sabato 20 novembre 2010

Mediglia - Cento pneumatici scaricati nella roggia - Esattamente un mese fa era stata eseguita una bonifica in seguito a un altro raid dei vandali inquinatori - Nel corso d’acqua lasciati anche sacchi con scarti e lana di roccia

Terra di confine, terra di nessuno. Si dice spesso così, in un detto caro alla gente del Sudmilano, e purtroppo altrettanto vero. Basta guardare il lembo di terra che unisce la frazione di Triginto di Mediglia alla provinciale Sordio-Bettola. Dove finisce l’abitato e inizia un percorso di campagna, di pochi metri, già salito agli onori della cronaca per il ritrovo dei clienti degli spacciatori, ma anche per l’abbandono dei rifiuti. E proprio qui, durante la notte tra giovedì e venerdì, sono stati scaricati quintali di rifiuti: un centinaio di pneumatici e sacchi neri, oltre a scarti di materiali di isolamento per edilizia altamente inquinanti come la lana di vetro. Tutto o quasi in una profonda roggia che solca il tracciato, già bersagliata il mese scorso da altri vandali che hanno scaricato ancora gomme di trattori e automobili nell’alveo. Il 19 ottobre, con un mezzo meccanico, è stata eseguita la bonifica della zona. Ma, a quanto pare, inutilmente. Ieri la polizia locale ha eseguito il sopralluogo sull’area, ha steso una dettagliata relazione corredata da fotografie e ha inviato l’incartamento all’ufficio ecologia che dovrà decidere i provvedimenti del caso. La segnalazione è partita da un cittadino, Gaetano Carenzi, consigliere della Fenice per Mediglia, che ha notato la discarica abusiva. «Non si riesce nemmeno ad immaginare quanta e quale immondizia sia stata “dimenticata” volontariamente nel fosso - protesta Carenzi -. Qualcuno deve essere venuto con un camion, ma non da solo, perché è impossibile scaricare tutta quella roba in poco tempo. Avranno approfittato della notte e della pioggia. Io posso dire con certezza che fino a giovedì non c’era niente, perché ho portato a passeggio il mio cane. Ieri appena ho visto lo scempio ho subito chiamato il sindaco e la polizia locale. Mi sono anche proposto di aprire i sacchi, in modo da cercare di capire la provenienza dei rifiuti. Credo che i reati ambientali ripetuti non possano rimanere impuniti». Il sospetto è che si tratti di qualche trasportatore che, pur di evitare di spendere poche decine di euro per il conferimento autorizzato, ha pensato di cavarsela con questo gravissimo reato. I “pirati” dei rifiuti hanno abbandonato dieci sacchi neri e altrettanti trasparenti, cento pneumatici, uno scaldabagno, pacchi con all’interno lana di roccia. «A una prima occhiata - racconta Carenzi - sembra che qualcuno abbia svuotato o demolito una struttura e poi si sia liberato in campagna delle cose ingombranti. Io sono convinto che occorra fare qualcosa e presto. Ora siamo a fine mandato, ma una cosa da fare nel prossimo quinquennio è la posa di telecamere lungo la via che porta a cascina Melegnanello e vedremo se gli inquinatori avranno ancora voglia di fare i loro comodi. L’alternativa è la chiusura della roggia, che non viene utilizzata per le pratiche irrigue, ma è chiaro che in questo caso se i rifiuti non dovessero più essere buttati qui, verrebbero comunque abbandonati nella zona». Fonte: Il Cittadino

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