovamente luogo di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, cosa che danneggia gravemente i pendolari e tutti coloro che usufruiscono della stazione».
Un campanello d'allarme che si aggiunge alle preoccupazioni già note su Rogoredo. E che rimanda a una domanda ancora senza risposta concreta: che fine ha fatto la convenzione firmata nel 2024 tra il Comune di San Donato e RFI per la riqualificazione e il presidio dell'area ferroviaria? Baldi la cita esplicitamente: «Come mai la stazione di San Donato resta una pericolosa terra di nessuno?»
Un problema strutturale, non di ordine pubblico
Il quadro che emerge dalla giornata di oggi è chiaro. Le operazioni delle forze dell'ordine sono necessarie, e sia Baldi che Massera le apprezzano. Ma da sole non bastano. Il problema del boschetto di Rogoredo e dell'area ferroviaria tra i due comuni non è risolvibile con blitz periodici: richiede un intervento coordinato, continuativo, che coinvolga Comune di San Donato, Comune di Milano, RFI, Trenord e prefettura.
Nel frattempo, i pendolari del sud Milano e del Lodigiano continuano a pagare il prezzo di una situazione che va avanti da troppo tempo: treni cancellati, stazioni insicure, e la sensazione — confermata anche oggi — che ogni volta che la polizia se ne va, tutto torni esattamente come prima. Fonte: 7giorni
lunedì 13 aprile 2026
Viola Menichetti premiata da Mattarella, nel gennaio 2025 salvò il padre caduto in montagna
C’è anche Viola Menichetti tra i 28 attestati d’onore di Alfiere della Repubblica che il Presidente Sergio Mattarella ha voluto assegnare a giovani che, nel 2025, si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. La sandonatese Viola Menichetti, che compirà 18 anni tra poco più di un mese, il 4 gennaio 2025 aveva salvato la vita a suo padre Marco: i due stavano compiendo insieme un’escursione in montagna quando il padre era precipitato in un canalone ghiacciato. Ferito, immobilizzato da numerose fratture e in stato di ipotermia, l’uomo rischiava la morte. Viola, nonostante lo shock, il freddo intenso, l’oscurità sopraggiunta e le ferite riportate nel primo tentativo di soccorrere il padre, è riuscita con determinazione a raggiungere un punto dal quale poter contattare i soccorsi. Per la giovanissima, che aveva già ricevuto un attestato di benemerenza dalla sua città, un «riconoscimento che proprio non mi aspettavo», dice emozionatissima. Fonte: Il Cittadino
mercoledì 25 marzo 2026
Addio a Gino Paoli, maestro della canzone d'autore italiana. Aveva 91 anni
martedì 3 marzo 2026
San Donato, i lavori alla Campagnetta di via Di Vittorio stanno per ripartire
domenica 22 febbraio 2026
Ucciso a Rogoredo, 'dal poliziotto richieste quotidiane di denaro e droga'
L'assistente capo del commissariato Mecenate Carmelo Cinturrino avrebbe chiesto quotidianamente denaro e droga ad Abderrahim Mansouri, il marocchino di 28 anni ucciso dal poliziotto con un colpo di pistola alla testa il 26 gennaio nel boschetto della droga di Rogoredo durante un controllo antispaccio.
E' quanto è emerso dal racconto di alcuni conoscenti della vittima, ora al vaglio degli inquirenti.
Qualcuno avrebbe anche quantificato le richieste che sarebbero state di 200 euro e cinque grammi di cocaina al giorno. E così, in modo sistematico avrebbe fatto con altri pusher del boschetto di Rogoredo, la più grande piazza di spaccio della Lombardia. Abderrahim avrebbe confidato a una cerchia di persone, alcune delle quali sentite nell'inchiesta, che a un certo punto aveva respinto le richieste di Cinturrino e da quel momento avrebbe iniziato ad avere paura del poliziotto che ora è indagato per omicidio volontario. Di operazioni "disinvolte" dell'assistente capo avrebbero parlato anche alcuni testi portati dai legali della famiglia di Mansouri, Debora Piazza e Marco Romagnoli. Voci di 'protezione' verso un paio di pusher del Corvetto, di richieste di soldi ad altri. Oltre a Cinturrino sono indagati dalla procura di Milano altri quattro poliziotti che erano presenti. A loro sono contestati il favoreggiamento e l'omissione di soccorso.
L'assistente capo aveva raccontato di aver reagito "per paura" sparando dopo aver visto Mansouri puntargli contro una pistola che poi si è rivelata la replica di una Beretta 92 con il tappo rosso. In realtà l'arma - nella ricostruzione al vaglio della Procura - sarebbe stata messa accanto al ventottenne in un secondo momento, dopo che Cinturrino aveva detto a un collega di andare a prendere uno zaino al commissariato Mecenate. Il collega, ripreso dalle videocamere di sorveglianza, ha sostenuto di non sapere che cosa contenesse lo zaino che probabilmente custodiva l'arma. In sostanza quindi ci sarebbe stata una messinscena.
Gli accertamenti degli agenti della squadra Mobile e del pm Giovanni Tarzia vogliono, oltre che chiarire la dinamica dell'omicidio, scandagliare anche l'ambiente in cui è accaduta la tragedia: se davvero il poliziotto taglieggiava il gruppo di Mansouri a Rogoredo e forniva invece protezione ad altri pusher del Corvetto, quartiere in cui abita. Così come dovranno accertare che l'assistente capo abbia mentito anche sul fatto di aver detto ai colleghi, che erano impegnati sul posto per arrestare un pusher, di aver già chiamato i soccorsi dopo aver sparato.
La telefonata al 118 è stata fatta invece solo 23 minuti dopo la detonazione. I soccorritori che sono arrivati sul posto hanno trovato il marocchino che ancora respirava ed è morto alcuni istanti dopo. In quel lasso di tempo, tra lo sparo e l'arrivo del 118, secondo i legali di famigliari della vittima, il 28enne, forse, poteva essere salvato. La consulente della Procura che sta esaminando la replica della Beretta, Denise Albani (la stessa impegnata nelle indagini scientifiche sul caso di Garlasco), ha individuato, tra varie tracce, due profili di Dna identificabili e depositerà la sua relazione forse già lunedì.
Se il Dna di Mansouri non fosse sulla pistola, sarebbe la dimostrazione definitiva che la vittima non era armata. Se poi fosse trovato quello di Cinturrino, la sua posizione si aggraverebbe ulteriormente. Proseguono anche gli esami balistici per capire la posizione della vittima e del poliziotto che si sarebbe dovuto trovare a una ventina di metri di distanza quando ha esploso un solo colpo, colpendo alla tempia il marocchino. Fonte: Ansa









