venerdì 19 novembre 2010

San Donato - “Super occhio” vigilerà sulla città - L’assessore Gargani annuncia anche l’attivazione di un numero unico di polizia locale per le emergenze Entro due mesi la centrale collegata a 55 telecamere

Non più di due mesi per la centrale operativa unificata della polizia locale di San Donato: il “super occhio” a 55 telecamere. «I sistemi saranno collegati al comando entro gennaio 2011, secondo l’ipotesi più probabile - annuncia oggi Simona Gargani, assessore alla sicurezza nella giunta Dompè -. Potremmo anche guadagnare qualche giorno e rientrare ancora nell’anno in corso. Tutto è alle porte, comunque». La cabina di regia con 55 “occhi” puntati sul territorio comunale regalerà ai sandonatesi anche un’altra cosa semplice, ma sino ad oggi mai mandata in porto: il numero unico per chiamare le emergenze di polizia locale. Oggi infatti sono due i diversi numeri d’emergenza, uno per il giorno e l’altro per la sera, e comunque collegati a turni diversi. Un problema che si trascina da tempo e sarà sanato. «La centrale unica porta non solo maggiore sicurezza, ma anche più semplificazione - è infatti un secondo concetto messo a fuoco dall’esponente di giunta -; aboliremo questo sdoppiamento di riferimenti che i cittadini chiedono da tempo di superare. Per adesso il numero unico non è ancora in funzione, è solo sperimentale. Appena ci sarà l’ok definitivo, inizieremo una campagna informativa porta a porta. Tutti i cittadini saranno messi al corrente della novità». La centrale di sorveglianza del futuro non sarà - come intuitivo per ragioni di controllabilità, e disponibilità di uomini - un collage di 55 schermi, ma un insieme di schermi dei quali alcuni ricevono immagini da più di cinquanta zone del territorio. Il numero è in grado di coprire una superficie comunale che si estende su circa 12 chilometri quadrati, con confini “friabili” soprattutto in direzione di Milano. Da una parte e dall’altra, cioè verso Poasco - Chiaravalle e oltre il villaggio Eni, nella terra di mezzo del terminal metro 3. Secondo l’assessore Gargani «San Donato è oggi in una situazione non più minacciata da insediamenti abusivi e campi rom. In tre anni abbiamo messo mano a ventuno sgomberi, con molte azioni preventive, e se i comuni attorno continueranno ad appoggiarci, a cominciare da Milano, abbiamo dimostrato che avere il campo rom stabile non è un destino per chi confina con la periferia delle metropoli. La prossima frontiera? La lotta all’occupazione e alla locazione abusiva degli appartamenti. Il ministero dell’Interno ha conferito poteri interessanti ai sindaci in questo campo, come Maroni ha già fatto per prostituzione e bivacchi. Vogliamo vedere chiaro anche nelle case che possono nascondere clandestinità e sfruttamento. Fonte: Il Cittadino

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