«Un accanimento incomprensibile: non c’è stato nessun favore a Quotidia Srl per la realizzazione del parco fotovoltaico a terra in Cascina San Bruno, e al contrario arriveranno importanti benefici per comune e comunità». Quindici giorni fa Legambiente Lombardia aveva depositato un ricorso al Tar di Milano contro la realizzazione dell’opera, avanzando dubbi sulla procedura e sulle modalità con cui è in corso la realizzazione di un parco fotovoltaico di 7 lotti indipendenti, ciascuno di potenza di poco inferiore a 1 megawatt, la misura oltre la quale scatta l’obbligo di valutazioni ambientali approfondite. Fare sette lotti inferiori al megawatt invece che un un unico parco, di fatto, ha consentito alla società di aggirare l’obbligo di valutazione d’impatto ambientale. «Ma la scelta è stata economica: con quelle dimensioni è stato molto più facile trovare degli investitori, e comunque la decisione di non procedere con la valutazione è stata di Provincia di Milano e Regione, non nostra né di Quotidia Srl», spiega il sindaco Gigi Panigada. La questione ha vivacizzato il consiglio comunale di venerdì sera a San Colombano con una forte polemica finale innescata da un’interrogazione del consigliere di minoranza Maurizio Rugginenti sui rapporti tra amministrazione comunale e società Quotidia Srl. «Ma non capisco questo accanimento verso l’iniziativa - continua Panigada -. Ci si limita a guardare a singoli aspetti, ma se si osserva la questione per intero e senza partito preso, ci si rende conto di quanto sia positiva per tutti».I vantaggi sarebbero molteplici, secondo il sindaco: intanto si va a realizzare energia pulita, e si valorizza un terreno di proprietà sì agricola, ma che sarebbe stato destinato alla dismissione completa nei prossimi anni. Con le risorse derivanti dalla cessione del diritto di superficie, poi, i privati proprietari di Cascina San Bruno hanno già comunicato l’intenzione di restaurare la pregevole chiesetta annessa alla cascina, e in generale è prevista la piantumazione a bosco di otto ettari di terreno. In più tra 25 anni i campi torneranno nella stessa condizione d’origine, e a garanzia è già stata depositata una fideiussione. Al comune va anche un lotto di fotovoltaico che permetterà di ottenere circa 150 mila euro l’anno per i prossimi 25 anni, risorse indispensabili viste le ristrettezze economiche. Non da ultimo, infine, tra tecnici, manutentori e sicurezza arriveranno una decina di posti di lavoro. Fonte: Il Cittadino
lunedì 29 novembre 2010
San Colombano - Il sindaco difende il fotovoltaico a terra - Dopo il ricorso al Tar di Legambiente, una promessa: «Tra 25 anni i campi torneranno come prima» - Panigada: «Il progetto a Cascina San Bruno porterà benefici»
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