lunedì 18 maggio 2020

Fase 2, la Lombardia torna a muoversi: treni e mezzi sorvegliati speciali

A Milano primi episodi di sovraffollamento sulla linea filoviaria 90-91, chiusi temporaneamente i tornelli a Sesto Marelli. 

Milano, 18 maggio 2020 - Nella prima mattina della ripartenza il traffico in ingresso a Milano è decisamente più sostenuto, ed è radicalmente differente dalla ripresa dura del 4 maggio in uscita dal lockdown. La Polizia locale ha il suo da fare per gestire la circolazione, e dai monitor della centrale operativa, in ingresso a Milano "si vede la differenza". L'afflusso di auto si è andato regolarizzando ma poco dopo le 7 aveva toccato un picco molto intenso, come non lo si vedeva da mesi causa lockdown.

Metropolitana e mezzi di superficie

Situazione ancora tranquilla sui mezzi pubblici ma sulla linea filoviaria 90-91, molto frequentata sin dall'inizio del servizio, ci sono stati episodi di sovraffollamento e i vigili sono dovuti intervenire per dare una mano agli addetti dell'azienda del trasporto locale nella zona di viale Tibaldi. Polizia locale e polizia di Stato pattugliano le fermate, pronte a intervenire in caso di necessità- Nel primo giorno di massiccia riapertura delle attività, sin dalle 6 del mattino si nota un maggior afflusso di passeggeri sulla linea rossa della metropolitana. L'autobus sostitutivo che è stato in funzione prima della ripresa delle corse della metro da Sesto San Giovanni aveva sul display la scritta 'completo' e, proprio nella stazione di Sesto Marelli, intorno alle 7.30 è stato necessario chiudere i tornelli per il notevole afflusso di passeggeri. A bordo, in particolare, persone che andavano a garantire l'apertura di uffici e negozi. Tutti avevano la mascherina di protezione, non tutti i guanti. 

Treni

A bordo dei treni che da tutta la Lombardia arrivano alla stazione Cadorna, in periodo ante-coronavirus carichi di pendolari, il giorno della riapertura di bar, ristoranti e altri esercizi pubblici "c'è
qualcuno in più, ma niente folla". A raccontarlo, intorno alle 6 del mattino, è proprio un pendolare che arriva da Saronno. "Abbiamo viaggiato rispettando tutte le norme di sicurezza, nessuno escluso - spiega all'Ansa - probabilmente le persone in tutti questi mesi hanno capito che devono prestare attenzione". La situazione non cambia neanche dopo le 7. Un'ostetrica proveniente da Rescaldina con il treno della linea Novara-Milano, che non ha mai smesso di viaggiare perché lavora in ospedale, parla "più o meno dello stesso numero di persone dei giorni scorsi". E i pendolari, così come i milanesi, dopo oltre due mesi di lockdown riscoprono il piacere di un espresso al bar, al banco prima di andare al lavoro o seduti al tavolino con le dovute distanze.

Primo volo a Orio al Serio

L’aeroporto di Orio al Serio ha accolto questa mattina il primo volo di linea dopo il decreto di riapertura dello scalo al traffico passeggeri dello scorso 5 maggio. Alle ore 6:51 è atterrato il volo Wizz Air W6 4351 proveniente da Sofia con a bordo 113 passeggeri, i primi a transitare in aerostazione dal 13 marzo scorso insieme agli 81 partiti da Bergamo con lo stesso aeromobile decollato alla volta della capitale bulgara dalle 7:50. 

Prima messa in Duomo

Una trentina di fedeli sono entrati nel Duomo di Milano per assistere alla prima Messa aperta al pubblico alla fase 2 post Covid Le persone vengono fatte entrare dall'ingresso laterale, quello di fronte all'arcivescovado, e i controlli sono un po' macchinosi: prima la misurazione della temperatura, poi il controllo delle borse - che c'era già prima della pandemia - quindi il metal detector. La funzione si svolge nella cappella feriale della cattedrale, che si trova esattamente dietro l'altare e ospita anche il grande coro in legno scuro. La Messa comincia in modo solenne con l'organo che risuona dopo oltre due mesi di assenza di fedeli. A celebrarla è il capo della Veneranda Fabbrica, monsignor Gianantonio Borgonovo.

Il contagio in Lombardia

Le riaperture scattano dopo che ieri i nuovi casi di coronavirus registrati in Lombardia sono stati 326. "Non ci sono dubbi che le infezioni aumenteranno" - ha detto il governatore Attilio Fontana  ma noi dovremo evitare che si diffondano in maniera incontrollata, che nascano nuovi focolai". Fonte Il Giorno

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