sabato 20 novembre 2010

Crolla portale santuario XV secolo a Gela

GELA - Dopo la Domus dei gladiatori di Pompei un altro monumento si sbriciola per l'incuria e l'abbandono. Questa volta finisce in frantumi il portale della sacrestia di un antico santuario di
Gela , intitolato alla patrona della citta', Maria d'Alemanna. Un crollo che rinfocola le polemiche. Italia Nostra punta il dito contro l'assenza di un piano di manutenzione straordinaria, invitando il ministro Bondi a dimettersi. Una richiesta che il ministero bolla come ''faziosa'', sottolineando che la tutela dei beni culturali della Sicilia spetta alla Regione. Ma anche il neo assessore regionale, Sebastiano Missineo, prende le distanze sostenendo che il monumento ''non e' di proprieta' della Regione'' e invitando ''a non fare paragoni con Pompei''. Il santuario, che risale al 1450, sarebbe stato costruito in una sua prima forma architettonica nel 1243 dall'ordine religioso dei cavalieri teutonici, iniziatori del culto di Maria d'Alemanna, per poi subire alcune modifiche. Nel 1979 fu parzialmente demolito, lasciando la sacrestia, e ricostruito in stile moderno. Nel 1985 e' stato riaperto al culto. La parte vecchia e' rimasta in attesa di restauro, insieme con l'alloggio delle suore francescane che ne curavano la gestione. La soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta ha subito inviato sul posto un suo esperto, l'architetto Antonino Ristagno, per una ricognizione e per accertare l'entita' dei danni. Il tecnico ha detto che ''l'edificio, catalogato come bene monumentale, va subito messo in sicurezza, per evitare ulteriori crolli. Solo in una seconda fase si procedera' a progettare e realizzare interventi mirati di recupero''. Anche a Gela il crollo suscita polemiche, prese di distanza e palleggiamenti di responsabilita'. ''L'accostamento con la tragedia culturale di Pompei - dice il sindaco, Angelo Fasulo - mi sembra alquanto esagerato. L'amministrazione non ha alcuna responsabilita' e non era nelle condizioni di intervenire, in quanto la zona interessata e' di proprieta' della Curia ed e' recintata ed inaccessibile''. Il sindaco lamenta ''l'eccessivo clamore mediatico che ancora una volta mette in cattiva luce Gela '' e sottolinea che ''non e' mai pervenuta in questi anni, ne' al Comune ne' alla Sovrintendenza, alcuna richiesta di restauro. Ma i cittadini del ''comitato pro-santuario'' non sono d'accordo: ''Sono anni che gridiamo ai quattro venti che l'intera struttura, risalente al XV secolo, e' in pericolo, che tutto sta per crollare, ma nessuno ci ascolta''. Don Carmelo Umana, direttore dei Salesiani, alla cui parrocchia appartiene l'edificio, nega pero' che si tratti del crollo di una struttura importante dal punto di vista architettonico. ''Dopo i primi cedimenti dell'antico santuario - racconta il custode volontario della chiesa, Calogero Blanco - le autorita' religiose ne decisero la parziale demolizione; il resto e' rimasto in stato di abbandono. Il nostro sogno e' quello di rivedere l'antico santuario ricostruito cosi' com'era''. Un sogno irrealizzabile, perche' il materiale del vecchio edificio non esiste piu'.Fonte: Ansa.it

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