Un milione di euro, per fare della Via Francigena uno degli itinerari turistici più suggestivi del vecchio continente. È questo lo scopo della richiesta con la quale le Province di Lodi e di Pavia proporranno all’Unione europea di finanziare un vasto progetto per il rilancio e la valorizzazione a tutto tondo della storica via di Sigerico. L’obiettivo delle due amministrazioni, tradotto in un dossier di 37 pagine, è di riuscire a offrire alle migliaia di potenziali pellegrini interessati al percorso, un prodotto in grado di soddisfarli possibilmente già entro l’Expo milanese del 2015, e sicuramente anche dopo. Il tutto, a dispetto della cifra apparentemente alta, senza ambire a opere o investimenti infrastrutturali faraonici; questo facendo della Via Francigena una sorta di “cammino di Santiago”, accogliente e attrezzato, puntando su interventi semplici e sulla formazione-coinvolgimento di quanto già esistente. Valido grosso modo per tutte e sette le tappe del sentiero (comprese le due lodigiane, la Santa Cristina-Orio Litta, di 16,8 chilometri e la Orio Litta-Piacenza, di 17,4 chilometri), il progetto parte dalle “debolezze” attuali del percorso (poco segnalato, poco promosso, poco conosciuto e scarso di aree di sosta, di ristoro e di strutture ricettive in primis), per poi illustrare le migliorie con cui esaltarne i punti di forza, attracchi e attraversamento del Po compreso. Pensando alla buona fruibilità ciclopedonale della via, per esempio, si cercherà di accrescerne la visibilità, e la piacevolezza, con segnaletiche adeguate, passaggi ad hoc, piazzuole per le soste, fontanelle, pannelli informativi e maggiori trasporti su fiume. Sul fronte promozionale, l’idea è invece di “educare” e coinvolgere gli operatori turistici, ma anche di realizzare brochure, siti Internet, guide tradizionali e multimediali anche in inglese che illustrino ogni aspetto storico, culturale e ambientale dell’area; mentre sulla ricettività, lungi dall’investire su nuove strutture a rischio di flop, l’obiettivo è di arrivare a garantire almeno 430 posti letto (114 nel Lodigiano) incentivando l’utilizzo da parte di associazioni, volontari ed enti ecclesiastici a sfruttare quanto già esistente, come palestre, oratori e abitazioni private, a mo’ di ostello o “bed and breakfast”. Conscio degli sforzi della Provincia per attingere ai finanziamenti europei, intanto, anche il vicepresidente vicario dell’Associazione europea delle vie Francigene Francesco Ferrari guarda con favore alla simbiosi simbolica con il più famoso Cammino di Santiago: «Ho sottolineato come il Cammino di Santiago e quello della Via Francigena si intersechino nel dialogo interculturale e interreligioso tra le nuove generazioni, nella centralità dei temi dell’integrazione, della pace e della cittadinanza attiva - racconta a proposito della sua partecipazione all’inaugurazione della staffetta podistica “Europa-Compostela 2010”, celebrata nei giorni scorsi a Strasburgo -. Gli itinerari culturali europei si propongono come un modello di sviluppo sostenibile e la possibilità di discuterne in consessi di carattere internazionale è fondamentale per definire una linea comune».Fonte: Il Cittadino
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