sabato 13 novembre 2010

Twelfth Night: Creepshow, South Street, Reading, 30 April 2010



Nel 1978 Brian Devoil, Clive Mitten e Andy Revell danno vita a una band che suona lunghi strumentali basati sulle acrobazie chitarristiche di quest'ultimo, evidentemente patito della fluidità e melodiosità di Jimmy Page. Stupisce il fatto che la tastiera sia relegata a un ruolo marginale. Il primo mini album del gruppo (Twelfth Night o Electra Tape), uscito solo in cassetta nel 1980 con l'aggiunta della cantante Electra e del tastierista Rick Battersby, è già un buon tentativo di presentare lunghe composizioni senza inutili orpelli o arrangiamenti barocchi. La cantante lascia il gruppo poco dopo (di ufficiale c'è solo un 45 giri), e la band si dedica a una frenetica attività live, grazie alla quale si fa conoscere in città e nei dintorni; con questa formazione viene pubblicato il primo Lp del gruppo, Live At The Target, registrato senza sovraincisioni in un piccolo club e composto da quattro lunghi strumentali di grande suggestione. "Sequences", brano che occupa tutta la seconda facciata, è il vertice creativo dei primi Twelfth Night e già presenta tutti gli ingredienti della ricetta: ritmica serrata, arrangiamenti all'osso, melodicità. Manca, però, una bella voce… Il giovane studente d'arte Geoff Mann, che seguiva la band come appassionato fin dai primi concerti, viene presto coinvolto negli allestimenti scenici, soprattutto dipingendo i fondali e preparando coreografie che accompagnassero i sognanti strumentali del gruppo; nelle riviste locali dell'epoca è possibile leggere le sue recensioni entusiastiche dei loro concerti. L'amicizia tra il gruppo e questo vulcanico artista diviene un proficuo sodalizio proprio quando la band raggiunge l'apice della sua popolarità locale. I Twelfth Night sono l'unica band di Reading a essere invitata al celebre festival cittadino nel 1981, e per l'occasione Geoff debutta come cantante, dinanzi a trentamila spettatori. La sua forza proviene da una eccezionale carica umana, da uno humour intelligente e penetrante, da una sensibilità fuori dal comune. L'incontro artistico col gruppo è micidiale, e le menti più creative del lotto - quelle di Mann, Revell e Mitten - sembrano arrivare a un connubio idilliaco. Fact And Fiction, uscito alla fine del 1982, è il primo album vero e proprio del gruppo, ed è probabilmente uno dei migliori lavori progressive degli anni Ottanta. Un disco perfetto dalla prima all'ultima nota, arricchito da una grafica entusiasmante (curata dallo stesso Mann) e da testi indimenticabili. "We Are Sane", "Creepshow" e "Love Song" le tracce fondamentali, ma anche nei brani brevi come "This City" si nasconde il genio dei Twelfth Night, con ricami di basso che sembrano fuggiti da un album dei Cure, tanto sono essenziali e intensi. La prova vocale di Mann è strabiliante: durante il brano d'apertura passano quasi due minuti prima che ci si possa rendere conto di quale sia la sua voce normale, tanto è versatile la sua interpretazione. Gli spettri della Guerra fredda, l'alienazione della società capitalista, la solitudine, la follia sono i temi trattati con profondità ed emozione dai testi dell'album, che anche per questo può essere considerato una specie di "Dark Side Of The Moon" degli anni 80. 

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