La somma coprirà le spese tecniche sostenute dal Municipio durante l’istruttoria sull’ipotesi del nuovo impianto rossonero nell’area San Francesco, poi tramontata
74mila euro destinati alle casse comunali per chiudere, almeno dal punto di vista amministrativo, la lunga vicenda del possibile stadio del Milan a San Donato Milanese. Nei prossimi giorni il club rossonero verserà infatti al Comune la cifra richiesta dall’ente come rimborso delle spese tecniche affrontate durante l’iter istruttorio legato al progetto del nuovo impianto sportivo.
Il pagamento rappresenta l’epilogo di una partita che per circa due anni ha acceso il dibattito cittadino e alimentato l’ipotesi di trasformare l’area San Francesco nella futura casa del Milan. Il progetto era stato avviato dopo l’acquisizione dell’area da parte della società rossonera, attraverso l’operazione che aveva portato all’acquisto di SportLifeCity, per un investimento complessivo vicino ai 40 milioni di euro.
Nel masterplan presentato nel 2023 il club controllato dal fondo RedBird immaginava un grande distretto dedicato allo sport e all’intrattenimento. Il piano prevedeva uno stadio da circa 70mila posti, nuove aree commerciali, la sede del club, museo, hotel, parcheggi, spazi verdi attrezzati e collegamenti ciclopedonali in una zona compresa tra la tangenziale e la ferrovia.
L’amministrazione comunale aveva espresso un orientamento favorevole all’intervento, avviando anche il percorso per la variante urbanistica necessaria alla realizzazione dell’opera. Parallelamente, però, si era consolidato un fronte contrario composto da associazioni ambientaliste, residenti e comitati civici. Tra i temi più discussi l’impatto urbanistico del maxi impianto e la vicinanza con l’abbazia di Chiaravalle.
Nel corso dei mesi erano arrivati anche ricorsi al Tar e la proposta di un referendum cittadino, poi non approvata. A complicare ulteriormente il quadro si erano aggiunte le posizioni del comitato milanese “Sì Meazza”, convinto che il progetto di San Donato rappresentasse soprattutto una leva negoziale per riaprire il dossier San Siro. Scenario che si è poi concretizzato nel novembre 2025, quando Milan e Inter hanno acquistato l’area del Meazza, facendo definitivamente tramontare l’ipotesi dello stadio rossonero nel Sud-Est Milano.
L’area San Francesco, tuttavia, potrebbe non perdere la propria vocazione sportiva. Tra le ipotesi attualmente sul tavolo resta quella di un grande palazzetto multifunzionale da circa 15mila posti, legato al progetto NBA Europe, oltre alla possibile realizzazione di un villaggio sportivo dedicato al settore giovanile e al calcio femminile del Milan.
«74.000€. Ecco quanto valgono due anni persi per inseguire un progetto completamente fuori scala, per tentare di strappare lo stadio a Milano - è il commento polemico del Partito Democratico -. Briciole per un bilancio come il nostro, che non ripagheranno tutto il tempo e le energie dedicate dalla macchina comunale. Energie che potevano, anzi dovevano, essere concentrare su altro. C’è tanto da fare per recuperare il tempo perso». Fonte: 7giorni

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